Archivi del mese: settembre 2015

segnali che ti fanno capire che stai invecchiando…

Oggi in mensa…sono solo, occupando un tavolino da 4.

Giustamente si siedono accanto a me due non colleghi. Da qualche tempo la mensa è aperta anche ad altre aziende che “abitano” da noi, in questo caso è un’assicurazione.

Cerco di non ascoltare ma la curiosità alla fine vince (e poi erano nel mio stesso tavolo, difficile non farlo).

Lui classe ’84, vestito blu, senza cravatta, longilineo con barbetta fintemente trascurata; Lei stagista in procinto di laurearsi alla sua prima esperienza lavorativa.

Lui dispensa di consigli pieno di se…“io di qui, io di la…la nostra azienda ha una classe manageriale giovanissima…pensa che tutti quelli che contano (io tra loro) hanno si e no poco più di 30 anni…e i risultati si vedono…non ci sono per fortuna tutti quei funzionari cinquantenni che ormai hanno dato e non offrono più niente, sono lenti, poco innovativi, ammuffiti…”

E’ vero che non lavoro nella loro azienda, ma considerando che per quanto giovanile i miei cinquant’anni si vedono abbastanza chiaramente, rifletto sulla poca delicatezza del manager rampante che comincio a odiare pensando seriamente a come potrebbe improvvisamente rovesciarsi il mio bicchiere d’acqua verso la sua parte…

Lei pende letteralmente dalle sue labbra. Secondo me si è anche innamorata…fa gli occhioni da cerbiatta, lo ringrazia per i preziosi consigli ed è orgogliosa di fare il suo stage in un’azienda giovane come questa…

Confesso di essere un po’ nauseato. Ho sempre ammirato la freschezza di chi è più giovane di me ma se abbinato alla supponenza senza esperienza il mix diventa disgustoso.

Si alzano…finisco di consumare la mia macedonia e ripenso all’allenamento di sabato.

Poteva andare meglio…33 km invece che 35 e patendo non poco nel finale….se quella maledetta dissenteria non mi avesse preso dopo una ventina di chilometri. Che corsa di m…

 

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Delle regole del blog e dei libri belli

Quando ho aperto il blog mi ero dato poche semplici regole da seguire.

Almeno un paio di post alla settimana, non troppo lunghi da leggere in un paio di minuti e corredati con un video, meglio se con una foto.

Ecco…sulla prima regola sto marcando veramente male.

Non è che non ho cose da dire…ma è la testa per trasferirle nero su bianco che manca.

Comunque oggi, con lo spirito di un autore un po’ scazzato che deve per contratto consegnare un testo da pubblicare al suo editore (devo fare qualcosa per il mio ego che sta diventando bulimico), vi parlo di uno dei libri che ho letto recentemente.

L’ultima settimana di settembre di Lorenzo Licalzi, autore che io amo.

E’ la storia di un rapporto, tra un nonno che pensava di non aver più nulla da dare ed un nipote quindicenne che non sapeva di poter dare così tanto.

Il tutto on the road, come nei migliori film, con un cane ingombrante, un’auto d’altri tempi e tanti personaggi che definirli di contorno è riduttivo.

Licalzi ha la capacità di far ridere e commuovere nell’arco di poche righe e in questo romanzo ci è riuscito benissimo.

Se vi piace leggere e lasciarvi toccare dai sentimenti, ve lo consiglio vivamente.

Io nel frattempo penso con ansia ai 35 km che dovrò farmi domani per allenamento. La mia tabella di marcia su Venezia procede tutto sommato bene e domani svalico il punto più duro di questi mesi di preparazione.

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Cazzo

Non so quanti post ho già fatto come questo e non ricordo (non è vero me le ricordo tutte) quante volte ho ripetuto le stesse parole, gli stessi concetti.

Ma quando hai di fronte una ragazza, sorridente, giovane, che ha lavorato con te e per te per alcuni anni, dirle “mi spiace, a fine mese non riuscirò a rinnovarti il contratto”…ecco, mi fa rabbia e amarezza.

Mi si torcono le budella a vedere quegli occhi farsi lucidi, la voce tremante. Io alla sua età avevo un posto fisso da anni, una casa e mi ero già sposato. Lei ancora un badge con su scritto guest, nonostante l’impegno, le sue capacità e il carattere solare.

Spero solo che alla fine ci sia una giustizia, una ruota che giri, come dovrebbe essere.

E intento si fa sempre più presente il pensiero e la paura che questo bel discorso, ormai imparato a memoria, domani non lo facciano a me.

Buon weekend.

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Dunque…

dove eravamo rimasti?

Ci sono periodi che vanno un po’ così. Non perchè non ci siano cose da raccontare…c’è una vacanza passata sulle spiaggie della Grecia, c’è un giro del mondo all’Expo, ci sono allenamenti per le gambe e per la testa, c’è la spada di Damocle perennemente appesa sul soffitto del mio ufficio, c’è mia mamma con i suoi alti (sempre meno) e bassi, c’è un padre fantasma, o forse non c’è, c’è un Sylvestrino che cresce ogni giorno di più, ci sono le letture estive che hanno saputo, in qualche caso, farmi ridere e commuovere… e ci sono i pensieri.

Non sono le materie prime che mancano, ma la voglia di cucinare.

Per stasera patatine e birra…domani chissà.

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