Archivi del mese: Mag 2019

Lo spinning i Depeche Mode e i polpacci.

Oggi la lezione di spinning in pausa pranzo mi è particolarmente piaciuta.

Oltre cinquanta minuti solamente coi Depeche Mode. Allenamento intenso con frequenti cambi di ritmo e potenza. Francesco l’ha chiamato power strenght. In pratica per tutto il tempo non c’è mai stato recupero.

Ho pedalato costantemente a livelli di potenza alti, ma devo dire che ci sono riuscito senza nemmeno troppa fatica. Il cuore non ha quasi mai superato la soglia aerobica e più di una volta mi sono ritrovato a canticchiare i brani del mio gruppo preferito.

Ho finito la lezione che ne avevo ancora. Osservando i volti dei miei compagni di viaggio, loro molto meno. Probabilmemente ero ancora gasato dall’atmosfera del Giro che sono andato a vedere sabato.

Addirittura ho anche seriamente pensato di bissare la sera con un’altra seduta in palestra. Poi ho saggiamente deisistito e sono andato a (tentare di) fare shopping. Avevo visto un abito da ufficio che mi piaceva. Era carta da zucchero, primaverile, mi piaceva un sacco. L’ho provato. La giacca cadeva benissimo. La vita era perfetta. Peccato per i polpacci…accidenti allo spinning.

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L’epica nello sport

Adoro lo sport e le storie epiche che a volte si portano dietro. Le rimonte in modo particolare riescono sempre a entusiasmare a sorprendere. Che siano rimonte di vita (personaggi caduti nell’oblio e poi rinati) o rimonte sul campo.

Ieri ho assistito ad una di queste pagine.

Per quanto la mia squadra preferita sia ormai uscita dalla champions league per l’ennesima volta, ieri si giocava la semifinale tra il Barcellona e il Liverpool.

A detta dei più i blu-grana catalani erano i favoriti per la competizione, essendo uscite tutte le altre favorite di inizio stagione.

La partita di andata la settimana prima aveva confermato i pronostici. Nonostante una buona partita degli inglesi, il Barcellona si era imposto tre a zero al nou Camp di Barcellona. Tra l’altro con un gol del rinato Suarez e una doppietta del grande Messi, come a ribadire il sigillo d’autore sul risultato finale.

Partita chiusa, così sembrava, anche perchè nei reds mancavano anche i due giocatori più forti e carismatici. Salah soprattutto era uscito in lacrime da un incidente di gioco tre giorni prima.

Solo i temerari e gli irriducibili avrebbero scommesso un penny su un ribaltamento del risultato. I tifosi catalani si sono presentati all’Anfield road pensando di fare una gita di piacere nella fredda cittadina atlantica, senza temere alcunchè per il passaggio in finale.

Invece…

Invece il calcio ci ha raccontato di una squadra, inferiore sulla carta, che è scesa con determinazione pensando in maniera ossessiva ma determinata a segnare almeno tre gol per pareggiare le sorti.

Così è stato, in un crescendo incredibile, fino a quando il belga di origini keniote Origi, panchinaro fisso dei reds, buttato in campo per le assenze dei titolari, ha segnato il quarto gol, di autentica rapina, a dieci minuti dalla fine regalando una finale insperata ai suoi tifosi.

Da brividi il coro con cui questi hanno ringraziato la squadra a fine partita.

Significativa la maglietta che portava Salah in tribuna dove ha potuto assistere all’impresa dei suoi compagni di squadra.

Ecco, io quando ci sono storie come queste rimango affascinato.

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