Archivi del mese: agosto 2013

Edward mani di forbice – reload

Ripubblico un post che scrissi nel 2010. Sono passati tre anni ma è ancora terribilmente attuale.

Rileggerlo forse può farmi bene.

edward.jpgChi ha visto il film saprà la storia. Lui non può avere una vita “normale” perchè al posto delle mani ha delle lame taglienti e invece di dispensare carezze, rischia di rifilare rasoiate alle persone che gli sono più care, per cui si chiude in se stesso e rifiuta qualsiasi relazione con gli altri. Ecco…..io sono come lui. Solo che i danni non li faccio con le mani ma con le parole, quelle dette e quelle scritte. A volte riesco ad essere terribilmente feroce anche con persone a cui tengo (se non ci tenessi non mi porrei il problema).  Lo faccio in maniera più o meno inconsapevole, ma lo faccio. Per carità, non cado nel turpiloquio o nel greve, ma utilizzo parole o faccio cose che feriscono terribilmente persone a me care e che non se lo meriterebbero. Io non sono stato sempre così, tanto più che io mi sono definito (e continuo erroneamente a definirmi) uno troppo buono. Lo sono stato per i mie primi 40 anni. Se mi aggredivano porgevo l’altra guancia, se c’era un conflitto deponevo per primo le armi. Poi sono cambiato. Probabilmente l’ho fatto nel momento in cui sono entrato in questo condominio, prima come delfino e poi come gatto, ma qui ho acquistato una “pericolosa” consapevolezza del mio valore. Sono diventato meno tollerante e meno accondiscendente e ho incominciato a “tirarmela”. Sulla mia vita privata gli effetti sono stati devastanti. Non lo avessi fatto forse questa mattina avrei accompagnato io mio figlio a scuola. Forse però questo è il prezzo da pagare per vivere e non per sopravvivere. Io oggi vivo. Le emozioni che provo, siano esser positive o negative, sono 100 volte più intense rispetto a quelle della mia vita precedente. Mi relaziono di più con gli altri. Ho eliminato l’orso che era in me. Però ci sono effetti collaterali…..le mani di forbice. Di solito quando accade riesco ad esserne consapevole dopo qualche giorno e a tentare di rimediare, ma ormai il danno è fatto. Le ferite ci sono, possono magari guarire ma le cicatrici rimangono. La verità è che non sono la “bella” persona che spesso descrivo in queste pagine. Qui disegno solo la parte di me migliore. Una persona che mi sta molto a cuore, molto schiettamente mi definisce “bastardo”. Mi sa che ha ragione. Qualcuno ha della cenere da darmi?

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Il bell’uomo che sembro.

No, non sto parlando di un fatto estetico, sto parlando dell’immagine che do di me spesso qua dentro:

padre amorevole, amico perfetto,  simpaticamente coglione, intelligente il giusto…

Temo non corrisponda al vero.

 

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ok sono tornato

Però il caffè della macchinetta ha sempre lo stesso gusto….e lo zucchero a volte non scende.

distributore del caffè

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E ora si fa sul serio

Il gatto va in vacanza….c’è bisogno.

Tornei di beach tennis, kilometri di corsa sul lungomare, libri finalmente letti e pesce a volontà.

 

Statemi bene.  🙂

 

disegno gatto

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Che coppia….

Nell’ultimo post avevo lasciato in sospeso un altro racconto, che noto con piacere ha scatenato più curiosità di un elenco del telefono dell’Arzebaijan.

Però la storia mi piace e quindi la scrivo ugualmente.

Sylvestrino è da oltre un mese che mi chiede di fare un torneo di beach tennis, quello “padri e figli”.

Il torneo si è sempre svolto finora durante la settimana per cui non ho mai avuto modo di assecondare questo suo, ma anche mio desiderio.

Venerdì però special edition e guarda caso, venerdì sono riuscito ad arrivare per tempo in quel della riviera romagnola.

