Archivi del mese: ottobre 2012

il test sui libri

Copio da Valentina questo simpatico test….
Premetto che per me i libri, oltre che una passione sono ciò che mi da da vivere.
1) Come scegli i libri da leggere? Ti fai influenzare dalle recensioni?
Non da quelle ufficiali. Però mi faccio influenzare dai pareri di conoscenti o dai commenti su anobii
2) Dove compri i libri: in libreria o online?
Visto il lavoro che faccio ne compro molti meno di quelli che leggo….ehi….non faccio il ladro però!
3) Aspetti di finire la lettura di un libro prima di acquistarne un altro oppure hai una scorta?
Ho una lista infinita di libri che prima o poi devo leggere.
4) Di solito quando leggi?
Dipende dalle stagioni. D’estate non appena ho un momento a disposizione, d’inverno quando vado a dormire o….emh…in bagno.
5) Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro?
Si. Una volte i mattoni mi facevano impazzire….ora esattamente il contrario.
6) Genere preferito?
Romanzi, gialli….ma in ogni caso con preferenza per gli autori italiani
7) Hai un autore preferito?
Direi di no.
8) Quando è iniziata la tua passione per la lettura?
Vale Topolino?
9) Presti libri?
Adoro farlo. Mi piace condividere qualcosa che ho letto, a maggior ragione se fisicamente è qualcosa che ho “usato” io.
10) Leggi un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi insieme?
Di solito uno, ma a volte azzardo la lettura doppia….non esattamente nello stesso momento però  😉
11) I tuoi amici/famigliari leggono?
Si si.
12) Quanto ci metti mediamente a leggere un libro?
Normalmente sono lentissimo, molto più di quanto vorrei….ma se ho tempo e il libro piace posso divorare un libro di 300 pagine in un giorno.
13) Quando vedi una persona che legge (ad esempio sui mezzi pubblici) ti metti immediatamente a sbirciare il titolo del suo libro?
Beh….è anche una deformazione professionale.
14) Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvarne uno soltanto quale sarebbe?
Il dizionario italiano…aiuterebbe a ricostruire.
15) Perché ti piace leggere?
Sono tanti i motivi. Informazione, studio, diletto….se si parla di un libro di narrativa per “vivere” la storia che leggo.
16) Leggi libri in prestito (da amici o dalla biblioteca) o solo libri che possiedi?
Difficilmente me li prestano, visto il lavoro che faccio, ma quando capita li leggo con ancor maggior interesse
17) Qual è il libro che non sei mai riuscito a finire?
Il cimitero di Praga…ma prima o poi….
18) Hai mai comprato un libro solo perché aveva una bella copertina, e cosa ti attrae nella copertina di un libro?
Comprato no per i motivi di cui sopra….e comunque, pur apprezzando una bella copertina, non penso di farmi influenzare da questa nella scelta.
19) C’è una casa editrice che ami particolarmente, e perché?
Bompiani. Per me è una garanzia di qualità.
20) Porti i libri dappertutto (ad esempio in spiaggia o sui mezzi pubblici) o li tieni “al sicuro” dentro casa?
Uso e maltratto i libri per lavoro….figurarsi se mi faccio scrupoli a portarli in giro.
21) Qual è il libro che ti hanno regalato che hai gradito maggiormente?
Non saprei….mi viene in mente L’arte di correre di Murakami…posso ormai considerarlo un regalo, vero?
22) Come scegli un libro da regalare?
La trama…però difficilmente regalo libri nel senso classico del verbo.
23) La tua libreria è ordinata secondo un criterio o tieni i libri in ordine sparso?
Diciamo che ci faccio stare solo quelli che ci stanno….compresi quelli in doppia fila e quelli ammucchiati sopra finchè c’è ancora un po’ di spazio….una sorta ti tetris di libri….più che ordinarli direi che li disordino.
24) Quando leggi un libro che ha delle note, le leggi o le salti?
Parto col leggerle…poi se vedo che non aggiungono nulla le salto.
25) Leggi eventuali introduzioni, prefazioni e postfazioni dei libri o le salti?
Di solito si….leggo anche il finito di stampare, figurarsi le introduzioni.
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Se fosse un film

Se fosse la scena di un film sarebbe perfetta.

Ce lo vedo il protagonista, con lo sguardo melanconico, che nei dintorni di una mezzanotte piovosa, sta facendo il cambio di stagione nell’armadio.

La play list in sottofondo è maledetta, sa scegliere quella canzone di John Lennon che è da tagliarsi le vene.

Ed è li, piegando meticolosamente pantaloni negli appositi appendiabiti che il nostro protagonista incomincia a farsi delle domande.

Si chiede se ha sbagliato qualcosa, anzi, si chiede dove ha sbagliato, perché qualcosa deve aver sicuramente sbagliato.

Poi pensa a domani, al momento in cui Sylvestrino illuminerà i nonni con un sorriso.

E allora pensa che qualcosa ha sbagliato, ma qualcosa gli è riuscito terribilmente bene.

Cacchio….dovrebbero proibire per legge di stare da soli in una serata di pioggia.

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l’innocenza di Sylvestrino

La notizia del giorno è che a luglio ci sono i Depeche Mode.

