Piccoli tamarri crescono

A questo ho pensato quando mi è capitato di osservare alcune magliette di Sylvestrino.

Però ammetto…è un tamarro con stile. Black look lo chiama lui.

Più passa il tempo e più vedo quell’esserino che ho preso in braccio la prima volta quando pesava 2kg e mezzo che si forma con la sua personalità, fisionomia, carattere.

Sarei bugiardo a dire che non stravedo per lui.

Nel weekend abbiamo avuto diverse occasioni di “lavorare” in team.

Prima perchè mi ha chiesto di insegnargli a fare il DJ. Per cui ho passato una mattina a spiegargli cosa sono i BPM, che le canzoni si dividono in 4 quarti e perchè la cuffia va portata solo su un orecchio. Pensava fosse più facile…però era bellissimo vedere nei suoi occhi la soddisfazione per essere riuscito a “far entrare” un brano a tempo…

Poi perchè nel pomeriggio di domenica c’è stato il torneo di beach tennis. O meglio, i tornei.

Si perchè ce n’era uno per i ragazzi, uno per gli adulti ed uno per i padri e figlio.

Lui ormai ha dimostrato di avere più talento del papà con questo sport. Ha infatti vinto il suo torneo, tra l’altro in coppia con una biondina mica male che, con gli occhi a cuoricino, mi ha confessato “Lei è il papà? Lo sa che suo figlio è braaaaaavissimo….” e senza troppi scrupoli gli ha chiesto il numero di telefono (ma non erano gli uomini che corteggiavano le donne?).

Con me invece si è dovuto accontentare di un terzo posto…mio figlio ovviamente, non la biondina.

Va beh…poi c’era anche il mio di torneo ma possiamo stendere un velo pietoso…

magliette tamarre

 

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Altri tempi

NDR: post pallosissimo se non vi frega un tubo della corsa

Già, apro il file excelle dove tengo ordinatamente tutti i risultati delle mie gare e annoto mestamente anche quello di domenica scorsa.

Pure stavolta, sia pur di poco, non sono riuscito a stare sotto le due ore. Meno di 12 mesi fa, a compiere la stessa distanza, impiegavo oltre 10 minuti in meno…(sospiro)…altri tempi.

Meno male che non vado alle olimpiadi, sarei capitato proprio nell’anno NO.

E’ vero, faceva caldo, avrò perso due o tre litri d’acqua durante la corsa…però speravo un filo meglio.

Molto fa la testa, lo so. Non tanto in gara (anche se conta anche li) quanto nella preparazione. Sono mesi che mi pesa allenarmi e se manca l’entusiasmo non mi alleno bene, non faccio i “lavori”, magari faccio un km in meno piuttosto che uno in più del previsto…e i 4 allenamenti la settimana li ho fatti ben poche volte, e poi in vacanza allenarsi era oggettivamente complicato…insomma signor giudice, invoco le attenuanti generiche.

Certo, l’aver tolto la regina come obiettivo per quest’anno ha smorzato molto l’entusiasmo. Se fossi bravo dovrei rimettermela tra i prossimi obiettivi, magari già in primavera…però faccio così fatica a farne 21 che l’idea di fare lunghi ancora più lunghi (gioco di parole) mi fa venire la nausea.

Meglio procedere a piccoli passi, un po’ alla giornata, magari tentando di migliorarmi un po’ già dalla prossima, la mia prima all’estero.

Archivio comunque con piacere la mia fatica di domenica. Bologna è sempre bella da correre e c’è stata l’occasione di farlo con mio padre (anche se l’ho perso dopo solo due km…ma lui ne faceva solo 10), e con amici.

E ora basta su…a nanna che domani mattina voglio vedere l’alba zampettando in maglietta e pantaloncini.

mezza maratona

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Come al cinema

Tra il primo e il secondo spettacolo.

Sul lavoro tante incognite e poche certezze. Tra queste quella che il mio capo è viscido…vuole apparire per quello che non è e fa, scrive, dice, cose che non mai fatto, scritto o detto prima. Non mi sorprende però.

Io sono un po’ defilato, coperto appunto da lui. Ma non me la prendo più di tanto.

Ed è questo che più mi fa riflettere. Dovrei incazzarmi, fremere, agire…e invece nulla. Faccio il mio lavoro come se nulla fosse (e tutto sommato anche bene), ma senza voglia, senza ambizioni, senza passione.

E se guardo a tutto il resto non è che la situazione sia diversa.

Dicono che a 50 anni la vita ricomincia…ma devo essere in quella fase, tra il primo e il secondo spettacolo, quando lo schermo è spento, le luci accese e in sala c’è il silenzio.

Faccio fatica anche a correre. Non ne ho voglia, non ho obiettivi stimolanti. Mi alleno meno di quello che dovrei e non appena esco di casa non vedo l’ora di tornare.

E ciò nonostante domenica tornerò a mettere un pettorale…ma così, senza obiettivi…in attesa che cominci lo spettacolo dopo.

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Al supermercato

Ferie finite. Primo giorno di lavoro.

