Archivi del mese: luglio 2011

Domanda

Se è vero che quando il gatto non c’è i topi ballano,

quando ballano i gatti?

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Piccoli Zamparini crescono

L’antefatto: Da un anno è partito un nuovo tipo di business e ho iniziato a lavorare con un fornitore nuovo.
A distanza di un anno questo fornitore, una media azienda con una 50 na di dipendenti, ha dimostrato qualche problema a livello qualitativo e ha aumentato a dismisura le sue tariffe.
Ieri il titolare mi aveva chiesto un incontro per capire perchè non aveva più lavoro.
Gli attori: l’imprenditore, il suo direttore commerciale, il suo direttore tecnico, il mio buyer, il mio responsabile delle lavorazioni e ovviamente il sottoscritto.
Il personaggio avevo già avuto modo di conoscerlo in precedenza e non mi aveva fatto una buona impressione. Pieno di se, arrogante e con la convinzione di avere santi in paradiso che garantissero per lui.
Dopo i convenevoli di rito andiamo al dunque e spiego, in maniera diretta, le motivazioni della mia scelta.
Mi aspettavo una sua reazione verso di me e invece, alzando il tono della voce e guardando i suoi collaboratori se ne esce con frasi del tipo: “mi scuso ma in 40 anni di carriera non avevo mai fatto una figura di merda così. Non ero al corrente dei problemi e dell’aumento delle tariffe. Qualcuno dei miei da oggi pomeriggio andrà in ferie a tempo indeterminato. La mia ira sarà peggiore dello sterminatore norvegese”.
In pratica, la mette sul piano personale scaricando indirettamente su di me la responsabilità.
Mi sento a disagio (i due capri espiatori avevano ormai una faccia da cocker), ma cerco di non farlo trasparire, e ribatto che lui è ovviamente libero di prendere le sue decisioni in casa sua, ma che se io fossi al suo posto cercherei di analizzare le ragioni di una sconfitta e ne trarrei insegnamento per il futuro. Fino a qualche minuto prima in fin dei conti si vantava di come la sua azienda fosse riuscita ad avere successo, con altri clienti, grazie a quel nuovo business. Non da meno poi i panni sporchi me li laverei a casa mia.
Inutile dire che il prosieguo della riunione è stato un batti e ribatti fra me e lui nel gelo più totale.
Mi spiace per i suoi collaboratori, evidentemente non all’altezza. Spero che le frasi del loro titolare siano state dettate più dalla rabbia che da reali intenzioni. Io del resto sono pagato per fare gli interessi dalla mia di azienda.

Ora però io mi dico. Sono un imprenditore, scelgo la mia squadra, questa rimedia una sconfitta e io li faccio fuori? E io dove ero? Le responsabilità sono sempre degli altri o anche mie che ho scelto la squadra ed evidentemente non ho controllato?
Non so perchè ma mi viene in mente questo uomo.

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La convivenza in comunità

Mi sembra di essere tornato indietro di venticinque anni. La compagnia. Un gruppo di ragazzi che condividono il tempo libero, i sabati sera, il bar, dove andare a ballare. Cose così insomma.
Allora nella complicata rete di relazioni, quello è insieme a quella che però è amica di quella che prima stava insieme con quell’altro, c’era sempre un filo conduttore, inesorabile.
Quelle che litigavano erano le donne.
Si, lo so, c’è molto luogo comune in quel che dico…però chissà come mai, 5 lustri dopo, con persone diverse, conosciute in un recente passato, in un’altra città, anzi in vacanza, le donne litigano e gli uomini mediano.
E si che come mediatore io valgo proprio poco!

Se le donne fossero ministri, anzi ministre, degli esteri, avremmo già avuto la 3° guerra mondiale, ma forse anche la 4° e la 5°.

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Il più grande spettacolo dopo il big bang

Questa settimana sono con il mio cucciolo a Milano.
Di giorno sta coi nonni, che quando c’è lui sembrano ringiovanire di 20 anni e la sera sta con me.
Io e lui.
Il rituale prevede che io passi dai nonni, lui mi racconti la sua giornata, mi sfidi a ping pong, mi faccia vedere i compiti e dopo cena si vada a casa.
Musica a palla durante il tragitto e una mezz’oretta di cartoni prima della nanna.

Mi piace.

Mi tocca sorbirmi terribili cartoni animati (ma non li fanno più quei bei cartoni di una volta tipo Goldrake, Jeeg, Lupin III etc.?), e poi, dopo i denti lavati, nel lettone insieme.
Si lo so, non è bene che si abitui a dormire nel lettone, ma siamo solo io e lui. E comunque non lo faccio per lui, lo faccio per me. Mi piace quando chiacchieriamo prima di addormentarci (in realtà io faccio finta di dormire per venire poi qui a scrivere sul blog), quando sento il suo respiro farsi più pesante, quando con le mani e con i piedi mi cerca nel sonno. Ogni tanto mi soffermo a guardarlo e a meravigliarmi, soprattutto la mattina, quando già in giacca e cravatta (la divisa da ufficio) passo qualche minuto ancora a coccolarlo un po’ nel suo lento risveglio.

Non so quante sono le cose buone sono riuscito a fare nei miei 45 anni, ma questa mi è venuta proprio bene.

