Archivi del mese: Mag 2018

Ma che cazzo…

Già mi chiedo che cosa ci sia da festeggiare nel raggiungere le 52 primavere.

Però la mia azienda devo dire che mi ha fatto proprio dei regali di merda.

Un direttore del personale, antipatico e antiempatico (si dirà così?) che mi chiede dei soldi, un presidente che fa il precisino fuori tempo massimo, un collaboratore permaloso (più del suo capo e credetemi non è cosa semplice) che mi piazza una malattia strategica nel giorno sbagliato, un altro che “sbotta” in riunione costringendomi a sudare sette camice per tentare di calmarlo, fortunatamente con buona riuscita.

Aggiungete un po’ di problemi di qualità e di ritardo assortiti…ed ecco il mio venerdì-lunedì.

Mi accontentavo di una cravatta, anche bruttina.

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Alti e bassi

La mia sciatica ho scoperto che non è una sciatica ne tantomeno il piriforme. Il mio amico fisioterapistaosteopata mi ha visitato, tirato, spinto, massaggiato, scrocchiato per bene. Ad un certo punto ho anche urlato forza Napoli perchè si stava facendo minaccioso e volevo tenerlo buono. Mi ha rimesso in sesto. Non ancora completamente ma molto meglio rispetto a prima. Mi ha detto di provare pure a fare una piccola corsetta fra qualche giorno, di vedere come va. Vorrei farlo quanto prima, anche se quel fastidio (perchè non è un dolore vero e proprio) mi spaventa ancora un po’. Però le scarpette nel weekend le porto con me e vediamo. Grazie comunque cumpà. Davvero. (alto)

Stamattina ho litigato (discusso…si dice discutere) con il direttore di una rivista, una collega. Lei aveva le sue ragioni e io le mie. Le mie erano più concrete, ma lei era più brava a litigare di me. O la mandavo a fanculo, con conseguenze però imponderabili, o transavo la discussione con una sorta di concorso di colpa…un po’ per uno. Ho scelto per la seconda, anche perchè non ero così sicuro che il mio collaboratore fosse esente da responsabilità (nonostante spergiurasse di no). Però ho accusato il colpo per tutto il giorno con le palle girate. (basso)

Nel tardo pomeriggio sempre sul lavoro mi hanno chiesto un miracolo. A dire il vero non me l’hanno chiesto. Però il braccio destro del grande capo mi ha detto “tutti gli altri giornali anticipano l’uscita. Se il presidente mi chiede dovrò dire che voi non siete stati capaci…glielo dico giusto perchè lei lo sappia”. Premesso che se gli altri anticipano l’uscita, non devo essere io a pensare di farlo (per questo esiste un direttore del giornale, un direttore marketing, un direttore di divisione, un direttore di staminchia). Ma che il principe si sposa sabato prossimo lo sanno anche i sassi da mesi e mesi. Ciò nonostante io rimango col cerino in mano e cerco di capire come fare il miracolo. Non so se ci sono riuscito. Ma ho fatto tre o quattro telefonate per vedere se questo miracolo riusciamo a farlo, di cui sono soddisfatto. E’ questo il genere di cose che mi fa capire che a qualcosa servo. (alto)

Ieri sera Varese ha perso la sua terza partita ai playoff. Peccato, credevo veramente che ci potesse riuscire. Perdere un vantaggio di 19 punti nel terzo tempo è da suicidio anche se i bresciani sono stati davvero bravi. Però mi è piaciuto l’approccio del pubblico e della società, dell’allenatore. Alla fine, pur eliminati, parole di elogio per tutti. Nonostante tutto una festa. Lo sport dovrebbe essere così. (alto)

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Sciatalgia

Questa è la diagnosi che mi sono fatto da solo. Si lo so, non sono un medico e non posso fare diagnosi. Infatti la mia era una provocazione bella e buona.

Fatto sta però che è dal 25 aprile che non riesco più a correre. Dopo quei 15 chilometri infatti, sono rimasto piegato in due dal dolore per tutto il giorno. Pensando fosse una cosa più banale (avrò preso un colpo d’aria mentre ero sudato…) ho provato a correrci sopra due giorni dopo. Quando mai…dopo pochissimo ho dovuto arrendermi.

Rimesso in condizioni di camminare almeno senza zoppicare, ho provato a fare un po’ di nuoto. Ovviamente siccome lo trovo un po’ noioso, ho pensato bene di trovarmi qualche tabella da seguire, giusto per movimentare un po’ le sedute in piscina.

Però correre…cacchio che voglia. E non parliamo anche del beach tennis che ovviamente ho dovuto saltare.

Dopo quasi 20 giorni però mi sembrava di aver superato la cosa e ho provato a rimettermi le scarpette per vedere come andavo.

Ecco…non l’avessi mai fatto. L’infiammazione al nervo sciatico si è immediatamente riacutizzata.

Addio mezza di Rimini e soprattutto mi sono messo l’anima in pace sul fatto che stavolta farò passare un po’ più di tempo prima di “riprovare”.

Nel frattempo…mi sono iscritto in palestra. Ne avevo davvero voglia. E’ buffo (folle?) che nelle mie condizioni pensi, nemmeno troppo segretamente, a come potermi allenare per provare a fare la mia prima gara di triathlon entro i prossimi 12 mesi.

Ottimisticamente ho fatto partire l’abbonamento da giugno nella speranza di tornare in sesto per allora. Alla peggio però sfrutterò la piscina compresa nell’abbonamento che tutto sommato comincia anche a piacermi.

Nel frattempo mi sono “curato” con qualche antidolorifico e arnica. Finora senza troppo successo.

