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Il mio piccolo ricordo di Dario Fo

Ho avuto la fortuna di vederlo in teatro diverse volte. Mio padre mi ha fatto amare la sua ironia anche quando le battute non le capivo proprio tutte.

Non ho condiviso la sua scelta politica negli ultimi anni, ma rimane comunque un grande uomo di teatro e non solo.

Due le foto che mi rimangono in mente di lui, entrambe della fine anni ’70 o giù di li.

Palazzina Liberty di Milano, in largo Marinai d’Italia, dove Dario Fo aveva la sede della sua comune teatrale.

Paghiamo il biglietto, entriamo e lui è li che strappa i biglietti all’ingresso della sala e indicandoci dove accomodarci. Una volta finito, si avvia verso il palco e inizia lo spettacolo.

Penso che nemmeno nei teatri parrocchiali gli attori abbiano questa umiltà.

La seconda invece è a Sesto San Giovanni, allora la Leningrado d’Italia.

Inizia lo spettacolo, uno dei suoi tanti monologhi recitato coi pantaloni grigi e il dolcevita nero come abito teatrale. Anche in questo modo, senza assistenti, senza musica, era in grado di tenere il palcoscenico per ore.

Dopo un quarto d’ora arriva in platea una coppia trafelata in evidente  e imbarazzato ritardo. Lui si ferma, li fa accomodare e in 30 secondi ricapitola velocemente a loro (e nostro) uso il primo quarto d’ora di spettacolo, e va avanti, ovviamente tra gli applausi scroscianti del pubblico.

Ecco, so che ha vinto il Nobel, ha fatto dell’arte e dell’impegno politico la sua missione e ci sono mille e mille motivi per ricordarlo.

Il mio è questo.

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e non c’è altro da aggiungere

rizzoli-libri

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5 febbraio 2014 · 02:13

Bella Serata…imperfetta.

Appuntamento per la Milanesiana, tradizionale evento estivo ideato da Elisabetta Sgarbi che riunisce per un paio di settimane i grandi nomi della cultura, dell’arte, dello spettacolo.

Ormai ci vado da diverse edizioni, ma penso che la serata di ieri sia stata tra le migliori a cui abbia mai assistito.

Il tema di quest anno è L’imperfezione.

Ha aperto la serata una bella chiacchierata tra Piero Chiambretti e Carlo Verdone.

Chiambretti ha fatto più che altro da spalla permettendo a Verdone di lanciarsi in una serie di aneddoti e retroscena sulla sua gioventù e sui suoi inizi di carriera.

E’ stato esilarante, raccontando da dove aveva preso spunto per i suoi personaggi storici, quelli di Bianco Rosso e Verdone tanto per capirci. Personaggi ovviamente che facevano dell’imperfezione il loro punto di forza. L’ha fatto però con la stessa naturalezza con cui ne avrebbe parlato se fosse stato al bar con amici, nonostante il teatro fosse gremito in ogni ordine di posti.

Poi è stato il turno di Marco Alemanno, compagno storico di Lucio Dalla, che ha recitato un monologo intenso e drammatico. Certo forse il contrasto con la parte leggera che l’ha preceduto è stato un po’ forte, ma mi ha veramente impressionato per la sua capacità interpretativa….“chi sei tu, virgola inutile in un cielo troppo grande…..da solo, imperfetto, ti infili nel letto….”

E poi la chicca di chiusura. Un mini concerto di Samuele Bersani in versione unplugged. Il contesto ha permesso a Bersani di raccontare in maniera ironica e simpatica, come erano nate alcune delle sue canzoni e alcuni frammenti del suo sodalizio con Lucio Dalla.

Incredibilmente intenso il racconto di come, da perfetto sconosciuto, si sia fatto conoscere da Dalla e da come Lucio, l’abbia chiamato sul palco la sera stessa per suonare cantare una delle sue opere più belle.

E quando seduto al piano ha incominciato a suonarla,  brividi e  pelle d’oca….

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Serata CULturale

Ogni tanto mi tocca. “Alla presentazione di quel film non possiamo mancare” mi ha detto la mia collaboratrice settimana scorsa, “altrimenti sai come si offende!” .

Lei è saggia, più di me, e ogni tanto mi ricorda che nel mio ruolo esistono anche le pubbliche relazioni.

Mi ritrovo quindi a forzare la mia anima selvatica e andare alla serata con lo stesso spirito con cui Fantozzi andava al cineforum per vedere LA CORAZZA POTEKMIN.

Consapevole di essere invidiato da molti per essere li, in seconda fila in mezzo al gotha della cultura milanese e italiana, avevo come unico obiettivo quello di non farmi sentire nel caso russassi.

Il film in realtà era anche interessante, sia pure di una lentezza mostruosa.  Una sequela di interviste con primi piani degli intervistati così stretti da poter vedere quanti peli nel naso avevano.

La fotografia però, quella tra un intervista e l’altra, era fatta molto bene. Delle vere e proprie cartoline animate. E anche la colonna sonora meritava.

