Onori ed oneri

Oggi toccava ai secondi.

Una ragazza splendida, solare, sorridente, di quelle che se l’incontri la mattina in ascensore ti fa sentire meno il peso di una giornata difficile. E a parte quello era anche brava, forse non una delle migliori, ma meglio di molti altri.

Da due anni e mezzo lavora con me. Precaria. In tutto questo tempo non sono riuscito a prenderla a bordo in maniera definitiva.

A volte mi sento come  il comadante di una barca. In questa barca ci sono quelli bravi e quelli meno bravi. E poi ci sono quelli che sono ben ancorati e quelli che invece sono in posizione precaria. Lassù, in cima all’albero maestro che ondeggia vistosamente. Tutte le volte mi fa paura guardarli, ho sempre il timore che finiscano in mare, a maggior ragione se si attraversa una tempesta.

Ecco….lei oggi è finita in mare. Gliel’ho detto con un mese e mezzo di anticipo….ma sempre nel mare è finita.

Posso solo sperare che quello che ha imparato qui con noi possa aiutarla ad issarsi subito a bordo di qualche altro natante.

Però quel sorriso che si spegne mentre le parlo non me lo dimenticherò così facilmente.

E ora possiamo archiviare quella odierna come una giornata del cazzo.

barca nella tempesta

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48 commenti

Archiviato in il gatto syl, Lavoro, me myself and I

48 risposte a “Onori ed oneri

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto and commented:
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  2. liù

    Ho messo il mi piace ,ma mica mi è piaciuto come è finita per la ragazza! 😦

  3. Spero che il suo modo solare l’aiuti a superare questa spinta in acqua…..e che sia brava a nuotare…perchè questi colpi sicuramente non aumentano l’autostima! Vabeh che oggi anche avendo un posto fisso…si rischia di finire in acqua e affondare con la ditta…(tranne se lavori per un sottomarino :lol:)

  4. Una storia come tante purtroppo di questi tempi. Mi colpisce la tua sensibilità. Meno male. Anche se on cambia la realtà per lo meno la addolcisce.

  5. Ti stimo! Certo, hai dovuto dare una brutta notizia ma io ci sono passata e mi è stato detto il giorno prima. Lei è brava, ci dispiace ma sa com’è , la crisi…

    Dopo 3 anni e qualcosa come 5 contratti diversi…

    Simpatici no?! Comunque tutto è bene quel che finisce bene. Sono passati 2 anni e sono stata assunta da un’altra parte e tempo indeterminato. Spero che anche per lei si chiuda una porta e si apra un portone!:)

  6. Evviva la terra dei cachi. Evviva. Prendiamo le armi, gatto.

  7. Mettiamola così: lei hai dato un mese e mezzo per iniziare a guardarsi intorno. Di questi tempi magari non è molto… ma è tanto tanto di più di quello che viene appioppato a tanta gente! Ho un’amica che ormai son due anni che va avanti a contrattini dal 9/1 al 31/7 e poi dall’1/9 al 23/12 (per non doverle pagare ferie, ovvio). E sai quando le dicono se la riassumono? Ogni volta tipo l’ultimo giorno del contratto (quando le va di lusso, il penultimo).
    Ecco: voglio solo dire che anche la scelta di darle tempo per ragionarci e digerire l’idea è comunque un segno di gentilezza non da poco.

  8. questo post meriterebbe di potergli mettere il like più volte…
    la motivazione è bruttissima e triste, ma quello che hai scritto è bello…
    sei bello tu,.. dentro…

  9. ho “lavorato” per 10 mesi in una nave che stava affondando. Il mio era uno stage non retribuito, quindi non eroi nemmeno precaria, ma ho assistito alla sorte di precari e (ufficialmente) non per tutti quei 10 mesi. Leggendo il tuo post ho rivisto i loro occhi, e anche le lacrime malcelate una volta usciti da quell’ufficio. Difficile trovarsi da entrambi i lati di quella scrivania. E difficile trovarsi all’improvviso senza alcuna nave, in mezzo alla tempesta.

