deja vu

Stasera sono andato alla presentazione di una scuola. E’ una scuola tecnica che lavora nel campo grafico.

La particolarità è che è la stessa scuola che ho frequentato io nel jurassico.

Certo allora era un prestigioso istituto tecnico, ora è una scuola professionale.

Però mi ha fatto comunque un certo effetto vedere come la formazione, anche in un settore molto particolare come quello in cui lavoro, ha fatto passi da gigante. Io usavo ancora i caratteri in piombo a mano per comporre le pagine (una volta presi un 2+) come nei film di Totò…oggi invece mac di ultima generazione…ai miei tempi c’erano 3 ragazze su 30 nella mia classe, oggi fortunatamente mi sembrano equamente rappresentati i 2 sessi. Ai miei tempi ci si alzava in piedi quando entrava il professore mentre oggi ho visto molta confidenza tra insegnanti e ragazzi. Ai miei tempi facevo 40 ore la settimana e quando andavo a casa dovevo pure studiare e fare i compiti. Oggi l’impegno mi sembra più “umano”. Ai miei tempi c’era la lavagna di ardesia e si giocava a tirarci il cancellino addosso. Oggi hanno pareti scrivibili e lavabili con superfici sterminate per poter liberare la creatività, oltre a videoproiettori in grado di connettersi in internet e col mondo.

Forse in queste mie riflessioni sono stato influenzato dallo slogan della scuola che mi è sembrato molto centrato: Senza passato non c’è futuro.

Ho avuto anche modo di fare 4 chiacchiere con qualcuno di questi ragazzi e fortunatamente ho visto nei loro occhi l’entusiasmo per una professione che, a distanza di tanti anni, continuo ad amare.

E’ il segno dei tempi che cambiano e io mi sono sentito un po’ più vecchietto. Ma ne ho sorriso 🙂

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11 commenti

Archiviato in il gatto syl, Scuola

11 risposte a “deja vu

  1. E coi prof hai parlato?

    Ai nostri tempi erano pozzi di scienza. Adesso, invece…

  2. L’importante di tutto questo è l’entusiasmo ! Spero tanto che prenda il sopravvento su tutto quello che non va !

    Bel post !
    Ciao.

  3. A volte capita anche a me quella sensazione. La cosa che mi dispiace di più che a un certo punto non potrò più esserci per vedere e mi domando sempre “chissà cosa verrà dopo”.
    La scuola dai nostr.. ops dai tuoi tempi è molto cambiata. A volte in meglio, a volte in peggio. Quello che mi apre il cuore di solito però son i ragazzi, una parte di loro è splendida

    PS: Un pò vecchietto tu?… questi eufemismi…:P

  4. Inoltre che non ricorda il passato è condannato a riviverlo, non ti pare?

  5. che bello però sentire ancora a volte l’entusiasmo nei ragazzi…

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