Archivi del mese: luglio 2014

nervo sismi

Non dovrei essere così. Ho appena passato 5 giorni al mare con Sylvestrino.

E invece lo sono, nervoso intendo.

Come spesso avviene mi ritrovo a cercare il colpevole, la causa di questo nervosismo. Forse perchè mi aiuta pensare di non essere io.

Può essere il tempo? Si può avere 4 giorni di pioggia su cinque?

Può essere il trasloco? Ho liberato, da solo, la casa al mare…cazzo ma quanta roba ci avevo portato?

Può essere il torneo di beach tennis di lunedì? Naaa….anche se il mio socio oggettivamente non era in serata, aver vinto 5 games e averne persi 18può solo farmi sorridere di quanto sia una schiappa.

Può essere il torneo padri-figli? Potrebbe…visto che uno dei motivi per cui mi ero ritagliato quei tre giorni di ferie era proprio per riuscire a giocarlo con Sylvestrino….ma quel bastardo di meteo me lo ha impedito.

Può essere il telefono? Forse si.

Può essere il rientro in ufficio? Beh…ripartire con un litigio fra collaboratori e ritrovarmi una di loro, che ha sempre avuto un carattere di ferro, tremante e in lacrime in ufficio non può certo avermi aiutato.

Può essere Sylvestrino? Si, può essere. Perchè se anche diceva di non voler dormire con me, poi la notte coi piedi lo sentivo che mi cercava. Stamattina dovevo traslocare, ma mi sono messo qualche minuto sdraiato di fianco a lui…lo guardavo, mentre dormiva…la bocca socchiusa, la pelle abbronzata…e poi quando ha aperto quegli occhi…

Ma the winner is….il questionario.

Si perchè entro oggi dovevo compilare un questionario. Uno stupido questionario per vedere lo stato d’animo dei dipendenti in azienda. Era di quelli “psicologici”. Con frasi e affermazioni in cui dovevi dirti completamente d’accordo o completamente in disaccordo, o rispondere con un si o un no a domande sulla soddisfazione, sulla felicità, sullo stress…ti basterà dedicarci solo 20 minuti, indicava la mail di sollecito. E sapete perchè mi ha innervosito? Perchè a quelle domande, quelle sulla felicità, ho risposto il falso. Ho risposto quello che avrei voluto rispondere, non la verità.

Vebbè…fine del pistolotto.

Da domani torno a sparare cazzate che mi viene meglio.

Questionario-Valutazione

 

 

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degli amori ritrovati

Sapevo che in fondo in fondo, non avresti voluto lasciarmi.

Quello che non sapevo è che la colpa era di quei 20 centimetri che non ti soddisfavano più.

Ma ho chiesto aiuto ad un esperto…100 euro investiti bene.

Deve stare più attento sig. Sylvestro, mi ha detto. Se non usa le dovute precauzioni è normale che vada incontro a dei problemi, e se poi non funziona non c’è nulla da fare.

Ora sono contento….ho fatto cambiare la serpentina e sei tornata da me…e prometto, d’ora in poi userò calfort.

serpentina lavatrice

 

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del beach tennis e delle lezioni di vita

Mercoledì Sylvestrino ha fatto un torneo di Beach tennis. Era quello padri e figli.

Io non c’ero, ero a Milano. Ha preso un papà in prestito per giocarlo, un conoscente che viene nella stessa nostra spiaggia. Ci ho riso sopra…un po’ nervosamente però.

Sabato sera invece ha fatto un’altro torneo. Quello riservato ai bambini…pardon…ragazzini.

Stavolta c’ero, almeno a vedere.

Ho cercato di dargli qualche consiglio, qualche dritta..batti sul rovescio a quello a sinistra, non forzare la battuta, usa il pallonetto…cose così insomma…dopo un po’ però ha incominciato a guardarmi male. Lui e il suo compagno stavano perdendo 4 a 2.

Alla fine comunque sono stati bravi. Hanno tenuto duro e hanno rimontato e vinto al tie break.

Ero felicissimo, più per come hanno rimontato che per la vittoria in se.

Mentre gli porgevo però l’asciugamano a fine partita, riempiendolo di complimenti, lui serio mi ha guardato dicendomi: “Si però piantala di dirmi cosa devo fare. Questa è la mia partita e questo è il mio torneo”.

Sentirselo dire da un decenne, sangue del tuo sangue….ammetto di esserci rimasto male.

Però dall’incontro successivo mi sono messo un po’ in disparte, facendo il tifo ovviamente e applaudendo, ma evitando qualsiasi suggerimento, cosa che il papà del suo compagno del resto non è riuscito a fare.

