L’atmosfera dei concerti

L’orario inganna, le 21,15 sembrano così lontane ma in realtà quando esci dall’ufficio e ti immergi nel traffico della città ti accorgi che, cazzarola, forse saresti dovuto partire prima.  In auto la musica è solo un’anticipazione di ciò che ascolterai da li a poco. Il volume è alto, un po’ tamarro…..molto tamarro. Certo ora la coda incomincia ad essere preoccupante, se non si sblocca non arrivo nemmeno per i bis. Mollo la macchina al primo parcheggio libero e prendo l’autobus…..si l’autobus, perchè con questa coda mi illudo anche che passino gli autobus. Vabbè, una bella camminata male non fa. Ore 19,30, l’appuntamento era davanti al lido, ma la mia socia è ancora più in ritardo di me. Una telefonata agli altri già dentro lo stadio mi preannuncia che i posti a sedere ormai scarseggiano. Eccola finalmente, saluti veloci e via di buon passo percorrendo tutto il perimetro dell’ippodromo. L’atmosfera è quella giusta. La folla cammina tutta nella stessa direzione, indossa magliette variopinte trofei di concerti passati. L’aria è satura dell’odore degli hot dog che i chioschi ambulanti diffondono già da qualche ora. Fuori dallo stadio si sente la musica del gruppo supporter. La voglia di entrare aumenta, i cancelli vengono passati velocemente e le scale per salire al secondo anello affrontate di buon passo….almeno le prime rampe. Quanda si varca l’ingresso sugli spalti l’emozione ti lascia senza fiato…..forse anche per le scale. Il Meazza gremito è sempre uno spettacolo,  peccato che forse lo sia un po’ troppo…. gremito intendo. Non c’è un posto decente dove sedersi. Ci guardiamo intorno e decidiamo di salire al 3° anello, li c’è ancora un po’ di posto. Peccato che per farlo bisogna scendere e poi risalire. La camicia bianca, che insieme ad un paio di jeans, una giacca sportiva ed un paio di scarpe con la suola di gomma rappresentava la divisa da ufficio in questa sorta di casual friday anticipato, incomincia a macchiarsi di sudore. Finalmente troviamo posto, il palco è lontanissimo, ma il colpo d’occhio merita. L’imbrunire preannuncia l’inizio dello spettacolo, l’urlo della folla ne da la conferma. Le enormi casse acustiche amplificano la chitarra distorta e i colpi di batteria si fanno sentire nello stomaco. Che lo spettacolo abbia inizio……e che spettacolo. Cosa resterà di questa splendida serata? Il ricordo di due ore di buona musica, una pizza mangiata tardi il biglietto del concerto ed una nuova maglietta per il mio cucciolo che, dopo i Depeche e gli U2, arricchirà la sua collezione di magliette rock.img_0725.JPG

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3 commenti

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3 risposte a “L’atmosfera dei concerti

  1. nuvoladipiume

    che bello mi fai ricordare i concerti di Ramazzotti, Gianna Nannini, ….per il resto ho una cultura di musica classica da sballo colpa di un ex musicista, …bhè te lo consiglio uno di musica da organo ( non quello gasp)…sempre 777 …..però non ho capito se GL te lo sei portato….kiss

  2. ade

    un gatto rockettaro e un po’…..tamarro….
    buon inizio settimana…….. 🙂

  3. Pingback: Dei Muse, dei padri che corrono e dei figli che crescono | il nuovo blog del gatto sylvestro

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