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Strane sensazioni

L’altro giorno mio padre ha fatto un piccolo intervento chirurgico. Nulla di grave, una banalissima ernia inguinale, che però l’ha costretto in ospedale per un giorno e poi a casa.

Ho passato quindi una simpatica giornata in ospedale e poi facendo un po’ da “infermiere” a casa.

La memoria non poteva non andare a due anni fa, quando in ospedale c’era mia mamma e quando fare da infermiere era ben più impegnativo. Anche dormire nuovamente a casa dei miei, che poi era casa mia, mi è sembrato strano. Quel letto, col materasso in memory foam, che di memory mi sembrava mi riportasse solo le dolorose sensazioni di quel periodo.

Fortunatamente in questo caso la cosa era molto più soft. Mio padre sta già meglio, anche se si lamenta perchè può mangiare solo minestrine in brodo. Domani mattina prima di partire per Bologna lo porto a trovare la mamma, visto che per un po’ non potrà andare in giro con la sua bicicletta.

Poi mi aspettano 4 giorni di vacanza…più o meno…

Nel frattempo mi hanno invitato al concerto dei Pearl Jam a giugno…non sono tra i miei preferiti, però i concerti mi piacciono, ci sto pensando.

E poi a maggio c’è la reunion dei Tears for Fears…quelli non me li voglio perdere. Li vidi già nel ’90 (almeno mi pare fosse quello il tour) e mi piacquero tantissimo. Piacquero l’ho scritto solo perchè mi riempie la bocca a rileggerlo. A Sylvestrino non glielo chiedo nemmeno. Manco lo sa chi sono…

Chi vuol venire (moto a luogo) alzi la mano.

 

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Settimana un po’ così

Se mi prendessi la briga di andare a rileggere nei miei post un po’ down chissà quanti ne troverei di questo tenore.

La settimana non è stata positiva. E la cosa inquietante è che non è dipesa da un fatto, ma da tanti fatterelli, che presi singolarmente non dovrebbero causare assolutamente ripercussioni sul mio umore in tal modo, ma che evidentemente sommati riescono ad avere un effetto un po’ più dirompente.

In modo particolare la telefonata ricevuta (in realtà sollecitata) col cacciatore di teste. Immaginavo già cosa mi dovesse dire e il suo esordio “Purtroppo….” me ne ha dato la conferma. Anche se la motivazione mi fa rabbia, perchè mi ha confermato che l’azienda è comunque interessata a me ma la figura che dovrei sostituire, già in pensione da un po’ e con un contratto di consulenza, non ha intenzione di lasciare e loro non voglio prendere la cosa di petto lasciandolo al suo posto. Mi fa rabbia perchè ci rimetto io in questo caso e perchè ci sono milioni di persone che stanno lottando e protestando per ottenere un diritto, la pensione, che lui bellamente calpesta.

Ce ne faremo una ragione, anche se sotto sotto ci spero ancora (never give up).

In compenso è uscito l’ultimo lavoro degli U2. Lo sto ascoltando e quando ho risentito questa, ascoltata la prima volta al concerto di Roma, l’adoro, soprtattutto per il crescendo finale. Mi è venuto un groppo alla gola. Forse era meglio una grappa…

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La mia Milano21 half marathon

Ho i muscoli indolenziti. Faccio fatica a camminare e sento i bicipiti doloranti. Questo perchè ieri ho corso i 21 km della mezza di Milano e senza nemmeno farli in un gran tempo, anzi.

Da quando ho iniziato a correre qualche anno fa, ho avuto modo di fare 18 mezze maratone, 5 maratone sulla distanza doppia e almeno una quarantina di allenamenti sopra i 20km. I 21 della mezza quindi non mi fanno certo paura come distanza.

Ma ieri li ho sofferti. Gli ultimi 3/4 in modo particolare, come da copione. Il caos che c’è stato all’arrivo e il fatto di rimanere per un’ora sudato sotto la gelida bora in versione milanese nella calca per recuperre la borsa a fine gara non ha fatto altro che amplificare le sensazioni negative.

E mentre correvo sentivo venire meno, oltre alle forze, le motivazioni. Nessuna tabella mentale da seguire, nessuno da inseguire o da superare. Niente, solo un passo dopo l’altro, in attesa di vedere lo striscione dell’arrivo.

D’altronde non l’avevo nemmeno preparata bene nelle settimane e nei giorni precedenti. Qualche allenamento saltato, pochi chilometri, pochi lavori. Anche la sera prima, il risotto con l’osso buco, non penso sia stata la corretta cena da atleta alla vigilia.

Forse, per la prima vera volta, ho avvertito il peso del mio mezzo secolo farsi sentire. Comincio a percepire in maniera evidente, il gap che c’è tra quello che vorrei fare e quello che riesco a fare. Con la corsa in maniera evidente, ma non solo.

Magari avrei bisogno di nuovi stimoli…potrei pensare al Triathlon, almeno diversificherei gli allenamenti. Oppure potrei tornare allo spinning e al ciclismo…o magari un corso di ballo.

