come l’iceberg

L’iceberg emerge sulla superficie dell’acqua per solo il 10% della sua massa.

I 9/10 dell’iceberg sono sotto il livello del mare.

Questo vuol dire che se vogliamo andare a vedere veramente come è fatto quell’iceberg, dobbiamo metterci una bella muta spessa da sub e immergerci in profondità nelle acque gelide.

Ogni giorno noi ci relazioniamo con una moltitudine di persone. Della maggiorparte di esse però conosciamo poco.

Di quella ragazza timida incrociata in ascensore, non so se ha un fidanzato che le vuol bene o se vive ancora coi genitori.

Del fattorino di quel fornitore che tutti i giorni passa in ufficio e gentilmente mi saluta, so solo che tiene alla Juve, ma non so se ha una moglie a casa o dei bambini o se ha mai visto la torre Eiffel.

Anche del mio capo in fin dei conti so poco. So che conosce il suo lavoro e che ha due figli che la fanno diventar matta ogni tanto. Ma chissà se a casa cucina lei o se in casa gira a piedi nudi o in ciabatte.

Ognuno di noi ogni giorno incontra tanti iceberg. Ne vediamo solo la parte emergente, ma dei loro novedecimi non conosciamo nulla.

Costa fatica mettersi quella pesante muta che non vuol sapere di scivolare sulla pelle e buttarsi nell’acqua gelida e buia per andare a scoprire la parte immersa.

Però ogni tanto va fatto e ogni tanto si fa.

A volte si scopre quanto siano grandi e magnifici certi iceberg.

Altre quanto possano essere pericolosi come quello che ferì mortalmente le lamiere del Titanic.

Fortunatamente, visto che so nuotare…spluff

iceberg

scuba

 

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67 commenti

Archiviato in il gatto syl, me myself and I

67 risposte a “come l’iceberg

  1. Questo post mi piace tantissimo 😉
    Purtroppo spesso neanche c’interessa sapere altro delle persone che incrociamo. E spesso perdiamo l’occasione di scoprire quanto siano belle quelle persone.

  2. Ma quant’è difficile avere l’umiltà di voler conoscere meglio gli altri!

  3. un gatto che fa sub? 😆
    Purtroppo quando si prova a chiedere qualcosa di privato ,subito pensano che non sai farti i …zzi tuoi.Eppure tanti rapporti potrebbero diventare meravigliosi soltanto conoscendo dei piccoli particolari.
    Sarebbe un argomento per un post…cosa vorresti scoprire dei tuoi “bloggers” ?
    Non il solito test…ma domande che potrebbero dare delle risposte inaspettate!?

  4. E fosse solo questo! Ci sono parti di noi sconosciute persino a noi stessi…
    Hai presente i quattro aspetti delle persone? Quello pubblico, noto a noi e agli altri, poi c’è come appariamo agli altri, aspetti noti agli altri e non a noi, poi c’è la nostra vita, la nostra intimità, quotidianità, sogni, gioie e dolori, note a noi e non agli altri, e infine c’è quella parte inconscia nota né a noi né agli altri: insomma, un bel ginepraio!

  5. condivido quello che dici. lo trovo molto bello nella quotidianità delle relazioni. con una riserva: a volte mi chiedo se i social network non rischino addirittura di far inabissare il ghiaccio di un altro mezzo decimo buono, lasciando fuori solo quella parte che desideriamo che oltre il pelo dell’acqua si veda di noi. mah.

    • può essere. Però come ho scritto, conoscere costa anche un po’ di fatica, o se vogliamo, almeno un po’ di impegno.
      Bisogna sapere e volere ascoltare. Non sempre lo facciamo….mi ci metto pure io, sia chiaro.
      Quanto ai social, ti do ragione, però non mi meraviglia. In fin dei conti mi sembra abbastanza normale. Già coi blog, complice l’anonimato, ci si mette più in discussione.

  6. mailov

    “Però ogni tanto va fatto e ogni tanto si fa”
    Ogni tanto arde in noi il desiderio di farlo. Non per dovere ma per il piacere della scoperta e dello scoprire.

    • la scoperta può avvenire per piacere o per dovere. Ovviamente nel primo caso risulta di solito più piacevole…anche perchè se non non sarebbe per piacere.
      Quel che penso però è che a non farlo, spesso, ci si perde qualcosa di interessante.
      Sotto un certo punto di vista invidio un po’ gli psicologi che si mettono la muta da sub per lavoro….anche se in questo caso non è più un piacere.

