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la mia settimana di ferie a luglio

In realtà il tempismo non è il massimo, visto che sto per tornare nuovamente in ferie…però dopo il concerto mi sono concesso una settimana di ferie in quel di Riccione con Sylvestrino e il nonno.

Adoro stare in romagna…alla faccia del mare che non è bello (ma la mattina, quando è calmo, credetemi è uno spettacolo).

Le attività principali da fare erano in ordine sparso:

correre

mangiare

bere (aperitivi soprattutto)

giocare a beach tennis

leggere sotto l’ombrellone

dormire

 

Permettemi un piccolo approfondimento sulle attività sportive, fatte in compagnia delle persone che amo di più…Sylvestrino e suo nonno.

La corsa: Avveniva la mattina presto, appuntamento sul lungo mare…io mio padre, il mio socio di corsa e un’amica di mio padre (compagna di società sportiva in vacanza da quelle parti).

Non facevamo percorsi lunghi. Mio padre è molto metodico….un percorso da 11km….dalla spiaggia, fino a porto verde e ritorno….

Io e il mio socio ovviamente eravamo le palle al piede…mio padre e la sua amica (62 anni…) ci “aspettavano”, tirandoci il collo…

Però era un bel quartetto da vedere….e correre in riva al mare è impagabile.

Poi a dire il vero, ammetto, mi incuriosiva vedere mio padre avere a che fare con un’altra donna. Per carità non penso ci fosse del tenero (anche se entrambi sono vedovi e non ci sarebbe nulla di male)…però era….”strano” vederlo alle prese con un’altra donna. Forse gli farebbe davvero bene se capitasse e mia mamma, ne sono convinto, ne sarebbe contenta.

Il beach tennis: Ormai Sylvestrino e i suoi amici sono diventati bravi. Se non più di noi (grandi) almeno quanto noi. Quando si gioca in spiaggia le partite sono sempre combattute e devo dire divertenti.

Poi il mercoledì c’era il padre e figlio….che in realtà non è riservato solo ai padri e figli ma ai ragazzi (under 14) accoppiati da un adulto.

Era da due anni che non provavamo a fare questo torneo io e lui. Ora lui gioca davvero bene…ammetto che il pensiero di arrivare in finale l’avevo fatto…e lui ancor di più.

Una volta sul posto però ci siamo accorti che, pur non essendoci molte coppie, quelle che c’erano erano toste, molto.

Alla prima partita infatti perdiamo 6-4. Syl junior comincia già ad incazzarsi, ma la realtà è che loro erano molto forti. Il ragazzo un po’ meno di Sylvestrino ma l’adulto (non era suo padre) molto più di me. Mi faceva correre avanti e indietro come uno scemo tra palle corte e pallonetti.

Le altre due però le vinciamo e passiamo come secondi.

Ai quarti vinciamo facile e scopriamo che in semifinale dobbiamo riaffrontare una coppia con la quale avevamo già vinto 6-1 nel girone.

L’errore è scattato in quel momento, pensando di essere già in finale, dove sapevamo avremmo re-incontrato quelli che ci avevano battuti al primo match.

Deconcentrati ci siamo trovati nel giro di pochi minuti sotto di 3 a zero. Sapevamo di poter rimontare, ma il nervosismo ha cominciato a prenderci…anche la stanchezza a dire il vero.

Lui, che era nella posizione in cui bisognerebbe schiacciare (gli adulti non possono infatti farlo), ha cominciato ad avere il braccino corto…non schiacciava, le appoggiava facili, pallonetti difensivi…e io sbagliavo qualche palla di troppo, anche in battuta.

Sempre più nervosi siamo arrivati al tie-break. Non POTEVAMO perdere contro quelli…eravamo nettamente più forti noi.

Però alla fine, 8 a 6….abbiamo perso.

Sfumata la rivincita con quelli forti, che avrebbero poi vinto il torneo, ci siamo accontentati della finalina per il terzo posto. Vinta anche qua al tie-break con una coppia imbarazzante a dire il vero. Il padre urlava e sbraitava contro il figlio quando sbagliava (nelle altre partite l’ho sentito anche bestemiare….) e il figlio che con due occhi da cocker subiva quei rimproveri. Un comportamento davvero assurdo, visto che in primo luogo è per i ragazzi che dovrebbe essere giocato quel torneo.

