Ogni anno è la stessa storia

Chi mi segue da un po’ di tempo se lo ricorderà (a meno che non sia uno smemorato come me).

Da diversi anni faccio qualche ora di docenza ad un master. Nulla di eclatante, parlo del mio lavoro e cerco di spiegare a giovani neolaureati che vogliono lavorare nel magico mondo dei libri, come questi vengono “fatti”.

L’argomento devo dire che dopo “anni di marciapiede” lo conosco piuttosto bene. Quello che invece rappresenta per me il problema è tenere la lezione.

Parlare in pubblico mi ha sempre intimorito. Per quanto possa sembrare strano, sono timido (che per un egocentrico come me sembra un ossimoro) e parlare a più di tre o quattro persone contemporaneamente, rappresenta già una prova impegnativa per me.

Oggi avevo la prima lezione e posso dire di ritenermi soddisfatto. Nonostante il terrorismo della segretaria del master che mi ha confidato, prima della lezione,  che quest’anno i ragazzi sono molto critici con alcuni docenti, contestando la qualità delle lezioni, mi sono presentato in aula e ho tenuto le mie due ore di lezione frontale abbastanza bene.

I ragazzi mi sembravano attenti (nonostante fossero le ultime due ore della giornata), prendendo appunti e facendo domande pertinenti. Quindi tutto bene.

Eppure, sotto la mia camicia, sentivo la sudorazione più vivace che mai. Deve essere il mio modo per sfogare la tensione, l’ansia da prestazione (nel weekend ho rivisto e studiato la lezione manco dovessi essere interrogato).

Fortunatamente l’esperienza aiuta, così come il fatto di indossare la camicia rigorosamente bianca. La penombra dell’aula (c’era il videoproiettore) ha aiutato a far vedere meno lo spettacolo imbarazzante della camicia stropicciata…almeno mi illudo che sia così.

Questa cosa è sempre stata un handicap per me e per le mie relazioni professionali. Lo stesso problema si ripesenta puntualmente quando ho delle riunioni piuttosto numerose in cui devo tenere banco.

Invidio in queste occasioni le capacità di una mia amica speaker radiofonica, dalla parlantina sempre sciolta e disinvolta

Mi hanno consigliato di tutto un po’. Dai fiori di bach (nonostante il mio scetticismo verso la medicina naturale), alle magliette intime da indossare sotto la camicia (che però mi danno veramente fastidio) al fatto di fare un corso di public speaking (che ovviamente non ho ancora fatto).

Eppure ogni anno è sempre la stessa storia…

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20 commenti

Archiviato in il gatto syl, Lavoro, me myself and I, Scuola, Senza categoria

20 risposte a “Ogni anno è la stessa storia

  1. Micione a te un pò di adrenalina piace, ti fa sentire vivo, e quindi si ammettilo, quel momento un pò tra piacere e “dolore” in fondo ti piace. 😉
    Sei la mia piccola Anastasia Steele ❤

    PS: Sai che sudo moltissimo anche io? Solo di testa però (è il troppo utilizzo e cerco di raffreddarla…), corro sudo di testa, faccio sforzi sudo di testa. Dio deve essersi dimenticato di mettermi le ghiandole sudorifere sul resto del corpo

    PPS: tanto perchè a te la medicina naturale non ti ispira, sappi che il fatto che sudi è un bene, l'eccesso fisico del tuo elemento fuoco viene "spento" in questo modo. Dovresti domandarti come mai l'elemento "fuoco" (e se è proprio fuoco o una emanazione del legno) ti possiede così tanto e da li lavorare (medicina cinese)

  2. Uddeu Nils, sei umano! Quanto mi piacerebbe assistere a una tua lezione!
    Magari mentre corriamo 😂😂

  3. Se dopo la partita la maglietta non è sudata vuol dire che non hai dato tutto… quindi va bene così! Del resto sei un runner…

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