Archivi del mese: aprile 2018

Stamane nell’inbox

Era un po’ che non ricevevo proposte del genere, ma devo dire che un po’ mi mancavano…

Buona notte!!!! (partiamo bene visto che la mail è delle 9 del mattino).  Dispiaciuto per la lettera inatteso (un pochino si, ti avrei preparato almeno un caffè), pero ti scrivo con al fine della ti (corretto…ti e poi scrivo). All’inizio di maggio lo andro in Italy per un viaggio d’affari di mezzo anno… Pero io non ho interbase in Italia (quindi deduco che tu giochi a baseball), percio mi desidero trovare un persona buono e interessante!! Con cui possiamo avere un buon tempo unitamente, diventare veri interbase (se è una metafora per dire che giochi bene con la mazza e le palle sei una grande)….
E forse creare forti relazion reciproche in ulteriormente!!!! Inoltre, dovrei solo dire, che io non ricerca di sponsor (quindi la tua squadra ce l’ha già?)… Solo cosa che mi avanti dal nostra comunicazione soli fiducia , onesta, e che primo riunione potremmo conoscerci meglio, e solo allora fare risultati da l’una sull’altra (anche questa come metafora non è niente male sai?). Ti raccontare un leggermente di me!!!! I miei genitori mi hanno dato il nome Mila(senza la enne finale vorrei sperare)! Sono mia patria nella Federazione Russa!! Ho quasi 34 l’anno!! Sono non mai stato sposato (come mai il maschile? Devi dirmi qualcosa?) , non ho un bambina. Lavoro come e agent in cerca di lavoro! (ah quindi fai l’interbase a baseball solo nel tempo libero…che però vedo non ti manca).
Sono una ragazza romantiche, sincero (questi maschili cominciano a preoccuparmi) , tenera!!!! Io amo i bebe, gli animali abitazione (cioè le cuccie per cani?), i guarda i film, andare a teatro, andare a fare sport e il mare.. Pertanto se voi solo, e sei vuoi a incontrarsi una donna russo per una relazione, scrivimi!!! Io con piacere di conoscerti, comunicare , condividi photo.. Allego la mia photo a questo messaggio e Io credo che mi scrivo piu in breve (ecco infatti forse è meglio se ti scrivi e ti rispondi direttamente)…. Con grande speranza Mila….

Cara Mila, la speranza è di avere un traduttore migliore di quello che ti hanno consigliato nella tua patria di grande Russia (perchè mi viene l’accento russo solo a leggerlo?).

Dasvidania.

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The dark side of the moon

L’ho vista l’altra sera.

Roger Waters in concerto, proponendo uno spettacolo, perchè di spettacolo si può parlare, che aveva nei classici dei Pink Floyd la parte principale.

Non voglio parlare tanto del concerto dal punto di vista artistico, quanto dal punto di vista emotivo.

Un tuffo negli anni ’70. Ricordo ancora quando scoprii “veramente” per la prima volta i Pink Floyd. Fu solo con The wall. Avevo 14 anni. Non potevo permettermi il disco per cui mi feci registrare una cassetta da un amico e disegnai la copertina con un rapidograph.

Oggi è quasi difficile farlo, ma allora si ascoltava un album dall’inizio alla fine. Era un viaggio, un film, un racconto. A maggior ragione con The wall.

Il concerto mi ha lasciato le stesse sensazioni. Quelle di un racconto, con un suo inizio, quasi paradossale, un suo svolgimento, con un messaggio di fondo e una sua fine, spettacolare e a sorpresa.

I bassi potentissimi, che ti entravano nelle viscere. Le immagini, a volte forti come un pugno nello stomaco, altre psichedeliche come un film degli anni ’70. Non mi sono mai fatto una canna, ma probabilmente in questo caso ci sarebbe stata.

Forse avrei visto ancora meglio la parte oscura della luna.

 

 

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Lei, una scommessa vincente.

E’ proprio vero, a volte da un problema nasce un’opportunità.

Una concomitanza di ferie e di turni di chiusure straordinarie per via del 25 aprile, aveva messo un po’ in crisi il mio team. La coperta era corta. Avrei potuto scegliere di gestirlo nella maniera più facile, chiedendo supporto a chi conosce quell’attività, anche se l’ho già fatto altre volte.

Ma ho scelto di rischiare e provare a girare un po’ i ruoli, con l’obiettivo di far cimentare lei in una prova molto più complessa di quel che normalmente gestisce.

Lei quando ho preso in mano quell’ufficio, mi è stata descritta come una fancazzista pasticciona. Nessuno ci voleva lavorare e a dirla tutta, molti episodi mi facevano pensare che quelle etichette non fossero casuali.

Però ho provato col tempo a farle fare lavori diversi, più impegnativi. Non ho visto risultati immediati, ma un po’ alla volta vedevo che migliorava.

Ora, vista la difficoltà della premessa, ho provato ad azzardare.

E’ complicato spiegare la cosa, ma immaginatevi un allenatore che improvvisamente si ritrova senza portiere e sposta il l’attaccante in porta, un difensore all’ala….e poi fa entrare in campo chi ha fatto panca da tanto tempo.

Doveva farmi una chiusura di una rivista, molto impegnativa. Quando le ho proposto questo lei ha degluttito ma mi ha risposto “proviamo”.

Certo non sono sprovveduto. Un errore potrebbe causare guai molto grossi. Per cui le ho affiancato un collega di un altro ufficio esperto, un po’ a farle da angelo custode.

