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Mal di stomaco

Ieri, primo pomeriggio.

Comincio ad accusare un po’ di malessere. Crampi allo stomco, nausea. In un primo momento l’attribuisco ad una discussione avuta poco prima (a volte somatizzo), ma forse il vitello tonnato in mensa non è stata la migliore delle idee.

Alle 4 avrei una riunione…ma i dolori e la nausea aumentano. L’ultima cosa che vorrei è rimettere sul tavolo della sala riunioni.

“ragazzi andate voi, io proprio non ce la faccio e vado a casa”

Mi fiondo in auto, con l’obbiettivo di riuscire ad arrivare a casa senza rimettere. Mi chiama il mio capo:

“ma non vieni alla riunione sul nuovo magazine?”  (su cui sto lavorando da più di un mese ndr)

“ma, veramente io non ne so nulla, Dovevo andare ad un’altra riunione ma sto andando a casa perchè non mi sento bene”

“ah non ti avevo mandato l’invito? Va be non preoccuparti, domani ti racconto…”

“MAVAFFANCULO”  (Alla Aldo Giovanni e Giacomo)

Ovviamente quel vaffanculo mi è partito non appena ho premuto il pulsante rosso del telefonino.

A casa arrivo senza fare danni, ma continuo a star male.

Non riesco a liberarmi, ne su ne giù…invidio chi riesce a mettersi due dita in bocca…

Dormo un po’…sono intontito come un alcolizzato dopo una sbronza.

“devi mangiare qualcosa” mi dicono…

Mi preparo un riso bollito…ma solo ad alzarmi ho la nausea che peggiora. Riesco a mangiarne due forchettate ma poi non ce la faccio.

Torno a letto….mi addormento. Solo verso mezzanotte mi risveglio sentendomi un po’ meglio.

Torno in cucina. Il riso è ancora nel piatto, ormai freddo. Però mi è tornata la fame…microonde…il riso fa cagare, ma questo è un dettaglio.

Forse sto un po’ meglio.

Se qualcuno me l’ha tirata…beh, è arrivata.

Unico lato positivo. Mentre tornavo in auto per radio hanno dato l’ultimo dei Muse. Non sapevo nemmeno che era in uscita.

Mi piace già al primo ascolto.

C’e da scavare…

 

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Limonduro…ma tocca prendere la C90

Stasera tornando a casa ho ascoltato una di quelle canzoni per radio…quelle da limonoduro.

Quelli che quando uscivi con lei, mettevi la musicassetta nell’autoradio, pigiavi PLAY…e partivi già dall’uno a zero.

Oggi ci sono le playlist e tutto è più facile, ma una volta dovevi recuperare il disco, selezionare, predisporre la giusta sequenza…e sperare che il nastro non si incastrasse.

Oggi potrei metterci….

 

https://www.trendfrenzy.net/wp-content/uploads/2017/02/old-school-concepts3.jpg

Ma una C 60 non basta….mi tocca prendere la C90.

E comunque tante sono quelle che non sono riuscito a mettere…e voi?

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Diario di bordo della settimana prepasquale

Mio padre, quello naturale, dopo mesi di silenzio mi ha girato un video tramite facebook. Una sorta di preghiera da una madre alla figlia. Senza una parola di accompagnamento ovviamente. Penso volesse ripropormela al maschile, un suo modo per spiegarmi i sentimenti dei genitori verso i figli e ovviamente del suo verso di me. Non gli ho risposto. Non sapevo francamente cosa dirgli. Però un po’ mi spiace non aver mai parlato con lui, oltre a quella volta al telefono. Avrei voluto chiedergli di lei, quella bella donna che è fra i suoi pochi contatti e porta il cognome uguale al mio. Vorrei chiedergli se è mia sorella, ok sorellastra, oppure no.Riproduzione in corsoProssimo videoIdee per la vitaLa lettera di una madreVisualizzazioni: 1.732.9342:16