La formula è semplice.  Gioca un genitore  col figlio. Limite di età per i bambini 14 anni.

Mio figlio ne ha 9 e 5 anni di differenza con quelli più grandi si sentono tutti.

Però nei gironi di eliminazione ci mettono insieme a quelli di pari età per rendere più equilibrate le partite.

Passiamo il turno con tre vittorie che lo gasano tutto.

In questa fase i genitori più che altro fanno divertire i figli. Scambi tendenzialmente facili, per gli adulti è vietato schiacciare e bisogna battere il servizio da sotto.

Durante l’ultimo incontro, quello più combattuto perchè vinto al tie-break, guadagno 1000 punti nella stima di Sylvestrino perchè su un perfido pallonetto che stava per scavalcarmi, eseguo un plastico tuffo in recupero che oltre ad ottenere il punto strappa l’applauso del pubblico presente.

Ora però si fa sul serio con l’eliminazione diretta e di bambini piccoli non ce ne sono più.

La prima coppia agli 8vi sono padre e figlia. Lui un buon giocatore, l’avevo già visto nei tornei che avevo fatto in passato e sua figlia a naso è in 3° media e la schiaccia discretamente.

Speriamo di vincere almeno un game penso tra me e me, immaginando già di dover consolare il mio compagno per la netta sconfitta.

Invece sfoggiamo numeri incredibili, ovviamente più lui di me, perchè va a prendere dei colpi incredibili. La ragazzina poi ci mette del suo sbagliando parecchio tanto dal farci fare anche della tattica tra un punto e l’altro.

Gli bisbiglio, coprendo la bocca con la racchetta come fanno i professionisti, di giocare sulla ragazza.

Io non posso farlo ma tu si, e tiraglele pure alte.

Alte !!! Ma papà, così ce le schiaccia tutte.

Tranquillo, sbaglia parecchio, le butterà tutte in rete.

Lui, sia pur perplesso ubbidisce e il consiglio si rivela azzeccato. Con un netto 6-2 passiamo ai quarti.

Omai la mezzanotte è passata. Il sudore ora è copioso e la stanchezza incomincia a farsi sentire. Cavoli i bambini a quest’ora dovrebbero dormire.

I nostri prossimi avversari sono una madre che gioca discretamente e suo figlio 14enne che gioca anche meglio di me. Lui per regolamento non deve battere da sotto e infatti batte regolarmente e tira dei missili in prevalenza su Sylvestrino.

Tato, cerca di prendere quelle sul lungolinea che al resto ci penso io.

E’ una lotta palesemente impari, la tensione è degna di una finale di Wimbledon,  ma non chiedetemi come, miracolosamente stiamo in partita e li portiamo al tie-break.

Nonostante una mia battuta uscita di un kilometro di cui ancora mi girano le palle (e che la dice lunga sui nervi tesi che orami avevo pure io), arrivamo punto a punto sul 6 a 5 per noi.

Match ball.

Cazzo fa che la buttino in rete….

Ormai ci credo pure io, la semifinale è a un punto soltanto.

Niente da fare, perfidamente “la mamma” ci riporta alla realtà con tre palonetti su Sylvestrino, cosa non difficile visto che è alto un metro e una spanna, e sull’ultima addirittura becca il nastro. Hanno pure culo.

Perdiamo con onore 8 a 6 contro una coppia nettamente più forte di noi.

Sylvestrino è sconfortato per aver perso “per un nastro”, ma passo tutta la sera a fargli capire che abbiamo fatto ugualmente un’impresa e che deve essere contentissimo del risultato.

A placare la sua rabbia arriva anche una bella maglietta come premio di consolazione che fieremente abbiamo sfoggiato in spiaggia l’indomani.

Ho idea che fra qualche anno sarà molto più forte di me….nell’attesa mercoledì prossimo si replica…cazzo che squadra che siamo.

beach tennis pallina

 

PS ecco la maglietta

maglietta

 

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