      • mailov

        Non è detto che scoprire per piacere porti ad una scoperta piacevole ed è altrettanto vero il contrario: non è detto che scoprire per dovere porti ad una scoperta spiacevole…

      • ad una prima lettura la tua sembrava una suprecazzola…però c’hai ragione sai? 😉

  7. ludmillarte

    già il titolo pare d’una poesia, poi il testo metaforico come spesso in poesia e dici che non capisci le poesie. mah…
    complimenti,eh, subgatto! post bello bello

  8. Bellissimo…scoprire il resto degli icebergs è la mia passione. E’ quello che mi spinge a voler sempre conoscere bene le persone.
    Grazie per averlo espresso così bene 😉

  9. Ottimo sport che tiene attiva l’anima e in gran forma.
    Io però son consapevole che anche dopo anni di spluff e spluff 😀 ancora oggi non riesco a conoscere davvero bene neppure le persone care che ho più vicine.

    Il problema e che ognuno di noi è immenso 🙂 ed è questa la nostra bellezza e il nostro martirio

    • forse perchè l’iceberg è così immenso che ora che ne scopri una parte, la parte opposta si è già modificata. Comunque hai ragione, questa è la nostra bellezza e il nostro martirio. 🙂

  10. ciao Syl,
    questa metafora mi è piaciuta molto, profonda come le acque degli oceani e algida come il pensiero nascosto. Ovviamente non bisogna dimenticare che il 10% emerge grazie al 90% sommerso, poi… non è detto che la parte emersa sia la migliore…
    non credi?

    TADS

    • vero, non è detto che sia la migliore, ma di sicuro è la più visibile.
      Mi rendo conto che la metafora ha dei punti deboli, però l’ho sentita recentemente e l’ho modificata un po’ facendola un po’ mia.
      Benvenuto su queste pagine caro TADS 🙂

  11. solounoscoglio

    ho sempre odiato immergermi nelle acque fredde. bisogna essere ben motivati per farlo. e considerato che i gatti odiano l’acqua, immagino le tue motivazioni siano molto forti.

    • Mah sai, è vero, ma non necessariamente la metafora deve essere legata a qualcuno a cui si è legati affettivamente. Quello che voglio dire è che ognuno di noi si muove in un oceano pieno di icebergs e, anche se siamo consapevoli di non poterli “scorprire” tutti per mancanza di tempo o forze, uno sforzo mentale per poterne capire anche solo uno in più, farebbe bene. Metti che parlando col fattorino che mi saluta tutti i giorni scopro che la corsa è la sua passione…magari trovo qualcuno con cui andare a correre.

  12. liù

    In parole semplici ognuno di noi è un iceberg tutto da scoprire !
    Forse ne varrà la pena per certe persone immergersi tanto a fondo,ma per altre non metterei neppure l’alluce in acqua .
    Ciao,buona giornata
    liù

    • permettimi di dissentire sul tuo pensiero. Se valuti dal decimo che emerge e rifiuti a priori un approfondimento rischi di perdere l’opportunità di scoprire qualcosa di diverso.
      Hai mai visto il film “qualcosa è cambiato” ?

      • liù

        No! E’ un sacco di tempo che non vedo film.Preferisco di gran lunga leggere piuttosto che stare 2 ore immobile a guardare una pellicola.
        In genere un decimo di quello che vedo mi è sempre bastato per avere un’opinione e raramente ,molto raramente mi sono sbagliata.

      • In generale ti do ragione, però ti consiglio questo film. Fa riflettere proprio su temi del genere…

  13. mailov

    Come ti ho detto hai dato anima ad un gran bel pensiero… ci starebbe bene in un’omelia alla messa di domenica dove una platea attenta potrebbe riflettere sul significato recondito della metafora… magari sorvolerei sullo “Spluff”… 😀

  14. bellissima riflessione,
    ma visto che io sono dei gemelli ;-)….
    ma non so nuotare il tuo iceberg…
    per me è come scalare il Cervino…..
    ciao

  15. é vero quello che dici , l’essenza di tanti è nascosta , ma non penso servi sempre scavare, ops , nuotare più a fondo per scoprirla. Ci sono persone che impiegano anni a immergersi e sono così in profondità negli abissi che ritrovare la loro vera natura sia quasi impossibile . Guarda te stesso e chiediti quanto gli altri a te vicino sanno di te ? non sempre è vero che non gli importa , e solo che a te non interessa far loro sapere chi sei tu , oppure non cercano con il cuore ma con secondi fini .
    Il piccolo principe . “I I grandi amano le cifre. Quando voi gli parlate di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali. Non si domandano mai: “Qual è il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?” Ma vi domandano: “Che età ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?” Allora soltanto credono di conoscerlo.

