la mia settimana di ferie a luglio

In realtà il tempismo non è il massimo, visto che sto per tornare nuovamente in ferie…però dopo il concerto mi sono concesso una settimana di ferie in quel di Riccione con Sylvestrino e il nonno.

Adoro stare in romagna…alla faccia del mare che non è bello (ma la mattina, quando è calmo, credetemi è uno spettacolo).

Le attività principali da fare erano in ordine sparso:

correre

mangiare

bere (aperitivi soprattutto)

giocare a beach tennis

leggere sotto l’ombrellone

dormire

 

Permettemi un piccolo approfondimento sulle attività sportive, fatte in compagnia delle persone che amo di più…Sylvestrino e suo nonno.

La corsa: Avveniva la mattina presto, appuntamento sul lungo mare…io mio padre, il mio socio di corsa e un’amica di mio padre (compagna di società sportiva in vacanza da quelle parti).

Non facevamo percorsi lunghi. Mio padre è molto metodico….un percorso da 11km….dalla spiaggia, fino a porto verde e ritorno….

Io e il mio socio ovviamente eravamo le palle al piede…mio padre e la sua amica (62 anni…) ci “aspettavano”, tirandoci il collo…

Però era un bel quartetto da vedere….e correre in riva al mare è impagabile.

Poi a dire il vero, ammetto, mi incuriosiva vedere mio padre avere a che fare con un’altra donna. Per carità non penso ci fosse del tenero (anche se entrambi sono vedovi e non ci sarebbe nulla di male)…però era….”strano” vederlo alle prese con un’altra donna. Forse gli farebbe davvero bene se capitasse e mia mamma, ne sono convinto, ne sarebbe contenta.

Il beach tennis: Ormai Sylvestrino e i suoi amici sono diventati bravi. Se non più di noi (grandi) almeno quanto noi. Quando si gioca in spiaggia le partite sono sempre combattute e devo dire divertenti.

Poi il mercoledì c’era il padre e figlio….che in realtà non è riservato solo ai padri e figli ma ai ragazzi (under 14) accoppiati da un adulto.

Era da due anni che non provavamo a fare questo torneo io e lui. Ora lui gioca davvero bene…ammetto che il pensiero di arrivare in finale l’avevo fatto…e lui ancor di più.

Una volta sul posto però ci siamo accorti che, pur non essendoci molte coppie, quelle che c’erano erano toste, molto.

Alla prima partita infatti perdiamo 6-4. Syl junior comincia già ad incazzarsi, ma la realtà è che loro erano molto forti. Il ragazzo un po’ meno di Sylvestrino ma l’adulto (non era suo padre) molto più di me. Mi faceva correre avanti e indietro come uno scemo tra palle corte e pallonetti.

Le altre due però le vinciamo e passiamo come secondi.

Ai quarti vinciamo facile e scopriamo che in semifinale dobbiamo riaffrontare una coppia con la quale avevamo già vinto 6-1 nel girone.

L’errore è scattato in quel momento, pensando di essere già in finale, dove sapevamo avremmo re-incontrato quelli che ci avevano battuti al primo match.

Deconcentrati ci siamo trovati nel giro di pochi minuti sotto di 3 a zero. Sapevamo di poter rimontare, ma il nervosismo ha cominciato a prenderci…anche la stanchezza a dire il vero.

Lui, che era nella posizione in cui bisognerebbe schiacciare (gli adulti non possono infatti farlo), ha cominciato ad avere il braccino corto…non schiacciava, le appoggiava facili, pallonetti difensivi…e io sbagliavo qualche palla di troppo, anche in battuta.

Sempre più nervosi siamo arrivati al tie-break. Non POTEVAMO perdere contro quelli…eravamo nettamente più forti noi.

Però alla fine, 8 a 6….abbiamo perso.

Sfumata la rivincita con quelli forti, che avrebbero poi vinto il torneo, ci siamo accontentati della finalina per il terzo posto. Vinta anche qua al tie-break con una coppia imbarazzante a dire il vero. Il padre urlava e sbraitava contro il figlio quando sbagliava (nelle altre partite l’ho sentito anche bestemiare….) e il figlio che con due occhi da cocker subiva quei rimproveri. Un comportamento davvero assurdo, visto che in primo luogo è per i ragazzi che dovrebbe essere giocato quel torneo.

