Il mio piccolo ricordo di Dario Fo

Ho avuto la fortuna di vederlo in teatro diverse volte. Mio padre mi ha fatto amare la sua ironia anche quando le battute non le capivo proprio tutte.

Non ho condiviso la sua scelta politica negli ultimi anni, ma rimane comunque un grande uomo di teatro e non solo.

Due le foto che mi rimangono in mente di lui, entrambe della fine anni ’70 o giù di li.

Palazzina Liberty di Milano, in largo Marinai d’Italia, dove Dario Fo aveva la sede della sua comune teatrale.

Paghiamo il biglietto, entriamo e lui è li che strappa i biglietti all’ingresso della sala e indicandoci dove accomodarci. Una volta finito, si avvia verso il palco e inizia lo spettacolo.

Penso che nemmeno nei teatri parrocchiali gli attori abbiano questa umiltà.

La seconda invece è a Sesto San Giovanni, allora la Leningrado d’Italia.

Inizia lo spettacolo, uno dei suoi tanti monologhi recitato coi pantaloni grigi e il dolcevita nero come abito teatrale. Anche in questo modo, senza assistenti, senza musica, era in grado di tenere il palcoscenico per ore.

Dopo un quarto d’ora arriva in platea una coppia trafelata in evidente  e imbarazzato ritardo. Lui si ferma, li fa accomodare e in 30 secondi ricapitola velocemente a loro (e nostro) uso il primo quarto d’ora di spettacolo, e va avanti, ovviamente tra gli applausi scroscianti del pubblico.

Ecco, so che ha vinto il Nobel, ha fatto dell’arte e dell’impegno politico la sua missione e ci sono mille e mille motivi per ricordarlo.

Il mio è questo.

https://i.ytimg.com/vi/9EdIFECzTVE/maxresdefault.jpg

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26 commenti

Archiviato in Arte e cultura, il gatto syl, me myself and I, Società e costume, Spettacolo e televisione

26 risposte a “Il mio piccolo ricordo di Dario Fo

  1. Non ho condiviso la sua scelta politica negli ultimi anni
    Nel senso che condividi quella dei primi anni, quando da repubblichino partecipava ai rastrellamenti di partigiani e di ebrei? O quella dei secondi anni quando idolatrava e incensava gli sterminatori genocidi Stalin e Pol Pot?

    • L’arte non ha parte, politica. Tu puoi cambiare idea ma un artista no???

      • Passare da servo degli sterminatori nazisti a servo degli sterminatori comunisti sarebbe cambiare idea?! Alleluja! Quanto al fatto che l’arte non ha parte politica (senza virgole in mezzo pliz: la grammatica non è un’opinione), dovresti dirlo a lui, che in teatro non ha fatto altro che propaganda politica per tutta la vita, non a me.

      • La discussione sul perché si sia arruolato o no tra i repubblichini è un fatto di cronaca noto dal 79 in poi,credo. È fascista e i fascisti gli rapiscono e violentano la moglie, è comunicata. La Rai per più di un decenni lo mette al bando,ma che cazzo di benefici ne ha tratto dalla politica.
        Poi La virgola sta bene dove stà, perché se leggi bene serve per dare una pausa e sottolineare il fatto che l’arte non ha parte ed in questo particolare caso virgola politica.
        Infine, ma se Fo fosse stato di destra non ti avrebbe fatto sorridere allo stesso modo? “Il mostro “di Benigni o “non ci resta che piangere ” o meglio ancora ” la vita è bella” cambiano di sostanza dopo le dichiarazioni che ha fatto sulla costituzione?NO ( il maiuscolo è usato di proposito).
        Forse”Ciò che noi chiamiamo con il nome rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo.”
        Allora non rompete con queste false generalizzazioni degli artisti di destra o sinistra( ma cos’è la destra,cos’è la sinistra?)
        L’arte è ARTE punto .

      • Non vorrei sporcare più del necessario il ricordo di Gatto ma, tirata in ballo, non posso esimermi dal dire che a me non ha mia fatto né ridere né sorridere, che non vedo ARTE in nessun anfratto della sua produzione, e che l’unico posto adeguato per quella vergognosa mistificazione che è La vita è bella</i< è il bidone della spazzatura.
        PS: non mi risulta di avere pronunciato le parole destra e sinistra: questo lo hai fatto solo tu. Che ti arroghi anche il diritto di stabilire quali generalizzazioni siano false – ammesso che questa ammucchiatina di parole significhi qualcosa. E con questo smetto di rompere e ti lascio il privilegio di rompere tu solo. Passo e chiudo.

      • Visto che lo hai rifatto.sono sicuro che ad artisti come Manzoni,cattelan,zeffirelli,toscani troveresti da ridire.
        Forse dovrei correggere il tiro “l’arte non è per tutti” e chiudo chiedendo scusa a ilgattosyl, ma a volte mi parte l’embolo.

      • uno scambio di opinioni, anche con idee differenti, è sempre il ben venuto qui.

      • ERRATA CORRIGE: non ha MAI fatto ecc.

    • mi spiace Barbara, ma in questa occasione non scendo in polemica. Voglio solo pensare ai ricordi che lui, e sua moglie, mi hanno lasciato.

      • red. cac.

        Hai preso qualche farmaco, sig. gatto stiloso, prima di abbadonarti ai ricordi che ti hanno lasciato lui e sua moglie? Come ti senti oggi?

