ancora di mio padre e dell’happy end che non c’è

Ma scusatemi e mi rivolgo sia a solounoscoglio a Barbara e a tutti quelli che vorrebbero un happy end, ma perchè dovrei sentirmi in colpa io?

Fino a prova contraria, è lui che è sparito dalla mia vita, è lui che ha lasciato in braghe di tela mia madre senza pagare una lira di alimenti, è lui che si è rifatto una vita escludendomi completamente. Ed ora, dopo quasi 40 anni si ricorda di avere un figlio? Bene, se ha le palle, ma basterebbe anche solo un po’ di umiltà e buon senso,  invece di cliccare un mi piace su FB provasse a scrivermi e chiedermi come sto, consapevole del rischio che io non risponda o che lo mandi a quel paese.

Sarò stupidamente orgoglioso, ma non penso proprio di dover essere io a fare il primo passo. E se ci sarà qualcuno che avrà dei rimorsi, beh non sarò io.

 

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34 commenti

Archiviato in figli, il gatto syl, me myself and I

34 risposte a “ancora di mio padre e dell’happy end che non c’è

  1. Non conosco le premesse quindi ciò che dico è pura teoria, tuttavia io ritengo che il “diritto di nascita” non stabilisca l’identità di padre. Padre è chi, giorno dopo giorno, con amore e con fatica, cerca di costruire un rapporto con il proprio figlio.
    Ciao
    F

  2. solounoscoglio

    gatto, provo a spiegarti come la penso: ci sono cose che stanno molto al di sopra delle nostre immediate comprensioni. tra queste le relazioni parentali, tra queste quelle tra genitori e figli. trovare il modo per avvicinarsi è una responsabilità di entrambi, perché la relazione riguarda comunque entrambi che tu sia la parte ferita o no. credo che questo aiuterebbe a lenire una sofferenza che è ancora forte. gatto, non ho nulla da insegnare, ancora tanto da imparare in questa cazzo di vita che mi è capitata, ma credimi una cosa l’ho scoperta: non c’è migliore medicina al mondo per le nostre sofferenze del perdono. per questo mi permetto di insistere, solo perché ne conosco i benefici.
    un abbraccio

    • non sono contrario a priori al perdono, ma io un padre e una madre meravigliosi fortunatamente ce li ho. Attivarmi io per trovarne uno che si definisce così solo per avermi passato parte del suo DNA non lo ritengo giusto. Se poi sarà lui a farsi avanti lo ascolterò. Ma non intendo passare sopra a decenni di silenzio con un messaggio con su scritto “ciao sono tuo figlio, come va?”

      • solounoscoglio

        ma tu non passi sopra! proprio rispondendogli gli scaraventi addosso la realtà: che sei diventato uomo, padre e altro nonostante lui. e proprio questo sarà il macigno che finalmente ti togli tu dalla schiena e inizierà a pesare sulla sua. oh, il mio è solo un punto di vista diverso, sia chiaro….non mi sto mettendo in cattedra!

      • messa così diventa quasi una vendetta…

      • solounoscoglio

        no, è solo il giusto riposizionamento dei pesi….

      • me lo hanno detto più di una volta che tendo troppo a tenermi le cose dentro invece di esternarle e condividere.
        Però in questo caso che beneficio avrei? Vomitare addosso ad un anziano la mia rabbia? E poi?

      • solounoscoglio

        liberarti di un peso ti pare un poco? si sente fino qui che sei affaticassimo dal portartelo dietro da una vita. lascia che il vecchio faccia i conti con la tua coscienza oltre che con la sua. è giusto così, secondo me.

  3. cippi01

    Penso che dovrebbe essere tuo padre a fare il primo passo, come hai scritto tu, magari scriverti e non solo cliccare mi piace su Facebook. Una volta fatto il primo passo sta a te scegliere. La rabbia è ancora forte ma tentare un riavvicinamento non costa nulla. Mal che vada non cambia nulla.
    Un abbraccio

  4. La domanda è questa: ti interessa aver a che fare con lui? Ti interessa stabilire un contatto? Ti interessa vomitargli addosso 40 anni di rabbia? A te la risposta mio caro

  5. mah, posto che per ogni vicenda personale di questo tipo non esiste regola che non sia quella dei diretti interessati, io sono abbastanza fatalista. cercare di dare significato a un “like” nel 2015 è impossibile, finché non vai oltre. se e come, a te deciderlo, ma nel caso in cui tu, per q” decide

    • boh, partita la risposta mentre stavo correggendo.
      … per quanto riguarda il “se”, decidessi di sì, allora sul come sono abbastanza sulla linea di solounoscoglio: è un’opportunità, nulla di più, il dopo lo fanno gli eventi

      • ecco, anche io sono fatalista, nel senso che non voglio io guidare il possibile riavvicinamento. Se arriva (da lui) lo affronterò, altrimenti passo oltre…

  6. made57

    te l’ho scritto nell’altro post…dipende solo da te…
    se la “cosa ” ti interessa falla, altrimenti mettici una pietra sopra e cancella tutto “chiuso”
    scusa il riardo ho avuto problemi con il PC, ma ci arrivo, in ritardo, ma ci arrivo
    buon pomeriggio!!!!