Tra noi invece, per compensare, era mio figlio quello che mi cazziava per gli errori.

Comunque alla fine, un buon terzo posto, guadagnato con una fatica boia (6 partite in meno di tre ore) invece di farci godere dei nostri ingressi gratutiti al cinema avuti in premio (subito sfuttati la sera dopo per vedere il pianeta delle scimmie….’na cagata n.d.r.) ha fatto si che lui non mi rivolgesse quasi la parola per un giorno intero.

Però dalle esperienze si impara….e io ho cercato di far capire a lui che si può anche perdere e bisogna accettarlo….e a mia volta ho imparato che anche lui, quando vuole, sa voler essere “competitivo”. Avevo infatti la sensazione che, in generale, fosse uno che non amasse particolarmente la competizione, che la temesse. Invece in questa occasione ha dimostrato che ci tiene eccome. Come quasi sempre avviene, sarebbe la giusta misura quella alla fine più efficace….nè troppo nè troppo poco…ma da questo torneo io ho portato a casa questo.

E comunque ad agosto si replica…

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Ho un po’ di arretrato da raccontare…

Parlo del concerto, della mia settimana di ferie e di Sylvestrino competitivo, del mio colloquio e del mio capo stronzo.

Partiamo dal concerto.

Premettendo che è già bello di per se viaggiare per andare a vedere un concerto, se poi la città è Roma e loro gli U2, capirete che il mix non può che essere perfetto come uno spritz col campari.

Arrivati comodamente nella capitale e preso possesso della nostra camera in quel B/b veramente carino, io e Sylvestino ci siamo concessi un pranzo “alla romana” e un giro bighellonando per la città.

Nel tardo pomeriggio ci siamo avviati verso lo stadio e dopo aver consumato il nostro panino con la salsiccia, come da tradizione, siamo entrati all’olimpico.

Non eravamo molto vicini a dire il vero, però se non altro centrali. Giusto il tempo di sederci (nel posto sbagliato, per ben due volte) che inizia Noel Gallagher, che come riscaldamento è già tanta roba, considerato che ha suonato i pezzi più famosi degli Oasis, alla faccia del fratello cattivo.

Poi l’attesa per l’inizio è passata divertendoci con un tizio davvero fuori di testa che con una testardaggine incredibile, tanto ha fatto e tanto ha urlato che è riuscito, da solo all’inizio e via via coinvolgendo tutti gli altri, a far nascere ondate di ola che hanno coinvolto TUTTO lo stadio e diventando l’idolo della curva. Mi ha fatto ridere la battuta di un vicino…” ‘mo te fanno pure sindaco”

Poi è iniziato il concerto…e l’intensità e la qualità delle prime canzoni (davvero incredibili) è stata inversamente proporzionale allo spettacolo visivo offerto dalla band. Schermo completamente spento, il che visto dalla distanza a cui eravamo, ci ha impedito di vedere alcunchè.

Dopo è iniziata la seconda parte con l’esecuzione integrale dell’album che ha dato il titolo al tour….e li lo schermo si è acceso e ha regalato emozioni anche con per gli occhi. Con Where the streets have no name mi sono davvero emozionato…cantavo (stonato…e lo potrete sentire nel video) con le lacrime agli occhi. Non so nemmeno io perchè…forse perchè quella canzone mi ricordava i miei 20 anni, o forse perchè è davvero una delle canzoni più belle che esistano….però davvero avevo un groppo alla gola (ecco perchè stonavo).

La faccio breve…un concerto fantastico e soprattutto emozionante, intenso. Certo, facendo dei confronti, forse coi Coldplay ci si è sentiti partecipi dello spettacolo che tale è stato per la musica ma non solo, però qui davvero ho visto 30 anni abbondanti della mia vita srotolarsi come la pellicola di un film.

Bono è stato il leader che tutti conosciamo con una prestazione vocale impeccabile, nonostante l’età non più da ragazzino, così come del resto tutta band.

Quando si sono accese le luci davvero spiaceva, perchè avremmo voluto tutti che quella notte non finisse mai.

Una maglietta verde del tour, acquistata alla fine del concerto, aiuterà, se mai ce ne fosse bisogno, a tenere vivo il ricordo di quella serata che ha chiuso il nostro bellissimo triplete di concerti.

