Archivi del mese: marzo 2017

Dai che si comincia…

Ormai ci siamo.

Devo cercare di non farmi distrarre dai pensieri negativi, quelli che sul lavoro stanno facendo frequentemente capolino nella mia testolina.

Da domani sera voglio pensare solo ai 42 km che dovrò percorrere, passo dopo passo, lungo le vie della mia città. E’ la quinta volta che ci provo. Le quattro volte precedenti sono sempre riuscito a migliorare un poco. Stavolta non penso.

Ho provato a seguire una tabella con tre allenamenti la settimana. Pochi temo. Ce ne voleva uno in più. Mi avrebbe garantito quei 120/130 km in più negli ultimi 4 mesi di preparazione che mi avrebbero fatto comodo. Però ormai è inutile rimuginarci sopra.

Questa settimana ho anche provato a seguire questa strana forma di dieta dissociata. Tre giorni di sole proteine e ora il carico di carboidrati. Certo, la degustazione di rhum di ieri sera forse non era la cosa più indicata nell’ultima settimana di preparazione, ma la compagnia era buona, tanto quanto il rhum e il cioccolato con cui l’abbiamo allegramente degustato. Sono sicuro di buon auspicio.

Lunedì un allenamento “con brio” che mi ha lasciato buone sensazioni. Oggi l’ultima sgambata un po’ meno gratificante. Ma d’altronde sono abituato a fare una seduta buona e una meno, per cui confido di aver lasciato per domenica il petalo finale del mio “mama non mama” dedicato alla corsa.

Domenica alle 9,30 inizia il divertimento. L’obiettivo della parte iniziale è di risparmiare più energie possibili nelle prime tre ore di corsa, mantenendo un ritmo appena sotto i 6 minuti al chilometro. Pronti via ci sarà da fare i bastioni di P.ta Venezia, due volte nel giro di poco, la stazione, sfiorando la City col grattacielo dell’Unicredit. Poi un giro in centro, via Montenapoleone, dove però non avrò modo di guardar le vetrine, piazza della Scala, piazza Duomo, il Castello….e poi via verso la periferia, girando intorno alla montagnetta di San siro, l’ippodromo, lo stadio e poi il parco di Trenno, zone che ammetto di non conoscere molto. Via Gallarate sarà la mia via crucis, due km dritti dritti che mi porteranno a piazzale Accursio. Quello sarà il mio key point. Da li si ritorna per gli ultimi 8 mila metri nel cuore della città. Corso Sempione, di nuovo il castello e poi le ultime due salitine (che per allora mi sembreranno il mortirolo) dei bastioni di P.ta Volta e di nuovo di P.ta Venezia, prima di svoltare per l’ultima volta per i 195 metri finali di corso Venezia.

Spero di arrivarci e spero di arrivarci bene, magari sorridendo. Se poi sono sotto le 4 ore e 15 ho fatto bingo.

Niente borracce stavolta. Solo un piccolo marsupio con qualche barretta energetica e il biglietto del tram (metti che scoppio). Alla partenza sarò col collega ansiogeno che è alla sua prima volta. Dovrebbe essere comunque un aiuto reciproco. Il meteo invece non ho ancora capito bene come sarà. Forse coperto, forse pioggia, spero nel caso non troppo intensa. Non dovrebbero esserci il sole e temperature eccessivamente calde. Meglio.

Come direbbe il trio a radio deejay, “Dai che si comincia…”

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ma si dai…

…tutto sommato neanche male.

Parlo della Stramilano ovviamente.

La partenza alle 11 era veramente atipica, se non altro per una volta non c’erano alzatacce da fare.

Temevo un po’ il caldo, e in effetti si è fatto sentire. Era buffo vedere che c’era chi come me era in pantaloncini e canotta e chi con pantaloni lunghi e maglia termica a maniche lunghe sotto la maglietta. Marzo è pazzerello anche per questo.

L’obiettivo era di fare un bell’allenamento, ma se saltava fuori un bel tempo…perchè no?

Eravamo in 4 fra i 7.000 alla partenza. L’amico zoppo, l’amica fuori forma, il collega ansioso ed io.

Allo sparo io ho cominciato a dettare il passo e gli altri mi seguivano, ma in questo modo ci siamo giocati subito lo zoppo.  D’altronde con una caviglia slogata era li più che altro per farsi una passeggiata.

Gli altri due mi seguivano, ma dopo qualche chilometro non li ho visti più. Ho provato a girarmi più volte ma in quel caos era veramente difficile individuarli.

Però stavo bene, nonostante il caldo, e allora ho provato a forzare un po’ il passo. D’altronde per me è veramente difficile non pormi un qualche obiettivo e correre solo per correre, anche se oggi, vuoi per la giornata e vuoi per il tifo lungo il percorso, forse sarebbe bastato davvero.

