Archivi categoria: palestra

Vecchi amori

Alla fine non solo ho provato il crossfit ma ho pure provato la ginnastica militare dinamica, un’attività in qualche modo simile al crossfit per intensità che però si svolge senza atrezzi e quindi, forse, con qualche pericolo in meno di avere infortuni.

Mi sono trovato quindi a provare, ben allineato con altri militari come me a svolgere salti, flessioni, piegamenti e chi pù ne ha più ne metta, sotto gli ordini di un istruttore che però non somigliava molto al sergente Foley di Ufficiale e gentiluomo.

Durissimo ma divertente, se non fosse che anche in questo caso ho impiegato tre giorni per riprendermi fisicamente (rinunciando quindi ad altri allenamenti di corsa). Si lo so, era la prima lezione e poi le altre sarebbero andate meglio. Però ho capito che per poter godere dei benefici muscolari e ridurre i tempi di recupero, avrei come minimo dovuto fare 2 se non 3 allenamenti alla settimana. Ma così facendo avrei sacrificato quasi del tutto la corsa (o il ciclismo)…per cui niente.

Alla fine ho comprato un bel paio di scarpette nuove una bella maglia gialla fluo invernale e ho ripreso a correre.

Se non fosse per una fastidiosa influenza che mi ha ulteriormente fermato probabilmente nell’allenamento di questa sera avrei fatto molta meno fatica, però so che è questione di tempo.

Devo riprendere a correre almeno tre volte la settimana, inserire almeno un allenamento con ripetute o comunque che mi spinga al di fuori della mia comfort-zone e un allenamento un po’ più corposo nel weekend.

Ho un inverno davanti e magari in primavera potrei provare a rimettermi il pettorale per qualche mezza…

8 commenti

Archiviato in il gatto syl, me myself and I, palestra, running, Salute e benessere

Dove eravamo rimasti?

Apro il blog, non al primo tentativo visto che devo ripetere 3 volte la password prima di azzeccarla. Vedo una grafica a me nuova e vado a vedere a quando risale l’ultimo mio post. Il 14 febbraio, san Valentino, una settimana circa prima che la vita di tutti noi fosse rivoltata come un calzino.

Da allora non ho più scritto qui, nonostante ci fossero temi interessanti da affrontare. Questo mio diario in fin dei conti ha sempre avuto una forte valenza terapeutica a costo zero. Però non me la sentivo.

Lo faccio oggi.

Cosa mi spinge a digitare queste parole? Il fatto che oggi, per la prima volta dopo 4 mesi, ho ripreso a pedalare in palestra.

Sia chiaro, non è che in tutti questi mesi sia stato fermo. Quando ero bloccato a casa facevo su e giù come un criceto per le scale del nuovo condominio per tenermi un po’ in forma. Poi sul balcone con addominali e qualche peso recuperato casualmente per far lavorare un po’ le braccia. Ora da un mesetto ho ripreso anche a correre e soprattutto a pedalare fra le colline. Un piacere ritrovato devo dire.

Oggi però ho ripreso con la palestra e con la mia lezione preferita, lo spinning.

Atleticamente non è andata male, ma moralmente è stata una mazzata.

La lezione del martedì con Francesco ha sempre registrato il tutto esaurito, 36 bike con in sella altrettanti forsennati che pedalano all’unisono a ritmo di musica. Oggi però eravamo solo 14, con tante bike con su un cartello che ne inibiva l’utilizzo. Ovviamente ben distanziati gli uni con gli altri e ben coperti da mascherina almeno fino all’inizio della sessione di allenamento.

Però che desolazione. Lo stesso trainer, di solito brillante e trascinatore, sembrava un motore ingolfato. Un’ora a pedalare, seguendo il ritmo della musica e le indicazioni di Francesco, però mancava la passione, l’entusiasmo, il divertimento.

Gli spogliatoi poi semideserti, la temperatura all’ingresso, i plexiglass a dividere l’entrata dall’uscita, il parcheggio semivuoto.

Spero sia lo shock iniziale, il primo passo, titubante senza stampelle, dopo mesi di riabilitazione.