Ieri ho iniziato la mia solita docenza al master. Ero teso e nervoso, come sempre. Parlare in pubblico non è proprio nelle mie corde. Il mio corpo non mi è mai d’aiuto e reagisce sempre con una sudorazione eccessiva. Ma ormai ho imparato la lezione e per minimizzare gli effetti, indosso sempre una camicia bianca con una maglietta sotto per tamponare, anche se non sopporto proprio non avere la stoffa liscia della camicia a contatto con la pelle. Comunque è andata abbastanza bene. I ragazzi mi sembravano incuriositi e a riprova di ciò mi hanno fatto diverse domande. Io poi sono riuscito a dosare perfettamente le mie 40 slides nelle due ore di lezione, nonostante non avessi fatto nessuna prova prima. Forse sto diventando bravino anche in questo. E comunque mi fa sempre un certo effetto stare al di qua della cattedra (in realtà non ci sono mai stato ma continuavo a camminare su e giù) vedendo loro prendere appunti su ciò che dicevo. Mi piace. Se rinascessi forse proverei la carriera dell’insegnamento…per un egocentrico come me sarebbe il massimo. 😉

Oggi avevo un incontro col mio difficile capo (l’aggettivo è nel posto giusto). Un tema organizzativo e come sempre avviene quando si parla di persone, perchè è di questo che si parla, sento molto la cosa. Avevo un obiettivo che ritenevo non facile. Qualche slide (sto tornando a riprenderci la mano) per spiegare l’AS IS e il TO BE. Un paio di pagine di considerazioni, con rischi e opportunità. Ovviamente ho enfatizzato le opportunità che portavano al raggiungimento del mio obiettivo (che è comunque un obiettivo aziendale e non personale). Pensavo di dover negoziare ferocemente, dandomi un 50% di possibilità di successo al massimo, e comunque mi ero preparato un piano di back-up. Ma non ce n’è stato bisogno. Ha guardato le slides, mi ha chiesto un piccolo chiarimento e poi mi ha detto: “Ok. Metti giù un programma con le tempistiche con cui pensi di rendere operativo questo piano e vediamolo col direttore del personale”. Durata dell’incontro 10 minuti. Durata del mio mal di stomaco causato da questo incontro, una settimana.

Ma va bene così.

PS: non sapevo che immagine abbinare ad un post così, per cui ho optato per una canzone che in questo periodo mi garba assai

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Come una tempesta gentile..

Stamattina ho avuto modo di risentire ancora questa canzone. In auto, mentre ero in viaggio per tornare a Milano. Però stavolta sono stato pronto con shazam, così l’ho catturata, come fosse una farfalla colorata.

Oh ma quanto è bella, con le sue percussioni ipnotiche e questa voce così…gentile.

Tra l’altro il video è la rivisitazione di un famoso video degli anni 80, di cui però mi sfugge il nome (strano, di solito mi ricordo tutto).

 

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Un po’ di voglia di rivoluzione

Così…che sia di buon auspicio

 

You’ve been kept down – Ti hanno tenuto giù
You’ve been pushed ‘round – Ti hanno fatto girare
You’ve been lied to – Ti hanno mentito
You’ve been fed truths – Sei stato nutrito di verità
Who’s making your decisions? – Chi sta prendendo le tue decisioni
You or your religion – Tu o la tua religione
Your government, your countries – Il tuo governo, i tuoi paesi
You patriotic junkies – I tuoi patriottici amichetti

[Chorus]
Where’s the revolution? – Dov’è la rivoluzione
Come on, people – Forza, gente
You’re letting me down – Mi stai deprimendo
Where’s the revolution? – Dov’è la rivoluzione
Come on, people – Forza, gente
You’re letting me down – Mi stai deprimendo

You’ve been pissed on – Ti hanno pisciato addosso
For too long – Per troppo tempo
Your rights abused – I diritti abusati
Your views refused – Le visioni rifiutate
They manipulate and threaten – Loro manipolano e minacciano
With terror as a weapon – Con il terrore come arma
Scare you till you’re stupefied – Ti spaventano fino a che non sei stupefatto
Wear you down until you’re on their side – Ti logorano finché non sei dalla loro parte

[Chorus]
Where’s the revolution? – Dov’è la rivoluzione
Come on, people – Forza, gente
You’re letting me down – Mi stai deprimendo
Where’s the revolution? – Dov’è la rivoluzione
Come on, people – Forza, gente
You’re letting me down – Mi stai deprimendo

The train is coming – Il treno sta arrivando
The train is coming – Il treno sta arrivando
The train is coming – Il treno sta arrivando
The train is coming – Il treno sta arrivando
So get on board – Quindi sali a bordo
Get on board – Sali a bordo
Get on board – Sali a bordo
Get on board – Sali a bordo

