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il Re cidivo

Chi ha la sventura di seguirmi da un po’ di tempo conosce la mia predisposizione a dimenticarmi di tutto…cosa ho detto, cosa ho fatto, le mutande di ricambio…

Ieri ho dato atto ad una delle mie migliori performance.

Dopo aver cazziato (bonariamente) sylvestrino per aver dimenticato il suo zainetto con il portafoglio nella mia auto (quando si dice il DNA), sono andato a giocare a beach tennis come sempre.

Arrivo trafelato e in ritardo as usual e quando sono negli spogliatoi….cazzo dove sono….c’è la maglietta, c’è la felpa (metti che facesse freddino), c’è l’accappattoio….ma i pantaloncini???

Inutile correre al negozio del centro sportivo…era già chiuso.

Sono già preparato a saltare la mia lezione quando il mio coach si immola e mi cede i suoi…tra l’altro facendomi fare anche una discreta figura perchè è molto più magro di me ma mi (che cacofonia) andavano ugualmente.

Lui tutta la lezione in mutande…e nel mio corso c’erano anche due fanciulle.

Tanta ammirazione per lui…io ammetto non ci sarei riuscito.

(cioè voi immaginatevi la scena mentre lui cazziava chi sbagliava e questi scoppiavano a ridere guardandolo…una carriera buttata al vento)

Ah…poi mi sono accorto di aver dimenticato anche le mutande di ricambio…ma qui siamo nella routine.

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E anche questo ciclo si è chiuso

Sylvestrino ha chiuso con le sue medie..pardon, secondarie di primo grado.

L’ha fatto bene…in linea con le aspettative. Parlare di voti penso sia relativo. C’è chi è più bravo e chi è meno.

L’importante è che abbia finito.

Che si goda l’estate ora. Con i suoi amici, le sue “amiche” (e ne ha…ah se ne ha), il suo beach tennis, il suo nuovo telefonino (non brilliamo di originalità ma sappiamo che ha apprezzato ugualmente) e i concerti col papi…DM, U2 e…rullo di tamburi….Coldplay (ma quanto mi sono svenato?).

Su Istagram ho postato una mia foto con lui. Dopo esserci sentiti al telefono è anche questo il nostro modo di parlarci. Sempre a competere su chi raccoglie più like (ovviamente vince lui). Poi venerdì lo abbraccerò, un po’ più forte del solito. Comunque in quella foto siamo bellissimi…lui però di più.

E’ bello quanto può essere bello un ragazzo di 13 anni con la vita davanti.

E se mentre guardo quella foto mi parte in sottofondo una canzone come questa, il groppo alla gola è assicurato.

 

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Incompleto

Una i senza il puntino

un quadro senza cornice

un tiro che prende la traversa

un puzzle senza un pezzo

una scala mancata a poker

un tramonto con la foschia

una torta senza ciliegina

una bic senza il cappuccio

una scarpa non lucidata

un mazzo di fiori col raffreddore

A volte è così che mi sento…poi passa.

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A caldo…

E’ basso, un po’ più basso di me. Però in forma, a 77 anni continua a fare un lavoro abbastanza pesante…“se mi fermassi di lavorare morirei”, mi ha detto. I capelli sono ancora folti e neri…“sai me li tingo da solo”.

“Dopo tua mamma non ho voluto più legarmi più di tanto con una donna ne tantomeno avere dei figli. Con “questa” (non ha mai pronunciato il suo nome) mi trovo bene, cucina per me, mi tiene la casa in ordine”….ecco, questo è stato il biglietto da visita del mio padre biologico.

Non che ne avessi bisogno, ma mi sono bastati pochi istanti per capire che se da una parte, avevo forse sofferto la sua mancanza da piccolo, dall’altra è stata la mia fortuna e ovviamente di mia madre.

Non provavo risentimento nei suoi confronti e sono sempre stato cordiale e sorridente. Lui era felicissimo di vedermi. Probabilmente un sogno che coltivava da tempo…meno comunque degli oltre 30 anni che ha lasciato passare dall’ultima volta che mi ha visto.

Ha parlato molto, più lui di me. Mi ha raccontato che mia madre a un certo punto non ha voluto che si facesse più vedere da me…gli ho risposto che se lo ha fatto avrà avuto una valida ragione (e la sapevo) ma che comunque i 18 anni li ho compiuti qualche decennio fa…se avesse voluto comunque contattarmi avrebbe avuto la possibilità. In fin dei conti ho scoperto che in questi ultimi 30 anni non abbiamo mai abitato a più di 4 o 5 chilometri di distanza l’un l’altro.

