Archivi del mese: novembre 2009

al concerto dei Depeche Mode

immagini-iphone-034.jpgimmagini-iphone-033.jpgLi ho già visti tutte le volte che hanno suonato in Italia. In realtà stavolta l’obiettivo era farli vedere a Sylvestrino.Parto da Milano nel pomeriggio. Con l’occasione volevo anche riuscire ad andare a prenderlo fuori da scuola (non se l’aspettava). Poi verso le 7 partenza per il palasport. Arriviamo con lui che dorme….inominciamo bene penso…..ma dopo una decina di minuti di nanna, lo convinco a svegliarsi promettendogli un happymeal dal macdonald  che era li vicino. Patatine fritte e hamburger rimangono sempre una buona terapia per svegliare l’interesse dei bambini. Verso le 8,30 entriamo nel palasport (sai GL i biglietti me li ha mandati Dave perchè voleva averti al suo spettacolo…..che pallista che sono). Incomincia a guardarsi intorno spaesato e a tenermi la mano un po’ più forte. Tutti ci guardavano come marziani e io, non vedendo neanche un genitore pazzo come me, mi domandavo se effettivamente non avessi esagerato a portare in settimana un bambino di 6 anni a vedere un concerto rock.  Purtroppo Dave è riuscito a mandarmi i biglietti solo per il parterre (stendiamo un velo pietoso su quanto se li è fatti pagare….) per cui non abbiamo posti a sedere. Manca mezz’ora, ci sediamo per terra di lato (lo zainetto è diventato un’ottimo seggiolino per lui) e  previdentemente mi ero portato un mazzo di carte per giocare a rubamazzo per ingannare il tempo. Poi la musica ha incominciato a salire di volume….le luci si sono spente…..e io l’ho preso sulle spalle (22 kg in groppa per due ore!!!). Lui era rapito dai suoni, dai colori, dalle luci e dal casino del pubblico. I primi fortissimi colpi di batteria gli devono essere arrivati anche nello stomaco spaventandolo un poco (l’ho sentito dalle mani che tenevo), ma poi ha incominciato a seguire tutte le canzoni applaudendo a più non posso e andando a tempo con le mani e cantando in coro (su Home è un classico) Uno spettacolo nello spettacolo. Ogni tanto mi chiedeva di scendere perchè aveva le “formiche nei piedi”, per cui lo facevo sedere per riattivargli la circolazione con un massaggio veloce, ma poi ….”subito sui capelli papà”. Ha riconosciuto le canzoni più famose (anche se gli dispiaceva di non ricordarsi i titoli ..cucciolo), c’è rimasto male perchè non hanno fatto la sua preferita (Come back) e per convincerlo ad andare via durante l’ultimo bis (volevo evitare di imbottigliarmi nel parcheggio) ho faticato non poco. Ovviamente mentre eravamo appena usciti, mi ha ricordato che ora deve vedere gli U2. In macchina ha toccato il seggiolino ed è partito a dormire in un nanosecondo. La mattina poi, portarlo io a scuola, mi ha fatto tornare in mente i 5 anni in cui l’ho fatto ogni giorno……per fortuna lui non si è accorto, ma mentre mi salutava col suo zainetto il papà un groppo alla gola ce l’aveva eccome.

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oggi al telefono con mio mio figlio (6 anni il mese prossimo)……

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  • io (in tono entusiasta): allora Gianluca domani andiamo a vedere i Depeche Mode !!!!
  • lui : si ma io preferivo gli U2
  • io: …..

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l’Americana come metafora della vita….

[kml_flashembed movie=”http://www.youtube.com/v/DRi6K8w0_w0″ width=”425″ height=”350″ wmode=”transparent” /]Oggi vi parlo dell’americana…..no, non è una nuova influenza ne tantomeno una nuova pin-up.  L’americana è una gara ciclistica che si svolge in pista.  Si corre in coppia e, dandosi il cambio ogni due o tre giri, lo scopo è di vincere più sprint possibili e guadagnare giri sulle altre squadra. Perchè è una metafora della vita? Primo perchè guardandola da fuori con occhio disattento sembra solo un gran casino (mentre chi la corre ha ben presente il fluire della gara). Una quarantina di corridori che girano su una pista di 300 metri, alcuni pedalando a tutta, altri in maniera scazzata. In realtà questi ultimi si stanno riposando in attesa di ricevere il cambio dal loro compagno. Quest’ultimo infatti, nel pieno della velocità, afferrerà la mano del compagno e lo lancerà all’inseguimento degli avversari. E’ una gara dove non si può correre da soli, bisogna sempre alternarsi col compagno nel tirare, giro dopo giro con grande affiatamento sgomitando con gli avversari ed evitando le cadute improvvise…….Se uno dei due è stanco magari si riposa un giro in più, ma poi deve tornare a tirare. Non dovrebbe funzionare così anche nella vita di coppia? Una vita passata a darsi il cambio giorno per giorno, lottando con gli altri e magari trovando alleati imprevisti…..certo che se i cambi non funzionano, il traguardo si fa sempre più lontano…sbaglio?

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un nuovo episodio di…..vita da palestra

spinning2.jpgStasera finalmente ho ripreso a pedalare. Un infortunio muscolare in una parte del corpo molto delicata mi ha tenuto lontano 3 settimane dalla mia amata bike.  Stasera però c’era la Lilly……mi è piaciuto ritrovare certe sensazioni….il rumore dei ganci delle scarpette sui pedali, la bandana legata sulla testa, il buio rotto dalle luci psichedeliche, il sudore, il respiro affannoso, la musica a palla, la fatica, la paura di sentire quel muscoletto bussare e dire “hey lassù, non ti sembra di esagerare per essere al rientro?”…..mi mancavano certe sensazioni. Peccato che dopo la lunga assenza abbia avuto bisogno  di una bike con le rotelle!!!  😮

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sarà un trasportatore veneto?

img_0546.jpgimg_0545.jpgL’altra mattina  in tangenziale ho visto il camion di questo trasportatore e ho incominciato a ridere da solo……di questi tempi poi va anche di moda…..che sia un trasportatore veneto?

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a teatro…..

[kml_flashembed movie="http://www.youtube.com/v/8CEwnXt-zk4" width="425" height="350" wmode="transparent" /]….con gli STOMP. Venerdì ho portato il cucciolo a vederli.  Io li avevo già visti per cui sapevo di che genere di spettacolo si trattava, ma ammetto che portarlo a teatro era di fatto una buona scusa per rivederli. Comunque per lui era a tutti gli effetti il primo spettacolo “da grandi”.  Ho avuto il mio bel daffare a non farlo addormentare prima che lo spettacolo iniziasse (compilation completa di pari e dispari, morra cinese, schiaffo alla mano etc….).  Poi però è stato un piacere vedere come si sia divertito a vedere questi 8 bravissimi percussionisti che “suonavano” con qualsiasi oggetto gli capitasse per le mani….scope, barattoli di vernici, lavelli da cucina pieni d’acqua, accendini, sedie e chi più ne ha più ne metta. Poi, rispetto allo spettacolo che ho visto qualche anno fa, questa volta i percussionisti/ballerini, coinvolgevano di più il pubblico, con richieste di battiti di mani a tempo e gag divertenti quando qualcuno finiva fuori tempo. Insomma, io mi sono divertito e il cucciolo ancor di più……. Se qualcuno avesse occasione di averli dalle sue parti li consiglio vivamente.

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