Peccato che la sera “della partita”, mentre io ero già fuori ufficio, il collega esperto mi chiami per dirmi che per un imprevisto personale era dovuto uscire, lasciando sola la collega.

Tornare in ufficio al volo sarebbe stato inutile, anche perchè tecnicamente io non so svolgere esattamente quel lavoro. Ho invece verificato per vedere se ci fosse lo spazio per spostare il tutto all’indomani.

Lei però mi ha detto di non preoccuparmi. Che ce l’avrebbe fatta a chiudere il tutto entro sera, come da programma.

E così ha fatto.

Lei era felice, ma io di più.

Scommessa vinta.

ok

 

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un po’ di promotion…

Giochiamo?! Avrebbe dovuto essere una domanda, ma il tono della voce lo fece apparire più un ordine perentorio. Certo, risposi. Iniziò così i preparativi del suo gioco, che prevedevano il fatto che rimanessi completamente nuda, sdraiata sul suo letto, con una benda sugli occhi, una corda ad immobilizzarmi le mani e un paio di cuffiette […]

via Il suo gioco — Frammenti di passione

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Non sparate sul pianista

C’è poco da dire. Sembrava impossibile ma alla fine ci avevo davvero creduto.

Vincere 3 a 1 al Bernabeu ed essere delusi.

Sul gruppo di whatsup del fantacalcio sono stato bravo. Non ho reagito. Mi sarebbe spiaciuto perdere amicizie di tanti anni.

Rosico.

Spero che la Roma possa vendicarci. Ieri al terzo gol di Manolas mi sono commosso. Hanno fatto una gara davvero incredibile.

Nel frattempo mi chiedo perchè ho scritto il post. Deve essere una vena masochista che non sapevo di avere.

Non sparate sul pianista.

 

Ps: Continuo a chiedermi perchè Ficarra gioca titolare e Picone no. Comunque quando gioca nel Real mi sta sul cazzo.

ficarra-marcelo

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Voglie

Voglia di girare pagina, di cambiar libro.

Voglia di spaiare le carte, di svoltare a sinistra anche quando dovrei andare a destra.

Voglia di cambiare musica, di cambiare frequenza, di cambiare ritmo.

Voglia di imparare, di apprendere, di conoscere.

Voglia di leggere, di ascoltare, di assaggiare.

Voglia di guardare, anche solo con occhi nuovi quello che nuovo non è.

Voglia di cambiare lavoro, di cambiare vita, di cambiare aria.

Un gesto ancora non compiuto, una parola ancora non detta, un pensiero che deve ancora nascere.

Voglia di osceno, di indicibile, di lussurioso.

Voglia di provare, di sbagliare e di riprovare.

Voglia di buttarmi, di cadere e di rialzarmi.

Voglia di crederci, di illudermi e di sognare.

Voglia di un moto, o anche solo di un cenno, che possa farmi allontanare dall’oblio della stasi.

desideri-d-inverno-asiago-guide-escursioni-2

 

 

 

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Non ho più il fisico

Una volta riuscivo a fare la doppietta senza troppi problemi. Mica tanti anni fa, sapete? Anche solo fino allo scorso anno, qualche volta è capitato e ce l’ho fatta. Che libidine. Adrenalina ed endorfine a go-go.

Ora però è davvero dura. Ieri ci ho riprovato, dopo tanto tempo.

Con la prima ovviamente nessun problema. Con la seconda però mi rendevo conto che non ero così energico ed efficace come avrei dovuto.

Qualche colpo a vuoto…e in ogni caso non riuscivo a spingere come avrei voluto. C’era proprio la sensazione di come la testa volesse una cosa ed il corpo invece non riuscisse a seguirla.

Alla fine però ce l’ho fatta, coi muscoli indolenziti e tanto sudore lasciato sul campo.

Non vedevo l’ora di farmi una doccia e poi una dormita ristoratoria.

Però la prossima volta ci penso su per bene prima di decidere di fare due sedute di allenamento lo stesso giorno.

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Della Sagrada Familia e delle opere incompiute

Non nego che l’esito della partita di ieri abbia influito, insieme alla giornata uggiosa, al mio stato d’animo odierno.

Si lo so, è solo un gioco con 22 giovanotti in pantaloncini che inseguono un pallone, però è l’ennesima porta in faccia che la squadra per cui tifo riceve nella sua eterna riconcorsa a quel trofeo tanto agognato che è la Champions.

Si perchè diciamolo, ormai non ne possiamo più di tutti quegli scudetti se poi non riusciamo, almeno una volta ogni morte di papa, a portarci a casa quel trofeo così maledetto per noi.

Però rimarrà un’opera incompiuta.

E così mi sento io oggi.

Non c’è un motivo vero e proprio. Anzi.

Non è la prima volta che ne scrivo su queste pagine, ma d’altronde, se non sfrutto il potere terapeutico di un blog in queste occasioni, quando mai lo faccio?

E così, guardando distrattamente la partita della Roma, penso a Barcellona e all’opera incompiuta di Gaudì, trovando delle similitudini con la mia esistenza.

Eternamente incompiuta.

Magari anche interessante, forse sotto certi aspetti anche bella. Penso, sia pur poco modestamente, di aver qualcosa di interessante dentro di me e questo non è cosa da poco…però rimango sempre un’opera incompiuta.

Ce ne faremo una ragione.

 

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