Ovvio che ci vorrei andare con Sylvestrino.

Negozio prima con sua madre le condizioni e dopo il via libera parlo con lui al telefono:

  • Ciao Sylvestrino la sai la grande novità? Questa estate ci sono i Depeche Mode a San Siro!
  • Ah…(con sufficienza)…..ma io li ho già visti…..non vengono gli AC/DC?
  • ….(incasso il colpo)…..no amore, che io sappia no.
  • mmmhhh….grazie, ma allora non vengo.

Per riprendermi e consolarmi dalla telefonata con quel quasi novenne di mio figlio, vi posto il singolo di quello che sarà, probabilmente, il nuovo album…a me è piaciuta già al primo ascolto.

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ok ci provo anche io…..Milano side

Prendendo spunto da una bella iniziativa sui racconti della propria città e provo a mettermi in gioco pure io con i miei ricordi.

Milano

Milano che già da piccoli ci giocavi col nome….(salutaMIlano)

Milano che da bambino mia mamma mi portava in piazza del Duomo vestito da Zorro a dare da mangiare ai piccioni

Milano che in realtà per me era Precotto, il mio quartiere. Li c’era tutto. L’oratorio dove andare a giocare a calcio e a bere la spuma da 100. L’upim dove andare a passare le giornate di pioggia. Il cortile dove fare le gare in bici.

Milano che diventava più grande le prime volte che prendevi la metropolitana, quella rossa. E si andava sempre nell’ultima carrozza in fondo, con la speranza non ci fosse nessuno, così ci si poteva arrampicare ai tubi di sostegno come delle scimmie.

Milano che era divisa fra i paninari e i ciaina (veniva pronunciato così). I primi col bomber verde e gli altri con la giacca marinara blu…la mia aveva anche un woodstock giallo cucito sulla spalla.

Milano che uscivi dalle scale mobili di San Babila che erano lunghissime e poi percorrevi tutto corso Vittorio Emanuele, schivando quelli di Dianetics, per andare a farti un panzerotto da Luini.

Milano che passavi le ore nei negozi di dischi a sfogliare LP e poi ne uscivi con uno in mano che dicevi “questo deve essere bello”.

Milano che se osservavi la statua di Leonardo in piazza della Scala, da dietro, sembrava stesse facendo la pipì.

Milano che d’inverno ogni tanto prendevi la 90 e andavi in via Piranesi al palazzo del ghiaccio, a pattinare e a fare gli scherzi alle ragazze più carine.

Milano che era la fabbrica della nebbia, ma era anche così grigia che se non c’era non notavi tanto la differenza.

Milano che i papà dei miei compagni li portavano a San Siro a vedere il Milan e l’Inter, e io invece non ci sono mai andato….forse per questo tifo Juve.

Milano che quando andavi a scuola era una giornata di festa se regalavano gli album dei calciatori all’uscita dalle lezioni.

Milano che se vedevi il controllore….scappa scappa….

Milano che se andavi a fare il bagno all’idroscalo…stai attento che è pericolosissimo.

Milano che è così grande che quando andavi in vacanza c’era sempre uno che..”ci sono stato una volta a trovare mio zio”

Milano è la mia città. Io non l’amo, anzi mi fa cagare, ma rimane sempre la mia città.

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Piccole soddisfazioni

In questi periodi è di queste che bisogna accontentarsi. Soprattutto in ambito lavorativo.

Quindi, dopo il recente periodo in cui il malefico Mourinho mi ha attaccatto su tutti i fronti, ho ricevuto una piccola gratificazione da una gentilezza di una sua editor a cui pure, il nano, sta sulle balle. Dopo una chiacchierata in cui commentavo il libro di Carlo Cracco, dimostrando un particolare apprezzamento dopo aver constato che la ricetta sul risotto è uguale uguale a quella che faccio io, si è presentata dopo un paio di giorni con il libro e questa dedica speciale…

Si lo so…è solo una dedica, come altre che mi è capitato di avere, ma questa, chissà perchè, l’ho apprezzata in modo particolare.

PS: il libro è veramente carino, ve lo consiglio

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tante cose

Tante cose sono successe negli ultimi giorni.

La maggiorparte spiacevoli.

Non ho molta voglia di parlarne e non lo farò.

Magari quando questo periodo sarà passato….o magari quando mi sarò abituato.

Per alleggerire però vi devo raccontare l’ultima chicca di ieri.

Notizia del giorno in ufficio. Un (altro) direttore di divisione viene pensionato (grammaticalmente non regge molto ma penso renda meglio l’idea).

Commento la cosa con il mio direttore delle HR, Clarabella:

  • Io: Ma Clarabella, un altro?
  • Clarabella: Guarda Sylvestro non me ne parlarare, sono tempi durissimi questi.
  • Io: cazzo, ma sai che tra quelli dello staff meeting ormai dei “vecchi” siamo rimasti solo noi due?
  • Clarabella, portando l’indice e il medio verso il palmo della mano: Sylvestro, senza offesa….ma vaffanculo và…tiè.
  • Io:…..in effetti…tocco ferro, mi ravano gli zebedei e….hai mica un po’ di sale?

 

Per la serie manager razionali, ottimisti e per nulla superstiziosi.

 

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