Archivi del mese: marzo 2011

Hallo nice to meet you

La fiera. Ogni anno è sempre li che ti aspetta.

Arrivi dall’autostrada e mostri il pass all’entrata del parcheggio, quello degli addetti ai lavori.

Il sole incomincia a scaldare tiepidamente. Tutti gli anni questa fiera segna simbolicamente l’inizio della primavera. Non mi ricordo un anno in cui ho dovuto usare l’ombrello o indossare un capo invernale.

Prima tappa il nostro stand. Si saluta i colleghi, si lascia la borsa nello sgabuzzino e, consultando l’agenda sul blackberry, ci si dirige al primo appuntamento.

Strette di mano, sorrisi, nice to meet you e bigliettini da visita consegnati con le due mani.

Presentazioni, “noi facciamo questo, noi facciamo quello. Ci chieda un preventivo”.

L’inglese arruginito che dopo poco torna a ad essere più fluenty.

Intanto si fa il giro dei soliti stand, dei soliti editori. Facce conosciute, molte, meno quelle a cui associare un nome o un cognome.

Copertine, libri, espositori, cataloghi. Se ci fosse un bambino impazzirebbe tra tutto questo ben di Dio, ma paradossalmente loro non possono entrare.

File di ragazzi. Tantissimi, con la cartella portadisegni sottobraccio in trepida attesa di quei 5 minuti di attenzione di un editore. Sembra di vederli al cast di qualche reality. Speranze illusioni, delusioni. L’età è quella giusta per accogliere queste emozioni. In bocca al lupo, ne avete bisogno.

Altri incontri. Altri appuntamenti. Altre strette di mano. “Qui in Italia ci vengo sempre volentieri. Si mangia divinamente “. Vagli tu a spiegare che i bucatini all’amatriciana e il limoncello non sono tipici di Bologna. Ma d’altronde a chi si beve un cappuccino dopo pranzo cosa vuoi spiegare.

Alle 15 hall 26 C28. Alle 15,30 hall 26 B10. Sembra di giocare alla battaglia navale sperando di trovare la portaaerei. L’appuntamento che ti permette di fare l’affare.

Il tempo passa, le gambe accusano la stanchezza. Pausa caffè. “Ti ricordi quella volta che…..?” Aneddoti, racconti. Qualche anno di esperienza se non altro ti permette di avere qualche freccia nel tuo feretro quando arriva quel momento.

Per oggi basta. Abbiamo dato.

Se non altro questa sera niente hotel.

Domani si rincomincia.

“Hallo, nice to meet you”

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la sveglia tecnologica

La sveglia tecnologica è collegata via gps con vattelapesca cosa che ti permette di sincronizzarti al centesimo di secondo con il meridiano di Grenwich.

La sveglia tecnologica può svegliarti con una melodia, una stazione radio o uno snooze (hey non fatemi domande imbarazzanti).

La sveglia tecnologica ti proietta l’orario sulla parete della camera in modo che, in caso di sonno leggero, il countdown per la fatidica ora sia scandito mettendo quella giusta dose di ansia nei minuti precedenti….(oddio adesso suona, manca poco, devo dormire per gli ultimi minuti….nooo suooonaa!!!)

La sveglia tecnologica ha bisogno del manuale di istruzioni se vuoi cambiare l’orario della sveglia. Anzi, io ci ho rinunciato e la tengo fissa sempre a quell’ora. Giorni lavorativifestiviNatalePasquaferragosto non cambia. Tutte le mattine, che io ci sia o che non ci sia, alle 6,45 il bidibip bidibip bidibip parte. Se mi devo svegliare prima uso lo smarthphone. Se mi posso svegliare dopo la spengo e mi giro dall’altra parte.

La sveglia tecnologica si sincronizza automaticamente quando cambia l’ora legale.

Si ma dico io, se il giorno dopo questa benedetta sincronizzazione non è avvenuta, tu allora prendi il librettino delle istruzioni stampato in 12 lingue e dopo qualche tentativo sposti l’orario avanti di un ora.