La mattina dopo altra passeggiatina per la capitale, con tanto di tappa in San Pietro proprio nel momento dell’angelus. Sia mai che una benedizione del santo padre, possa essere comunque di buon auspicio anche ad un ateo sacrilego come il sottoscritto.

Poi siamo “rientrati” a Riccione…però, come in un cartone di Heidi, di questo vi racconteremo un’altra volta.

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4 cose da ufficio oggi

Un lavoro straurgente e complesso che mi ha chiesto il mio capo (lo stronzo). Sono uscito dopo le 20 ma il suo lavoro se l’è ritrovato nella sua posta. Ovviamente non è stato in grado di interpretarlo correttamente…soprattutto perchè non legge le note in cui spiego come farlo. Però mi è piaciuto lavorare sotto pressione e smanettando in excelle tra mille file che manco un nerd mi stava dietro…

Un collega mi ha chiamato per farmi i complimenti su una mia collaboratrice (la rossa). Mi ha fatto piacere perchè lei godeva di una pessima reputazione (imprecisa, fancazzista…) e invece io ho scommesso su di lei aumentandole le responsabilità…e forse riesco anche a vincerla questa scommessa.

Un’altra mia collaboratrice (la riccia), che aveva manifestato la volontà invece di uscire dal mio ufficio per andare a ricoprire un altro ruolo in un altro ambito, s’è ritrovata fregata. Quel ruolo è saltato (mentre era in ferie) e ora lei risulta come “una che si è messa a disposizione”.

“Dammi un consiglio”….mi ha chiesto angosciata. Io gliel’ho dato…cercando di tranquillizzarla, e parlando togliendomi i panni formali del capo…un po’ si è tranquillizzata, anche se ora devo inventarmi qualcosa per ritagliarle un nuovo ruolo, visto che non voglio rifar tornare indietro la rossa, promossa proprio grazie alla sua prevista uscita.

Oggi mi ha chiamato la società di ricerca del personale per fissarmi un secondo appuntamento. Mi avevano detto che mi avrebbero chiamato 4 giorni fa e non avendo news cominciavo a temere un repentino cambio di idee. Invece eccoli qui. La mia candidatura è ancora in corso. Non so cosa darei per poter avere la soddisfazione di andare a dire al mio capo (lo stronzo) che se le facesse fare da qualun altro i suoi stracazzo di lavori urgenti e complicati. Le dita rimangono incrociate ancora per un po’.

Ps: dite la verità…ero meno noioso quando parlavo di corsa, vero?

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PS2: la vignetta non c’entra un cavolo ma mi faceva ridere 🙂

 

 

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Pensieri di mezza estate

Il lavoro stranamente in questi giorni si svolge con pigrizia. Non che non ce ne sia da fare, ma con ritmi più tranquilli…ma so già che mi pentirò di queste mie parole in 3,2,1….(ndr. è infatti puntualmente successo )

Nel frattempo rimango in attesa di quel secondo colloquio, che potrebbe chiarirmi meglio ciò potrebbe essere il mio futuro lavorativo…e le attese, si sa, sono spesso snervanti. Quando ca…o mi chiamano?!! Ormai controllo telefono e mail ogni momento. Forse sto creandomi delle aspettative eccessive, rischiando l’ennesima palata in faccia.

Poi penso alla musica. A quello che è stato il più bel concerto che abbia mai vissuto e a come continui a lasciarmi dentro sensazioni molto forti, brividi direi. Era solo settimana scorsa che mi trovavo con mio figlio immerso in quello spettacolo…e la cosa buffa è che tra luci, effetti laser, fuochi d’artificio e quant’altro, quello che più di tutto mi rimane in mente è la pioggia di coriandoli colorati in cui sia Chris Martin che noi eravamo immersi. Vedo ancora ora tantissime foto e video e continuo a rimanerne affascinato. Sembra quasi una pioggia liberatoria, purificatrice, in ogni caso gioiosa (nel video al minuto 2 e 45 per avere un’idea)

