Archivi del mese: ottobre 2009

gatto maldestro colpisce ancora

Arrivo in palestra trafelato, sono in ritardo. Ancora in giacca e cravatta mi piombo nella sala spinnig per bloccare una bike. “Igor scusa per il ritardo arrivo subito”. Volo negli spogliatoi e …….cazzarola e pantaloncini? Lo sapevo che prima o poi me li sarei dimenticati. Mesto mesto decido che questa è la serata giusta per una bella nuotata. Scena due. Finita la mia ora di nuoto, sauna, bagnoturco e idromassaggio, cotto come un pesce lesso mi faccio la doccia finale e……noooo, pure le mutande…….(in compenso avevo tre paia di calzini). E ora? Beh a mali estremi……meno male che non porto la gonna…..  😉 slip.jpgPS: incomincio a pensare che Nuvola abbia ragione. Chi mi conosce solo su questi schermi può solo pensare che io sia più imbranato di un imbranato impegato delle poste (con tutto il rispetto per la categoria che ammetto ultimamente mi ha pure sorpreso per l’efficienza).

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le (dis)avventure di casa sylvestro……nuovo episodio

icona-parcheggio2.gif…e non venitemi a dire che la fila 14 non porta sfiga. Dopo una giornata a Parigi tutto sommato positiva, bravo bravo, tranquillo tranquillo mi prendo la mia bella RER (metropolitana) per tornarmene all’aereoporto.  A Parigi quando devi uscire dal metrò devi reinfilare il biglietto nell’apposito tornello per farlo aprire. Prendo quindi il mio bigliettino (cacchio come sono piccoli, ho sempre il terrore di perderli) e lo infilo, vado avanti spedito e…..bong. “document pas valid”. Possibile? Provo a inserirlo di nuovo e niente……provo un altro paio di volte e considerato la fila che nel frattempo si era formata mi scosto un po’ attapirato indeciso sul da farsi. Penso di affettuare il passaggio veloce dietro un altro passeggero (abile tecnica molto utilizzata dagli scrocconi francesi) ma mi accorgo che poco distante una pattuglia di poliziotti incomincia a guardarmi male. Fortunatamente avevo un altro biglietto per cui……altri 8,5 euro questo giro.  Cambio scena. Dopo un volo tranquillo sono arrivato a Linate. Vado al parcheggio per ritirare l’auto, entro nell’ascensore con un altro passeggero. Lui scende, si richiudono le porte e…….niente. Cazzo non parte, schiaccio tutti i bottoni possibili e alla fine mi attacco all’allarme. Suona la campanella a più non posso e dopo un minuto circa magicamente le porte si aprono.  Meglio salire a piedi. “Cavoli”, penso io, “ho già il nuovo  argomento per il blog”. Mentre faccio questa riflessione profonda, mi avvicino all’auto e mentre prendo le chiavi…….dove cavolo sono?…..le avevo messe nel cappotto….forse nella giacca….no….vuoi dire che sono nella borsa?……insomma, dopo aver svuotato per terra tutto il contenuto della borsa, mentre già mi vedevo a tornare a casa in taxi e chiamare l’officina per aprire l’auto (le chiavi di riserva erano già svampate insieme al mio zainetto quest’estate se ben vi ricordate)  scopro che la fodera del cappotto aveva un buchino…..ora diventato bucone, visto che per recuperarle ho scucito completamente la tasca.   Sarà finita direte voi? Naaaaaa, potevo forse evitare di sfrisare la fiancata della macchina mentre scendevo la rampa del parcheggio maledetto? Ecco, può bastare?…..so che può sembrare romanzato o inventato, però credetemi è tutto vero (purtroppo).  Qualcuno conosce un buon esorcista?

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in volo su Paris…

L’inquietudine della fila 14…

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segreteria telefonica

telefono.JPGSalve, risponde la segreteria telefonica de “il buon umore di gatto Sylvestro”. Sono momentaneamente assente. Lasciate un messaggio e vi richiamerò al mio rientro.  Syl 

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le (dis)avventure di casa Sylvestro

caldaia.jpgStamattina sveglia puntata alle 5.  Barba, colazione veloce, doccia per svegliarsi, camicia, giacca, cravatta e per le 5,30 fuori di casa per correre in aeroporto…..Questo in teoria. Già alla barba doveva venirmi il sospetto….ma l’ho fatta così velocemente che forse coi primi freddi non ha fatto tempo a scaldarsi….e invece, non appena infilato sotto la doccia….aaahhhgggg…..*°ç@#]$[ˆ…..e checazz…..non c’è l’acqua calda. Corri fuori sul balcone (in accappatoio a 5°) a capire che cappero era successo……niente da fare con sta cavolo di caldaia…..chiamare l’assistenza…..oggi ci si lava a pezzi (e di corsa) ….i fornitori in fiera avranno un motivo in più per starmi alla larga. E per domani mattina….una bella nuotata in palestra per scroccare una doccia calda…..PS: certo va bene fare lo sfigatto sylvestro, ma forse sto entrando troppo nella parte                                                   😉

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una nuova legge di Murphy sulla palestra

spinning.jpgLe probabilità di non trovare un accessorio per la tua seduta di spinning, sono proporzionali al tuo ritardo rispetto all’inizio della lezione nonchè rispetto alla durata della stessa.   Continua a leggere

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Ieri sera Lilly è stata fantastica…