The engine’s humming – Il motore sta ronzando
The engine’s humming – Il motore sta ronzando
The engine’s humming – Il motore sta ronzando
The engine’s humming – Il motore sta ronzando
So get on board – Quindi sali a bordo
Get on board – Sali a bordo
Get on board – Sali a bordo
Get on board – Sali a bordo

The train is coming – Il treno sta arrivando
The train is coming – Il treno sta arrivando
The train is coming – Il treno sta arrivando
The train is coming – Il treno sta arrivando
So get on board – Quindi sali a bordo
Get on board – Sali a bordo
Get on board – Sali a bordo
Get on board – Sali a bordo

The engine’s humming – Il motore sta ronzando
The engine’s humming – Il motore sta ronzando
The engine’s humming – Il motore sta ronzando
The engine’s humming – Il motore sta ronzando
So get on board – Quindi sali a bordo
Get on board – Sali a bordo
Get on board – Sali a bordo
Get on board – Sali a bordo

[Chorus]
Where’s the revolution? – Dov’è la rivoluzione
Come on, people – Forza, gente
You’re letting me down – Mi stai deprimendo
Where’s the revolution? – Dov’è la rivoluzione
Come on, people – Forza, gente
You’re letting me down – Mi stai deprimendo

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Sono andato a controllare la mia playlist…

Quella che ho chiamato anni 80….perché stanno sparendo tutti da quella.

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https://i2.wp.com/toomanyblogs.co.uk/wp-content/uploads/2015/12/Greg-Lake.jpg

 

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Del lavoro, dei Coldplay, dei compiti e della salsa di soia

Al lavoro nessuna novità. No news good news? Mah, in questo caso non penso…però ho talmente tanto da fare che almeno riesco a non farmi prendere troppo dallo sconforto. Certo il problema è quando torni a casa e ti metti a letto…e i pensieri cominciano a prendere forma.

Venerdì ho provato a prendere i biglietti per i Coldplay…inutilmente. Qualcuno ha due biglietti che avanzano?

Nel weekend invece ho dato una mano a Sylvestrino coi compiti. Penso abbia bisogno di metodo…passa le ore a studiare e non memorizza nulla. Ho provato a convincerlo a farsi degli schemini riassuntivi. Abbiamo letto insieme quelle 6 pagine dedicate all’unità d’Italia…Mazzini, Garibaldi, gli austriaci cattivi…e poi vai coi gli schemini. Quando “gli ho provato” la lezione se ne ricordava molto meglio. Forse l’ho convinto che 10 minuti in più all’inizio permettono di far risparmiare un sacco di tempo dopo…

C’erano però anche gli esercizi di geometria. “ma no papà, quelli li ho già fatti!”. “va beh dai diamoci un’occhiata”. Ecco…ce ne fosse stato uno giusto. Statisticamente se avesse dato delle risposte a caso ne avrebbe azzeccate di più. Ed ecco quindi che il professor Sylvestro ritorna in cattedra a spiegare come i centri di due cerchi tangenti alla linea r in A, formino una retta perpedicolare alla retta stessa…

Oh, a me divertono un sacco questi problemi….meglio della settimana enigmistica.

E veniamo a stasera…bidono per cena mio padre e vado al supermarket a fare la spesa. Prendo degli spaghetti di soia e dei ravioli al vapore…ho voglia di cinese, anche se la coop forse non è certo la scelta migliore.

Poi vado a casa, schiaffo tutto nel microonde e vado a cercare quella salsa di soia che mi ricordo era da qualche parte la dietro nella dispensa….ah eccola qui. Et voilà…una bella annaffiata che mi piace….ma che odore forte che ha…fammi vedere la scadenza? Azz..non ci vedo un cavolo…il 2 e lo 0 ci sono….anche lo 0 alla fine…è quello in mezzo che non riesco a capire se è un 2 o un 1….insomma…scade nel 2020 o è scaduta nel 2010?

Va beh…intanto fammi mangiare i miei ravioli….

Inutile dirvi qual era la data, vero?

Se non mi leggete più….è stato bello conoscervi.

https://i1.wp.com/previews.123rf.com/images/xalanx/xalanx1301/xalanx130100169/17605304-Padre-figlio-d-aiuto-con-i-compiti-a-casa-isolato-su-bianco-Archivio-Fotografico.jpg

PS: la foto l’ho scelta solo per le splendide camicie…

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cronaca di questi giorni di vacanza – parte prima

Partiamo con il concerto. Mika in quel di Piazzola sul Brenta. Certo 12 mesi fa ero a Imola per gli Ac/dc e il salto è notevole. Però alla fine si è rivelato un concerto divertente. Poi lui mi piace è un bel personaggio, una sorta di Forrest Gump della musica. La voce in ogni caso notevole ma la parte più divertente erano i siparietti tra un brano e l’altro coi suoi monologhi in quell’italiano alla Stanlio e Ollio…Piacevole davvero.