  10. Martina

    Se la trovi così brava…Pensa un po’ se conosci qualcuno che può essere interessato…Un curriculum che arriva da te pesa di piùùùùùù!!!! Siiii buono anche oltre… SE PUOI OVVIO!

  11. esprit74follet

    Mi spiace per la ragazza, purtroppo sono tempi duri per tutti 😦
    Invece sono colpita dalla tua sensibilità: non sono davvero tanti i “capi” capaci di empatia… forza Gatto! magari, come dice Martina, potresti scrivere delle belle referenze, o lanciarle una cima per salire su una nuova barca…

  12. ciao! dopo la tempesta arriva la calma; un’altra vita, un altro sorriso e magari ancora splendido.
    thebestdressup

  13. Il problema purtroppo è che tu puoi archiviarla, lei no.

      • Non vorrei abusare della tua metafora, ma io se proprio dobbiamo parlare di navi e capitani, ho sempre pensato che l’ideale di azienda sia l’Arkadia, di capitan Harlock. Forse non ti ricordi, perché solo i malati come possono sapere certe cose, ma in quella nave spaziale tutto l’equipaggio passava il tempo a non fare nulla. Esattamente. Sembravano un branco di ubriaconi buoni a nulla, pazzi, e alcuni completamente inutili, fuori luogo. Poi ad un certo punto suonava l’allarme, Harlock saliva in cabina di comando e tutti tornavano ai propri posti. Tutti perfettamente necessari ed efficienti. Harlock non perdeva una battaglia. Qui invece crepano in tanti.

      • sei in buona compagnia nel ricordare capitan Harlock….e mi piace pure come abuso di metafora. Domani provo a presentarmi con la benda all’occhio….

  14. Per una volta mi fa piacere sapere le sensazioni di chi si trova dalla tua parte…visto che anche a me è capitato di finire a mare, per usare il tuo termine. Non è bello, ma si sa che va così e quindi meno ci si lascia andare allo sconforto e meglio è.
    Tuttavia, mi chiedo perchè certe scelte toccano solo alcuni e altri no…quando magari l’ultimo arrivato è un tipo in gamba, mentre chi è incollato lì da anni lo è molto meno. Se il sistema fosse davvero meritocratico darebbe a tutti la possibilità di entrare e per tutti dovrebbe esserci la possibilità di uscire.

    • Hai ragione da vendere. Sono il primo ad essere convinto che fra i ragazzi precari che lavorano nel mio team la maggiorparte è migliore di molti di quelli che invece sono a tempo indeterminato e che mi sono ritrovato.
      E non sai come mi piacerebbe poter fare cambio. Purtroppo (o forse per fortuna) è più complesso. Aziendalmente non posso che adeguarmi al fatto che i contratti a progetto, stages e contratti di somministrazione di lavoro (che definizione terribile) siano la prassi, ma personalmente sono contrario. Una volta al massimo c’erano i contratti di formazione lavoro. Ci provavi per due anni e se valevi salivi a bordo. Ora è un percorso ad ostacoli. Assurdo. La Legge Biagi (pace all’anima sua) ha fatto molti danni.

      • Già, la Legge Biagi…non è il mio stile pensare che ognuno merita la fine che fa, ma diciamo che non ha lasciato un buon ricordo. Certe tipologie di contratto favoriscono sicuramente gli oneri economici dell’Azienda, ma non le danno slancio innovativo e intellettivo.

      • eppure credimi, a volte lo slancio arriva ugualmente da quei contratti precari….

  15. Chi arriva adesso paga gli errori degli altri. Sai quanti intoccabili di poco valore preferirei salutare per un solo nuovo che ci mette l’anima e la testa? Non si puo’, questo pantano economico peggiora le cose e ti ritrovi a dover dire ” mi dispiace, non puoi rimanere”. Sono parole che fanno star male, dirle e ascoltarle, come fa male vedere un padre di famiglia di 40 anni piangere e supplicarti per un posto di lavoro che non c’e’. Sono sensazioni a cui nessuno ti prepara e che non puoi evitare. Devi solo imparare a non farci l’abitudine e a non rimanere distaccato: meglio starci male che diventare aridi, secondo me.

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