Però mi hanno fatto notare che in realtà ci sarebbe un’attività a cui forse potrei dedicarmi con profitto…

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La lingua del gatto…

Stimolato forse da Sylvestrino che si ritrova a studiare inglese e francese, mi sono deciso a rispolverare un po’ le lingue.

Non avendo molto tempo (e voglia) di fare un vero e proprio corso, ho deciso di provare una di quelle app che ti permettono, quasi giocando, di masticare un po’ le lingue. La più famosa è Babel, ma ho invece deciso di cimentarmi con Busuu, che oltre ad essere molto simile a Babel, ha la possibilità di interagire con altri utenti che stanno imparando a loro volta le varie lingue.

Cioè, oltre a seguire le minilezioni da 10-15 minuti, con esercizi tutto sommato anche divertenti (una buona alternativa a Ruzzle), le regole spiegate in maniera semplice e informale, e situazioni molto comuni (insomma per ora non ho ancora trovato la penna sul tavolo), si ha la possibilità di scrivere o pronuciare delle frasi, che verranno corrette da altri utenti madrelingua, che a loro volta potranno giudicarti, correggerti e spiegarti gli errori.

A mia volta, posso correggere tutti quelli che stanno imparando la lingua italiana e la cosa interessante è che, proprio per correggere come si deve quelli che stanno cimentando con la nostra lingua, mi tocca ripassarmi un po’ a mia volta la grammatica, per poter meglio spiegare perchè si dice così e non cosà, cosa che noi facciamo in maniera naturale, ma le cui regole, nel mio caso, sono andate nel dimenticatoio.

Preso poi dall’entusiasmo della riuscita delle mie lezioni in inglese, ho anche deciso di rispolverare il mio francese, anche perchè potrebbe essere utile per aiutare Sylvestrino nei suoi esercizi.

Poi la parte social è più o meno simile a tutti i vari social, con tanto di amicizie e di like, non ai commenti in questo caso, ma alle correzioni fatte o ricevute.

Insomma un nuovo giochino come passatempo, che mi permette di studiare un po’ (io adoro le lingue…intendo in questo caso quelle parlate) e di conoscere gente da tutto il mondo…Inghilterra, Stati Uniti, Australia, Indonesia, Francia, Canada….mi sono anche ritrovato a spiegare quali vini abbinare alle varie pietanze o perchè si può usare il presente anche se si parla di qualcosa che avverrà in futuro.

Insomma…se qualcuno ha voglia, come me, di rispolverare o di imparare nuove lingue (ce ne sono di tutti i tipi, dal russo, all’arabo, al cinese o il portoghese), questo è un buon metodo, che non impegna troppo tempo e ad un costo molto abborabile.

E dal gatto SylAranzulla per questa sera è tutto.

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Breve storia triste

Questa estate sono andato a San Siro a vedere i Coldplay.

Ieri sono andato a San Siro a vedere l’Italia.

In entrambi i casi i panini con la salamella erano buoni.

Non vado spesso a San Siro, ma questa estate mi sono divertito di più.

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Del beach tennis, del caffè mancato e dei salami

Ieri io e Silvestrino abbiamo fatto un torneo di beach tennis. Era uno di quelli “gialli” dove le coppie non sono fisse e ad ogni partita si cambia partner. Più gioco che sport…però comunque divertente. La formula poi era particolarmente articolata perchè prevedeva dei gironi maschili e dei gironi femminili e poi, essendo maggiori i partecipanti maschietti, i vincitori di ogni girone si “accoppiavano” con le donne e i migliori piazzati tra gli uomini se la giocavano fra di loro in una sorta di torneo parallelo.

Be’, Silvestrino ha vinto alla grande il suo girone (ed erano tutti adulti) andando poi a giocarsi i quarti, la semifinale e poi una finale a sorpresa dove si è ritrovato con una ragazza (anche se aveva più del doppio dei suoi 14 anni) oggettivamente un po’ scarsina, almeno in confronto ai due che avevano di fronte. Cio nonostante è arrivato ad un passo da una vittoria netta (vinceva 5-2 ) salvo poi farsi rimontare fino al tie-break che li ha visti soccombere per un pelo.

Io invece, tra i migliori dei più scarsi, ho fatto un percorso analogo ma solo tra i maschietti, arrivando a mia volta alla finale dopo una seminfinale al cardiopalma (anche in questo caso vinta di un soffio al tie-break) salvo poi soccombere clamorosamente e con molta meno suspance, con un secco 6-0.

Con questo torneo temo si possa ormai ufficializzare il sorpasso di Silvestrino al sottoscritto…largo ai giovani.

Comunque peccato perchè in entrambi i casi c’era in palio per i vincitori una bella macchina per il caffè…e sono passato dal rischiare di portarne a casa ben due (e qui a casa mi avrebbe fatto comodo) …ad accontentarmi del buono sconto della salumeria vicino a casa.

Va be’, mi rifarò coi salami…

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Usa e getta

Da qualche tempo, ho visite frequenti e abituali che provengono dagli Stati Uniti.