Però io sono un soldatino e sabato ho un altro signor concerto da vedere, quello degli U2 a Roma. E non sia mai che vada impreparato, per cui cerco di tralasciare per un po’ i Col(d)play (la D nel nome non vuole saltare fuori mai dalla tastiera quando digito questa parola) e fare una full immersion di Bono e C. Ho visto la scaletta probabile…la partenza è al fulmicotone, manco partissero dai bis di fine concerto, anche se ce ne sono tante di canzoni che comunque non faranno nonostante io trovi siano bellissime. Temo solo che, questa volta, essendo seduto in tribuna, il livello di coinvolgimento sia un po’ minore. Ma me ne farò una ragione…

Con la corsa invece sto facendo un po’ fatica. Sabato sono andato a correre al mare…oltre che col mio socio con mio padre e una sua “arzilla” compagna di squadra, una simpatica over 60 che, insieme a mio padre, ci ha tirato il collo per gli 11 chilometri corsi assieme. Urge una tabella da seguire e del metodo nell’applicarsi.

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Colloqui

Adoro i colloqui, quelli che si fanno davanti a uno spritz, a un caffè o anche quelli di lavoro.

E’ di quest’ultimo che vorrei parlare.

Mi piacciono i colloqui di lavoro, a prescindere da quale parte del tavolo devo sedermi. Il lavoro spesso viene vissuto come un’incombenza non piacevole, un dovere…a volte è realmente così, per un motivo o per l’altro.

Però trovo sia affascinante quando si ha la fortuna di ascoltare qualcuno con la passione dentro. Come descrive quali sono i suoi compiti, le sue responsabilità, in quali casi un suo intervento è stato decisivo per un’operazione di successo o come si possa percepire il valore aggiunto nel suo operato quotidiano.

Ieri ero io dall’altra parte del tavolo. Un cacciatore di teste mi aveva intercettato telefonicamente settimana scorsa e mi ha chiesto un appuntamento per una posizione che stanno cercando e io ero nelle veste di potenziale candidato.

Un po’ di nervosismo prima, stemperato ascoltando i colplay nelle cuffiette mentre andavo all’appuntamento, ma poi una volta entrati in scena mi sono sciolto e ho recitato la mia parte, direi abbastanza bene. Non mi è stato difficile perchè al di là di tutto il mio lavoro mi piace sempre (sono gli interlocutori che invece a volte non sopporto) e perchè, ormai, un po’ di esperienza, anche nei colloqui, me la sono fatta.

Ho descritto cosa faccio, cosa ho fatto, ho fatto esempi concreti di episodi in cui il mio intervento è stato decisivo. Ho raccontato una metafora del nostro lavoro e ho dato buone motivazioni sui motivi per cui potrei valutare positivamente un cambiamento (in realtà ho fatto un piccolo passo falso che il mio intelocutore mi ha fatto discretamente notare, più che altro per non enfatizzarlo in eventuali fasi successive di colloquio).

Il profilo che cercano sembra sia molto allineato al mio. Non mi ha potuto ancora dire il nome dell’editore che è alla ricerca ma, essendo il nostro mondo abbastanza piccolo, non mi è stato difficile intercettare quale potrebbe essere.

Rimaniamo sempre in serie A, d’altronde sono ormai pochi quelli che possono permettersi un head hunter per cercare una posizione da ricoprire.

Mi ha anticipato che molto probabilmente ci sarà un seguito a questo colloquio già in tempi brevi, forse già settimana prossima.

Avrei proprio voglia, o forse bisogno, di cambiare.

Io incrocio le zampette…

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uhhh uhhhh…per me numero uno

Il vecchio Dan direbbe così se avesse visto il concerto di ieri sera.

Loro i Coldplay.

Ammetto, mi sono sempre piaciuti ma mai in maniera profonda come altri gruppi…però avevo la sensazione che il loro concerto fosse uno spettacolo a prescindere dalle sole canzoni e vendendo un rene sono riuscito a prendere due biglietti per il prato per me e Sylvestrino.

Fin dall’inizio sembrava di essere ai bis finali, per l’entusiasmo e l’energia che riuscvano a trasmettere.

Suoni, luci, colori, coriandoli, sorprese… un inno alla gioia del 21mo secolo.

Lui bravissimo ad interagire col pubblico con l’aria da bravo ragazzo che ci piacerebbe avere per amico.