Tra noi invece, per compensare, era mio figlio quello che mi cazziava per gli errori.

Comunque alla fine, un buon terzo posto, guadagnato con una fatica boia (6 partite in meno di tre ore) invece di farci godere dei nostri ingressi gratutiti al cinema avuti in premio (subito sfuttati la sera dopo per vedere il pianeta delle scimmie….’na cagata n.d.r.) ha fatto si che lui non mi rivolgesse quasi la parola per un giorno intero.

Però dalle esperienze si impara….e io ho cercato di far capire a lui che si può anche perdere e bisogna accettarlo….e a mia volta ho imparato che anche lui, quando vuole, sa voler essere “competitivo”. Avevo infatti la sensazione che, in generale, fosse uno che non amasse particolarmente la competizione, che la temesse. Invece in questa occasione ha dimostrato che ci tiene eccome. Come quasi sempre avviene, sarebbe la giusta misura quella alla fine più efficace….nè troppo nè troppo poco…ma da questo torneo io ho portato a casa questo.

E comunque ad agosto si replica…

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dei più e dei meno…

PIU’ i biglietti per gli U2. Ci sono riuscito abbastanza facilmente, ma leggendo poi come è andata al resto del mondo devo considerarmi proprio fortunato. Io e Sylvestrino saremo il 15 luglio a Roma. Ma lui lo saprà solo a scuola finita…se sarà promosso. (certo che coi Coldplay…cazzarola)

MENO Sylvestrino ha fatto il suo torneo di beach tennis è ha preso delle gran legnate. Di per se questo non rappresenta una cosa negativa in assoluto per carità, capita. Quello che non mi è piaciuto molto è vederlo senza grinta, senza voglia di lottare. Entrava in campo già battuto. Odio fare il papà che soffia sul collo al figlio per vedere realizzati i suoi sogni e non quelli del figlio (anche se so di essere il classico papà da questo punto di vista), ma ho sempre ritenuto lo sport in generale una grande metafora di vita e vorrei che lo fosse anche per lui. Diciamo che c’è da lavorarci…e farlo con mio figlio è cosa buona e giusta.

PIU’ Sono andato alla festa di compleanno di un mio carissimo e storico amico. E’ stato bello festeggiarlo, anche se c’era così tanta gente che sono riuscito a “godermelo” poco…sembrava di essere ad un matrimonio. Però poco male…ora ci organizzeremo una delle nostre “solite” seratine fra noi (pochi) amici, fatte di vino, chiacchiere e gambe sotto il tavolo.

MENO Sabato ho approfittato della mia permanenza a Milano per farmi un bel lungo…il percorso era bellissimo, lungo il naviglio della Martesana. Avrei dovuto farmi 27 km….quindi andare verso fuori milano e ai 13 e mezzo girarmi sui tacchi e tornare indietro. Invece ho voluto fare lo sborone…visto che stavo bene sono arrivato fino ai 15. Poi ho preso la strada del ritorno, ma dopo qualche chilometro ho cominciato a rallentare. Insomma…ho preso una cotta vera e propria. Gli ultimi 3/4 chilometri un supplizio. Trenta portati a casa ma sensazioni negative. Il percorso per i 42 di inizio aprile è ancora lungo.

PIU’ Il lavoro. In realtà non non ci sono novità particolari. C’è da lavorare ma non ci sono stati episodi particolarmente significativi, nel bene e nel male. Visti i tempi va considerato un più.

MENO Il rapporto tra mio figlio e sua madre è ogni giorno sempre più conflittuale. Avendo a che fare con un ragazzo che sta entrando nell’adolescenza (o forse c’è già dentro) non è certo una cosa strana. Però mi ritrovo sempre più spesso a dover fare da pompiere ai loro litigi, a distanza. Lo trovo frustrante e aumentano i miei sensi di colpa per non poter essere li a gestire, a mediare, a supportare. Posso solo farlo telefonicamente…o aspettare i weekend. Però domenica li ho fatti ragionare…e da un paio di giorni vedo una tregua…speriamo regga.