Stasera poi, passo al supermercato per prendere qualcosa, visto che il frigo ha l’eco e la lavatrice reclama il suo carburante.

Vado nell’apposita corsia e mi ritrovo una parete che pare il paradiso del marketing e del packaging.

Devo prendere un ammorbidente. Non perchè voglia i mie capi morbidi, ma almeno un po’ profumati…

Ed è così che mi ritrovo a svitare il tappo di mille flaconi colorati e annusare…lavanda, rosa, freschezza di montagna, fiori tropicali…la tipica attività che definirei “femminile”.

Ed è così che a un certo punto incrocio lo sguardo con quello di un altro uomo che anche lui, come me, svita e annusa come se fosse una droga.

Siamo solo io e lui in tutta la corsia. Sguardo imbarazzato…e flacone chiuso velocemente e messo con disinvoltura nel carrello.

Abbiamo una dignità da maschi alpha da mantenere, che diamine!

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!Hasta Luego!

Incrociando le dita domani sarò su un aereo per andare via da qui.

Statemi tutti bene, riposatevi e divertitevi.

Un grande abbraccio

 

Il gatto Syl

gatto silvestro in partenza

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coglioni girati

Quando tu, che da settimane gestisci un problema complesso e delicato, nel momento in cui stai per mandare una mail a tutto il mondo (dovevo solo fare click) dicendo come e cosa fare, senti il tuo capo che ti dice….“giramela a me che la mando io” (tra l’altro dovendogliela spiegare tre volte perchè non capiva un cazzo)…ecco ti girano i coglioni.

http://vignette2.wikia.nocookie.net/nonciclopedia/images/c/c0/Cartello_stradale_giramento_di_coglioni.jpg/revision/latest?cb=20100307142230

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oggi va così

Giornate pesanti in ufficio. Il cambio della proprietà sta amplificando le paure, l’ansia, lo stress.

Il nervosismo è palpabile. Lo vedo e lo sento. Il mio capo, i colleghi…cerco di non farmi coinvolgere ma è una partita persa.

Oggi va così. Vedo nero.

I problemi mi sembra PROBLEMI, gli incontri mi sembrano scontri. Il telefono incute timore perché portatore di sole.

Mi sembra di avere mille cose da fare. Che non sono diverse dalle mille di ieri, ma oggi mi sembrano di più.

Mi piacerebbe potermi dedicare a quelle attività scaccia pensieri. Quelle che ti permettono di non pensare, di indossare la faccia “mucca al pascolo”.  Avete presente?

Ero in mensa prima, da solo, e pensavo al piano B. Cosa potrei fare? Cosa VORREI fare?

So che vorrei essere altrove, ma non qui.

Poi torni in ufficio e pensi al preventivo urgente, alla tabella da compilare, alla telefonata con quello delle HR…

E si che stamattina sono andato a correre. Di solito sudare prima delle 7 mi permette di affrontare meglio la giornata.

Ma oggi va così…

 

 

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Delle serate indimenticabili e dei vecchi compagni di viaggio

Ieri sera ho portato tutto il mio ex gruppo di colleghi fuori a cena. Da settimana prossima cominceranno i loro trasferimenti nelle nuove sedi e non avremo più modo di vederci e frequentarci almeno giornalmente.

Dopo tanti anni passati con loro ci tenevo proprio a organizzare una serata così.

Ci sono stati sorrisi, risate, un po’ di commozione…mi hanno preparato un bellissimo “libro” con foto e aneddoti in cui mi prendevano un po’ in giro. Le richieste di aumenti che si trasformavano in aumenti di lavoro, o il mio “sleng” tecnico da supercazzola nelle riunioni…cose così insomma.

Andavo in giro per i tavoli, un po’ come una sposa al banchetto nunziale, per parlare con tutti, ricordare i tanti momenti condivisi, guardarli negli occhi da vicino e far comprendere loro quanto mi mancheranno. Molti di loro sono anche stati inconsapevoli protagonisti di molti miei post, ma questo non lo sapranno mai.

In ogni momento della serata mi ripetevo quanto sia stato fortunato a guidare un gruppo così. E così come ho ancora impresso nei miei ricordi la cena della maturità, quella dell’ultima notte di militare, o l’addio al celibato…anche questa serata avrà un posto speciale nel mio cuore.

E poi dicono che è solo lavoro…

 

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cronaca di questi giorni di vacanza – seconda parte

…e poi dovevo prendere il sole. Cosa che ho fatto solo in parte perchè ho beccato i tre giorni più sfigati del mese. Pioggia, vento, mareggiata…stare in spiaggia era pressochè impossibile. Però mi sono abbronzato lo stesso.

Poi sabato c’era la gara coi go-kart. Sylvestrino si è defilato, a lui non piacciono queste cose adrenaliniche. Io invece non vedevo l’ora. Infilare il casco, salire sul gokart e andare a tutta manetta. C’era da fare prima le prove e poi la gara. Nelle prove sono andato in testa coda, ottenendo un mediocre piazzamento sulla griglia. In gara poi, nella foga di recuperare….sono andato nuovamente in testa coda….insomma una debacle. Meno male che con un autovettura sotto il sedere guido un po’ meglio.