Ha vinto anche quell’incontro, qualificandosi per le eliminazioni dirette e arrivando fino agli ottavi e ai quarti di finale dove hanno perso con una coppia oggettivamente più forte.

Hanno giocato comunque bene ed erano soddisfatti della loro prestazione, come noi padri del resto.

Però quella frase…

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La crisi del settimo anno

Allora è proprio vero che esite.

Eppure siamo sempre andati d’accordo.

Avevo bisogno di te quasi tutte le sere e tu eri sempre pronta. Mai una volta che non ne avessi voglia o che fossi stanca, che fosse la sera tardi o la mattina presto.

Certo, a volte i vicini si lamentavano, ma questo non ci ha mai bloccati. Sapevi essere delicata ma efficace come poche altre.

A volte capitava che mi fermassi a guardarti…mi facevi letteralmente girare la testa.

E poi diciamocelo, in tempi di crisi, i panni sporchi vanno lavati in casa.

Allora perchè? Perchè???

Perchè ieri sera hai deciso di lasciarmi…maledetta lavatrice!!!

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Sentieri metropolitani

Non ho ancora deciso se e quale maratona farò in autunno, anche se qualche idea in realtà ce l’ho.

Ciò comporta che sia ancora in quella fase in cui mi alleno senza seguire tabelle, liberamente.

Questo luglio è fantastico per correre. Si arriva alla sera, con ancora un po’ di luce a disposizione e una temperatura niente male.

Oggi è il terzo giorno consecutivo in cui mi alleno. Non mi capita spesso. Il primo giorno ho corso bene, ieri male (non andavo nemmeno a spingermi) ma oggi mi sentivo bene.

Sono arrivato stranamente a casa prima delle 20, in tempo per andare a correre col sole ancora sufficentemente alto da dare fastidio agli occhi. Decido di correre al parco ma di seguire i sentieri tra i boschi.

La musica mi accompagnava nelle cuffiette,  chill-out, niente rock, niente brani adrenalinici, solo ritmi da happy hour per fighetti. Correre nel fitto del bosco (si lo so, sono a milano, ma credetemi, nel parco sotto casa ci sono i boschi), ha come effetto quello di far filtrare molto parzialmente la luce, che così radente, ha un effetto stroboscopico. Il tutto, in combinazione con la musica, dava quel giusto effetto psychedelico.

Insomma, sono arrivato alla fine veramente soddisfatto, non tanto per il tempo quanto per le sensazioni provate.

Domani riposo, penso di rimettere le scarpette all’alba di domenica mattina, lungo le rive della bassa Romagna.

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Forse ho bisogno di ferie…

Non bastava aver sbagliato il funerale oggi.

Stasera vado al garage per prendere l’auto e tornare finalmente a casa.

Sono tra quelli, fortunati, che hanno l’auto come benefit aziendale e la mia auto è tra quelle che ha il fighissimo sistema di accensione e apertura delle porte senza chiave. Nel senso che basta che tu abbia le chiavi in tasca o in borsa e puoi aprire e accendere la vettura tramite un meccanismo tipo bluetooth.

Vado deciso verso l’auto, appoggio la mano alla maniglia, aspetto che scatti come sempre l’apertura automatica e…niente.

Incomincio quindi a strattonare e a imprecare perchè le pile della chiave evidentemente si stavano scaricando.

Sbuffando appoggio la mia borsa per terra, infilo le mani in tasca, prendo le chiavi e premo finalemente sul tastino dell’apertura…sento a quel punto un cicalino con le 4 frecce che si accendono su un’auto, uguale uguale alla mia, sia come modello che come colore, posta a una decina di metri di distanza…

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l’ironia della morte

La morte deve avere, a suo modo, una certa dose di ironia. Penso sia quello il motivo per cui, dovendo andare al funerale del padre di un collega, il mio navigatore mi abbia portato esattamente nella piazza con la chiesa parrocchiale, accuratamente parata a lutto, del paese vicino a quello in cui dovevo andare.

In effetti un quarto d’ora prima dell’orario del funerale, mi sembrava strano non aver visto ancora parenti e amici, nonostante i manifesti dell’agenzia di pompe funebri mi confortassero sull’ora.

Poi, sapientemente, un mio collega di avventura è andato a chiedere ad una delle vecchiette del paese che, sorridendo sotto i baffi, ci indicavano che “questo funerale” era nel pomeriggio, mentre  “il nostro” era nella frazione del paese vicino…

navigatore-satellitare-tom-tom

 

 

 

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quante volte parliamo dell’alzata

Video illuminante, metafora di vita, sia in ufficio che fuori…un insegnamento di cui far tesoro, me per primo.

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