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cronaca di questi giorni di vacanza – parte prima

Partiamo con il concerto. Mika in quel di Piazzola sul Brenta. Certo 12 mesi fa ero a Imola per gli Ac/dc e il salto è notevole. Però alla fine si è rivelato un concerto divertente. Poi lui mi piace è un bel personaggio, una sorta di Forrest Gump della musica. La voce in ogni caso notevole ma la parte più divertente erano i siparietti tra un brano e l’altro coi suoi monologhi in quell’italiano alla Stanlio e Ollio…Piacevole davvero.

Poi c’è stato il torneo di beach tennis padri-figli con Sylvestrino. Siamo andati un po’ spavaldi, forse troppo, salvo accorgersi che di coppie “toste” ce n’erano parecchie. Per una strana formula che non vi annoio nel descrivere ci siamo trovati nella partita finale del girone ad un bivio. Se vincevamo passavamo agli scontri diretti con quelli bravi mentre se perdavamo andavamo al tabellone di quelli un po’ più scarsi. Li ho compiuto il mio errore. Quell’incontro lo stavamo vincendo agilmente quando a sylvestrino è venuto in mente che forse era meglio perdere per accedere al tabellone più facile e fare qualche partita in più invece che vincere e rischiare di essere eliminati alla partita successiva. Io gli ho detto di non pensare a macchiavellici ragionamenti e di giocare per vincere come sempre…però non devo essere stato abbastanza efficace. Abbiamo perso un po’ di convinzione e questo è bastato per sbagliare qualche punto di troppo e andare al tie-break perdendo sul fil di lana.

Ai turni successivi, come d copione abbiamo vinto abbastanza agilmente fino alla finalina dove abbiamo incontrato una coppia tosta…e un po’ stronza, almeno il padre. Visto che gli adulti non potevano schiacciare per regolamento, loro due giocavano sistematicamente su di me. Niente di irregolare per carità, ma dal punto di vista del fair-play non erano certo un gran modello. Poi erano abbastanza sgodevoli nei commenti sui punti vinti e persi…insomma a Sylvestrino è scesa la catena. Non ha toccato praticamente mai palla mentre io invece correvo avanti e indietro come una trottola sfinito nelle energie. Anche un paio di punti dubbi che i nostri avversari ci hanno chiamato fuori invece di rigiocare il punto (come avviene nei punti dubbi) non ha deposto a favore della simpatia del duo che avevamo di fronte. Hanno vinto al tie-break…e ho dovuto convincere Sylvestrino a dare sportivamente la mano a fine incontro anche se non ne aveva la minima intenzione.

E’ esperienza di vita anche questa per lui, come per me. A scuola, nello sport, nel lavoro o tra gli amici, lo stronzo c’è sempre. E bisogna imparare ad affrontarlo…e anche a saper perdere se capita.

Il giorno dopo invece avevi io il torneo “dei grandi”, dove però io e il mio socio abbiamo collezzionato una serie di inevitabili batoste. Non che avessimo particolari velleità per carità…cero che ogni volta ci accorgiamo che il gap di capacità tra il nostro gioco e quello dei riccionesi e veramente notevole. Anche qui però poco male…abbiamo giocato facendo del nostro meglio…e poi la piadina che facevano al bar era proprio buona.

Le giornate di ferie sono proseguite…ma per le mie personali regole mi sono già dilungato fin troppo in un solo post, per cui proseguirò la cronaca prossimamente…

to be continued

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Non c’è il due senza il tre

Potrebbe essere questo il titolo della mia terza maratona.

Il percorso per arrivarci è stato lungo. In 4 mesi 59 allenamenti, 858 chilometri e tre lunghi oltre i trenta.

Ho corso con oltre trenta gradi e con cinque. Sotto il sole e sotto l’acqua. Di giorno, di notte e osservando qualche alba.

Ho cambiato tabella di allenamento rispetto alle due precedenti. Questa era più impegnativa e l’ho seguita quasi integralmente. Avrò saltato si e no 3 o 4 allenamenti.

Non posso rimproverarmi nulla. Ora devo solo aspettare le prossime 40 ore per presentarmi in pantaloncini e maglietta ai nastri di partenza.

Il fisico l’ho allenato. La mente lo spero. Temo il muro dei 35 ma conto di riuscire ad affrontarlo e superarlo senza crollare.