Domani ci riprovo. non fosse altro per accantonare, almeno per qualche istante, i pensieri, tanti, che fanno slalom tra le mie sinapsi.

18 commenti

Archiviato in il gatto syl, me myself and I, palestra, Senza categoria, spinning

La paura di correre

L’ultima corsa fatta risale ad agosto, mentre ero in vacanza. E prima di quella avevo smesso di correre con una certa regolarità, anche se solo per una o due volte la settimana, da giugno.

Non so quale strana fobia mi avesse preso, ma mi era sopraggiunta la paura di correre. Avevo paura di non riuscire, di fare una fatica insostenibile, di farmi male alle giunture. Questo faceva si che ogni minima scusa mi bastasse per evitare di farlo anche quando mi ero già programmato una seduta.

Sono stanco, ho fatto tardi, mi sono dimenticato le scarpe, piove, le cavallette…

Metteteci che pure mio padre, runner molto più assiduo ed efficace di me, sta vivendo in queste settimane la stessa fobia. Nel suo caso per motivi un po’ più fondati, visto che un mesetto fa mi ha chiamato dal pronto soccorso mentre ero a bologna, per dirmi che era caduto, battendo la testa e rimediano punti ed escoriazioni qua e là su tutto il corpo. Ci siamo un po’ spaventati e ho anche passato qualche notte con lui a casa sua per precauzione, risvegliando anche ricordi dolorosi (l’ultima volta che avevo dormito in quella casa era per accudire a mia madre).

Fatto sta che come uno scrittore ha il blocco nell’ispirazione, io mi sono ritrovato col blocco del runner.

Le 5 maratone e la ventina di mezze che avevo corso negli ultimi anni sembravano improvvisamente cancellate come una scritta fatta col gesso sulla lavagna.

Stasera però ce l’ho fatta, sia pure sul tapis-roulant.

Ho fatto la mia consueta seduta di spinning (perchè non corro ma non vuol dire che non faccio attività sportiva) e, cambiata la maglietta e i pantaloncini, mi sono messo sull’attrezzo motorizzato e ho impostato 5 km come obiettivo da percorrere.

Forse più di quelli che avrei dovuto visto la mancanza di abitudine al gesto dopo tanto tempo e soprattutto dopo un’ora di pedalata intensa che comunque si faceva sentire sui quadricipiti e i polpacci. Però se c’è una cosa che non mi fa difetto è la determinazione, almeno in campo sportivo, per cui sia pur a passo di lumaca (pero comunque correndo, non camminando), li ho portati a termine.

Ora mi fanno male le gambe, però sono soddisfatto. Vediamo se riusciamo a dare un minimo di continuità e riprendere un po’ delle vecchie sensazioni.

9 commenti

Archiviato in il gatto syl, palestra, running, Senza categoria, spinning

Spingi di piùhhh

Stasera dopo un mesetto di assenza sono tornato in palestra a pedalare. Solo che in queste settimane c’è l’orario provvisorio, un po’ come a scuola e quindi non sai mai quale insegnante ti ritrovi.

Stasera ho ritrovato lei.

Tra l’altro, avendo probabilmente un problema fisico, non ha potuto pedalare e ha fatto stand-up lesson, davanti al pc e guardando noi come un direttore d’orchestra. Questo però mi ha permesso di avere la certezza che la sua voce ansimante non deriva dal fiatone…è proprio un dono di naura.

Un’ora a parlare, ansimare, ammiccare. Davvero non sono riuscito a capire se lo faceva apposta o meno. Certo che quel che diceva e soprattutto il tono con cui lo diceva erano veramente…equivoci.

Durante il riscaldamento:

“Siete caldi orahhhh, siete pronti per fare sul seriohhhh?”

Per poi proseguire con:

Ora dovete spingerehhhh, un po’ più durohhhh (parlava della pedalata).

La sentite tra le gambehhhh (la bike). Ora spingete ancora di piùhhh, fatemi sentire fin dove riuscite a spingere.