Domani provo con un fisioterapista, vecchio amico di blog. Spero non mi faccia vedere troppo le stelle…nonostante lui sia tifoso del napoli e incattivito dallo scudetto della Juve, vero uagliò?  😉

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10 pensieri in breve

  1. Pjanic andava espulso ma pure Skriniar su Higuain. E comunque non so se sarebbe finita diversamente.
  2. La Juve sta sul cazzo perchè vince ma mica si può perdere per essere più simpatici. Che poi a me quelli dell’inter non è che siano tutti così simpatici.
  3. Il PD ha perso le elezioni. Renzi mi sta sul culo, ma se un Gentiloni qualunque dicesse le stesse cose che dice lui il 4 marzo le cose sarebbero andate diversamente.
  4. A proposito del 4 marzo…sono passati due mesi ma un governo, dai vincitori, non lo vedo ancora all’orizzonte.  Però la colpa è del PD.
  5. Il nuoto è noioso, ma se seguo delle tabelle, è meno noioso. Comunque che palle la mia sciatalgia. Voglio riprendere a correre.
  6. Non ci sono più le mezze stagioni e non so più come cacchio vestirmi.
  7. L’attrice che interpreta “The good wife” mi fa sangue.
  8. Varese ai playoff di basket non me la sarei proprio aspettata…e ora magari ci divertiamo anche li.
  9. La tartare di tonno di Pescaria vale la coda.
  10. In realtà non vedo l’ora di iscrivermi in palestra.

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Ogni anno è la stessa storia

Chi mi segue da un po’ di tempo se lo ricorderà (a meno che non sia uno smemorato come me).

Da diversi anni faccio qualche ora di docenza ad un master. Nulla di eclatante, parlo del mio lavoro e cerco di spiegare a giovani neolaureati che vogliono lavorare nel magico mondo dei libri, come questi vengono “fatti”.

L’argomento devo dire che dopo “anni di marciapiede” lo conosco piuttosto bene. Quello che invece rappresenta per me il problema è tenere la lezione.

Parlare in pubblico mi ha sempre intimorito. Per quanto possa sembrare strano, sono timido (che per un egocentrico come me sembra un ossimoro) e parlare a più di tre o quattro persone contemporaneamente, rappresenta già una prova impegnativa per me.

Oggi avevo la prima lezione e posso dire di ritenermi soddisfatto. Nonostante il terrorismo della segretaria del master che mi ha confidato, prima della lezione,  che quest’anno i ragazzi sono molto critici con alcuni docenti, contestando la qualità delle lezioni, mi sono presentato in aula e ho tenuto le mie due ore di lezione frontale abbastanza bene.

I ragazzi mi sembravano attenti (nonostante fossero le ultime due ore della giornata), prendendo appunti e facendo domande pertinenti. Quindi tutto bene.

Eppure, sotto la mia camicia, sentivo la sudorazione più vivace che mai. Deve essere il mio modo per sfogare la tensione, l’ansia da prestazione (nel weekend ho rivisto e studiato la lezione manco dovessi essere interrogato).

Fortunatamente l’esperienza aiuta, così come il fatto di indossare la camicia rigorosamente bianca. La penombra dell’aula (c’era il videoproiettore) ha aiutato a far vedere meno lo spettacolo imbarazzante della camicia stropicciata…almeno mi illudo che sia così.

Questa cosa è sempre stata un handicap per me e per le mie relazioni professionali. Lo stesso problema si ripesenta puntualmente quando ho delle riunioni piuttosto numerose in cui devo tenere banco.

Invidio in queste occasioni le capacità di una mia amica speaker radiofonica, dalla parlantina sempre sciolta e disinvolta

Mi hanno consigliato di tutto un po’. Dai fiori di bach (nonostante il mio scetticismo verso la medicina naturale), alle magliette intime da indossare sotto la camicia (che però mi danno veramente fastidio) al fatto di fare un corso di public speaking (che ovviamente non ho ancora fatto).

Eppure ogni anno è sempre la stessa storia…

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Varie ed eventuali

Ho problemi con il nervo sciatico. Preferisco dire così che “ho la sciatica” perchè fa meno vecchio…però il concetto non cambia. Sembra che il mio corpo mi stia dando dei segnali che mi rifiuto di ascoltare. Ho provato infatti a correrci sopra venerdì scorso e per due giorni non sono stato in grado di muovermi. Ieri ho provato a fare un po’ di nuoto…ma non sono abituato e i crampi dopo un po’ si sono impossessati delle mie gambe (imbarazzante aggrapparsi ai galleggianti che dividono le corsie in piscina facendo smorfie).

Forse dovrei anticipare la mia iscrizione in palestra.

Per il resto un weekend tranquillo se si considera che il massimo dell’adrenalina l’ho provato nel cambio armadio.

Ieri sono andato a mangiare in un agriturismo fuori porta. A parte l’abbuffata, è successa una cosa curiosa. Un amichetto di mio figlio, giocando,  ha perso il cellulare in uno sterminato campo di erba altissima. Ovviamente era in silenzioso e ovviamente il trova cellulare non funzionava. Praticamente era come andare a cercare un ago in un pagliaio (che non ho mai capito perché gli aghi li mettono li).

Però dopo aver finito il dolce, con metodo e culo, mi sono cimentato anche io nella caccia al tesoro dove inutilmente tutti stavano cimentandosi e, dopo pochi minuti, sono riuscito a ritrovarlo tra l’incredulità generale. Sono diventato l’eroe del giorno.

Come cantava Vasco….”Basta poco”.

 

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