Nell’ordine ho 4 obiettivi:

  • Arrivare in fondo;
  • Arrivare in fondo correndo;
  • Arrivare in fondo un secondo prima del mio personale di 4 e 26;
  • Arrivare in 4 ore e 12 minuti (sembra un tempo bizzarro ma vuol dire farla sotto i 6 minuti al km).

Anzi…a pensarci bene ne ho un quinto. Godermi questa maratona e questa città.

Nel frattempo ieri mi sono capitati due episodi curiosi.

Prima sono andato a fare la visita medica per il beach tennis (ebbene si, continuo ancora a giocarci anche se non ne parlo mai). La visita non era di quelle agonistiche per cui, peso, pressione elettrocardiogramma e bona lì. Durante l’elettrocardiogramma vedo l’espressione perplessa del medico che incomincia a verificare il suo macchinino mentre disegnava allegramente su carta millimetrata il grafico del mio battito cardiaco.

“Complimenti, sa che lei rappresenta il mio record personale di bradicardia? Non mi era mai capitato di trovare qualcuno che a fine giornata avesse 38 pulsazioni al minuto”….e io a pavoneggiarmi con falsissima modestia.

Poi vado alla mia lezione di beach tennis e il mio allenatore, quando mi vede, mi dice: “e tu che ci fai qui a quest’ora? Il tuo turno (che per questa settimana avevo cambiato) è solo fra un’ora e mezza”

Cazzo che pirla…me ne ero dimenticato (toh, sai che novità).

Mi propone: “Vai a farti una corsetta, se vuoi le scarpe te le presto io, tanto ho il 46.”

E così, prima dell’allenamento di BT, eccomi per il centro sportivo a correre, sotto una leggera pioggerella, tra mamme che aspettavano i figli e calciatori che aspettavano di entrare in campo, con l’abbigliamento da beach tennis (praticamente vestito da spiaggia), un paio di scarpe non mie (mi è venuta in mente questa canzone) e le mie spendide calze in filo di scozia blu da ufficio.

Mi è sembrata la degna fine del mio ciclo di allenamenti pre-maratona, senza pensare ai rischi corsi per i piedi e muscoli (a tre giorni dalla gara, con scarpe non mie e quelle calze, i rischi di vesciche e contratture erano concreti), con quel briciolo di incoscenza che è necessario per correre per 4 ore abbondanti.

Ora si va in scena. Su il sipario.

maratona di firenze

 

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cartoline dal mare

Si come quelle cartoline che arrivavano a destinazione quando la scuola era già iniziata perchè le compravi l’ultimo giorno e poi le scrivevi e le spedivi direttamente da casa. Fa nulla se sulla cartolina c’era il mare e il timbro era di Milano, quando la vedevi nella casella della posta, sorridevi.

Le mie cartoline del mare raccontano di:

Beach tennis, tanto beach tennis. Tanti tornei con mio figlio (in uno con grandissima soddisfazione per aver raggiunto incredibilmente le semifinali) e uno di quelli seri con un compagno occasionale che mi ha permesso di passare il girone di qulificazione al primo posto…impensabile per me…ho gongolato per giorni.

Pesce, scorpacciate di pesce. Come se piovesse dal cielo, anche se alla fine a Vallugola non ci siamo andati.

Libri…quattro, il migliore La verità sul caso Harry Quebert…mi è piaciuto molto

Abbronzatura. Minchia se ero nero…poi col fisichino che mi è venuto.

Corsa. Ho fatto un ulteriore salto di qualità. Nel solo mese di agosto ho macinato 170 km e ho provato per la prima volta a superarne trenta in un colpo solo. In generale ho corso con soddisfazione ma in quell’occasione no. Gli ultimi 3 km li ho fatti proprio sulle ginocchia e quando sono arrivato ho pensato: “minchia e io dovrei farne altre 12 in più?”

Bomboloni. Erano il mio premio per la corsa, da consumarsi con un cappuccino e un litro d’acqua fredda. Uno se correvo 10 km e due se superavo i 20. Quando ho fatto i trenta stavo male e ne ho preso solo uno…ne avanzo due.

Mare. Rispetto agli anni scorsi ho nuotato di meno. Nemmeno una volta fino alle boe. Se un giorno voglio buttarmi su triathlon dovrò mettemi di buzzo buono.

Passeggiate sul bagnasciuga. Mai fatte… a parte tre giorni in cui ho compensato.

