coglioni girati

Quando tu, che da settimane gestisci un problema complesso e delicato, nel momento in cui stai per mandare una mail a tutto il mondo (dovevo solo fare click) dicendo come e cosa fare, senti il tuo capo che ti dice….“giramela a me che la mando io” (tra l’altro dovendogliela spiegare tre volte perchè non capiva un cazzo)…ecco ti girano i coglioni.

http://vignette2.wikia.nocookie.net/nonciclopedia/images/c/c0/Cartello_stradale_giramento_di_coglioni.jpg/revision/latest?cb=20100307142230

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30 commenti

Archiviato in il gatto syl, Lavoro

30 risposte a “coglioni girati

  1. Dovevi dire l’ho appena inviata! (e mandarla via subito)

    Conosco quel genere di personaggio, pericolosi, si appropriano dei lavori altrui e scaricano i loro errori.

  2. Anche io ho avuto capi del genere, ora sono diventato più furbo ma i giramenti di coglioni restano lo stesso…

  3. Il mio invece le vuole leggere e se ci sono cose troppo chiare e dirette impone la censura per paura di urtare qualcuno o inimicarselo. Son sempre state discussioni perché io ho sempre cercato di essere trasparente perché solo così saranno chiare le responsabilità e il cosiddetto management potrà decidere al meglio.

    • difficile stabilire regole a priori. Penso ci siano occasioni da valutare volta per volta e stili…penso che alla fine debba essere il buon senso a guidare.

      • Chiaro che ci siano delle dinamiche interne, ma cagarsi sotto e non avere mai il coraggio di prendere una posizione, allo scopo di evitare i problemi che invece ti pagano per risolvere ha portato alla quasi dissoluzione del mio ufficio…

      • beh posso immaginare, negare o minimizzare costantemente i problemi non porta lontano…

  4. Anche io conosco il genere, purtroppo. La tentazione rimane sempre quella di lasciare nella mail un bello strafalcione, ma alla fine il mio spirito da crocerossina prevale e non lo faccio (ma prima o poi……).

  5. Anche a me è successo, una relazione su una gara che non ti dico (modestamente, un capolavoro), e non ti dico poi in che condizioni redatta. Ha avuto anche quella furbizia di presentarla lui senza passare (crede lui) per quello che mi aveva tolto qualcosa, l’ha presentato semplicemente come un “risultato del confronto col suo gruppo di lavoro”, di cui io era una semplice componente, e quindi di fatto chi leggeva dava per scontato che quantomeno le idee insieme le avesse messe lui e il documento finale lui l’avesse redatto.

    Ci rimasi così male che MAI PIU’ ho avuto sul lavoro idee geniali: quelle me le tengo e me le cucco in proprio.

    Sì, tu avresti potuto dire, come ti è stato consigliato, che l’avevi appena spedita, ma spesso davanti alla disonestà uno rimane spiazzato, si trova impreparato, le persone intelligenti più raramente sono furbe e capaci di pararsi il culo, e pare che il mondo sia dei furbi, all’ombra dei quali gli intelligenti dimessamente lavorano per regalar loro la gloria.

    Girano i coglioni anche a me, tanto.

  6. In effetti… 😦
    Quando leggo queste cose penso che sono fortunata a lavorare in proprio (non sempre, anzi. Ma…).

  7. oh… girano pure a chi non ce li ha…
    Ho imparato a fare spallucce, ma non funziona sempre, purtroppo: a volte i cosiddetti capi sono stupefacenti (e mai in bene)!

  8. Beh, a volte è per dare al documento in questione un imprimatur maggiore – però se gliel’hai dovuta spiegare tre volte, mi sa che chi l’ha letta ha capito che non era farina del suo sacco.
    Per il futuro: strategia della giraffa con le orecchie dell’elefante – 30/40 minuti prima, chiama (in spazio apposito lontano dalle orecchie del capo) uno dei mittenti con cui hai un po’ di confidenza annunciandogli il 70% del contenuto della mail, come se fosse un’ideuzza che ti è venuta e chiedi a lui cosa ne pensa (poi nella mail magari aggiusti qualcosa grazie anche ad eventuali suoi consigli) e annunciandogli che hai quasi pronta la mail da mandare, di lì a 10/20 minuti, a un po’ di responsabili.
    Se il capo te la chiede, gliela giri dimenticandoti di avvisarlo che ne hai parlato con il dirigente (o caporeparto) Y poco prima

    Vedrai che le voci di corridoio faranno sì che si sappia di chi è la farina del sacco e quanto è fortunato il tuo capo ad averti come spalla, nonché in quanta considerazione ti tiene che approva le tue proposte più o meno così come sono e anzi le firma col suo nome e cognome tanto crede nella bontà delle tue idee.

  9. Vogliamo parlare di quando una squadra di cui non fai parte si rende conto che non riesce a consegnare in tempo, ti chiama a lavorare con loro dandoti 1/3 del lavoro da fare e quando poi consegna il progetto non ti include il tuo nome nel team?

  10. Pingback: Gi come girati (parliamo dei coglioni) | il nuovo blog del gatto sylvestro

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