Poi c’è stato il torneo di beach tennis padri-figli con Sylvestrino. Siamo andati un po’ spavaldi, forse troppo, salvo accorgersi che di coppie “toste” ce n’erano parecchie. Per una strana formula che non vi annoio nel descrivere ci siamo trovati nella partita finale del girone ad un bivio. Se vincevamo passavamo agli scontri diretti con quelli bravi mentre se perdavamo andavamo al tabellone di quelli un po’ più scarsi. Li ho compiuto il mio errore. Quell’incontro lo stavamo vincendo agilmente quando a sylvestrino è venuto in mente che forse era meglio perdere per accedere al tabellone più facile e fare qualche partita in più invece che vincere e rischiare di essere eliminati alla partita successiva. Io gli ho detto di non pensare a macchiavellici ragionamenti e di giocare per vincere come sempre…però non devo essere stato abbastanza efficace. Abbiamo perso un po’ di convinzione e questo è bastato per sbagliare qualche punto di troppo e andare al tie-break perdendo sul fil di lana.

Ai turni successivi, come d copione abbiamo vinto abbastanza agilmente fino alla finalina dove abbiamo incontrato una coppia tosta…e un po’ stronza, almeno il padre. Visto che gli adulti non potevano schiacciare per regolamento, loro due giocavano sistematicamente su di me. Niente di irregolare per carità, ma dal punto di vista del fair-play non erano certo un gran modello. Poi erano abbastanza sgodevoli nei commenti sui punti vinti e persi…insomma a Sylvestrino è scesa la catena. Non ha toccato praticamente mai palla mentre io invece correvo avanti e indietro come una trottola sfinito nelle energie. Anche un paio di punti dubbi che i nostri avversari ci hanno chiamato fuori invece di rigiocare il punto (come avviene nei punti dubbi) non ha deposto a favore della simpatia del duo che avevamo di fronte. Hanno vinto al tie-break…e ho dovuto convincere Sylvestrino a dare sportivamente la mano a fine incontro anche se non ne aveva la minima intenzione.

E’ esperienza di vita anche questa per lui, come per me. A scuola, nello sport, nel lavoro o tra gli amici, lo stronzo c’è sempre. E bisogna imparare ad affrontarlo…e anche a saper perdere se capita.

Il giorno dopo invece avevi io il torneo “dei grandi”, dove però io e il mio socio abbiamo collezzionato una serie di inevitabili batoste. Non che avessimo particolari velleità per carità…cero che ogni volta ci accorgiamo che il gap di capacità tra il nostro gioco e quello dei riccionesi e veramente notevole. Anche qui però poco male…abbiamo giocato facendo del nostro meglio…e poi la piadina che facevano al bar era proprio buona.

Le giornate di ferie sono proseguite…ma per le mie personali regole mi sono già dilungato fin troppo in un solo post, per cui proseguirò la cronaca prossimamente…

to be continued

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Dei Muse, dei padri che corrono e dei figli che crescono

Domani vado al concerto. Come al mio solito mi riduco all’ultimo ad ascoltare il loro nuovo lavoro.

Ammetto prof, sono impreparato, ma conto sull’esperienza per godermi lo stesso questo spettacolo, come quella volta a San Siro.

Nel frattempo ho passato un weekend fuori dall’ordinario. Finalmente sono riuscito a convincere mio padre a seguirmi a bologna. In realtà non è andata proprio così ma poi capirete.

Da quando mia mamma se ne è andata è stata la prima volta che stava fuori casa e che non andava a trovarla. Ha i suoi tempi e io non voglio forzarli.

L’occasione per convincerlo è stata una corsa. Si perchè finalmente ha rimesso seriamente le scarpette ai piedi e ora corre.

La corsa era la stracittadina. Più una festa che una corsa. Tanta gente, famiglie, bambini, carrozzine, cani…o parti davanti o lascia perdere l’idea di correre per i primi chilometri.

