La combricola del Blasco

Giovedì sono tornato a vedere Vasco in concerto. In realtà il verbo tornare è fuorviante, perché è vero che l’avevo già visto dal vivo, ma allora avevo 16 anni e lui era agli inizi di una carriera incredibile.

Era l’estate dell’82 (almeno mi pare) e lo stadio era quello di San Remo.

A San Remo poi ci sarebbe andato più volte al famoso festival della canzone, rimediando tra l’altro un penultimo posto con la canzone Vita spericolata.

Vita spericolata ora è nei bis a fine concerto, tra le canzoni mperdibili.

Tutto questo comunque per dire che Vasco mi piace ma non così tanto da aver visto qualcuno dei suoi tanti concerti nel recente passato.

Invece…eccoci qua (dite la verità, l’avete letto con la sua voce).

La mia “socia” era completamente a digiuno di concerti. Emozionata e spaesata come Alice nel paese delle Meraviglie è toccato a me il divertente compito di portarla nella tana del bianconiglio. La ringrazio per avermene dato la possibilità.

San Siro e la combricola del Blasco hanno fatto il resto.

Si perché se dello stadio ormai conosco la magia (anche un’acustica non perfetta a dire il vero), dei fan di Vasco ho scoperto la fratellanza.

Sembrava infatti di conoscere tutti, come una grande famiglia.

Una mia amica, presente anche lei al concerto, nel commentarlo mi ha scritto: Ho trovato un’atmosfera diversa dal solito, come stare in una grande famiglia, mille età e infinite generazioni. E’ comunque storia della nostra musica, di noi che anche senza volerlo, certe canzoni le abbiamo imparate a memoria non si sa come o quando.

Ed è vero. Sembrava di far parte di una cerimonia, tutti insieme a celebrare la vita. Si perchè per quanto possa sembrare paradossale, lui è lontano anni luce dall’immagine di vita spericolata che cantava negli anni 80.

Il concerto è stato stupendo. Una sequenza interminabile (quasi due ore e mezza) di canzoni, quasi tutte cantate a squarciagola da 60.000 fan.

Le sensazioni che ha lasciato quando si sono riaccese le luci dello stadio sono state bellissime.

Felice di aver partecipato a questa grande comunione.

Video preso da You tube. L’acustica è quello che è ma rende bene l’idea dell’atmosfera.

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24 commenti

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24 risposte a “La combricola del Blasco

  1. Una cosa che mi è sempre piaciuta di lui è che, fra i vari Sgarbi Baudo Maradona ecc. che hanno fatto carte false per non riconoscere una paternità, lui ogni volta che una ragazza si è presentata con un figlio dicendo che era suo, ha fatto volontariamente il test del DNA e, una volta verificato che era effettivamente suo, lo ha riconosciuto e gli ha garantito un assegno di mantenimento. Sregolato sì, farabutto no.

    • ma ormai penso sia da un bel po’ che non sia nemmeno sregolato sai?

      • “quello che potremmo fare io e te, non si può neanche immaginare… sdraiati sul divano, parlar del più e del meno…”
        Non so se mi sono capita (e ha un anno meno di me, cazzo! Parlar del più e del meno?!)

      • però mi sei sul pezzo…

      • Beh, la sento alla radio. Certo che passare da Gabri

        al parlare del più e del meno…

      • in effetti…anche se penso che nei suoi trascorsi abbia avuto modo di divertirsi abbastanza

      • Sicuramente non è rimasto in debito. Sperando comunque che non abbia fatto come quel fenomeno di mia cugina, che dopo un quarto di secolo passato a scopare come una lupa famelica, improvvisamente ha visto la Luce: “Sai, secondo me il sesso è sopravvalutato”. Cosa di cui non mi è molto chiaro il significato, e anche sul merito avrei qualcosina da ridire.

      • sarebbe stato interessante conoscere tuo cugina prima che accendesse l’interruttore allora

      • Se non ti crea problemi “misurarti” con una di un metro e novantaquattro, sì, penso che potesse essere un’esperienza interessante.

      • apperò…anche se ho già avuto esperienze con donne luuuunghe (il mio motto è: da sdraiati si è alti uguali)

      • Una volta, mi ha raccontato, è stata avvicinata da un tizio sul metro e sessanta che le ha detto: “Per favore, puoi sederti un momento?” e dopo che lei lo ha fatto, e lui altrettanto: “Ti conquisterò seduto”. E a quanto pare ha funzionato. E visto che tu, se non ricordo male, sei una ventina di centimetri più alto di quello, non ci dovrebbero essere problemi.
        Quando poi lei gli ha chiesto se non si sentisse imbarazzato ad andare in giro con lei, le ha risposto: “Per me sono grattacieli quelle di uno e settanta, che differenza vuoi che mi faccia?”
        Comunque, giusto per la cronaca, mia cugina è non solo molto più giovane di me, ma anche più giovane di te, quindi magari, nonostante la Nuova Luce…

      • questa è istigazione a delinquere lo sai vero? 😉

      • Ragazzo, io SONO delinquente, non te n’eri ancora accorto? Pensa che quando avevo due anni, ogni volta che si usciva i miei non mi toglievano gli occhi di dosso ma non c’era niente da fare: quando tornavamo a casa mi perquisivano e regolarmente mi trovavano in tasca una tazzina, o un cucchiaino, o un fazzoletto… Una volta, dopo una visita a un’amica di mia madre, mi è stato trovato in tasca un suo reggiseno, e considerando che quella aveva un’autentica latteria, immaginati tu le dimensioni materiali del furto. E quando mia madre ha detto adesso torniamo lì e glielo restituisci, ho protestato strillando: “E’ mio! l’ho rubato io!”
        Tornando a mia cugina, il motivo dell’illuminazione credo di averlo capito alla frase successiva: “Per fortuna mio marito non è un tipo sessuoso, anzi…”: poverina, le tocca per forza fare i conti con quello che ha a portata di mano, un marito meraviglioso ma… Sono quasi sicura che in questo primo paio d’anni gli sia stata fedele, ma si sa che prima o poi la natura autentica delle persone finisce per riemergere da qualunque costrizione.

      • terreno fertile quindi? 😉
        Ps non ti facevo cleptomane

      • Eh, ci sono un sacco di cose che non mi faresti eccheperò invece sì (a proposito, quella volta che mi hai offerto l’aperitivo, hai provveduto poi a controllare se il portafogli era al suo posto?). Quanto alla cuginetta (-etta perché è la più giovane della famiglia e in più è nata settimina) non so, sarebbe da sondare il terreno. Però forse mi sono dimenticata di dirti che è psicologa: mi sembra corretto avvertirti, prima che tu provi ad avventurarti nel labirinto.

  2. A me comunque fa morire questa sua interpretazione

  3. eh la vecchi… ops… la saggezza che ti fa sentire a casa in uno stadio perchè anche gli altri hanno in comune con te qualcosa, 30 anni di musica alle spalle, sogni infranti per terra, qualcuno portato a termine e la speranza di realizzarne altri.

  4. Bia

    Ho partecipato a miliardi di concerti di Vasco ed ho ricordi meravigliosi di tutti quanti. Soprattutto ne ricordo uno a Bologna nel 2004, avevo acquistato i biglietti mesi prima e giunto il momento del concerto, ero incinta di un mese e mezzo. Davanti a me ragazzotti che hanno fumato canne per tutto il tempo… che dire, mia figlia è un genio, potrebbero prescrivere a tutte di fumare (passivo) canne nei primi mesi di gravidanza! 😀

  5. E facciamoci un altro regalo, va’

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