Ora togliete un po’ (la resistenza del freno) e poi rimette quello che avete toltohhhh, anzi qualcosa in piùhhhh

Ora voglio il vostro sudorehhhh, l’ultimo sforzo. Fatemi vedere se ne avete ancorahhh, non mollate proprio adesso. Fatelo salire (il cuore), per l’ultimo sforzo. Spingete fino in fondohhhh….

La lezione in verità non è stata nulla di indimenticabile ed eravamo in ben pochi ad andare a tempo con la musica. Ma ormai l’aspetto sportivo era andato a farsi benedire e mi ero concentrato solo sulle parole che pronunciava e su cosa avrei scritto sul blog questa sera.

Se non fosse che la stanchezza si facesse davvero sentire c’era da averlo barzotto a fine lezione.

Luna sei stata fantastica stasera.

Chissà se poi anche in intimità…

Ps ovviamente non potevo registrare la voce, ma giusto per dare un’idea del tono di voce , avete presente Miss Keta?

9 commenti

Archiviato in il gatto syl, me myself and I, palestra, spinning, Sport

No grazie, per il momento penso ancora di usarle

Sono in palestra. Ho appena finito una seduta di corsa (anche se l’ho fatta in piedi, sia chiaro) e, dopo una grande sudata mi sono goduto una doccia rinfrescante e purificatoria.

Torno al mio armadietto e mentre sono ancora nudo come mamma mi ha fatto mi metto a cercare le mutande nella borsa (stranamente le avevo stavolta).

In quel momento arriva alle mie spalle uno dei ragazzi della reception che richiama la mia attenzione chiedendomi:

Hai chiamato tu per…? (e mostrandomi un paio di cesoie da mezzo metro, fa il gesto di chi deve tagliare).

Lo guardo, mi guardo in basso i gioielli di famiglia e rispondo:

No grazie non sono stato io. Per il momento penso ancora di usarle un altro po’.

Il ragazzo sveglio capisce la battuta e si mette a ridere, mentre poco più in la un ragazzo lo chiama: E’ qui il lucchetto da aprire.

Risultati immagini per tronchese per lucchetti

3 commenti

Archiviato in il gatto syl, me myself and I, palestra, Senza categoria

Lo spinning i Depeche Mode e i polpacci.

Oggi la lezione di spinning in pausa pranzo mi è particolarmente piaciuta.

Oltre cinquanta minuti solamente coi Depeche Mode. Allenamento intenso con frequenti cambi di ritmo e potenza. Francesco l’ha chiamato power strenght. In pratica per tutto il tempo non c’è mai stato recupero.

Ho pedalato costantemente a livelli di potenza alti, ma devo dire che ci sono riuscito senza nemmeno troppa fatica. Il cuore non ha quasi mai superato la soglia aerobica e più di una volta mi sono ritrovato a canticchiare i brani del mio gruppo preferito.

Ho finito la lezione che ne avevo ancora. Osservando i volti dei miei compagni di viaggio, loro molto meno. Probabilmemente ero ancora gasato dall’atmosfera del Giro che sono andato a vedere sabato.

Addirittura ho anche seriamente pensato di bissare la sera con un’altra seduta in palestra. Poi ho saggiamente deisistito e sono andato a (tentare di) fare shopping. Avevo visto un abito da ufficio che mi piaceva. Era carta da zucchero, primaverile, mi piaceva un sacco. L’ho provato. La giacca cadeva benissimo. La vita era perfetta. Peccato per i polpacci…accidenti allo spinning.

Lascia un commento

Archiviato in il gatto syl, Musica, palestra, spinning, Sport

Una giornata intensa

Quella di ieri non si può dire che non lo sia stata per me.

Avevo in programma un esame medico diciamo poco simpatico. Per cui già dalla sveglia ho dovuto iniziare “la procedura” di preparazione e sono bei momenti.

Poi esami del sangue e nell’attesa dell’esame vero e proprio (l’avevo verso l’ora di pranzo) ho pensato bene di riempirmi la mattinata con un po’ di commissioni da fare (toh guarda, mi scade giusto giusto la patente a fine mese).