    • Io sono egocentrico di natura per cui becchi male. Di fondo io cerco di mostrare agli altri ciò che sono e ciò che mi piace. Poi posso enfatizzare ciò che è buono e minimizzare ciò che non lo è, ma questo fa parte della natura umana penso.
      La tua citazione di Saint-Exupéry però viene dalla mia. In ognuno di noi, ci sono delle informazioni qualitative sommerse che posso spiegare molto più di quelle, quantitative, visibili in superficie. L’età, il peso, i guadagni, sono informazionei tangibili e visibili in superficie. Per le altre bisogna scavare o nuotare.
      Comunque grazie per l’esaustivo commento. 🙂

  16. Curioso come tutti i gatti! attento a non lasciarci lo zampino!
    Scherzi a parte fai bene a non dare nulla per scontato. L’apparenza è una cosa, la sostanza tutt’altro. A volte si somigliano, a volte perfino coincidono ma sono casi rari. Riflettevo sul fatto che in questo blog-universo forse la pare emersa è maggiore del 10%…

  17. Ciò che hai scritto è di una semplicità, ma allo stesso di una profondità, unica… Fa pensare…

  18. Secondo me prima di tuffarsi nelle acque gelate, bisognerebbe imparare a riconoscerli dalla punta che emerge fuori dall’acqua. Magari già da lì si può capire qualcosa della loro possibile pericolosità.

    • Interessante penna, sei l’unica che ha sottolineato la pericolosità della parte sommersa. Comunque ovvio che, soprattutto in questo contesto sarebbe meglio riconoscere la pericolosità osservando la parte emersa, ma rimane sempre che se ci si limita a quello il dubbio di cosa c’è sotto rimane sempre.

  19. col passare degli anni metto la muta solo se la parte emersa fa intendere miracoli. Non ho piu la fantasia, nè quella frenetica necessita di un tempo che mi facciano sperare ne valga la perdita di tempo di fatica e d intelletto…

    • è un pensiero comprensibile, da chi ormai negli anni si è fatta una certa “pellaccia”. Anche a me capita, sia chiaro. Il primo destintario di questa riflessione sono io.
      Ciò non toglie che, razionalmente parlando, sia un errore. Chi ti incontra ora, non merita meno attenzioni di chi ti ha incontrato nel passato. Non trovi?

  20. Bello si l’iceberg, che mostra solo una piccola parte di sé, però in fondo è acqua nell’acqua, solo in uno stato diverso. Trasparente l’una e trasparente l’altro, almeno un po’. Se si ha una vista sensibile buona, io dico che si riesce a intravedere, a intuire la sua portata…….
    Ciao Gatto, piacere di conoscerti, mi sa che mi tufferò nell’oceano…

  21. Il fatto è che il tuffo è sempre un salto nel vuoto, e il rischio di picchiare la testa è sempre alto… Ma è talmente bello il tuffo in sé! Come si può rinunciare a una simile emozione?
    http://ilblogdibarbara.wordpress.com/2012/08/09/noi-che-avevamo-intorno-a-trentanni/

    • il tuffo è bello, hai ragione. Ma per scoprire l’iceberg non è per forza necessario. Chi vuole può immergersi lentamente. forse sarà meno emozionante al primo momento, ma poi è altrettanto efficace.

      • Il rischio di picchiare la testa da qualche parte c’è lo stesso, però, ma senza l’emozione del tuffo. E allora meglio tuffarsi e poi casomai tornare su e reimmergersi lentamente.

      • la metafora effettivamente è solo la trasposizione figurata di un concetto. Quindi non penso sia importante puntualizzare se è giusto o meno buttarsi.
        Quel che rimane, su cui mi sembra siamo concordi, è che provare a conoscere un po’ meglio chi ci circonda, è un esercizio virtuoso.

  22. Pingback: Rivelazioni | Alius et Idem

  23. Io sono un’iceberg.
    Con la differenza che la mi superficie è quasi tutta esposta.
    Pensi di avermi conosciuto perché è già tutto a vista e poi.. zac, da un piccolo dieci per cento sommerso escono fuori le altre diciotto o diciannove personalità che vogliono emergere per sfiatare un po.
    (Sono ben compattate)
    Esistono altri della mia specie?
    Non ancora intravisti.
    Quindi lascio un messaggio ai naviganti, se adocchiate miei simili, fatemelo sapere!

    • se hai 18 o 19 personalità sommerse, vuol dire che quel che si vede è solo la punta dell’iceberg. Mi spiace vetrocolato, ma fai parte anche tu degli iceberg alla deriva…. 😉

  24. Ma no, le altre personalità occupano talmente poco spazio, giù sotto l’acqua, che starebbero in un bagaglio a mano.
    Son la più per disturbo che per vera personalità!
    Galleggio perché l’acqua mi sostiene, che non potrei camminare sulla terra ferma così sproporzionata!
    😉

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