luoghi comuni

Settimana scorsa ero in fiera e come è normale che sia, è stata l’occasione di incontrare persone da tutto il mondo con cui  normalmente faresti più fatica a relazionarti.

Quando ho questi “incontri condensati” mi piace poi provare a immaginare che tipo di vita sociale, così diversa dalla mia, si ritroverebbero a fare i miei interlocutori.

Ad esempio, il titolare di quella azienda cartotecnica tedesca, che tanto si sforzava di parlare in italiano dicendo ovviamente delle castronerie indicibili (ma io d’altronde a parte buongiorno e mi scusi non saprei proprio dire nella sua lingua), me lo immagino tornare a casa con una moglie rigorosamente bionda e in carne che prepara una cenetta a base di salsiccia, crauti e birra in una casa impregnata dagli odori del tabacco.

Oppure quell’indiano, tanto timido e dagli occhi gialli, me lo immagino camminare con abiti sgualciti, un po’ sudaticcio, nel caos del traffico locale, con mucche dispettose che causano ingorghi terrificanti.

Il cinese con gli occhiali invece, me lo immagino un po’ bastardo e feroce, tornare nella sua azienda a cazziare pesantemente i suoi collaboratori per una commessa non presa o per la produttività troppo scarsa.

E vogliamo parlare invece di quello yankee che si è presentato con una inguardabile camicia hawaiana? Già ce lo vedo, con il bar ben fornito di superalcolici a vivere in quelle megaroulotte tipiche americane, con una sacca da golf buttata li disordinatamente e l’aria condizionata sempre a manetta.

E’ proprio vero, è un attimo farsi dei preconcetti che facilmente possono diventare anche dei pregiudizi. Probabilmente loro mi immaginano a mangiare quotidianamente la pizza mentre un mandolino suona in sottofondo….

A voi è mai capitato di ritrovarvi a fare i conti dei dei falsi (o veri) luoghi comuni?

6 commenti

Archiviato in il gatto syl, Lavoro, me myself and I, Senza categoria, Società e costume

6 risposte a “luoghi comuni

  1. Credo di aver subito (forse il termine è eccessivo) più che agito (ma come cavolo sto parlando, ma mi capisci vero?) luoghi comuni che diventano spesso pregiudizi. Sono donna e già potrei scrivere un libro; sono alta fuori misura e giù un altro tomo; sono di Venzia (vicino) e non immagini quanta gente pensi che abbia la gondola parcheggiata sotto casa.

  2. Diogay

    Buonasera Syl,
    aspettavo il nuovo post, ma non credevo capitasse a fagiolo sul contenuto di una cassa, riposta nel garage, che ha fatto saltare alla mente ricordi di 20 anni fa !
    Faccio un sunto, ero alle prime esperienze lavorative, e complice un console amico di famiglia, venni alloggiato in una delle residenze estere strepitose che ogni italiano medio non sa nemmeno di possedere, fuori del territorio nazionale.
    Di giorno tutti in scuro, nonostante il caldo atroce, incravattati rigorosamente, ligi alle buone maniere, mille responsabilità, mentre la sera, ognuno riprendeva la propria forma, vestiva abiti vacanzieri e sciolti, e riprendeva il dialetto personale. Ed era esattamente lì che capivo chi era la persona con cui avevo parlato tutta la mattinata, spesso stravolgendo l’ idea che me ne ero fatto. In Asia ho dovuto poi imparare che nulla è come sembra, e ho iniziato anche un’ altra categoria di se vuoi discriminazione o luogo comune di giudizio : il cosa mangi, e se ci verrò o no a tavola con te…cavallette, gattini, serpenti, restano ancora molto lontani dal mio menù turistico !

    • Pure il console conosci. Ma non è che fai Bond di cognome? 😉

      Sul companatico hai tutta la mia comprensione, anche se una grappa di serpente una volta me la sono fatta.

  3. bottepiccola

    Una volta si,uno stupido luogo comune quando facevo la commessa nel nogozio di famiglia..Entra il solito cliente un pò trascurato,ma un pò tanto trascurato..inquadrando il soggetto come il solito “perditempo” non mi sono dedicata più di tanto a far vedere al tipo i vari prodotti del negozio,mi sono limitata a far vedere diciamo le cose più a portata di tasca,come se io sapessi le sue tasche quanto fossero piene..
    Alla fine chiedendomi un prodotto si pura seta,io dissi che non ne avevamo più purtroppo,per risparmiare la rottura poi di dover ripiegare tutto..
    Alla fine il tizio uscì dal negozio..andò a fare altri suoi giri fin quando non ripassò davanti al mio negozio con buste e pacchetti stracolme di robe comprate in altre lande 😦
    Da quel giorno mi sono ripromessa di non giudicare il libro dalla copertina e di non tirare giudizi affrettati sulle persone,semplicemente perchè è da idioti 😦

    • Grazie bottepiccola. Per fortuna l’esperienza è qualcosa che non si insegna sui banchi di scuola e da cui non si finisce mai di imparare e questo ne è l’esempio.
      Certo che il tuo racconto sembra tratto dal film Preety Woman…

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