Ha incassato il colpo…non si è aggrappato sui vetri accampando scuse…“ho condotto una vita facendo una marea di cazzate…e questa è probabilmente la più grossa. Sapevo di te da una vicina di casa di tua mamma (mai saputo) e sapevo che stavate bene…non me la sono sentita…e poi col tempo ho visto che nemmeno tu mi hai cercato”. “Si certo…non ne avevo bisogno, visto che un padre comunque l’ho avuto e non ne avevo certo bisogno di un altro”

Ho avuto la conferma che non ho fratelli (ma già lo sapevo) e che ho numerosi zii e cugini di cui ignoravo l’esistenza. “Anzi,sarebbe una festa potersi rivedere tutti insieme anche con te…sai abbiamo tutti lo stesso cognome”. “Non so, non penso…per me quel cognome è stato solo un cognome fino ad oggi…”.

Cordialità si, ma non gliele ho certo mandate a dire.

Nessuna commozione da parte mia, se non un attimo quando gli ho parlato degli ultimi tempi di mamma.

Un selfie insieme…così può mostrarlo ai fratelli e alle sorelle..ha voluto vedere le foto di suo nipote (un po’ in effetti ci somiglia)…ha insisitito per pagare il conto…

Alla fine c’è stato meno imbarazzo di quel che pensavo…però la consapevolezza di aver passato una serata con un estraneo.

Ora devo metabolizzare…

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Che sia la volta buona?

Stasera…

Il 7 giugno 2017 può essere una buona data per incontrare dopo oltre 30 anni chi, biologicamente, ti ha messo al mondo?

Sono sereno…ascolterò e parlerò.

Stay tuned.

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Come in una telenovela

Di quelle brasiliane…anche i figli piangono potrebbe intitolarsi, giusto per sottolineare il melodramma.

Però la puntata di oggi ha avuto un colpo di scena.

Il grande incontro, quello che tutti gli spettatori attendevano da decine di puntate, alla fine non c’è stato.

Non perchè non me la sentissi, anzi, ormai ero pronto e volevo togliermi questo dente. Però era meglio che lo sapesse prima mio padre.

Tante cose ho nascosto in passato, potrei scrivere un libro di scarso successo su come si fa, e alla fine stavo facendo lo stesso anche con lui, temendo chissà quale reazione, o solo anche il timore di ferirlo.

Il confronto con gli altri, ascoltare, leggere….mi ha aiutato a capire e ad evitare un errore che stavo per commettere.

Ho chiamato quindi il mio padre biologico e ho addotto una scusa per rinviare il nostro incontro. Ho percepito nel suo tono la delusione, ma dopo aver aspettato più di 30 anni, penso possa aspettare ancora qualche giorno.

Poi ho annullato la prenotazione in pizzeria e ne ho fatta un’altra al mio ristorante preferito, da mio padre, quello vero.

“si ma c’è quello che hai mangiato ieri sera, sappilo”

Va benissimo…le tue zucchine ripiene erano proprio buone.

Così sono andato da lui e gli ho parlato del mio biologico che mi ha cercato e che vuol vedermi.

“E’ normale. Arrivati a una certa età è normale voler sistemare i conti lasciati in sospeso. Non mi meraviglia che voglia vederti”

E lo ha detto con la naturalezza e la serenità che sempre gli ho invidiato.

Poi abbiamo parlato di calcio…ma almeno ora posso affrontare più serenamente il mio passo successivo.

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PS: ma vogliamo parlare della prima a sinistra? E di quella in rosso?

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stasera

Stasera ho un appuntamento, con mio padre. No, non quello da cui vado quasi tutte le sere…quello che non vedo da 35 anni.

Alla fine penso ci faremo una pizza. Lui vuole parlarmi, vuol dirmi la sua versione.

Io ho 35 anni di domande che dovrei porgli, ma non so cosa salterà fuori. Ho idea che ascolterò più che parlare.

Pensavo di portarmi la lettera che avevo scritto qualche tempo fa. Ma non penso. L’ho appena riletta e mi sono messo a piangere come uno scemo. Non sarebbe una buona idea.

Cerco di non pensarci troppo, ma sento che emotivamente non sono tranquillo. In primo luogo perchè non l’ho detto a mio padre, quello vero. Nonostante sia campione olimpico di menzogne, mi sento in colpa per non avergliene parlato. Certo, posso sempre farlo dopo…però sembra che ci sia qualcosa nel mio DNA che mi porta a nascondere, a non dire…

Vorrei essere lineare. Vorrei una vita semplice, fatta di cose che non devono essere nascoste, come quella degli altri. Ma forse gli altri sono solo più bravi di me a nascondere, a mascherare a recitare.

Sto andando fuori tema.

