Piccoli Zamparini crescono

L’antefatto: Da un anno è partito un nuovo tipo di business e ho iniziato a lavorare con un fornitore nuovo.
A distanza di un anno questo fornitore, una media azienda con una 50 na di dipendenti, ha dimostrato qualche problema a livello qualitativo e ha aumentato a dismisura le sue tariffe.
Ieri il titolare mi aveva chiesto un incontro per capire perchè non aveva più lavoro.
Gli attori: l’imprenditore, il suo direttore commerciale, il suo direttore tecnico, il mio buyer, il mio responsabile delle lavorazioni e ovviamente il sottoscritto.
Il personaggio avevo già avuto modo di conoscerlo in precedenza e non mi aveva fatto una buona impressione. Pieno di se, arrogante e con la convinzione di avere santi in paradiso che garantissero per lui.
Dopo i convenevoli di rito andiamo al dunque e spiego, in maniera diretta, le motivazioni della mia scelta.
Mi aspettavo una sua reazione verso di me e invece, alzando il tono della voce e guardando i suoi collaboratori se ne esce con frasi del tipo: “mi scuso ma in 40 anni di carriera non avevo mai fatto una figura di merda così. Non ero al corrente dei problemi e dell’aumento delle tariffe. Qualcuno dei miei da oggi pomeriggio andrà in ferie a tempo indeterminato. La mia ira sarà peggiore dello sterminatore norvegese”.
In pratica, la mette sul piano personale scaricando indirettamente su di me la responsabilità.
Mi sento a disagio (i due capri espiatori avevano ormai una faccia da cocker), ma cerco di non farlo trasparire, e ribatto che lui è ovviamente libero di prendere le sue decisioni in casa sua, ma che se io fossi al suo posto cercherei di analizzare le ragioni di una sconfitta e ne trarrei insegnamento per il futuro. Fino a qualche minuto prima in fin dei conti si vantava di come la sua azienda fosse riuscita ad avere successo, con altri clienti, grazie a quel nuovo business. Non da meno poi i panni sporchi me li laverei a casa mia.
Inutile dire che il prosieguo della riunione è stato un batti e ribatti fra me e lui nel gelo più totale.
Mi spiace per i suoi collaboratori, evidentemente non all’altezza. Spero che le frasi del loro titolare siano state dettate più dalla rabbia che da reali intenzioni. Io del resto sono pagato per fare gli interessi dalla mia di azienda.

Ora però io mi dico. Sono un imprenditore, scelgo la mia squadra, questa rimedia una sconfitta e io li faccio fuori? E io dove ero? Le responsabilità sono sempre degli altri o anche mie che ho scelto la squadra ed evidentemente non ho controllato?
Non so perchè ma mi viene in mente questo uomo.

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2 commenti

Archiviato in il gatto syl, Lavoro

2 risposte a “Piccoli Zamparini crescono

  1. rasoiata

    Ma e’ il famoso bifolco del pranzo di lavoro?
    Te l’avevo detto io che era una merda.

    Ciao
    Zac

  2. No questo è un altro Zac.
    Ciò non toglie il giudizio sul primo.

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