Foto. La mia reflex non l’ho usata molto. Mi sono divertito però con instagram…il trip del social ormai mi possiede stabilmente.

Iphone. Cazzo ma ormai si scarica in mezza giornata. Incomincio a nutrire perplessità su Cupertinoland.

Materazzi. Gioco meglio di lui a beachtennis. Lui mi batte a tatuaggi.

Carte. Mi rifiuto di imparare a giocare.

Musica. Nessun tormentone particolare.

Ballare. Ci sono andato una volta sola e l’ho già raccontato.

Mio figlio. La sera prima della mia ripartenza per Milano mi ha fatto venire gli occhi lucidi. Però è proprio bravo…e ho scoperto che ha l’animo del commerciante. Penso potrebbe vendere frigoriferi agli esquimesi anche se ha solo 9 anni… e poi cazzo, i suoi occhi mi lasciano senza parole ancora oggi.

Infradito. Mi mancano.

Riccione - Cartolina panoramica

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Che coppia….

Nell’ultimo post avevo lasciato in sospeso un altro racconto, che noto con piacere ha scatenato più curiosità di un elenco del telefono dell’Arzebaijan.

Però la storia mi piace e quindi la scrivo ugualmente.

Sylvestrino è da oltre un mese che mi chiede di fare un torneo di beach tennis, quello “padri e figli”.

Il torneo si è sempre svolto finora durante la settimana per cui non ho mai avuto modo di assecondare questo suo, ma anche mio desiderio.

Venerdì però special edition e guarda caso, venerdì sono riuscito ad arrivare per tempo in quel della riviera romagnola.

La formula è semplice.  Gioca un genitore  col figlio. Limite di età per i bambini 14 anni.

Mio figlio ne ha 9 e 5 anni di differenza con quelli più grandi si sentono tutti.

Però nei gironi di eliminazione ci mettono insieme a quelli di pari età per rendere più equilibrate le partite.

Passiamo il turno con tre vittorie che lo gasano tutto.

In questa fase i genitori più che altro fanno divertire i figli. Scambi tendenzialmente facili, per gli adulti è vietato schiacciare e bisogna battere il servizio da sotto.

Durante l’ultimo incontro, quello più combattuto perchè vinto al tie-break, guadagno 1000 punti nella stima di Sylvestrino perchè su un perfido pallonetto che stava per scavalcarmi, eseguo un plastico tuffo in recupero che oltre ad ottenere il punto strappa l’applauso del pubblico presente.

Ora però si fa sul serio con l’eliminazione diretta e di bambini piccoli non ce ne sono più.

La prima coppia agli 8vi sono padre e figlia. Lui un buon giocatore, l’avevo già visto nei tornei che avevo fatto in passato e sua figlia a naso è in 3° media e la schiaccia discretamente.

Speriamo di vincere almeno un game penso tra me e me, immaginando già di dover consolare il mio compagno per la netta sconfitta.

Invece sfoggiamo numeri incredibili, ovviamente più lui di me, perchè va a prendere dei colpi incredibili. La ragazzina poi ci mette del suo sbagliando parecchio tanto dal farci fare anche della tattica tra un punto e l’altro.

Gli bisbiglio, coprendo la bocca con la racchetta come fanno i professionisti, di giocare sulla ragazza.

Io non posso farlo ma tu si, e tiraglele pure alte.

Alte !!! Ma papà, così ce le schiaccia tutte.

Tranquillo, sbaglia parecchio, le butterà tutte in rete.

Lui, sia pur perplesso ubbidisce e il consiglio si rivela azzeccato. Con un netto 6-2 passiamo ai quarti.

Omai la mezzanotte è passata. Il sudore ora è copioso e la stanchezza incomincia a farsi sentire. Cavoli i bambini a quest’ora dovrebbero dormire.

I nostri prossimi avversari sono una madre che gioca discretamente e suo figlio 14enne che gioca anche meglio di me. Lui per regolamento non deve battere da sotto e infatti batte regolarmente e tira dei missili in prevalenza su Sylvestrino.

Tato, cerca di prendere quelle sul lungolinea che al resto ci penso io.

E’ una lotta palesemente impari, la tensione è degna di una finale di Wimbledon,  ma non chiedetemi come, miracolosamente stiamo in partita e li portiamo al tie-break.

