delle riunioni dei pianti e delle corse

Il progetto che sto seguendo in ufficio mi sta risucchiando come un gigantesto blob. Passo ore e ore in riunioni da cui esco con cose da fare che non ho tempo di fare (ne di far fare) perchè nel frattempo entro in un’altra riunione da cui uscirò con delle cose da fare ma che non…vabbè ci siamo capiti.

Ogni tanto sbotto però. Alzo un po’ la voce e dico che l’ennesima riunione che dobbiamo programmare non ha senso farla perchè tanto non faremo in tempo ad avere i dati necessari…poi però la riunione si fa lo stesso, io arrivo con la metà dei dati, non verificati e approssimativi, su cui si prendono delle decisioni…si ma che barba (vi leggo nel pensiero).

Stamattina poi si presenta anche una mia collaboratrice. Non ho mai avuto grossa stima di lei, nonostante l’abbia assunta io diversi anni fa (la conferma che di errori ne faccio eccome) ma stamattina mi ha impressionato perché era veramente sconvolta. Tremava e piangeva. So che ha sempre avuto un rapporto conflittuale col suo responsabile diretto (uno dei miei primi riporti) il quale, a dire la verità, in effetti non ha mai brillato nella leadership e nel creare il gruppo, però ha altre qualità e competenze utili. Ho sempre evitato confronti diretti, trovo siano l’ultima spiaggia per risolvere un conflitto, soprattutto tra persone non gerarchicamente alla pari.

In questi casi cerco sempre di dare un colpo al cerchio e una alla botte, spesso la verità sta nel mezzo e in questo modo si sbaglia meno.

Stamattina però lei è letteralmente crollata, una vera e propria crisi di nervi. L’ho ascoltata, le ho fatto capire di aver capito il suo punto di vista ma non le ho dato ragione.

Poi però ho fatto 4 chiacchiere con un suo collega di scrivania di cui mi fido…per capire, per avere qualche elemento in più.

Ho sempre minimizzato questo suo malessere, ma magari un fondo di verità ce l’ha davvero. Devo tenere le antenne ben alzate…anche se finchè vivo nelle sale riunioni la cosa non sarà così facile.

Poi ho corso. Non riesco a farlo più durante la pausa pranzo (e ci credo…con tutte ste riunioni), per cui mi sembra di andarci meno del solito. Nella realtà ci vado poi la sera. Ora le giornate si allungano e un’oretta di allenamento, anche dopo le 20, riesco a piazzarla.

Correre mi fa bene alla mente, mi aiuta a non pensare ai casini sul lavoro e al cellophane. Fisicamente sto anche bene. Ho la sensazione che tutto il fondo per la maratona mi abbia alzato anche la velocità di base. Corro con tempi migliori che in passato e soprattutto corro tenendo un passo più veloce nella seconda metà del mio allenamento che nella prima. Tra l’altro ho ormai abbandonato anche le cuffiette con la musica, mi concentro di più senza.

Ho pensato che una bella mezza ora ci starebbe bene, giusto per provare a fare il personale su quella distanza. La maratona, per il mio livello, si gioca sulla capacità di resistere sulla lunga distanza, ma le differenze poi si misurano in minuti. Nella mezza invece no. Qualche secondo al chilometro in più o in meno diventano decisivi. A Ferrara, a marzo, sono arrivato a mezzo minuto dal mio record. Solo un secondo e mezzo al chilometro, niente.

Domenica ne fanno una a Rimini. La faccio. Torno sul luogo del delitto, visto che ci ho corso sulla distanza doppia meno di un mese fa.

Ho bene in mente il passo che devo tenere per raggiungere il mio obiettivo. Di fatto devo avvivinarmi molto alla barriera dei 5 minuti al chilometro. Su una distanza più breve ce la faccio senza problemi, ma sui 21 km. rimane un muro ancora invalicabile per me. In allenamento non ci sono distante…vediamo in gara cosa combino.

strarimini

 

 

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16 commenti

Archiviato in il gatto syl, Lavoro, me myself and I, running, Sport

16 risposte a “delle riunioni dei pianti e delle corse

  1. un gatto pieno di sfide…
    buon weekend!!!!!!!

  2. Corri al lavoro e corri fuori. Corri! Corri! Corri! 🙂

  3. Ecco… questo detesto delle grandi aziende (italiane, anzi no, del posto dove vivi) il dimenticarsi totalmente della dimensione uomo. Uomini sacrificati al dio danaro. Penso che neppure gli aztechi con i loro sacrifici umani abbiano fatto tante offerte ai loro dei. Ma credo che abbiamo già sfiorato l’argomento.
    Però per forza poi il cellophane.

    Gatto… ma tutto questo correre… ma non correva sempre anche Forrest Gump?! 😉

    • ma sai…qui non si tratta di azienda. Qui o mi raccontano un sacco di balle o io non ho proprio visto un problema. L’azienda c’entra fino ad un certo punto. Se fossi stato un imprenditore con l’aziendina e una trentina di dipendenti avrei rischiato di trovarmi nella stessa situazione.
      Non che voglia difendere le grandi aziende, ma è che contrariamente a quello che è il luogo comune che dice che nelle grandi aziende le persone sono solo numeri, io dico che le aziende sono fatte dalle persone.

      Sul correre sai che a volte non me lo spiego pure io…comunque si, un po’ Forrest Gump mi sento.

      • nelle grandi aziende spesso non hai senso di chi hai di fronte e di conseguenza la competitività negativa va a mille (certo non ovunque e non tutti)

  4. Saranno i benefici della corsa, ma dai tuoi racconti sembra che sul lavoro sei capace di essere razionale e conciliante. Però…che brutto ambiente!

    • sarei curioso anche io di sentire gli stessi racconti fatti dai miei collaboratori…non so se ne uscirei bene come mi dipingo io. 😉
      Quanto all’ambiente un po’ si. Temo molto sia legato anche al periodo di crisi che non fa altro che enfatizzare e accuire le problematiche nell’ambiente di lavoro.

      • Pensa che io ho sempre avuto (e ancora ho) il mito dell’ambiente dell’editoria, ma più ne sento parlare, più ne ho l’impressione di una azienda come tante legata unicamente al fatturato.
        E questa crisi credo che in quell’ambiente si faccia molto sentire.

      • Bisognerebbe convincere le persone che leggere è così importante che può farti uscire dalla crisi 😉

      • ci sono due fattori a mio parere che ci stanno mettendo in crisi. Il primo è che effettivamente prima del libro la gente ha bisogno dell’alimentare e dei beni di prima necessità, quando i liquidi scarseggiano.
        La seconda è che complessivamente molto del tempo che una volta si dedicava ai libri ora lo si dedica a internet (social, giochi, notizie, blog etc.), grazie anche alla tecnologia (smartphone e tablet in primis).

      • Certo, la tecnologia è un fattore di cui non si può non tenere conto, per questo bisognerebbe lavorare in accordo con essa e non mettersi di traverso.
        Ogni tanto penso al settore “libri di testo” chiedendomi se non possa essere riorganizzato…

      • In quel settore ci sarebbe tantissimo da fare. Ho la fortuna di vedere in anteprima quelli che possono essere i futuri scenari e le opportunità sono tantissime.
        Qualcosa si sta muovendo, ma a passi piccolissimi…d’altronde finchè non ci sono nemmeno i soldi per la carta igenica…

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