Così è stato. Finchè c’era da fare la serpentina fra i “lenti” me la sono cavata con una discreta agilità (alla faccia del gatto di marmo), ma appena il gruppo si è sgranato, mio padre ha messo la quarta e ne io ne i miei amici siamo riusciti a stargli dietro. Altro che seguirmi…ho dovuto inseguirlo io per 12 chilometri… invano.

Inutile chiedergli alla fine che tempo aveva fatto quando siamo arrivati all’arrivo. “Ma è da tanto che sei arrivato?” ” Mah non so, non ho nemmeno l’orologio…” Lo spirito competitivo di mio figlio so da dove viene.

Ecco, a proposito di lui, Sylvestrino. Ha passato una bella domenica mattina anche lui a correre e camminare coi suoi amici, ma verso sera si è rabbuiato. Non so il motivo ed inutile tentare di capirne le ragioni. Penso questioni di cuore. Dico penso perchè per quanto sia una padre “amico” rimango sempre un padre per cui non sono fatti miei. A 12 anni comunque comincia anche lui a capire quanto a volte faccia male quella cosa li dentro la gabbia toracica, che ti lascia con l’amaro in bocca anche se vai a letto senza nemmeno mangiare. Benvenuto nel folle mondo di chi ama figlio mio.

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Dei più e dei meno

Gli ultimi giorni sono stati intensi, con dei più e dei meno:

Ho corso. Trenta chilometri nel weekend con anche un paio d’ore di beach tennis e il tutto senza problemi al ginocchio (+)

Al lavoro sto perdendo qualche pezzo. Le cose che mi “cadono” sulla scrivania sono più di quelle che riesco a smaltire. Non ho ancora trovato il modo di delegare di più con la nuova squadra e questa cosa mi mette un po’ ansia. (-)

La Juventus ha vinto il suo quinto tricolore consecutivo. Tanto di cappello per la tenacia di questa squadra che a ottobre sembrava spacciata. Il mister Allegri ha detto “si cresce solo attraverso le difficoltà”. Purtroppo ha ragione. (+)

Subito dopo penso ancora alla partita col Bayern e all’occasione mancata. Poteva essere veramente l’anno giusto. (-)

Mio padre, quello naturale, si è rifatto vivo e ha provato a chiamarmi via messanger (non sapevo nemmeno che permettesse le chiamate). Due volte domenica e una volta oggi. Non ho risposto, ma ho scritto:

  • Io – Ciao io ora non posso (sono in ufficio) e francamente non so nemmeno se è il caso…dopo oltre 30 anni
  • Lui – Scusa volevo farti le condoglianze per la perdita di tua madre…!!!

Ha messo davvero i tre punti esclamativi. (-)

Stasera ho giocato a beach tennis. Il ginocchio è tornato a duolermi leggermente…uff. (-)

Ho acquistato una nuova racchetta (+)

Ho beccato Sylvestrino a fare una cosa che mi ha lasciato un po’ demoralizzato. Aveva dei compiti di matematica. Li ha presi dal sito della scuola e mentre li segnava sul diario l’avevo aiutato dettandogleli. L’indomani facciamo in controllo (dopo l’incontro con i professori  dobbiamo stargli un più addosso visto lo scarso rendimento) e, leggendo il diario, mi accorgo che “mancano” due esercizi.  Balbetta qualche scusa improbabile e poi ammette:

  • Papà erano difficili, non riuscivo a farli

Segue ovviamente il mio discorso su come i problemi vanno affrontati, se serve anche assieme e non nascosti o “cancellati”.

  • Se non ci riesci chiedi aiuto e cercheremo di dartene quanto più possibile.

Per la cronaca le due espressioni sono state fatte, ma provo disagio nel predicare bene a mio figlio e razzolare nel peggiore dei modi (-)

Mio figlio mi ha mostrato questo video. E’ sempre di quel rapper che abbiamo visto in concerto. La canzone mi piace da morire e il video è fatto magnificamente.

  • Ma di cosa parla Sylvestrino?
  • Di scarpe…
  • Beh…non solo. Leggiamo bene il testo…

Forse ognuno di noi ha bisogno di avere uno stupido paio di scarpe per pensare di poter volare. Forse in ognuno di noi c’è un piccolo Dumbo. Se riuscite dateci un’occhiata. Non è una nuova canzone ma per me si. Devo metterla nella playlist da corsa.  (+)

per chi vuole la traduzione è qui

 

 

 

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