Il sapore della vittoria

Stasera ho riguardato per l’ennesima volta questo film.
La storia di una squadra collegiale di football americano che per la prima volta, nel 1971, integra i neri con i bianchi in una convivenza inizialmente difficile ma che col tempo si salda in un rapporto di stima e lealtà.
E’ una storia vera, recitata degnamente da un gruppo di ragazzi e da un grande Denzel Washington.
In questa storia ci sono molti valori in cui credo. La lotta al razzismo innanzitutto, ma poi la lealtà, l’amicizia, la disciplina, lo spirito di squadra.
Ogni volta rimango affascinato da questa storia pur consapevole che nella narrazione cinematografica molto sarà stato romanzato.
Allo stesso tempo poi mi ritorna in mente la mia breve, brevissima direi, esperienza col football americano.
Avevo 24 anni (tardi per avvicinarsi seriamente ad uno sport come questo) e reduce da una delusione amorosa (manco mi dovessi arruolare nella legione straniera) mi cimentai in questa avventura.
In passato avevo avuto solo un anno di esperienza a rugby quando ero alle medie ed ero animato unicamente da tanta passione per questo sport in Italia poco conosciuto.
Mi diedero l’armatura il casco ed una maglia bianca per allenarmi, quella della difesa.
Giocavo come linebacker, dietro la linea di scrimmage vedendo arrivare lanciatissimi verso di me (in realtà ero io che dovevo correre verso di loro) marcantoni dai 120 kg in su.
Mi ricordo che non appena tutti indossavano il casco io non riconoscevo più nessuno (si fa fatica a prendere confidenza con 40 ragazzi contemporaneamente), mentre tutti mi riconoscevano chiamandomi rookie. Gli esercizi erano massacranti. Me ne ricordo in particolare uno in cui uno dopo l’altro gli attaccanti ti correvano contro e tu dovevi respingerli con le mani. Mi ricordo quelle mani, di come si schiacciassero dolorosamente tra la griglia del mio casco e quella dei miei avversari.
Mi ricordo il mio primo placcaggio tosto ad un attaccante mentre voleva beffarsi di me con una finta e le urla di incitamento dei miei compagni di difesa. Mi ricordo ancora la sua espressione sorpresa per essere stato steso da un rookie.
Finivo gli allenamenti distrutto ma orgoglioso, ma smisi dopo solo 3 mesi.
La prima volta in cui un colpo alla schiena mi fece rimanere una settimana a letto capii che forse non era il mio sport.

19 commenti

Archiviato in il gatto syl, me myself and I, Sport

19 risposte a “Il sapore della vittoria

  1. mbj

    Remember the Titans
    che gran film! e che colonna sonora! l’avrò visto minimo una 30ina di volte… e non mi stufo mai di rivederlo…

    io da piccolino ho praticato il baseball ed il basket (sì avevo le idee chiarissime infatti poi feci beach volley e nuoto 😛 ) … ma so cosa vuol dire un programma di allenamento di football americano 🙂

    • Hai ragione, anche la colonna sonora è fantastica.
      Quanto agli sport posso dire che sono più quelli che ho provato che quelli che non ho provato.
      Ero la disperazione di mio padre che ogni anno doveva comprarmi l’attrezzatura di qualche cosa di diverso. Fosse per lui avrei dovuto fare solo nuoto, all’epoca era veramente low cost…..un costume da bagno, un accappatoio ed un paio di ciabatte.
      😉

  2. film stupendo concordo !!!
    io invece alle medie giocavamo tutte le settimane a baseball ….. e lo adoravo !!!
    peccato che in italia sia uno sport poco diffuso !!
    invece il rugby , nella mia zona addirittura c’è anche per i ragzzini come mio figlio piccolo !!

    • Sul baseball (che per le donne si chiama softball) mi verrebbero in mente battute di bassa lega che da buon gentlemen cercherò di evitare 😉
      Anche un compagno di classe di GL fa rugby. Sport bellissimo. Peccato che Sylvestrino da questo punto di vista non abbia preso dal papà e sia pigro come pochi…

  3. Ka mate, Ka mate
    ka ora, ka ora … bello il rugby!
    Io giocavo a basket, ora seguo poco ma per me resta un fanatstico gioco di squadra. Noi femmine poi ci piacchiavamo veramente!

  4. Fa parte di quei film dove non è possibile per me non immedesimarmi e non perchè sia alta e nera naturalmente… Ma perchè ci sono quei valori per cui è giusto lottare, non tirarsi indietro, non fare stupide battute di bassa “lega” (ops mi è scappata…)

  5. In che senso Lucy? Anche tu hai in sospeso l’uno contro uno di Tantopercantare?

  6. Lucia ha scrito:
    “Io giocavo a basket, ora seguo poco ma per me resta un fantastico gioco di squadra. Noi femmine poi ci piacchiavamo veramente!”
    Io ho risposto “Anche io. :(” nel senso che anche io giocavo, ed anche io picchiavo. Faccino dovuto al rimpianto per aver mollato l’agonismo. 😀

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