La stanchezza

La stanchezza non mi ha mai preoccupato. Pratico sport di resistenza e sono abituato alla fatica fisica prolungata. Ma qua più che di fatica fisica si tratta di fatica mentale.

Sylvestrino continua ad essere un’equazione insoluta. Il peso aumenta insesorabile e l’obesità ha ormai raggiunto livelli preoccupanti. Pesa come me e ormai indossa maglie e pantaloni miei nonostante ci siano 20 centimetri di differenza tra me e lui. Comincia a fare fatica a muoversi e meno si muove e meno gli viene voglia di farlo. Anche la nutrizionista sembra impotente nel riuscire a trovare una soluzione per invertire la sua crescita ponderale. Lui nel frattempo sta scivolando in un baratro psicologico dalle pareti sempre più ripide e scivolose. Fatica nelle relazioni con gli amici e passa sempre più tempo nell’inedia più totale tra repentini sbalzi di umore che mettono a dura prova i nervi di noi genitori.

Sembra non crederci. Sembra si stia lasciando andare ad un destino che subisce passivamente e su cui non crede possa avere alcun potere.

Ma non è così, cazzo.

Sicuramente non potrà avere una vita facile, ma di certo può avere molto di meglio rispetto a ciò che ha ora. Deve solo capirlo e crederci.

Mille volte provo a farglielo capire, a spiegarglielo, a motivarlo e spronarlo. Ma sembra di parlare ad un muro. Pagherei per dover essere io a combattere questa battaglia al posto suo.

L’unica notizia positiva degli ultimi mesi è stata la sua promozione a scuola. A Pasqua non ci avrei scommesso un euro e invece ce l’ha fatta. Almeno può passare un’estate senza pensare ai libri.

Nel frattempo si avvicina il momento della prossima risonanza di controllo, la prima da quando ha iniziato a prendere l’ormone della crescita e stavolta il timore di un risveglio del mostro è molto più tangibile.

Ci sono serate in cui vado a letto distrutto e vorrei non svegliarmi più, ma è un lusso che non posso concedermi. Domani sorgerà il sole e la speranza è che arrivi davvero l’alba di un nuovo giorno.

19 commenti

Archiviato in figli, il gatto syl, me myself and I

19 risposte a “La stanchezza

  1. Non è il caso di mettere un flag ‘mi piace’ ! Capisco la vostra sofferenza e capisco il percorso in salita. Non demordete mai e vedrai che col passar del tempo, tuo figlio imparerà a convivere con questa nuova Vita.
    Forza !

  2. ❤ non ci sono parole, lo sai anche tu. So anche che questo spazio è, per te, anche uno sfogo per buttare fuori e darti un secondo di respiro.

    Posso solo farti sentire queste parole che racchiudono "ho la fortuna di non capire appieno quello che vivi, non vivendolo, ma al massimo delle mie capacità, capisco…"

  3. Una dura prova per te padre e per Silvestrino figlio. Vi abbraccio

  4. Bia

    Per forza sei stanco. Un abbraccio immenso

  5. Un abbraccio, non ho parole di aiuto, solo un pensiero da lontano, per trovare l’equilibrio migliore possibile.

  6. Una volta mi è capitato. Ho detto basta, ho combattuto troppe battaglie, non ce la faccio più, mi arrendo, e ho cominciato a sprofondare, più giù, sempre più giù. Poi qualcosa è scattato, non so che cosa sia stato a farlo scattare ma è scattato, e sono ripartita. A volte è proprio lo sbattere il culo sul fondo più fondo che dà il via al rimbalzo. Può succedere. Succede. Contaci.

    • lo so ed è pure la mia speranza. La paura però è che col peso raggiunga un punto di non ritorno (oltre alla perenne paura che possa fare qualche gesto inconsulto)

      • Conosci questa storia? Nel merito è diversissima, ma forse potrebbe suggerire qualche spunto nel metodo. L’intero mondo medico gli aveva detto e ripetuto che non c’era soluzione, non c’era speranza, non c’era niente da fare, e lui è andato avanti da solo, senza basi mediche, convinto che una soluzione DOVEVA esserci. E l’ha trovata. Nel tuo caso mi riferisco all’obesità. Il fatto che tutti ti dicano che non esiste soluzione significa che finora nessuno l’ha trovata. Buttati e cercala tu. Io SO che ce la puoi fare.

  7. Rieccomi! Se non sono indiscreto, che classe frequenterà tuo figlio il prossim’anno?

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