[kml_flashembed movie=”http://www.youtube.com/v/1WpkTI_a5cA” width=”425″ height=”350″ wmode=”transparent” /]Io mi ero già accomodato. Lei come al solito era in ritardo, è una donna. Appena mi ha visto, mi ha detto in tono accusatorio: “mercoledì scorso non c’eri”; “si lo so, ma sai l’ufficio….”; “va bene non preoccuparti, recupereremo stasera”. Già…avrei dovuto capirlo che sarebbe stata una serata di quelle giuste. Lei ha subito abbassato le luci, si è sciolta i capelli e messo un Cd sullo stereo che sicuramente aveva preparato la sera prima. Cura ogni minimo dettaglio. In questo è una perfezionista. Decide sempre lei che tipo di atmosfera creare ogni volta. Subito la dolce melodia di Michael Bublè ha riempito la stanza.  Gli occhi si sono chiusi e i nostri corpi hanno incominciato a muoversi lentamente in sincronia. Col passare dei minuti, la musica ha iniziato a cambiare, ad accelerare, improvvisamente l’ambiente è divenuto caldo, umido. Una lieve patina di sudore ha iniziato ad imperlare la fronte e lei ha iniziato a gridare. Oh si, cavoli se urlava, dava letteralmente i numeri e spesso lo faceva in inglese. Chissà perchè ma è sempre stata fanatica per questa lingua: “c’mone…c’mone”. Ogni tanto imbarazzato osservavo qualcuno che, passando, incuriosito dagli urli che coprivano orma la musica, si avvicinava al vetro, con le mani a cucchiaio per coprire i riflessi,  in modo da vedere cosa stava accadendo nel buio di quella stanza. Ma lei se ne infischiava, proseguendo come se niente fosse.  Il ritmo nel frattempo si faceva via via più frenetico. “spingi con quelle gambe….non mollare…non ancora”. Il sudore ora scendeva copioso, il respiro si era fatto ormai affannoso, lei continuava ad urlare, io con la bocca aperta, a tentare di incamerare quanta più aria possibile per ossigenare il sangue. Le gambe bruciavano, ero allo stremo, ormai era passata più di un’ora da quando avevamo iniziato, ma capivo che eravamo giunti quasi al culmine…. E così è stato ….intenso… appagante, con quella calma che improvvisamente riempie l’ambiente, la musica ha iniziato a rallentare, io con la bocca secca e i muscoli intorpiditi ho riaperto gli occhi, ho abbassato lo sguardo e ho controllato, ma già sapevo, già immaginavo, …ero andato fuori……..Oh ma è possibile dico io? Nonostante vada in palestra ormai tre volte alla settimana, quando faccio spinning vado sempre fuori soglia aerobica……Intanto la voce di Lilly tornava ad un livello più normale…”grazie ragazzi, siete stati bravissimi….ci vediamo mercoledì prossimo”.    La Lilly…una delle poche donne che riesce a farmi divertire, facendomi sudare e mandandomi in affanno col respiro…..   😉

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oggi mi hanno tenuto tutto il giorno in aula…

apple-iphone-3g3.jpglogo_facebook-rgb-7inch.jpg…per dirmi che Facebook e l’I-phone sono due fenomeni di massa …..però….chi l’avrebbe mai detto…..non ci sarei mai arrivato.

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oggi è stata una giornata no

bradipopensieroso-small.jpgDevo gestire una forte ristrutturazione del mio ufficio. Il prepensionamento di un significativo numero di miei collaboratori, mi costringe a fare una forte riorganizzazione. Il che vuol dire che devo accorpare due gruppi di lavoro e cambiare la mansione ad alcune persone.  E’ da luglio che so di questi prepensionamenti ed è da allora che rifletto su qual’è la soluzione migliore e su come gestire i cambiamenti, che come tutti i cambiamenti, faranno felici alcuni e scontenteranno altri. Ora sono arrivato al dunque. Comunicare, attuare e gestire il cambiamento. Il che vuol dire chiamare i collaboratori coinvolti e spiegargli, nel migliore dei modi ma anche in maniera franca e senza malintesi, cosa cambierà per loro. Oggi ho iniziato e la reazione della prima persona chiamata (una ragazza sempre solare, sorridente che svolge il suo lavoro con grande passione ed in modo assolutamente professionale) è stata molto ma molto peggio di quello che credevo. Vi tralascio i dettagli di un’ora di colloquio con lei e il suo responsabile diretto, se non per il fatto che con le lacrime agli occhi mi ha detto chiaramente quanto fosse contraria allo spostamento. Ovvio che lei è consapevole che non può opporsi, se io decido così non può che accettare anche se a malincuore, ma sapere di essere io l’artefice di di una reazione di questo tipo mi devasta. So infatti quanto possa essere pesante entrare i ufficio tutti i giorni per fare un lavoro che non ti gratifica. Ritengo che la soluzione che ho scelto sia il miglior compromesso che sia riuscito a trovare, ma il dubbio che qualcosa di meglio poteva essere fatto e che comunque chi vive sulla propria pelle questa cosa la vive male, mi farà perdere diverse ore di sonno con un pesante senso di colpa.  A volte invidio i miei colleghi che senza troppi scrupoli non si fanno tutte le seghe mentali che mi faccio io. Ma io sono fatto così. Sono arrivato in questa posizione dopo anni passati dall’altra parte della scrivania, e so perfettamente quali sono i meccanismi mentali che gratificano o generano frustrazione in chi lavora in ufficio e non  riesco a prescinderne nei miei pensieri.  Mi sa che stanotte mi ritroverò a fare a pugni con la mia coscienza, cercando una soluzione alternativa che temo non arriverà….

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