Ore 19: io e il mar Adriatico

Ti ritrovi a entrare nel mare, in quel mare che non è certo famoso per essere bello e cristallino, ma che questa sera sembra in serata buona.

Ci entri con l’obiettivo di fare un tuffo e quattro bracciate, perché sono 10 mesi che il rapporto più stretto che hai avuto con l’acqua è stato sotto la doccia.

L’acqua non è fredda e nemmeno calda. E’ solo calma, liscia, un olio.

Cammini per i soliti venti trenta metri, prima che la profondità dell’acqua ti permetta di tuffarti.

E’ bella quella sensazione, immergersi nell’acqua, fare qualche metro sotto, riemergere e incominciare a nuotare, sollevando prima un braccio e poi l’altro, lentamente.

Di norma fai la respirazione ogni tre bracciate, non c’è un perché ma ti sembra equilibrato così.

La mente è sgombra, sembra ripulita dall’acqua, come la tua pelle dalla sabbia mentre ti immergevi.

Nuoti per qualche minuto, lentamente e senza accelerazioni. Poi ti fermi. Guardi la boa, quella posta a 300 metri di distanza e la vedi più vicina della spiaggia. Decidi di proseguire, nuotando a dorso. Non ci sono ostacoli e il sole al tramonto ti aiuta a mantenere la giusta direzione. Di solito il dorso è uno stile in cui ti devi fidare, delle tue sensazioni, delle bandierine per la virata, dei rumori…ma stasera non ci sono particolari motivi per non fidarsi.

Il mare è solo tuo.

Anzi no. Quando ti fermi a controllare quanto manca a quella boa bianca ti accorgi che a pochi metri di distanza, gabbiani pigri oscillano sulle piccole onde che le tue bracciate hanno provocato. Ti guardano straniti e poi tornano a godersi il loro riposo dopo una giornata di pesca.

Gli ultimi metri li percorri a rana. Hai un bellissimo stile a rana, almeno così ti avevano fatto credere da ragazzo quando arrivasti primo alla gara parrocchiale durante le vacanze estive.

Finalmente la raggiungi quella boa, e aggrappandoti per riposarti immergi la testa all’indietro, come se dovessi lisciarti i lunghi capelli che in realtà non hai più da diversi anni.

Guardi la spiaggia. Ti concedi ancora qualche minuto di riposo prima di puntare al tuo nuovo obiettivo, la spiaggia dagli ombrelloni arancioni. In realtà sai che sono a spicchi gialli e rossi, ma tu è così che li vedi da quella distanza.

Riprendi a stile libero. Sempre una respirazione ogni tre, almeno finché il fiatone non ti obbliga a passare a quella ogni due.

Lentamente ti riavvicini alla riva e te ne accorgi non solo dagli ombrelloni che tornano ad essere bicolori, ma dal fondo sabbioso che incomincia a far percepire i motivi ondeggianti delle piccole dune sommerse.

Continui finché non senti la sabbia sfiorarti le dita…o forse il contrario.

Ti alzi. Torni ad avere il tuo peso che per una ventina di minuti avevi perso, anzi ti sembra di essere ancora più pesante, per via della stanchezza.

Il sole sta ormai scomparendo dietro i palazzi del lungomare.

Ti aspettano una doccia e una birra, non necessariamente in quest’ordine.

Benvenuta estate.

nuoto

 

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41 commenti

Archiviato in il gatto syl, me myself and I, Senza categoria

41 risposte a “Ore 19: io e il mar Adriatico

  1. Era l’ora che arrivasse l’estate! 🙂

  2. Sun

    L’ho dovuto rileggere una seconda volta perché alla prima, mi sono resa conto che la deformazione professionale stava prendendo il sopravvento.

    Decisamente bella l’estate… al mare 🙂

  3. Non sarà bello e cristallino, ma è quello cui sono più affezionata, quello che mi fa sentire a casa.
    Ogni volta che ti leggo che corri e nuoti e fai questo e quello, mi viene una stanchezza…

  4. Un post che mi piace…
    (a parte che benvenuta estate… lo dici perchè eri al mare, qua noi in città.. ‘nculo estate che stiamo crepando da 15 a 35 gradi in un giorno!)