Nonostante una mia battuta uscita di un kilometro di cui ancora mi girano le palle (e che la dice lunga sui nervi tesi che orami avevo pure io), arrivamo punto a punto sul 6 a 5 per noi.

Match ball.

Cazzo fa che la buttino in rete….

Ormai ci credo pure io, la semifinale è a un punto soltanto.

Niente da fare, perfidamente “la mamma” ci riporta alla realtà con tre palonetti su Sylvestrino, cosa non difficile visto che è alto un metro e una spanna, e sull’ultima addirittura becca il nastro. Hanno pure culo.

Perdiamo con onore 8 a 6 contro una coppia nettamente più forte di noi.

Sylvestrino è sconfortato per aver perso “per un nastro”, ma passo tutta la sera a fargli capire che abbiamo fatto ugualmente un’impresa e che deve essere contentissimo del risultato.

A placare la sua rabbia arriva anche una bella maglietta come premio di consolazione che fieremente abbiamo sfoggiato in spiaggia l’indomani.

Ho idea che fra qualche anno sarà molto più forte di me….nell’attesa mercoledì prossimo si replica…cazzo che squadra che siamo.

beach tennis pallina

 

PS ecco la maglietta

maglietta

 

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Sensazioni

Ieri ho giocato a Beach tennis, per la prima volta nella stagione non sotto i terribili palloni invernali.

  • La sabbia sotto i piedi (finalmente senza calzari) – piacevole
  • Le zanzare, anche se poche – fastidio
  • La racchetta che mi ha fatto provare il coach – stupenda….faceva uno stock quando colpiva la palla che era musica per le mie orecchie
  • I casermoni intorno al centro sportivo – opprimenti….giocare al mare con l’odore della salsedine rimane tutta un’altra cosa
  • Le ragazze del beach volley al campo di fianco con dei pantaloncini da favola – apperò
  • Perdere al tie-break la partita di fine lezione – fastidio
  • I tuffi (ne avrò fatti almeno 4) nella sabbia per prendere (o almeno provarci) le palle più difficili con effetto cotoletta – liberatorio….i fin dei conti ritrovarsi più vicini ai 50 che ai 40 a buttarsi come se fossi un ragazzino non è niente male

Stasera poi ho corso al parco sotto casa mia. La prima volta in versione “estiva” per quest anno

  • Vedere un sacco di gente in bici, coi roller, di corsa – bello
  • Rendersi conto che dei runner erano più quelli che superavano rispetto a quelli che superavano me – piacevole soddisfazione
  • Correre con la sola maglietta a maniche corte – liberatorio
  • Vedere che nel 2013 c’è ancora chi va a correre col K-way convinto di dimagrire – ma che pirloni sono? E ho visto anche delle donne, che francamente pensavo più dotate di grano salis
  • Evitare i cani col guinzaglio lungo – ecazzarola un po’ di attenzione no?
  • Avere un tempo al kilometro come obiettivo e starci dentro per solo due secondi – sfidante
  • Realizzare però che 250 giorni fa ci impiegavo due minuti in più al kilometro e ne facevo a malapena la metà – grande soddisfazione
  • Salire sulla bilancia e vedere che negli ultimi 8 mesi ho perso un kilo al mese – ma che figo sono? (certo che il guardaroba ora è un piacevole problema)

E per ultimo il grande dubbio….ma se dovessi fare un patto col diavolo…punto a passare il turno al torneo di beach tennis a Riccione o i 4 e 10′ alla maratona di Venezia?

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Appunti di mezza estate in ordine sparso

Ieri sera abbiamo riprovato il torneo di beach tennis.

Dovrei provare il badminton.

Questa settimana sono stato solo con Sylvestrino.

E’ stata la settimana più bella.

Pure i compiti sono riuscito a fargli fare….quelli di inglese così mi dai una mano.

Però stare in spiaggia a giocare fino alle 9, svegliarsi quando gli occhi avevano voglia di farlo e mangiare quando e come volevamo…..non ha prezzo.

Ho finito due libri in due giorni…..li stavo leggendo in contemporanea.

Dovrebbero dare un Nobel a chi ha inventato la piadina.