  7. E’ possibile che non mi sia spiegata bene. E’ possibile che, turbato da situazioni che ti coinvolgono molto sul piano emotivo, tu non abbia interpretato bene quello che io – e altri – abbiamo detto. Il punto è che se continui a tornare sulle vicende che riguardano quest’uomo, evidentemente tutto questo non ti lascia indifferente: il tarlo è lì, e rode, non smette di rodere. Non intendo dire – e sicuramente non lo intende chi altro ha toccato questo tasto – che se tu non lo contatti e lui domani muore tu debba provare un qualsiasi senso di colpa. Quello che intendo dire è che potresti rimpiangere di non averlo fatto. Non si tratta di gettare ponti, di cui sicuramente non senti il bisogno, e che sicuramente non tocca a te gettare, e che magari potresti anche non avere voglia di imboccare neanche se fosse l’altro a gettarli. Si tratta, come ha già detto qualcun altro, di tutta la rabbia che hai dentro – e si sente ad ogni parola che dici – che potresti trovarti a dover tenere dentro di te per sempre, senza che lui neanche si renda conto della portata di quello che ha fatto. Si tratta di quelle domande che qui continuano a venire fuori, che ti urgono dentro, che ti fanno male, e che potresti ritrovarti a non poter fare mai più, rimanendo costretto a tenertele dentro per sempre.

    • Ovviamente non mi lascia indifferente, ma se ne parlo è perchè nel frattempo succede qualcosa. Se mio zio non mi avesse chiesto il contatto e lui non mi avesse messo quel “like” non ci avrei fatto un post.
      Io è vero, sono molto curioso, ma in questo caso devo dire che la mia curiosità l’ho messa un po’ da parte.

  8. esprit74follet

    Gatto, mia mamma ha avuto una vicenda per molti versi simile alla tua, e ha conosciuto sua madre da adulta. Quando mia nonna è morta, mia mamma – che non provava per lei affetto, né sensi di colpa per non averla frequentata – ha scoperto che, volente o nolente, con lei se n’era andato un pezzo della sua storia, un pezzo delle sue radici era seccato e non c’era modo di tornare indietro, e ne ha sofferto. Comportati come senti che sia bene per la tua famiglia e per te, consapevole che ciò che oggi pensiamo potrebbe non essere quello che penseremo anche domani. Bon courage!

  9. Io alla fine la penso come te. Unica cosa, se ti fa star male, chiudi la finestrina quando ti appare la sua foto fra le persone che potresti conoscere, almeno non lo vedi tutti i giorni, cosa che magari ti infastidisce o ti fa pensare. Poi se lui farà una mossa valuterai come comportarti.

  10. No ma scusate tutti ….. ma quale sarebbe il gesto di questo estraneo ?? mettere un like a caso , ma fatemi il piacere … e no caro mio , un gesto è scrivere almeno …ciao come stai ? e sulla parola perdono io di solito dico …perdonare è divino ….e chi sono io, Dio ??? Si perdona chi è sincero e sopratutto chi CHIEDE di essere perdonato . Gatto , la tua è giustamente curiosità , come credo pure la sua ….e chi non lo sarebbe Parlate di liberarsi dalla rabbia che uno sente dentro per ciò che non è stato …. un pò come gli psicologi che danno colpe a conflitti con i genitori per chi commette omicidi ….Ma fatemi il piacere !! Dopo 40 anni di vuoto non è rabbia , è solo il ricordo di quella rabbia , forse è più malinconia , il chissa come poteva essere !

  11. Sono d’accordo con te. Si faccia avanti lui in modo semplice e serio, poi si vedrà. Certo lui non coltivi pretese…

  12. edp

    E se non fosse una questione di orgoglio chi deve fare che cosa ma la mettessimo su un piano di curiosità? No ma dico, toglierti lo sfizio di chiedere un colloquio e guardarlo in faccia per vedere chi è questo che NON ti ha rifiutato ma probabilmente chi lo sa che cosa gli è passato per la testa? Eh perché a volte guardare i mostri, e veder che son dei deficienti, dei ragazzini, serve. Accidenti se serve. Ti bacio gatto

  13. avere un padre non-padre (o anche una madre non-madre) penso che sia una di quelle cose che pesa di più nella vita di una persona, anche se magari si può cercare di vivere ugualmente bene e non farsene un problema. Però alla fine ritorna. A volte non è così facile riavvicinarsi a qualcuno (un figlio addirittura) che si è rifiutato, penso che dargli una possibilità farebbe bene magari più a te che a lui e servirebbe a non avere, un domani, rimpianti o rimorsi. Chissà, la vita…

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