Praticamente ho tenuto un passo che mi avrebbe avvicinato al mio personale per tre quarti di gara. Poi al 15mo chilometro mi sono reso conto che non ci sarei riuscito a stare sotto l’ora e cinquanta e allora ho mollato un po’…non troppo però, visto che a quel punto l’obiettivo secondario era tenermi dietro il collega ansioso che so partire piano ma venire fuori alla distanza…e infatti, a due chilometri dalla fine, quando in fondo a corso Sempione già si vedeva l’arco delle Pace che ci avrebbe introdotto allo shuss finale eccolo che arriva…sapevo che non avrei tenuto il suo passo e infatti mi ha dato un minuto in due chilometri…letteralmente sverniciato.

Però poco male. Il tempo finale comunque discreto, mio padre (ah proposito, auguri) che mi attendeva all’arrivo e una stanchezza “giusta”, senza essere distrutti.

Ora si prosegue la fase di scarico, domenica una quindicina di chilometri in scioltezza e fra due settimane si che ci si diverte.

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per il titolo ci devo ancora pensare

Non so come intitolare un post dove devo parlare della Stramilano che è alle porte e del lavoro che mi da da pensare.

E’ qualche giorno che ho i criceti in testa che corrono molto più di quello che faccio io. Il mio capo, quello con cui non ho mai trovato feeling, ha pensato bene di dirmi, via mail, che faremo un trasloco e quale sarà la nostra nuova sistemazione, ovviamente come polli in batteria. Con l’occasione ha pensato bene di chiedermi pure come fare per ridurre di due unità il mio staff. Notare che avevamo parlato al telefono 10 minuti prima, ma se ne era guardato bene dall’anticiparmi qualcosa. La parola condivisione non deve far proprio parte del suo vocabolario.

Nel frattempo una serie di rogne a catena si è abbattuta sul lavoro che seguo insieme ai miei collaboratori…mancavano solo le cavallette…guardando la cosa da un altro punto di vista la giornata passa in fretta…non fai tempo ad accendere il PC che ti ritrovi alle 20 senza nemmeno accorgetene.

Certo, chi raccoglie i pomodori o i minatori del Sulcis hanno giornate ben più pesanti della mia…ma la cosa non mi consola più di tanto.

Domenica avrò un paio d’ore (spero scarse) per pensarci su mentre scorrazzo tra le vie di Milano in braghette corte e canottiera.

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Sensazioni del ca…

Sabato il mio lunghissimo…34, molto molto lentamente…troppo direi.

Se non fosse che stiamo parlando di corsa ci sarebbe anche da andarne fieri.

Invece sono proprio crollato, gli ultimi chilometri un vero supplizio, fatti quasi camminando. E l’idea di arrivare a 42 mi angoscia.

Sempre di più sto convincendomi che se finisco la mia quinta maratona, ne avrei comunque già fatte cinque in più di quanto avessi mai immaginato in vita mia e potrei anche finirla li, dedicandomi solo a distanze più brevi.

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PS: vatti a fidare delle sensazioni

 

 

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Sensazioni

Sbaglio o è un po’ che non parlo di corsa? Vi manca vero?

Sto preparando la maratona di Milano e ormai manca solo un mese. Le sensazioni, fino a qualche giorno fa non erano particolarmente positive. Ogni allenamento lo trovavo faticoso, poco performante. I lunghi fatti con fatica (comunque fatti) e pochi lavori durante la settimana. Per un motivo o per l’altro non trovavo mai il tempo per dedicare il tempo necessario.

Poi mio padre mi ha consigliato il magnesio. “Provalo, un cucchiaino sciolto nell’acqua ogni giorno aiuta contro l’affaticamento muscolare”.

E in effetti alla fine dei miei allenamenti, ho cominciato a sentire meno la sensazione di fatica.

Certo, l’effetto psicologico so che gioca un ruolo fondamentale…ma chissene, come direbbe mio figlio, magari ho trovato il mio doping ideale.

Infine questa settimana la svolta, o almeno lo spero.

Mercoledì un allenamento che non aveva nulla di particolare, un ritmo allegro ma non tiratissimo, ma che mi ha lasciato sensazioni (si sto abusando di questa parola) assolutamente piacevoli.

Stasera invece una bella seduta di ripetute. Era un bel po’ che non ne facevo e anche se ne ho fatte un po’ meno di quello avrei dovuto (altrimenti facevo cenare troppo tardi mio padre) le ho affrontate al ritmo giusto, anzi un po’ più veloce, e soprattutto con, indovinate un po’, sensazioni positivissime. Sarei potuto andare avanti ancora, anzi, mentre sto scrivendo, avrei ancora voglia di mettermi le scarpette e andare a correre nuovamente.

Nel weekend avrò l’ultimo esame serio. Il lungo più lungo di tutta la preparazione. 35 chilometri, mica bruscolini, che però, non mi fanno particolarmente paura.

Poi magari lunedì sarò qui a scrivere che sono stramazzato, che ho fatto una fatica del diavolo…però la sensazione che ho non è questa.

E da settimana prossima comincerò la fase di scarico in vista del mio appuntamento del 2 aprile.

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