Archivi del mese: aprile 2011

Dei Chupachups e dei ricordi

Mi sono sempre piaciuti. Non tutti però, solo quello alla cola.

Tanti sono i miei ricordi legati a questo lecca lecca di origine spagnola. Alcuni si possono anche raccontare.

Kojak ad esempio, alias Telly Savalas, un poliziotto pelato famosissimo nei telefilm degli anni ’70. Nonostante fosse lo spauracchio dei peggiori malviventi non andava mai in giro senza il suo chupachups.

E poi gli anni dell’oratorio, dove la paghetta di 200 lire veniva spesa al bar con un bicchiere di spuma e l’immancabile lecca lecca.

Poi però per anni li persi di vista, salvo poi riscoprirli solo qualche tempo fa.

Un vero e proprio ritorno di fiamma.

Mi piace gustare quella palla dura e dolciastra e succhiarla lentamente in bocca. Usarla come antistress per la lingua. (*)

E’ perfetta poi quando devo guidare per un lungo viaggio ed evitare i colpi di sonno. Per prima cosa devo riuscire a scartarla e, credetemi, non è un’operazione per niente facile. Finita questa impresa però mi accompagna per una mezz’oretta abbondante rilasciando il suo sapore di cola con il bastoncino di plastica che si muove alternativamente a destra e a sinistra.

Adoro le Chupachups…mmmhhhh

(*) si lo so, sembra un racconto erotico

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delle barzellette raccontate da mio figlio

In questi giorni Silvestrino è a milano. Durante il giorno sta coi nonni e la sera col papà e la sera ci si racconta le barzellette

Il nonno al nipotino:

  • Un siciliano entra in pasticceria e chiede una colomba
  • Motta la vuole?
  • ecchè viva me la vuol dare? (da raccontare con spiccato accento siculo)

La stessa barzelletta raccontata al papà diventava

  • Un siciliano entra in pasticceria e chiede una colomba
  • La vuole viva o morta?

Non finivo più di ridere …e si è pure offeso uffa.

Per fortuna si è rifatto con un’altra barzella che dedico alla maestra:

  • Pierino dov’è il quaderno di matematica?
  • L’ho portato dal dottore maestra
  • E perchè?
  • Aveva dei problemi

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del come gli anni passano anche per i gatti

Me ne sono reso conto perchè quando ho fatto l’ultimo check-up l’oculista mi ha fatto notare che quella H era una E e quella O era una D.

  • Ma come? Io ci ho sempre visto benissimo?
  • Infatti, ha fatto bene ad usare il verbo al passato prossimo.

La prova del nove l’ho avuta poi quando, più per curiosità che per convinzione, ho provato un paio di occhiali per leggere, quelli che vendono a 19,90 euro e…incredibilmente mi si è aperto un mondo.

  • Cacchio ma così leggo molto meglio !!!

Peccato che mi è stato detto anche che con quegli occhiali assomiglio a Gandhi…anzi a due Gandhi (due complimenti in un colpo solo).

Sigh 😦

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della banana che sa di patata

Si lo so, il doppio senso è palese, ne tantomeno io faccio nulla per evitarlo.
E’ che stamattina per colazione mi sono fatto una piccola macedonia. Un po’ d fragole che avevo avanzato ed una banana. Il tutto condito con dello zucchero raffinato. Mio padre dice che nella macedonia non va mai messo lo zucchero. La frutta è già zuccherina di suo ripete ogni volta. Non posso dargli torto, ma è come dire che la panna non va col gelato o il cioccolato con la nutella. Per me la macedonia vuole lo zucchero, possibilmente con la possibilità di lasciarlo macerare per una mezz’oretta almeno.
Ma sto divagando. Il tema è che stamattina le fragole sapevano di fragole, ma la banana sapeva di patata….con lo zucchero.
Però era buona.

Buona Pasqua a tutti.

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delle piste di atterraggio e del concetto di relatività

Che ci azzeccano direte voi? C’entrano c’entrano. E’ uno degli esempi che spiega meglio a mio parere il concetto di relatività.

La pista di atterraggio di un aeroporto infatti è oggettivamente di grandi dimensioni. 

Se si parla di un aeroporto internazionale, le dimensioni possono arrivare a quasi 5 km di lunghezza per 80 metri di larghezza. Tanto per fare qualche esempio è l’equivalente di quasi 100 campi da calcio oppure oltre 4.000 appartamenti di 3 locali.

Ecco ora la stessa pista, vista dall’alto, dal pilota che dovrà farvi atterrare un 777 (non è la pagina del televideo) apparirà invece come una minuscola striscia di asfalto.  E tanto minore sarà l’esperienza del pilota e tanto più piccola apparirà la stessa ai suoi occhi.