  2. Hai avuto una grande fortuna nel vederlo dal vivo e il tuo ritratto è bellissimo. Hai messo in risalto l’Artista, il grande che era, il resto a mio avviso è contorno che purtroppo per alcuni, oggi e non solo, diventa il piatto principale.
    Grazie per questo ricordo.
    Primula

    • Si, in questo caso penso di essere stato davvero fortunato. E devo ringraziare mio padre che me lo ha fatto amare.

      • red. cac.

        A ognuno di noi i padri lasciano eredità più o meno pesanti, fardelli più o meno inutili. Importante è che tu sia contento e persista. Un po’ come L’asino di San Giuseppe (G. Verga)

  3. Non ho mai amato Fo, non mi apparteneva. Però,la tua,è una bellissima fotografia. Di quelle in bianco e neri. Bravo!

  4. red cac…te l’ha mai detto nessuno che sei simpatico come la sabbia nel letto?
    E comunque le citazioni del Verga puoi tenertele pure per te…

  5. Ho amato Fo e con lui la Rame, pagine di cultura autentica, senza fine.

  6. Marcello42

    Mi colpisce l’osservazione sulla “scelta politica degli ultimi anni”.
    Immagino che ti riferisca all’avvicinamento al M5S, che è seguito a quello al comunismo più estremo, che è seguito al fascismo più estremo.
    Per quanto riguarda la sua figura di artista era piacevole e originale, non certo da Nobel, ma i suoi spettacoli, IMHO, erano godibili. Come persona era invece detestabile, in particolare per le sue posizioni politiche, nelle quali assumeva sempre il lato più estremo e deleterio.
    Penso che la colpa di questi suoi atteggiamenti, almeno per il periodo “rosso” sia da attribuire alla moglie, inesistente come artista e ferocemente legata agli aspetti più biechi del comunismo. Ricordo il suo Soccorso Rosso, che supportava l’ambiente da cui nacquero le Brigate Rosse e probabilmente anche le stesse.
    Non so perchè chi raggiunge notorietà facendo bene il proprio lavoro venga spesso preso dalla fregola di assumere posizioni politiche…

    • non devi mai essere andato a vedere uno spettacolo di Franca Rame a teatro…

      • Marcello42

        Ho assistito una volta ad uno spettacolo di Fo alla Palazzina del Liberty perché lui aveva il buon gusto di non usare le sue performances per proclami politici. Lei no, e non l’avrei sopportata nemmeno se avessi condiviso i suoi ideali.
        Non sono il depositario della Verità, sto solo esprimendo un mio parere.
        E nonostante sia da sempre profondamente convinto della parità dei sessi (pur essendo cattolico praticante sarei per estendere il sacerdozio alle donne) non ho mai sopportato il becero femminismo di quegli anni.

      • Quindi quando dici che lei è inesistente dal punto di vista artistico è il parere di qualcuno che non l’ha mai vista recitare. Comprendo di più, pur non condividendo, il fatto che ti stesse sulle balle.

      • Marcello42

        Ho detto di non aver mai assistito ad un suo spettacolo, non di non averla mai vista e/o sentita. Quello che mi è capitato di vedere e sentire ha suscitato in me una tale antipatia istintiva che mi ha convinto che non eravamo fatti per amarci, tutto qui.

  7. Certo che tra Stalin Pol Pot e le Brigate rosse per non parlare del femminismo estremo capita raramente di leggere una serie di follie senza senso totalmente avulse dalla realtà come quelle di questi commenti. Ma gliel’han data buona prima di farli passare di qui?
    Fo diceva che il teatro è il più grande sberleffo al potere. Devono essere piccoli frustrati senza potere per aver ancora tanto ringhioso livore nei suoi confronti e in quelli di sua moglie (la cui bellezza radiosa frustrava parecchio, non a caso ha subito quel che sappiamo e anche quel che sappiamo meno: un misterioso incidente che lasciò conseguenze pesantissime. Ma si vendicò nel modo più sanguinoso, additando al pubblico ogni sera sera dopo sera tutta la meschinità di quegli esseri, infamando la loro inutile brutalità con la sola parola – e che onta per gente come quella che qui si esprime, vedere una donna non vittima rispondergli con le sue sole armi: le parole, il corpo, la bravura professionale, la volontà non doma).
    Il che significa che la loro coppia era proprio brava a colpire i piccoli esseri là dove sono più sensibili: nella perbenista ottusità meschina, nelle mediocri frustrazioni inconfessate.

    Ho ricordi simili a quelli del post invece, anche se ero proprio piccola. Non so se fosse umiltà, probabilmente facevano tutto da sé, sia per motivi di condivisione del lavoro, sia forse per tradizione perché almeno lei veniva da una famiglia di teatranti in cui tutti facevano tutto, sia anche per non pagare una persona in più, probabilmente. Un nobel come Fo non potrà mai lavorare in condizioni tranquille in Italia, tutta la vita ha dovuto lottare per le sale, per le risorse.
    Ma ha fatto abbastanza per far spantegare i mediocri, spuntando il loro perbenismo e lasciandoli indifesi: un giullare che incatena al suo sberleffo il pubblico di mezzo mondo, che non piega la schiena e vince un Nobel: che rabbia! che schiaffo! che insopportabile levità per gli uomini oscuri. Passa senza nemmeno guardare.
    Il che è senza dubbio una bella risata guadagnata e una rabbia da crepare per dei meschini portatori di insulti.

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