…e dopo il reportage la cronaca

Sylvestrino è il terzo anno che fa scherma. Ha iniziato per caso. Nessuno in famiglia ha mai praticato questo sport.

Prima dei 10 anni non poteva gareggiare ufficialmente. Ora finalmente si.

I tre anni di allenamenti senza competizione però avevano fiaccato la sua voglia di sciabola (è la sua arma) e sapevo che quella di domenica sarebbe stato un bivio tra il proseguire e il mollare tutto.

In realtà questo weekend era la prima volta anche per tutti i suoi compagni di squadra, visto che la sua polisportiva si è appena affiliata alla federazione e ha introdotto questo sport in via sperimentale.

Lui era l’ultimo a gareggiare. Chi è sceso in pedana prima di lui ha rimediato quasi sempre delle gran batoste. D’altronde questa è una disciplina dove la tecnica e l’esperienza vogliono veramente dire molto.

E’ stato bravo e rilassato quasi tutto il giorno, nonostante l’alzataccia la mattina per andare sul luogo di gara (due ore e mezza di viaggio…sgrunt) e nonostante i risultati dei suoi compagni.

Un’ora e mezza prima del suo turno però vedo che incomincia ad essere irrequieto. Vuole vestirsi, teme di non fare in tempo. Lo accompagno negli spogliatoi e lo assisto in questo rito.

Cerco di farlo scaldare un po’ ma non mi da troppo ascolto. Diventa sempre più teso e nervoso. Di scherma non ci capisco una cippa, per cui mi limito a consigliargli dello streching, ma anche qui non mi caga di striscio.

Contemporaneamente vedo incontri su incontri di altri bambini/ragazzi che finiscono fra le lacrime degli sconfitti. Mentalmente mi preparo già al momento della consolazione.

Arriva il suo momento con l’annuncio dall’altroparlante. E’ un po’ spaesato ma il suo allenatore lo guida per bene nei riti della chiamata. Si lega un po’ maldestramente i cavetti elettrici alla pettorina e al casco, esegue il saluto all’avversario e rimane in attesa del comando del giudice

“In guardia…a voi!”

Perde il primo assalto del suo girone, ma vince il secondo. Sorride mentre si toglie la maschera e da la mano al suo avversario. Ha rotto il ghiaccio.

Finisce il girone con due vittorie e tre sconfitte. Si qualifica per i turni ad eliminazione diretta.

Qui rimani dentro o vai fuori definitivamente.

Lui rimane sempre calmo…io invece sono teso come una corda di violino.

Vince il primo turno abbastanza nettamente. Sarà pure la sua prima gara ma si fa rispettare.

Al secondo però si ritrova la testa di serie numero 1 nel tabellone. Sono già contento così per lui e lo è anche lui. Arriva puntuale la sconfitta, ma è onorevole…10 a 5.

Siamo tutti al settimo cielo. Nessuna lacrima, nessuna consolazione.

Il maestro durante il viaggio di ritorno mi dice…“certo che sarebbe bello poterlo portare ai campionati nazionali, sarebbe una bella esperienza…prima però dovrebbe fare almeno un’altra gara…”

“Bene, e qual’è il problema” , rispondo io.

“E’ che l’unica in calendario è in puglia”

Azz….quanti chilometri sono?

scherma

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34 commenti

Archiviato in Amore, il gatto syl, me myself and I, Sport

34 risposte a “…e dopo il reportage la cronaca

  1. Sei un bravo papà sai? se poi lo porti anche in puglia sei super 😉

  2. trasudi orgoglio di papà da ogni poro 🙂

  3. E’ bello che sylvestrino pratichi questo sport fuori dal comune e dia dimostrazioni di bravura e passione. Andare in Puglia è il minimo che puoi fare.:-)

  4. Fantastico! Mi hai riportata ai miei anni di gioventù…aaaaah quanti lividi ma anche quante soddisfazioni!! Complimenti al piccolo schermidore e anche al babbo che si innervosisce al posto del figlio 😉

  5. Il bello degli sport di combattimento è che sono straordinariamente utili per la vita quotidiana, E non parlo tanto del saper combattere, quanto del sapere se e quando combattere. Ogni tanto senti di qualche negoziante ucciso perché aveva tentato di reagire a una rapina: ecco, questo è un errore che chi fa arti marziali o scherma non commetterebbe mai, perché ha imparato a calcolare, a calibrare, a valutare. Soprattutto ad aspettare: se tu sei a due metri da me e hai una pistola in mano e io no, reagire è suicidio, perché io non ti posso fare niente mentre tu mi puoi ammazzare. Se invece ti lascio avvicinare senza reagire, quando sei a settanta centimetri con un calcio al polso ti faccio volare via la pistola e sono salva. Questo, molto più delle mosse spettacolari in cui una ragazzina di un metro e mezzo fa volare in aria Schwarzenegger, è ciò che rende questi sport un vero salvavita. Oltre a regalarti una notevole eleganza e grazia nei movimenti, che non guasta mai.
    PS: la Puglia è a un’ora di volo. Se prenoti per tempo non costa neanche granché.

  6. quando ti dicevo dei km percorsi….
    quando si vedono i risultati, ne vale la pena di fare i sacrifici….
    vai Sylvestrino, noi tifiamo per te!!!!!!!!

  7. Che bello! Bravo sylvestrino. E bravo papi che lo porterà in Puglia!;)

  8. Azz queste sono soddisfazioni vere! Bravi!

  9. la puglia e’ a un tiro di schioppo. anzi, di sciabola, direi. 😉

  10. Portalo in Puglia. Lo farai felice.
    Stefania

  11. Ma che amore Sylvestrino!!! Da mamma me lo spupazzerei tutto! 😆
    Oh gatto, mi raccomando in Puglia!!!!!………..:lol:

  12. Bravo Sylvestrino. !!! già ti ci vedo in puglia ….salutami Albano !!! 😀

  13. Sono certo che andrai in Puglia senza sentire il peso dei chilometri. Peso che oltretutto scomparirà quando vedrai Silvestrino in pedana.

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