Dai miei bagni a Misano ci sono 3 kilometri e trecento metri, e altrettanti al ritorno. Ho provato a fare jogging a torso nudo ma secondo me fa un po’ maranza.

Stamattina sono venuti gli operai in casa.

Devono montare le tende da sole.

Mi hanno svegliato.

Erano solo le 9,30…..yawhn

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….e alla fine torneo fu.

Doveroso addendum al post pubblicato qualche giorno fa.

L’altra sera, verso le 19 Sylvestrino mi chiede:

Stasera possiamo andare alla beach arena? C’è il torneo per i più piccoli e Timmy mi ha chiesto se lo posso fare con lui

Amore, è una cosa stupenda, ma stasera siamo a cena fuori con una ventina di amici….sono venuti a trovarci anche quelli di milano, ti ricordi?

Dai…..(lo ammazzerei quando fa quell’espressione)

Mamma tu che dici? Vai tu alla cena e noi al torneo?

Corri a casa, doccia veloce, inforca la bici via di corsa al torneo….dove giocano i grandi….dove settimana scorsa ha giocato il campione del mondo.

Inutile dire che ero più teso io di lui….

La serata un delirio….80 coppie di bambini/ragazzi.

Abbiamo finito a mezzanotte.

Tre sconfitte, ma dando sempre l’impressione di potercela fare a vincerle tutte e tre.

L’ultima poi al tie-break….che nervi.

Gli altri, nonostante under 10 erano un po’ più smaliziati….tutti perfidi pallonetti imprendibili per nanerottoli di un metro e venti.

Sylvestrino ha giocato sempre benissimo.

Sportivamente, salutando gli avversari e ringraziandoli a fine partita….e lottando su ogni palla.

Poi non appena era solo con me si sfogava incazz…to nero.

Ma sei stato bravissimo. Hai giocato veramente bene.

Si ma Timmy le sbagliava tutte….

E tu dovevi incitarlo sempre, consigliandolo per quello che potevi….E poi era il vostro primo torneo…..

Ah, sabato c’è n’è un altro….?

Che culo….e domani racchetta nuova….le promesse vanno mantenute…..

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il dubbio

Sylvestrino è un cucciolo fantastico. Se avessi potuto sceglierlo da un catalogo quando è nato avrei scelto lui.

Ha un buon carattere, non remissivo ma neanche ribelle, è responsabile, è allegro, non segue il gruppo ma sceglie se farsi coinvolgere oppure no.

Insomma un bambino fantastico nello splendore dei suoi 8 anni e mezzo.

Però….c’è un però.

Ha paura del confronto competitivo.

Gli piace da matti fare attività sportiva, ma se deve confrontarsi con altri bambini il timore di sfigurare prende il sopravvento.

All’inizio non davo troppa importanza alla cosa. Avrà modo di imparare crescendo, pensavo io.

Ora però questo limite mi pone di fronte al dubbio se intervenire in qualche modo (magari anche forzando un po’ la mano) o assecondarlo semplicemente.

E’ accaduto con il basket….non voglio più andare perchè perdo sempre (che poi non era neanche vero, è che essendo bravino, l’allenatore non lo mettava mai in squadra con “il” più bravo per cui le sconfitte erano più facili)

Abbiamo replicato con lo sci….non voglio fare la gara di fine corso.

Con la scherma non ancora perchè finora è il più bravo del gruppo ed è ancora imbattuto, ma temoche alla prima sconfitta voglia gettare la spugna.

Ora è il turno del beach tennis. Lui è bravino, ma a parte questo, visto che hanno organizzato un torneo per bambini, sto convincendolo a partecipare.

Ovviamente non vuole….passa le ore con la racchetta in mano a giocare, ma di fare un torneo, se pur organizzato alla buona dai bagni accanto al nostro, non ne vuol sapere.

Inutile dire da quanto tempo discutiamo con lui sul valore del confronto e sul significato olimpico della competizione sportiva (partecipare e non vincere).

La competizione è una metafora della vita che ahimè il confronto lo impone. Bisogna imparare anche a perdere perchè questo capiterà.

Però non c’è verso di convincerlo.

Ieri ho forzato la mano. Gli ho detto che l’avevo comunque iscritto (non è vero ovviamente) e so già che i prossimi giorni sarà un mal di pancia per paura del torneo.

Ma è giusto, chiedo io?

 

 

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