Però non so se siano della stessa persona o di più utenti. Magari è solo un caso… magari no.

Ecco…se tu mi stai leggendo…chi sei?  😉

Since a while, I have frequent and usual visits coming from the United States.

I don’t know if they come from the same person or different ones. Maybe it’s just a case …  maybe not.

Anyway… if you are reading me … who are you? 😉

 

il gatto curioso

Curios cat

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Apatico

La parola del giorno è Apatia.

Mi sono infatti svegliato così stamattina. Il dizionario recita “Incapacità prolungata o abituale di partecipazione o di interesse, sul piano affettivo o anche intellettivo”.

Ecco oggi allora sono proprio apatico…che poi fa rima con antipatico. Coincidenze? Non penso proprio.

Sarà la stagione, sarà uno stato fisico non particolarmente brillante, un po’ di mal di schiena e un po’ di emicrania, ma non mi viene proprio voglia ne di far nulla (anche se il mio in ufficio lo sto facendo) ne di relazionarmi col mondo esterno.

Fortunatamente so che poi passa. Stasera vado anche a giocare, non che ne abbia voglia, per i motivi di cui sopra, ma tengo fede agli impegni presi….e magari mi farà anche bene.

Tra l’altro oggi mi sono scaricato pure una tabella per allenarmi in vista della mezza maratona di milano a fine novembre. Non che ne avessi realmente bisogno, anche perchè non ho grandi obiettivi, ma mi conosco e so che rendo di più se lavoro per “progetti”. Anche questo è un modo per combattere l’apatia.

Certo che se ci penso è proprio curiosa la mente umana, anche quando si tratta di una scatolina vuota come la mia (vabbè un po’ di autocommiserazione visto lo stato d’animo me lo perdonerete).

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Elogio ai ditalini

La premessa è che oggi ero in versione imbruttito da influenza. Poi vabbè…non era proprio influenza, ma solo un brutto raffreddore, però ero abbastanza conciato tanto da preferire rimanere a letto piuttosto che avventurarmi come uno zombi in ufficio…“tanto la giornata dovrebbe essere tranquilla”…pensavo, che illuso.

Pur rimanendo a casa infatti, la giornata è stata tutt’altro che semplice….telefonate, mail, whatsup….insomma ho sperimentato che il telelavoro è una realtà possibile…con tanto di abituale incazzatura col mio capo.

Ma non è di questo che vi volevo annoiare.

Volevo invece raccontare di come il mio pensiero sia andato, durante la mia succulenta pausa pranzo, ai geni del marketing della Barilla.

Avevo infatti deciso di prepararmi una fantastica minestrina coi ditalini….e mentre maneggiavo la scatola fra le mani pensavo….“ma solo a me vengono in mente pensieri pruriginosi pensando ai ditalini?”

No perchè è come se facessero dei biscotti tipo…“i segaioli del mulino bianco”.

Mi immagino le riunioni di marketing alla Barilla….il business plan sui ditalini, coi commenti del direttore marketing…“coi ditalini abbiamo riempito un buco nei prodotti da brodo”…per non parlare di chi lavora sulla linea di produzione…“ma di cosa ti occupi tu? Ditalini…mi occupo della qualità, devo essere sicuro che vengano bene”

Vabbè…lo ammetto….questo post-minkia è stato fatto solo per aumentare il traffico sul mio blog, vai col tag! 😉

 

 

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La pazienza è la virtù dei forti

Non penso di potermi definire forte, ma ciò nonostante ritengo di possedere, in buona quantità, questa virtù.

L’attesa ha sempre fatto parte delle mie scelte, spesso anche in maniera eccessiva, abusandone. Anzi a dire la verità forse non è nemmeno una virtù, e comunque non penso sia dei forti.

Ma non è di definizioni che voglio parlare, ma di quel messaggio che mi è arrivato qualche minuto fa.

Era del cacciatore di teste in merito ad una mia richiesta sul fatto se ci fossero novità in merito alla mia candidatura.

“Con buone probabilità c’è la volontà del cliente di giungere ad una chiusura con la sua candidatura. Quello che ci chiedono però è di poter pazientare indicativamente non più tardi di fine ottobre.”

Se fosse stato in confidenza mi avrebbe detto “ho una notizia buona e una cattiva, quale vuole prima?”.

Comunque è una vita che aspetto e non saranno altri 50 giorni a rovinarmi.

Certo è che più passa il tempo e più la divisa (metaforica) che indosso la trovo stretta, scomoda.

Cercherò di non pensarci, di far conto che tutto vada come prima e di far buon viso a cattivo gioco.

Continuerò a fare il mio lavoro in maniera professionale, come se non ci fosse alcuna soluzione di continuità…mentre aspetto.

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PS: il torneo di beach tennis di sabato è stato annullato

PS2: la mezza di domenica l’ho corsa abbastanza bene sia pur sotto un diluvio…ma io adoro correre sotto l’acqua, per cui…

 

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