E allora, dico sempre io, perchè 24 ore dopo si risincronizza da sola facendomi svegliare un’ora prima del necessario?

Il bello è che mi ero accorto che fuori era particolarmente buio e gli uccellini cinguettavano più del dovuto ma, essendo cambiata l’ora da due giorni, imputavo il fenomeno a quello.

Solo quando ho visto che in tv trasmettevano Starsky e Hutch ho capito che qualcosa non andava….

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come la Wii

Da Natale ha fatto ingresso anche nella nostra casa la Wii e puntualmente io e GL ci ritroviamo a contenderci la console come da copione.

Ma non è di questo che volevo parlare. Volevo soffermarmi invece su una funzione di questo videogioco. La possibilità di creare nick, personalizzarli e farli giocare all’occorrenza.

Mi sono accorto infatti che quella dozzina di avatar creati, corrispondenti ai membri della famiglia ma anche agli amici di GL e in alcuni casi ai loro genitori, diventano la compagnia abituale anche quando si gioca da soli.

E’ così infatti che mentre gioco a ping pong (si lo so, si dice tennis da tavolo) mi accorgo che quelli intorno li conosco. Se gioco a Baseball o a Basket, compagni di squadra o avversari prendono le sembianze a me familiari. Passo la palla quindi al papà di Alice e cerco di stoppare il compagno di scuola di GL (che nonostante abbia 7 anni non è impresa facile).

E allora penso….ma non sarebbe bello se anche nella vita si potesse scegliere le persone con cui “giocare” ed escludere tutti gli altri?

Quelli cattivi, che di solito hanno la faccia da antipatici e il ghigno beffardo. Quelli che per volontà divina sembrano creati apposta per romperti l’anima, per farti litigare, per farti star male. E per farlo non hanno bisogno di esserci sempre. Non devono nemmeno impegnarsi. Basta un piccolo segnale della loro presenza per farti alzare gli occhi al cielo e farti esclamare: “miiii, che palle….”

Io voglio andare in quell’isola, dove fa sempre caldo e non piove mai, circondato solo da persone “belle”. Chiedo troppo?

 

 

 

 

 

 

PS: qualcuno sa come si fa a giocare in due a ping pong? Col tennis ci riesco ma col ping pong proprio non ne vuol sapere.

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il fine giustifica i mezzi?

Chi mi conosce un poco sa della mia laicità, ma di come allo stesso tempo provi a convivere con la religione cattolica per il quieto vivere familiare.

Fatto sta che settimana scorsa, mentre io non ero a casa, passa il parroco per la benedizione della casa. Mio figlio mercoledì sera, al mio rientro a casa mi fa subito notare che padre Paul (pure il parroco inglese …) benevolmente, quando ha benedetto la sua cameretta ha notato la gigantografia di Del piero e lo ha dispensato di un santino ad hoc e di una dose supplementare di acqua santa.

Ho storto il naso e glissato velocemente l’argomento per non dare troppa importanza all’episiodio.

Poi però domenica sera ho rivisto la cavalcata di 40 metri e il capolavoro di sinistro del capitano……e il concetto del Macchiavelli ha incominciato a prendere forma.

Non è che padre Paul può passare a dare la benedizione a tutta la squadra?

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Giovedì è San Patrizio.

Buona birra a tutti. Queste sono le tre che di sicuro non mi farò mancare.



PS: l’ho scoperto per caso, ma il video degli U2 è stato girato in un aereporto e soprattutto in un terminal a me molto familiari 😉

 

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l’autostima del gatto

Domenica mattina. Sylvestro e Sylvestrino sono in bagno. Il primo si sta spogliando per fare una doccia, il secondo medita in seduta.