  5. Silvia

    Una delle cose più belle dell’estate è proprio il mare…..l’adriatico non sarà il massimo ma è quello più vicino e per riposarsi va bene 😉
    Buona giornata 🙂

  6. Dal punto di vista marino, avendo a disposizione lo jonio, posso ritenermi più fortunato

  7. Loryana03

    …che nella foto non sei tu, l’ avevo capito dalla frase”immergi la testa all’indietro, come se dovessi lisciarti i lunghi capelli che in realtà non hai più da diversi anni.” 😆
    …e poi gatto…quell’acqua giallastra intorno al tipo? …birra?
    Comunque” buon estate”!!! ….ancora 4 settimane e poi iniziano le mie vacanze…quest’ anno la ” bretagne” oui oui!!
    😉

  8. Queste nuotate le capisco bene, forse meglio delle tue corse chilometriche…

    • Ti aspettavo caro Top…
      Penso che ciò che accomuni le due discipline sia proprio la disciplina della testa. I muscoli, il fiato, l’allenamento arrivano fino ad un certo punto…da li in poi serve la testa.
      Comunque non ho mai provato a fare allenamenti seri a nuoto e a pelle penso li troverei noiosi. Chi lo pratica però dice non essere così…in fin dei conti avevo la stessa opinione per la corsa.
      Quando e se mi butterò sul Triathlon…

      • Sai, ultimamente mi sto affezionando alla corsa, senza però tralasciare il nuoto. Proprio sabato ho partecipato ad una competizione e tutto sommato è andata bene.
        E’ come dici tu: la testa fa la differenza, soprattutto nelle lunghe distanze. E come per la corsa anche il nuoto può apparire noioso. Tutto dipende da come e con chi ci si allena.
        Se ti butti sul triathlon fammi uno squillo!

      • Dai? Davvero? Racconta racconta…
        Sul triathlon è un mio sogno nel cassetto. Conosco una mia amica un po’ fuori che fa degli ironmen da brividi e che mi introdurrebbe a questo mondo. Lo tengo come back-up quando mi verrà a noia correre, così almeno varierò gli allenamenti.
        Poi c’è sempre un mio amico che mi ricorda…”Syl, guarda che c’hai una certa età…”

      • Beh, era un evento benefico tra le altre cose. Io ero lì con la mia associazione. Si tratta va di una staffetta a squadre di dodici, ognuno dei quali doveva correre in pista per mezz’ora. Alla fine vinceva la squadra che aveva percorso più chilometri ma c’era anche la classifica individuale e quella riservata alle ONLUS, tutte comunque competitive. Io ho percorso miseramente 6 km, nella media, anche io ho un’età! Un marocchino, primo classificato, ha fatto 9 km. Mostruoso.
        Il triathlon piace parecchio anche a me ma sappiamo che lì la differenza la fa la bici e io più di qualche passeggiata in mountain bike non ho mai fatto…

      • in passato, sia remoto che più recente io invcece in bici ci sono andato, ecco perchè l’idea mi stuzzica.
        Certo che tu sei diventato uno specialista di staffette…

      • Ahahah, è vero, solo le staffette però! Senza gli altri non avrei dove andare!

  9. Bellissima descrizione di una ”nuotata” perfetta in solitaria, per andare incontro all’estate. Ciao. Isabella

  10. Oh, che bell’articolo! Non vedo l’ora di sfruttare al mare tutto ciò che ho migliorato durante gli allenamenti di nuoto di quest’anno! =)
    Mare!!!

  11. mailov

    In sintesi “Tu ed il mare Ad”…

  12. caro gatto, visto che io l’acqua la uso solo per lavarmi
    (e ne consumo un casino)..
    questo post mi ha trasmesso un sensazione che non ho mai provato…
    è come quando corri…
    😉

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