Archivi del mese: settembre 2017

Elogio ai ditalini

La premessa è che oggi ero in versione imbruttito da influenza. Poi vabbè…non era proprio influenza, ma solo un brutto raffreddore, però ero abbastanza conciato tanto da preferire rimanere a letto piuttosto che avventurarmi come uno zombi in ufficio…“tanto la giornata dovrebbe essere tranquilla”…pensavo, che illuso.

Pur rimanendo a casa infatti, la giornata è stata tutt’altro che semplice….telefonate, mail, whatsup….insomma ho sperimentato che il telelavoro è una realtà possibile…con tanto di abituale incazzatura col mio capo.

Ma non è di questo che vi volevo annoiare.

Volevo invece raccontare di come il mio pensiero sia andato, durante la mia succulenta pausa pranzo, ai geni del marketing della Barilla.

Avevo infatti deciso di prepararmi una fantastica minestrina coi ditalini….e mentre maneggiavo la scatola fra le mani pensavo….“ma solo a me vengono in mente pensieri pruriginosi pensando ai ditalini?”

No perchè è come se facessero dei biscotti tipo…“i segaioli del mulino bianco”.

Mi immagino le riunioni di marketing alla Barilla….il business plan sui ditalini, coi commenti del direttore marketing…“coi ditalini abbiamo riempito un buco nei prodotti da brodo”…per non parlare di chi lavora sulla linea di produzione…“ma di cosa ti occupi tu? Ditalini…mi occupo della qualità, devo essere sicuro che vengano bene”

Vabbè…lo ammetto….questo post-minkia è stato fatto solo per aumentare il traffico sul mio blog, vai col tag! 😉

 

 

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sul punto di morte

per ora è solo un raffreddore….ma sento che potrebbe essere fatale

il nuovo blog del gatto sylvestro

Oltre ad essere gatto faccio parte dell’universo maschile e in quanto tale, se colpito da un’influenza, sento che potrei non arrivare a domani.

C’ero cascato già durante le vacanze natalizie e ora, dopo un paio di settimane, ci sono ancora dentro.

L’uomo, pardon, il gatto, quando è ammalato si imbruttisce. Per prima cosa non si fa la barba. Poi il pigiama o la tuta vengono indossati fino a che sono in grado di camminare da soli.

I pasti si riducono a tristi minestrine in brodo o altrettanto tristi paste in bianco.

La tachipirina diventa il tuo miglior alleato e il termometro colui (il mio termometro ha personalità) che dice quando è il caso di prenderne. Tanta febbre 1.000, poca febbre 500, pochissima febbre, aspetta finche non diventa almeno poca.

Il letto pare una cuccia per cani. Ormai c’è l’impronta del mio didietro. Il cuscino una massa informe che staziona stancamente…

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La pazienza è la virtù dei forti

Non penso di potermi definire forte, ma ciò nonostante ritengo di possedere, in buona quantità, questa virtù.

L’attesa ha sempre fatto parte delle mie scelte, spesso anche in maniera eccessiva, abusandone. Anzi a dire la verità forse non è nemmeno una virtù, e comunque non penso sia dei forti.

Ma non è di definizioni che voglio parlare, ma di quel messaggio che mi è arrivato qualche minuto fa.

Era del cacciatore di teste in merito ad una mia richiesta sul fatto se ci fossero novità in merito alla mia candidatura.

“Con buone probabilità c’è la volontà del cliente di giungere ad una chiusura con la sua candidatura. Quello che ci chiedono però è di poter pazientare indicativamente non più tardi di fine ottobre.”

Se fosse stato in confidenza mi avrebbe detto “ho una notizia buona e una cattiva, quale vuole prima?”.

Comunque è una vita che aspetto e non saranno altri 50 giorni a rovinarmi.

Certo è che più passa il tempo e più la divisa (metaforica) che indosso la trovo stretta, scomoda.

Cercherò di non pensarci, di far conto che tutto vada come prima e di far buon viso a cattivo gioco.

Continuerò a fare il mio lavoro in maniera professionale, come se non ci fosse alcuna soluzione di continuità…mentre aspetto.

https://urladalsilenzio.files.wordpress.com/2013/02/rifos.jpg?w=538

PS: il torneo di beach tennis di sabato è stato annullato

PS2: la mezza di domenica l’ho corsa abbastanza bene sia pur sotto un diluvio…ma io adoro correre sotto l’acqua, per cui…

 

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Fritto misto

Del lavoro lo sapete. In ufficio sono sempre in rapporti un po’ conflittuali col mio capo e per il resto sto aspettando news per la nuova offerta, ma per il momento tutto tace.

Ieri ho fatto la mia consueta asta del fantacalcio…squadra appena appena discreta, però come sempre, mi sono divertito un sacco. Attempati manager che si azzuffano per accaparrarsi bomber mediocri a suon di finti milioni…degli eterni Peter Pan.

Il weekend invece sarà sportivamente impegnativo. Sabato torneo di beach tennis con mio figlio e domenica la mezza di bologna. Di solito prima di una gara di 21 km è buona cosa stare a riposo. Ma se tuo figlio ti chiede di giocare come si fa a dire di no? Tanto con la corsa sono fuori forma, per cui non avevo ambizioni di nessun tipo se non di finirla senza essere stremato…poi è previsto anche il diluvio domenica per cui ho un alibi in più.

La parte migliore, come sempre, sarà mettere le gambe sotto il tavolo senza complessi di colpa.   😉

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Chi ha un capo coglione alzi la mano!

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A luglio mi ha chiesto di organizzare una prova per un nuovo prodotto. Da buon soldatino ho approntato il tutto (materie prime, fornitore, squadra) per essere pronto nel momento in cui “il diretur” sarebbe stato pronto coi contenuti per il nuovo prodotto.

Peccato che, nonostante i miei ripetuti solleciti fatti al rientro, oggi pomeriggio, lui si sia venduto col “diretur” la possibilità di fare la prova per un prodotto diverso da quello concordato. Questo ovviamente perchè lui non conosce il processo e si guarda bene dal portarsi chi lo conosce ai suoi prestigiosi incontri col direttur.

Inutile fargli capire che cambiando il prodotto nelle sue caratteristiche bisogna riorganizzare almeno le materie prime. Queste arrivano dall’estero, ho bisogno di qualche giorno per farle approvigionare.

“trova il modo” è la sua risposta semplicistica da cazzone.

E il bello è che il modo l’avrei anche trovato, con una piccola differenza rispetto a quello che ha chiesto lui. Non entro nei particolari tecnici perchè parlerei in ostrogoto per chi non fa il mio mestiere, ma quel che è certo è che la differenza rispetto a quanto richiesto sarebbe davvero minima, tanto da non essere percepita da nessuno se non un tecnico.

Lui non contento, ha passato un quarto d’ora del suo (e del mio) tempo, tentando di insegnarMi quello che non conosce minimamente, visto che io sono un tecnico (e ritengo anche bravo) mentre lui non lo è.

Alla fine, dopo aver ribattuto gentilmente ma fermamente a tutti i suoi “ma se facciamo così oppure cosà” ho sbottato io con un “senti, o ti fidi di quel che ti dico o pensaci tu”. A quel punto si è zittito.

Si ma che due palle !!!

 

Ps scusate lo sfogo.

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