Uno spettacolo incredibile. Davvero il più bel concerto che abbia mai visto (e ne ho visti più di qualcuno). Sono riusciti a dare la sensazione al pubblico di assistere ad uno spettacolo unico e diverso da tutti gli altri…magari poi non è vero, ma la sensazione è quella.

Le canzoni una più bella dell’altra. Penso che non ci sia stato nessuno capace di stare seduto per le due ore in cui hanno suonato.

Da rimanere a bocca aperta, come un bambino che vede per la prima volta i fuochi d’artificio.

Sylvestrino non faceva che ripetermi “che figata che figata….”

Io ho ripreso un po’ di video, anche se col senno di poi avrei fatto a meno…lo spettacolo è bello per esserci dentro. Un video su un telefonino non riuscirà mai a far provare la stessa sensazione e ti fa perdere il gusto di registrare solo nella tua testa le sensazioni che provi. I miei video non riesco a postarli perchè sto litigando col telefonino….ma ne metto uno non mio che comunque dovrebbe dare un’idea.

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comunque ridendo e scherzando

siamo arrivati al primo del trittico estivo, mio e di Syl junior.

Dei DM ormai ho poco da dire…una dozzina di concerti…il battesimo della musica di Syilvestrino…LP, cd, mille tracce audio nella mia libreria.

Dave, ci si vede domani sera…

PS visto che so che domani non la faranno, me la ripropongo da solo

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il Re cidivo

Chi ha la sventura di seguirmi da un po’ di tempo conosce la mia predisposizione a dimenticarmi di tutto…cosa ho detto, cosa ho fatto, le mutande di ricambio…

Ieri ho dato atto ad una delle mie migliori performance.

Dopo aver cazziato (bonariamente) sylvestrino per aver dimenticato il suo zainetto con il portafoglio nella mia auto (quando si dice il DNA), sono andato a giocare a beach tennis come sempre.

Arrivo trafelato e in ritardo as usual e quando sono negli spogliatoi….cazzo dove sono….c’è la maglietta, c’è la felpa (metti che facesse freddino), c’è l’accappattoio….ma i pantaloncini???

Inutile correre al negozio del centro sportivo…era già chiuso.

Sono già preparato a saltare la mia lezione quando il mio coach si immola e mi cede i suoi…tra l’altro facendomi fare anche una discreta figura perchè è molto più magro di me ma mi (che cacofonia) andavano ugualmente.

Lui tutta la lezione in mutande…e nel mio corso c’erano anche due fanciulle.

Tanta ammirazione per lui…io ammetto non ci sarei riuscito.

(cioè voi immaginatevi la scena mentre lui cazziava chi sbagliava e questi scoppiavano a ridere guardandolo…una carriera buttata al vento)

Ah…poi mi sono accorto di aver dimenticato anche le mutande di ricambio…ma qui siamo nella routine.

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E anche questo ciclo si è chiuso

Sylvestrino ha chiuso con le sue medie..pardon, secondarie di primo grado.

L’ha fatto bene…in linea con le aspettative. Parlare di voti penso sia relativo. C’è chi è più bravo e chi è meno.

L’importante è che abbia finito.

Che si goda l’estate ora. Con i suoi amici, le sue “amiche” (e ne ha…ah se ne ha), il suo beach tennis, il suo nuovo telefonino (non brilliamo di originalità ma sappiamo che ha apprezzato ugualmente) e i concerti col papi…DM, U2 e…rullo di tamburi….Coldplay (ma quanto mi sono svenato?).

Su Istagram ho postato una mia foto con lui. Dopo esserci sentiti al telefono è anche questo il nostro modo di parlarci. Sempre a competere su chi raccoglie più like (ovviamente vince lui). Poi venerdì lo abbraccerò, un po’ più forte del solito. Comunque in quella foto siamo bellissimi…lui però di più.

E’ bello quanto può essere bello un ragazzo di 13 anni con la vita davanti.

E se mentre guardo quella foto mi parte in sottofondo una canzone come questa, il groppo alla gola è assicurato.

 

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Incompleto

Una i senza il puntino

un quadro senza cornice

un tiro che prende la traversa

un puzzle senza un pezzo

una scala mancata a poker

un tramonto con la foschia

una torta senza ciliegina

una bic senza il cappuccio

una scarpa non lucidata

un mazzo di fiori col raffreddore

A volte è così che mi sento…poi passa.

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