Non so come vestirmi…vado direttamente dall’ufficio così mi vede in giacca e cravatta e vede chi sono (il mio lavoro, il mio ruolo nella società) o passo da casa e mi metto casual? Non so come salutarlo…dovrei abbracciarlo? O basta stringergli la mano? Odio essere in imbarazzo….ma penso sarà invitabile.

https://previews.123rf.com/images/stocking/stocking1301/stocking130100612/17575544-Uomo-riflessivo-circondato-da-punti-interrogativi-Archivio-Fotografico.jpg

 

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Mal di stomaco

Ieri, primo pomeriggio.

Comincio ad accusare un po’ di malessere. Crampi allo stomco, nausea. In un primo momento l’attribuisco ad una discussione avuta poco prima (a volte somatizzo), ma forse il vitello tonnato in mensa non è stata la migliore delle idee.

Alle 4 avrei una riunione…ma i dolori e la nausea aumentano. L’ultima cosa che vorrei è rimettere sul tavolo della sala riunioni.

“ragazzi andate voi, io proprio non ce la faccio e vado a casa”

Mi fiondo in auto, con l’obbiettivo di riuscire ad arrivare a casa senza rimettere. Mi chiama il mio capo:

“ma non vieni alla riunione sul nuovo magazine?”  (su cui sto lavorando da più di un mese ndr)

“ma, veramente io non ne so nulla, Dovevo andare ad un’altra riunione ma sto andando a casa perchè non mi sento bene”

“ah non ti avevo mandato l’invito? Va be non preoccuparti, domani ti racconto…”

“MAVAFFANCULO”  (Alla Aldo Giovanni e Giacomo)

Ovviamente quel vaffanculo mi è partito non appena ho premuto il pulsante rosso del telefonino.

A casa arrivo senza fare danni, ma continuo a star male.

Non riesco a liberarmi, ne su ne giù…invidio chi riesce a mettersi due dita in bocca…

Dormo un po’…sono intontito come un alcolizzato dopo una sbronza.

“devi mangiare qualcosa” mi dicono…

Mi preparo un riso bollito…ma solo ad alzarmi ho la nausea che peggiora. Riesco a mangiarne due forchettate ma poi non ce la faccio.

Torno a letto….mi addormento. Solo verso mezzanotte mi risveglio sentendomi un po’ meglio.

Torno in cucina. Il riso è ancora nel piatto, ormai freddo. Però mi è tornata la fame…microonde…il riso fa cagare, ma questo è un dettaglio.

Forse sto un po’ meglio.

Se qualcuno me l’ha tirata…beh, è arrivata.

Unico lato positivo. Mentre tornavo in auto per radio hanno dato l’ultimo dei Muse. Non sapevo nemmeno che era in uscita.

Mi piace già al primo ascolto.

C’e da scavare…

 

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Oggi così

Come una camicia stretta, la sabbia nel letto, il lacci delle scarpe che si rompono mentre li allacci…

Non sto proprio male, ma nemmeno bene. Sono inquieto.

E’ da ieri sera che ho questo stato d’animo…

Sarà la Juve che ha perso, la notte insonne, il mal di schiena, il foruncolo sottopelle, la macchina che non partiva…le cavallette.

E poi oggi ho spiegato ai miei il nuovo piano organizzativo. Verrà tolto loro la solidarietà, anche se ovviamente in cambio di una persona che va via perchè ha trovato una buona occasione. I carichi di lavoro non cambiano, anzi un po’ (ma solo un po’) vengono alleggeriti. Pensavo l’apprezzassero…e invece manco per le palle. Sono rimasto spiazzato. Il mio solito difetto di non prepararmi un piano B. Di non essere stato pronto a questa evenienza, di non aver trovato le giuste parole con cui ribattere. Ero scornato, ho accusato il colpo come un pugile che rimane sorpreso da un jeb inaspettato.

Uno di loro invece non si è incazzato, ma l’ho visto demoralizzato. Un po’ come me. L’ho richiamato dopo in ufficio, gli ho chiesto come mai…

“io odio fare questo lavoro. Lo faccio da 12 anni ma non mi è mai piaciuto”. Ecco…piove sul bagnato.

Risultati immagini per piove sul bagnato

 

 

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Limonduro…ma tocca prendere la C90

Stasera tornando a casa ho ascoltato una di quelle canzoni per radio…quelle da limonoduro.

Quelli che quando uscivi con lei, mettevi la musicassetta nell’autoradio, pigiavi PLAY…e partivi già dall’uno a zero.

Oggi ci sono le playlist e tutto è più facile, ma una volta dovevi recuperare il disco, selezionare, predisporre la giusta sequenza…e sperare che il nastro non si incastrasse.

Oggi potrei metterci….

 

https://www.trendfrenzy.net/wp-content/uploads/2017/02/old-school-concepts3.jpg

Ma una C 60 non basta….mi tocca prendere la C90.

E comunque tante sono quelle che non sono riuscito a mettere…e voi?

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