Poi sono tornato nell’ambulatorio e ho vissuto i miei 5 minuti difficili. L’urologo era di origine tedesco e per quanto fosse anche carino nei modi, la veemenza con cui “maneggiava” l’attrezzo mentre io gli voltavo le spalle, me lo faceva immaginare più come un medico nazista fuori tempo.

Però finito il mio momento difficile (per ora sembra tutto ok) sono tornato in ufficio, ma con la mente ero già alla partita che si sarebbe giocata da li a qualche ora.

Con mio padre (milanista) ero stato chiaro. Non avertene a male, ma stasera la partita me la guardo per conto mio.

Per far arrivare le 21 decido di andare a correre un po’ in palestra. Non che ne avessi voglia (anche perchè fisicamente ero ancora un po’ provato), ma volevo fare qualcosa per “sfogarmi” un po’ e ridurre l’ansia (si perchè la mia era una vera e propria ansia).

Stupidamente, mentre correvo controvoglia soffrendo un po’ il ritmo che mi ero imposto, ho anche pensato “se riesco a tenere questo passo nelle ripetute stasera la Juve ce la fa”. Lo so che è un pensiero cretino, ma a volte mi vengono (di solito è se mi siedo in un certo modo o se indosso una maglietta particolare…insomma stupida scaramanzia). Fatto sta che per non diventare la causa del fallimento della mia squadra del cuore, sputo l’anima per tenere il passo imposto, riuscendoci (vedi che però è vero allora?!).

Ad un certo punto, finito l’allenamento e già docciato, penso che forse avrei potuto andare al cinema. In fin dei conti avrei spento il telefonino e alla fine del film avrei visto un risultato che mi avrebbe fatto felice o meno, ma evitando l’attacco alle coronarie che mi si sarebbe forse prospettato. Ma il pensiero muore nella frazione di un secondo.

Torno a casa e finalmente mi piazzo davanti alla TV. Non sul divano però, visto che dovevo ancora cenare, ma sulle più scomode sedie in cucina. Secondo voi però, visto che stavamo giocando bene e siamo andati in vantaggio, fin dove l’ho vista la partita rimanendo seduto sulla seggiola? Ma ovvio, fino al triplice fischio dell’arbitro. Metti che cambiando posizione i ragazzi si deconcentrassero, sai la tragedia.

Inutile dire il mio stato d’animo durante i 95 minuti della partita. I vicini di casa mi avranno sentito urlare almeno tre volte (ma penso qualcuna di più) e ammetto alla fine avevo anche un groppo alla gola.

Sto peggiorando lo ammetto. Di anno in anno sempre di più. So che è solo una partita con 22 uomini in braghe corte che rincorrono una palla…però io ne soffro sempre di più.

Dovrei cominciare a seguire il curling.

PS: temevo due inculate (chiedo venia per il francesismo) in un giorno e invece solo una.

PPS: però che goduria (che mi rendo conto potrebbe essere male interpretata col PS di cui sopra).

Risultati immagini per juventus atletico madrid

2 commenti

Archiviato in il gatto syl, me myself and I, palestra, Salute e benessere, Sport

Stavo giusto pensando…

che devo sfatare questa cosa che mi dimentico sempre le mutande.

Ora mi organizzo bene la borsa della palestra. Ci metto un sacchetto con l’abbigliamento da spinning e un paio di mutande, poi uno per quando sono in sala e anche li un bel paio di mutande e giusto per non farci mancare nulla, anche nel caso andassi in piscina, oltre al costume, l’accappatoio e gli occhialini, un bel paio di mutande così non corro più pericoli.

Certo l’idea di tanta organizzazione non è proprio mia, io sono un uomo, ragiono per fasi sequenziali non in parallelo,difficilmente ci sarei arrivato, ma in questo caso  ho subito intuito l’utilità del consiglio, così ora col cavolo che mi dimentico, tze.

Stavo giusto pensando orgogliasamente a questo oggi, mentre finito la mia intensa lezione di spinning, stavo cercando le ciabatte nella borsa…le ciabatte, cribbio!

