Colloqui

Adoro i colloqui, quelli che si fanno davanti a uno spritz, a un caffè o anche quelli di lavoro.

E’ di quest’ultimo che vorrei parlare.

Mi piacciono i colloqui di lavoro, a prescindere da quale parte del tavolo devo sedermi. Il lavoro spesso viene vissuto come un’incombenza non piacevole, un dovere…a volte è realmente così, per un motivo o per l’altro.

Però trovo sia affascinante quando si ha la fortuna di ascoltare qualcuno con la passione dentro. Come descrive quali sono i suoi compiti, le sue responsabilità, in quali casi un suo intervento è stato decisivo per un’operazione di successo o come si possa percepire il valore aggiunto nel suo operato quotidiano.

Ieri ero io dall’altra parte del tavolo. Un cacciatore di teste mi aveva intercettato telefonicamente settimana scorsa e mi ha chiesto un appuntamento per una posizione che stanno cercando e io ero nelle veste di potenziale candidato.

Un po’ di nervosismo prima, stemperato ascoltando i colplay nelle cuffiette mentre andavo all’appuntamento, ma poi una volta entrati in scena mi sono sciolto e ho recitato la mia parte, direi abbastanza bene. Non mi è stato difficile perchè al di là di tutto il mio lavoro mi piace sempre (sono gli interlocutori che invece a volte non sopporto) e perchè, ormai, un po’ di esperienza, anche nei colloqui, me la sono fatta.

Ho descritto cosa faccio, cosa ho fatto, ho fatto esempi concreti di episodi in cui il mio intervento è stato decisivo. Ho raccontato una metafora del nostro lavoro e ho dato buone motivazioni sui motivi per cui potrei valutare positivamente un cambiamento (in realtà ho fatto un piccolo passo falso che il mio intelocutore mi ha fatto discretamente notare, più che altro per non enfatizzarlo in eventuali fasi successive di colloquio).

Il profilo che cercano sembra sia molto allineato al mio. Non mi ha potuto ancora dire il nome dell’editore che è alla ricerca ma, essendo il nostro mondo abbastanza piccolo, non mi è stato difficile intercettare quale potrebbe essere.

Rimaniamo sempre in serie A, d’altronde sono ormai pochi quelli che possono permettersi un head hunter per cercare una posizione da ricoprire.

Mi ha anticipato che molto probabilmente ci sarà un seguito a questo colloquio già in tempi brevi, forse già settimana prossima.

Avrei proprio voglia, o forse bisogno, di cambiare.

Io incrocio le zampette…

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17 commenti

Archiviato in il gatto syl, Lavoro, me myself and I

17 risposte a “Colloqui

  1. In bocca al lupo (evviva il lupo)

  2. Vibrisse incrociate!

    (Si ma io voglio sapere il passo falso)

    • perchè avevo messo fra i motivi per cui avrei valutato il cambiamento, il fatto che la mia azienda è ancora in crisi e ero un po’ stanco di dover convivere con problemi legati alla solidarietà, al mancato riconoscimento di premi ai collaboratori, al solo taglio dei costi…e lui mi ha giustamente fatto notare che la maggiorparte delle aziende ha gli stessi problemi, per cui se quello è il motivo del cambiamento, non sarebbe stata una motivazione particolarmente efficace. Ho apprezzato la sua considerazione perchè mi sarà utile in un (possibile) prossimo colloquio con l’editore.

  3. e noi incrociamo anche le nostre per te! 😉

  4. Io ci sono passata, in effetti, e per me non è stato gradevole

  5. Huber

    Un grandissimo ” in bocca al lupo” o in c…alla balena!😉😁😂 un bacione

  6. rossella

    cross the fingers, gatto…!

  7. Pingback: La pazienza è la virtù dei forti | il nuovo blog del gatto sylvestro

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