A correre ci sono andato un paio di volte. Sempre bello farlo sul lungo mare. Certo, faccio ancora fatica a correre come vorrei…però ho corso, in compagnia di amici e di mio padre che ormai è pienamente attivo.

Poi qua e la, birre, spritz, prosecco, leggendo un libro (non l’ho ancora finito) e guardando cosa succedeva a milano. Già…mentre ero via sono stato ufficialmente comprato. Se in qualche modo l’avevo scampata con la Mondadori, ora tutta la baracca è stata comprata dal patron del Torino. Vita dura per i gobbi come me…

Scherzi a parte sto rivivendo gli stessi dubbi e le medesime incertezze che ho vissuto l’anno scorso. Cosa succederà? Che ne sarà di noi, di me?

Nel frattempo devo affrontare il nervosismo, oltre che mio del mio capo e di tutti i manager che vedono avvicinarsi l’onda lunga di uno tzunami di cui non sappiamo quali conseguenze si porterà dietro.

Piccola nota positiva per finire questa seconda puntata del racconto. Sylvestrino, mentre ero già a milano, ha giocato un torneo di beach tennis, vincendolo. Mi è spiaciuto non essere li a vederlo, però l’ho sentito proprio soddisfatto al telefono. Ora sta pensando di fare agonismo l’anno prossimo, mettendo un po’ da parte la sua scherma. Un po’ mi spiace perchè mi ero affezionato a quello sport nobile di cui non sapevo pressochè nulla, ma l’importante è che faccia lui quello che si sente, divertendosi e imparando a crescere anche con lo sport, qualunque esso sia.

 mareggiata

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cronaca di questi giorni di vacanza – parte prima

Partiamo con il concerto. Mika in quel di Piazzola sul Brenta. Certo 12 mesi fa ero a Imola per gli Ac/dc e il salto è notevole. Però alla fine si è rivelato un concerto divertente. Poi lui mi piace è un bel personaggio, una sorta di Forrest Gump della musica. La voce in ogni caso notevole ma la parte più divertente erano i siparietti tra un brano e l’altro coi suoi monologhi in quell’italiano alla Stanlio e Ollio…Piacevole davvero.

Poi c’è stato il torneo di beach tennis padri-figli con Sylvestrino. Siamo andati un po’ spavaldi, forse troppo, salvo accorgersi che di coppie “toste” ce n’erano parecchie. Per una strana formula che non vi annoio nel descrivere ci siamo trovati nella partita finale del girone ad un bivio. Se vincevamo passavamo agli scontri diretti con quelli bravi mentre se perdavamo andavamo al tabellone di quelli un po’ più scarsi. Li ho compiuto il mio errore. Quell’incontro lo stavamo vincendo agilmente quando a sylvestrino è venuto in mente che forse era meglio perdere per accedere al tabellone più facile e fare qualche partita in più invece che vincere e rischiare di essere eliminati alla partita successiva. Io gli ho detto di non pensare a macchiavellici ragionamenti e di giocare per vincere come sempre…però non devo essere stato abbastanza efficace. Abbiamo perso un po’ di convinzione e questo è bastato per sbagliare qualche punto di troppo e andare al tie-break perdendo sul fil di lana.

Ai turni successivi, come d copione abbiamo vinto abbastanza agilmente fino alla finalina dove abbiamo incontrato una coppia tosta…e un po’ stronza, almeno il padre. Visto che gli adulti non potevano schiacciare per regolamento, loro due giocavano sistematicamente su di me. Niente di irregolare per carità, ma dal punto di vista del fair-play non erano certo un gran modello. Poi erano abbastanza sgodevoli nei commenti sui punti vinti e persi…insomma a Sylvestrino è scesa la catena. Non ha toccato praticamente mai palla mentre io invece correvo avanti e indietro come una trottola sfinito nelle energie. Anche un paio di punti dubbi che i nostri avversari ci hanno chiamato fuori invece di rigiocare il punto (come avviene nei punti dubbi) non ha deposto a favore della simpatia del duo che avevamo di fronte. Hanno vinto al tie-break…e ho dovuto convincere Sylvestrino a dare sportivamente la mano a fine incontro anche se non ne aveva la minima intenzione.

E’ esperienza di vita anche questa per lui, come per me. A scuola, nello sport, nel lavoro o tra gli amici, lo stronzo c’è sempre. E bisogna imparare ad affrontarlo…e anche a saper perdere se capita.

Il giorno dopo invece avevi io il torneo “dei grandi”, dove però io e il mio socio abbiamo collezzionato una serie di inevitabili batoste. Non che avessimo particolari velleità per carità…cero che ogni volta ci accorgiamo che il gap di capacità tra il nostro gioco e quello dei riccionesi e veramente notevole. Anche qui però poco male…abbiamo giocato facendo del nostro meglio…e poi la piadina che facevano al bar era proprio buona.

Le giornate di ferie sono proseguite…ma per le mie personali regole mi sono già dilungato fin troppo in un solo post, per cui proseguirò la cronaca prossimamente…

to be continued

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