Risultati immagini per borsa palestra virginactive

6 commenti

Archiviato in il gatto syl, palestra, spinning

Nella Spa della palestra

La mia palestra ha una zona spa. Sauna, bagno turco, idromassaggio quelle cose li insomma.

Alla fine della mia seduta di spinning, stasera, indeciso se optare per una seduta di nuoto o una di relax, ho optato per la seconda.

Prima la sauna, un po’ di bagno turco, per poi finire a mollo nella grande vasca con l’idromassaggio.

Ero giusto polleggiato a pancia in giù coi potenti getti che massaggiavano l’addome, quando ho visto lei.

Fisico spaziale, con un bikini rosso che sembrava rubato  da un catalogo de La Perla e una lunga chioma nera e fluente che le arrivava a metà della schiena.

Non aveva la cuffia e la signorina ha pensato bene di rimediare legandosi i capelli con un semplice elastico nero.

Ecco, la semplicità e la disinvoltura con cui questo pezzo di gnocca da paura si è legata i capelli mi ha fatto immaginare a quando può compiere quel gesto davanti al suo fortunato uomo, prima di dedicarsi a lui.

Sarà stato il pensiero osceno, sarà stato il getto d’acqua sparato nelle parti basse, fatto sta che mi è diventato barzotto in un attimo.

Fortunatamente sono stato salvato dalla situazione imbarazzante grazie alla “bagnina” intransigente che ha fatto uscire la signorina dalla vasca e all’acqua gelata della vasca adiacente che mi è servita per raffreddare la situazione.

images

 

2 commenti

Archiviato in il gatto syl, me myself and I, palestra, Senza categoria

L’incredibile Hulk-gatto

Stasera, tanto per cambiare, spinnig. Ovviamente la mia affermazione è ironica visto che faccio almeno due o tre lezioni la settimana pedaladando.

Però il lunedì si fa sul serio con Mimmo.

La sala è piena in ogni ordine di posti (ho sempre sognato dirlo). Tutte le bike al completo (sono quasi una quarantina) e la lezione è una powerqualcosa il che prevede che ben proiettati sullo schermo gigante in sala, ci siano le performance di ognuno dei bikers.

Durante la fase di riscaldamento, pedalando agile, non mi accorgo di nulla. Ma basta cominciare a lavorare sul pomello del freno, quello che regola la potenza (e di conseguenza la fatica) della pedalata per accorgermi che la mia bike non funziona bene.

Con apparente facilità infatti sprigiono potenze che nemmeno Cipollini nelle sue volate riuscirebbe a sviluppare.

Pedalo con nonchalance al 200 o al 300% della mia potenza abituale e la cosa è ben evidente sullo schermo sotto gli occhi di tutti.

E’ imbarazzante. Mi viene in mente la pubblicità col famoso slogan “ti piace vincere facile?”.  Chi mi è vicino vedo che ogni tanto allunga lo sguardo sulla mia pedalata, pensando di trovarmi con la stessa espressione di chi sta affrontando lo Stelvio e invece mi vede pedalare spingendo si, ma senza nemmeno troppa fatica.

In pratica ho macinato più del doppio di chilometri, calorie e watt di chiunque  altro.

Finisce la lezione e quando si riaccendono le luci noto che molti vanno alla ricerca della bici 27, la mia, quella che per tutto il tempo sembrava una moto più che una bici. Timidamente vado dall’istruttore e segnalo che la mia bike va registrata, visto i valori disumani di potenza che mi riconosceva.

Ascoltandomi un sorriso compare sul viso del mio vicino di bike che tirando un sospiro di sollievo mi dice “ah ecco…mi sentivo una m….a pedalare di fianco a te. Mi pareva un po’ strano”.

Va be…tanto gli avrei dato la paga ugualmente, ma questo glielo dimostrerò alla prossima lezione.

PS: tanto per non farmi mancar nulla non solo ho dimenticato le mutande, come al solito, ma questo giro pure l’accappatoio e le ciabatte. Il gatto sbadato colpisce ancora.

Risultati immagini per gatto hulk

 

 

 

7 commenti

Archiviato in il gatto syl, me myself and I, palestra, Senza categoria, spinning