Stasera tornando a casa per radio trasmettevano questa canzone e la cantavamo insieme io e te.

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camera con vista

Gli alberghi a Riccione.

Ci sono camere con vista mare.

Altre che hanno una bella vista…sulle colline.

Chissà se pagano un supplemento?

😉

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Ferie finite

Almeno quelle di luglio.
Rimettersi la camicia, la cravatta, ma soprattutto le calze e le scarpe, dopo 10 giorni di piedi nudi e infradito…è stato durissimo.
Però con la camicia bianca sai l’abbronzatura come risaltava?

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problemi

Se la sera mangi la pizza, magari con le acciughe e l’olio piccante, facilmente avrai dei problemi di arsura durante la notte che non ti faranno dormire.
Se poi verso l’una di notte dopo l’ennesimo bicchiere d’acqua guardi meglio nel frigo e ti ricordi di quella fettazza di anguria che ti sta aspettando, te la sbafi tutta pensando di risolvere il problema dell’arsura.
Peccato che a quel punto il tuo sonno ristoratore venga interrotto inesorabilmente da tanta…plin plin.
Insomma….tanto sonno, ronf ronf ronf.

PS: voi dite anguria o cocomero come dicono qui gli indigeni?

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e venne il primo torneo

Quello di Beach Tennis ovviamente.
Qualche giorno fa ero andato ad osservare un’altra edizione di questo torneo (lo fanno ogni settimana) che si gioca tutto in una sera e mi ero fatto l’idea che avremmo prese sberle a destra e a manca.
Così è stato. Anche se…
L’obiettivo, modesto sia chiaro, era quello di strappare almeno un game in tre partite. Il livello infatti pronosticava un triplo 6-0 nelle partite del girone eliminatorio che avremmo dovuto fare.
Siamo arrivati con un po’ di tensione alla vigilia e quando ci hanno chiamato sul campo numero 3 subito abbiamo cercato di capire chi erano i nostri primi avversari.
Due ragazzotti. Insieme non raggiungevano l’età di uno di noi.
Uno dei due in particolare aveva una battuta che non riuscivamo letteralmente a prendere…figurarsi pensare di rimandarla dall’altra parte.
In compenso il mio socio, complice la tensione, si è esibito in un paio di battute degne di un fuoricampo da baseball. In certi momenti si vorrebbe sprofondare.
6-1 lo score.
Con i secondi avremmo potuto giocarcela meglio. Erano alla nostra portata. I giochi sicuramente più combattuti ma anche qui 6-1 è stato il punteggio finale.
Gli ultimi poi erano una coppia padre/figlio. Bravi, i migliori tra quelli affrontati.
Ma il figlio, a naso si e no 16 anni, ha voluto sbeffeggiarsi un po’ di noi con colpi “umilianti”. L’esito è stato di far incazzare il mio socio che ha incominciato a giocare come si deve restituendo, con qualche pallonetto in battuta, il favore ricevuto dal giovine. Risultato finale 6-2.
Insomma, invece di un game ne abbiamo portati a casa 4 in tutto.
Abbiamo passato una serata divertente.
Abbiamo fatto dieta per una sera.
La sabbia non scottava.
Abbiamo qualcosa da raccontare agli amici.
Ho un argomento per il blog.

E ora a quando il bis?

PS Sylvestrino è venuto a fare il tifo per il papà…ma alla fine ha passato tutto il tempo a giocare alla nintendo ds, tanto che quando sono arrivato, stremato dopo la terza partita, innocentemente ha chiesto: “quand’è che giocate?”

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primo giorno di vacanza

Sveglia alle 8,30. Più tardi proprio faccio fatica. Aspetto che Sylvestrino si svegli, ma alle 10 decido di buttarlo giù dal letto.
Colazione e poi spiaggia. Giornata ventilata, si sta bene.
Rito delle creme protettive. Ma non potrebbero inventare uno spray che non ha bisogno di essere spalmato? Tipo vernicetta in quelle bombolette con la pallina dentro che quando le agiti fanno rumore.
Vabbè, mare. Qualche ondina ma acqua tutto sommato trasparente. I bambini si divertono. Io faccio l’incredibile Hulk e mentre loro (sono 5) tentano di saltarmi addosso io, con urla terrificanti, li prendo e li scaravento in acqua.
Si divertono. Anche io.
Doccia, relax. I bambini a giocare i grandi a leggere.
Sono le 2…forse è il caso di farlo mangiare.
Insalatona con pomodori,tonno e mozzarelle…anche i mini wurstel? No, il salame mi rifiuto di metterlo nell’insalata. Se proprio proprio te lo magni a parte.
Lavaggio piatti (capirai) e compiti. Tre pagine al giorno e poi mezz’ora di nintendo ds.
Si, è già passata mezz’ora, non m ne frega niente se sulla nintendo c’è scritto 8 minuti.
Spiaggia. Mare. Hulk. Doccia. Gelatino. Libro. Beach tennis.
Stasera mangiamo tutti insieme? Cucino io.
Certo che il risotto con la salsiccia non è proprio estivo.

E’ mezzanotte. Tutti a nanna. Anche domani sarà una giornata impegnativa !

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Letta questa mattina

“Diede un ultimo sguardo al mare di latte sottostante, e si tuffò.”

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