Il meglio però è stato dopo, tornando a casa in auto e commentando il film:

“Dai, il film non era poi così male, a parte  quella lunga intervista al critico d’arte”

“Perchè c’era anche lui tra le interviste? “

“…”

“La prossima volta il caffè è meglio che lo prendo doppio.”

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A Paris

Proprio di fronte all’edificio dove abitualmente vado per lavoro, c’è un centro sociale, una sorta di Leoncavallo parigino.
Fuori c’era questo furgone.
Per me è un capolavoro.

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il ritorno del gatto

libri.jpgGiovedì scorso: Non voglio parlare dell’alzataccia per prendere il volo per Parigi. Non voglio neanche parlare del negozio fighissimo che ho scoperto vicino all’ufficio nella mezz’ora di tempo che avevo prima del primo appuntamento. Della presentazione che ho fatto ai miei colleghi d’oltralpe nemmeno, ne tantomeno del fatto che io l’abbia fatta in inglese e loro per un’ora e mezza mi avessero rivolte fatto domande rigorosamente in francese. Il tassista logorroico poi meriterebbe un post “ad hoc”, ma non oggi. E del vulcano? Beh, qui già potremmo entrare nel merito delle avventure del gatto maldestro, anche se per una volta sono riuscito a prendere l’ultimo volo per l’Italia prima che chiudessero l’aeroporto di Parigi……E’ che proprio mentre entravo nella storia come uno degli ultimi italiani a rientrare in patria sfuggendo alla nube islandese, ho avuto modo di perdermi tra le righe di in un libro. E’ un giallo.  Uno dei tanti che ormai, dopo la trilogia di Stieg Larsson hanno sdoganato il genere giallo svedese. Non voglio però raccontarvi la trama, ma vi basti sapere che ormai è più di un mese che me lo trascino stancamente nella mia fedelissima valigetta, e ciò è segno che la trama non mi fa passare le notti insonni per poterne leggere le pagine. E’ che ho il brutto difetto di voler finire tutto ciò che inizio a leggere e ho deciso di farlo anche con questa autrice che come da copione ha la K e la dieresi nel suo cognome. Ma quando la protagonista, una donna ormai non più ragazzina che quando descrive l’incontro con un poliziotto che indaga nell’omicidio, avvenuto a casa sua con una cena a base di maiale in crosta e due bottiglia di vino scolate dice testualmente: “La seconda volta andò decisamente meglio, e la terza risultò del tutto accettabile. La quarta andò molto bene, la quinta fu fantastica” ….beh cara

Camilla Läckberg

va a ciapà i ratt, perchè la voglia di non sapere chi cavolo ha ammazzato Alex sale fortissima.                                                                                                                                                                                     PS: la pausa è servita. Vi ringrazio tutti di cuore, veramente…… soprattutto te.

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a teatro…..

[kml_flashembed movie="http://www.youtube.com/v/8CEwnXt-zk4" width="425" height="350" wmode="transparent" /]….con gli STOMP. Venerdì ho portato il cucciolo a vederli.  Io li avevo già visti per cui sapevo di che genere di spettacolo si trattava, ma ammetto che portarlo a teatro era di fatto una buona scusa per rivederli. Comunque per lui era a tutti gli effetti il primo spettacolo “da grandi”.  Ho avuto il mio bel daffare a non farlo addormentare prima che lo spettacolo iniziasse (compilation completa di pari e dispari, morra cinese, schiaffo alla mano etc….).  Poi però è stato un piacere vedere come si sia divertito a vedere questi 8 bravissimi percussionisti che “suonavano” con qualsiasi oggetto gli capitasse per le mani….scope, barattoli di vernici, lavelli da cucina pieni d’acqua, accendini, sedie e chi più ne ha più ne metta. Poi, rispetto allo spettacolo che ho visto qualche anno fa, questa volta i percussionisti/ballerini, coinvolgevano di più il pubblico, con richieste di battiti di mani a tempo e gag divertenti quando qualcuno finiva fuori tempo. Insomma, io mi sono divertito e il cucciolo ancor di più……. Se qualcuno avesse occasione di averli dalle sue parti li consiglio vivamente.

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2 luglio

Bella serata quella di ieri. Serata al Dal Verme dedicata a Sciascia. Letture bellissime. Impagabili quella “letta” da Laura Morante (dio che fascino che ha) e quella scritta da Flavio Soriga.Da trance ipnotica il concerto finale di John De Leo (era la prima volta che lo ascoltavo è mi è piaciuto moltissimo) illustrato live sul grande schermo da un grafico.Si….proprio una bella serata. laura_morante.jpg

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parliamo di libri….

gamberale.jpg La vita di Nina e Bernardo è ispirata da grandi ideali di sinistra, quella di Giulio e Simonetta da principi concreti di destra. Due coppie, insomma, con aspirazioni diverse ed esistenze fra loro apparentemente inconciliabili: ma uno scherzo del destino le fa incontrare e rivela loro una sotterranea possibilità di contatto…Chiara Gamberale racconta, con ironia e disincanto, la storia di un’attrazione che ha come suo insolito presupposto il disprezzo reciproco. Una passione che non dovrebbe esplodere eppure esplode, una passione scomoda, ambigua: sinistra.   Continua a leggere

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