A un certo punto, serio serio mi guarda e dice:

  • Papà, dovresti metterti a dieta. Ti si è ingrassato anche il pisello.
  • Dici davvero ?(con un sorrisino sornione)

Alcune precisazioni. Il pisello in questione era assolutamente a riposo. Molto probabilmente però, il micetto è stato suggestionato dai discorsi della sera prima dove, a cena da amici, il papà è stato ripetutamente oggetto di scherno da parte degli amici stessi (begli amici) per la sua tartaruga rovesciata.

Ciò detto non nego che il mio ego ha scalato qualche posizione in classifica.

😉

 

PS: lo so, è un post del c….

 

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Mimosa

Si lo so, le donne vanno festeggiate tutti i giorni e non solo l’8marzo…bla bla bla.

Però mica è colpa mia se mi ritrovo venditori ambulanti ad ogni semaforo che mi ricordano questa giornata.

Quindi….auguri a tutte voi.

 

 

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le avventure del gatto sylvestro

Iera sera in palestra. Oso l’inosabile.

Lezione di spinning con Maurizio (che ci ha tirato un mazzo così), doccetta veloce e……..ta dà….lezione di Latin dance.

In pratica un’ora di aerobica con musica latinoamericana. Merenegue, Salsa, Bachata, Cha cha…e chi più ne ha più ne metta. Sembrava di essere al villaggio vacanza.

Ero un po’ì imbarazzato. La mia prima lezione in sala. Mi sentivo molto “amici”.  Il parquet, lo specchio a parete, i ballerini con la tuta, l’insegnate coreografo.

Visti i miei trascorsi da ballerino pensavo di essere “pronto subito”. Invece ho impiegato un po’ per entrare nel ritmo. Tantopiù che l’insegnante (cubano?) sarà pure bravo a ballare, ma non insegna una fava. Lui balla e tu provi ad andargli dietro.  Se la capisci bene se no ti arrangi.

I frequentatori del corso, come immaginavo, erano prevalentemente donne. Gli uomini solo tre. Un arzillo 60enne, una ragazzo terribilmente imbranato e il sottoscritto. Non vi dico le facce disgustate di quelli (uomini rudi) che prima di noi stavano uscendo dalla sala dopo aver fatto kick boxing.

Alla fine della lezione la mia sporca figura l’ho fatta. Anche perchè ce n’erano parecchi peggio di me. La prova del nove infatti è stato il giro di cha cha cha…..o lo sai…..o ti intorti che è un piacere.

E li era divertente vedere il sorriso beffardo di chi ci riusciva (il gatto tra quelli) e la smorfia frustrata di chi non ci riusciva.

Certo che dopo un’ora di spinning, farmi anche un’ora di ballo……alla fine mi raccatavano col cucchiaino.

Per la prossima volta però devo rivedere il look. Più che una tuta mi sembrava di ballare in pigiama……

 

😉

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corro il rischio

ho un debole per le donne con le palle.

🙂

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Si può combattere l’insicurezza con l’inadeguatezza?

La domanda è un po’ bislacca e sicuramente retorica.

Ma a voi non è mai capitato di vedere in difficoltà qualcuno accanto a voi, qualcuno a cui tenete particolarmente che sta perdendo la sicurezza in ciò che fa?

E allo stesso tempo sentirsi incapaci di essere efficaci con le parole o con i comportamenti nel tentativo di essere d’aiuto.

Capire di dover intervenire ma non sapere da che parte iniziare. Temere che ad ogni vostra azione corrisponda una reazione che vada in direzione opposta a quella che si vorrebbe.

E’ relativamente facile supportare qualcuno quando che cosa è bene fare è abbastanza chiaro. Ma quando a te per primo è non chiaro, quando tu non hai la soluzione, quando tu non sai che pesci pigliare, allora ti senti incapace di essere all’altezza della situazione,

inadeguato…..

Ecco questo è il mio stato d’animo….e come al solito il mio egocentrismo mi fa vedere tutto solo dal mio punto di vista.

Mi rendo conto che è un post del cavolo. Forse era meglio se parlavo della mia serata in palestra.


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