Si mi rendo conto che il discorso può apparire degno di messieur Lapalisse, ma è un semplice esempio di come a volte un ostacolo, un imprevisto, un qualsiasi percorso o sfida, può apparire in maniera diversa se osservato da punti di vista alternativi o da occhi diversi.

Perchè scrivo questo strano post? Essenzialmente per due motivi: Il primo è che si tratta di una chiara metafora sul come le difficoltà che la vita a volte ci pone davanti e che appaiono insormontabili, possono invece essere superate se affrontate con animo e spirito diversi. La seconda invece è che dovevo un post sulla pista di decollo a Tantopercantare ma dopo innumerevoli e vani tentativi di farne un racconto, ho optato per un saggio. In fin dei conti rimane sempre un prodotto editoriale no? 😉

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Sono stanco

Sono stanco.

Non fisicamente o almeno non solo, ma sono stanco.

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London first e Paris then

La mia prima esperienza a Londra è andata abbastanza bene.
Fiera interessante anche se parlare con gli indiani (non i pellerossa) è veramente faticoso. Ora capisco il detto “cos’è fai l’Indiano?”. Non si capisce una mazza.
Per il resto della città non sono riuscito a vedere praticamente nulla se non Trafalgar square, ma quel nulla mi è anche piaciuto.
Albergo sufficente, ma con un letto eeenooormeeeee….un vero spreco. Costava ovviamente un occhio della testa e per di più senza breakfast, ma tutto sommato meglio così perchè mi sono fatto una magnifica colazione con deliziosi pancakes in una tavola calda li vicino.
Cucina comunque senza troppe pretese. Sono però uno che col cibo è di bocca buona e posso indifferentemente pranzare seduto per terra con un tuna sandwich e una birra in mano oppure gratificarmi in un bel ristorante del centro con cucina un po’ più sofisticata (tanto più che la cena era scroccata)
L’aspetto piacevole è stato che in questo caso la tavolata veramente multietnica (italiani, inglesi, portoghesi, americani e tedeschi) tanto che alla fine mi sono ritrovato a dover spiegare ad una americana la ricetta per le crescentine….“you do not never never use eggs” e il motivo per cui lo squacquerone è preferibile ad ogni altro formaggio (tra l’altro sentirlo pronunciare in inglese è divertentissimo).
Poi, dopo due giorni di fiera e non so quanti kilometri, anzi miglia, a piedi, mi sono ritrovato su un aereo che mi portava a Parigi. Ovviamente sono arrivato sfinito, niente cena (troppa fatica uscire ancora e camminare) ma birra in mano e rutto libero a gustarmi la partita dell’Inter trasmessa da un canale tedesco (grande il commentatore che urlava “Arrivederci Inter” al primo gol dei tedeschi).

Di questa tre giorni europea cosa mi porto a casa: la voglia di tornare a Londra, la colazione con i pankakes, un puzzle in 3D del big ben per il cucciolo e una vescica al mignolo della zampetta che ancora oggi mi fa zoppicare.

…ah, no, sono tornato con la voglia di scrivere che conto di fare quanto prima, anche se la mia maestra mi dice sempre che “bisogna lavorarci sopra”

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Errare è umano ma perseverare è diabolico. Un nuovo e divertentissimo episodio delle disavventure del gatto Sylvestro.

Ora non so se il portafoglio l’ho perso io facendolo cadere dallo zainetto o se qualcuno, accidenti a lui, me l’ha grattato in autobus, fatto sta che domenica, dopo aver portato il cucciolo alla straBologna, sono tornato a casa più leggero…..si proprio come quella volta li.

Quindi nell’ordine sono svampati:

Soldi (avevo ritirato al bancomat proprio il giorno prima), carte di credito (stavolta ho beccato un’operatrice un po’ più sveglia), bancomat, carta carburante, carta di identità, patente (uff, avevo già quella nuova), tessera sanitaria, tutte le carte fedeltà possibili e immaginabili, youandEni, 1000 miglia, coop, mediaworld, libreria aziendale e chi più ne ha più ne metta.

Ora mi aspetta il comando dei carabinieri (già fatto), il comune per la carta di identità (ma con due testimoni perchè sono senza documenti), il duplicato della patente, banca….già che ci sono rinnovo anche il passaporto perchè mi sono accorto che era anche scaduto (potevo evitarmi almeno i due testimoni in comune).

Che PALLE !!!!!!!! (o che pirla…..)

Ma io non sono Mourinho….

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