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Sensazioni ritrovate

Leggera.

Fa quasi impressione il fatto che debba reggere il tuo peso su quella minima superficie. Non da l’idea di sicurezza, di consistenza.

Una sistematina al pacco, su la zip della maglia, casco allacciato e via col primo colpo di pedale…

Click-clack…le scarpette si agganciano e ti senti tutt’uno con lei.

Parlo della mia bici da corsa.

Era appesa al chiodo da 7/8 anni.

Il furto della mia mountain bike mi aveva fatto passare la voglia di pedalare. Forse anche per quello mi ero dato alla corsa, per la mia lunga parentesi da runner.

Poi l’anno scorso, riprendendo con la palestra ho riprovato a pedalare. Spinning, per un anno sempre da fermo, attento più alla musica che a quello che avevo intorno.

La gamba ritrovata mi ha fatto venire voglia di sentire nuovamente il vento in faccia, di sentire quel sottile sibilo dei raggi delle ruote che fendono l’aria.

Certo la bici, non più nuova, deve essere sistemata ancora per bene. Il cambio faceva i capricci, facendomi innervosire.

Però prestare attenzione al traffico, affrontato meno spavaldamente di una volta, tenere il controllo del manubrio molto sensibile, la postura bassa (non me la ricordavo così bassa).

Poi la leggerezza della pedalata, la bici che prende velocità…

Belle sensazioni.

Non vedo l’ora di risalirci sopra.

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Una giornata intensa

Quella di ieri non si può dire che non lo sia stata per me.

Avevo in programma un esame medico diciamo poco simpatico. Per cui già dalla sveglia ho dovuto iniziare “la procedura” di preparazione e sono bei momenti.

Poi esami del sangue e nell’attesa dell’esame vero e proprio (l’avevo verso l’ora di pranzo) ho pensato bene di riempirmi la mattinata con un po’ di commissioni da fare (toh guarda, mi scade giusto giusto la patente a fine mese).

Poi sono tornato nell’ambulatorio e ho vissuto i miei 5 minuti difficili. L’urologo era di origine tedesco e per quanto fosse anche carino nei modi, la veemenza con cui “maneggiava” l’attrezzo mentre io gli voltavo le spalle, me lo faceva immaginare più come un medico nazista fuori tempo.

Però finito il mio momento difficile (per ora sembra tutto ok) sono tornato in ufficio, ma con la mente ero già alla partita che si sarebbe giocata da li a qualche ora.

Con mio padre (milanista) ero stato chiaro. Non avertene a male, ma stasera la partita me la guardo per conto mio.

Per far arrivare le 21 decido di andare a correre un po’ in palestra. Non che ne avessi voglia (anche perchè fisicamente ero ancora un po’ provato), ma volevo fare qualcosa per “sfogarmi” un po’ e ridurre l’ansia (si perchè la mia era una vera e propria ansia).

Stupidamente, mentre correvo controvoglia soffrendo un po’ il ritmo che mi ero imposto, ho anche pensato “se riesco a tenere questo passo nelle ripetute stasera la Juve ce la fa”. Lo so che è un pensiero cretino, ma a volte mi vengono (di solito è se mi siedo in un certo modo o se indosso una maglietta particolare…insomma stupida scaramanzia). Fatto sta che per non diventare la causa del fallimento della mia squadra del cuore, sputo l’anima per tenere il passo imposto, riuscendoci (vedi che però è vero allora?!).

Ad un certo punto, finito l’allenamento e già docciato, penso che forse avrei potuto andare al cinema. In fin dei conti avrei spento il telefonino e alla fine del film avrei visto un risultato che mi avrebbe fatto felice o meno, ma evitando l’attacco alle coronarie che mi si sarebbe forse prospettato. Ma il pensiero muore nella frazione di un secondo.

Torno a casa e finalmente mi piazzo davanti alla TV. Non sul divano però, visto che dovevo ancora cenare, ma sulle più scomode sedie in cucina. Secondo voi però, visto che stavamo giocando bene e siamo andati in vantaggio, fin dove l’ho vista la partita rimanendo seduto sulla seggiola? Ma ovvio, fino al triplice fischio dell’arbitro. Metti che cambiando posizione i ragazzi si deconcentrassero, sai la tragedia.

Inutile dire il mio stato d’animo durante i 95 minuti della partita. I vicini di casa mi avranno sentito urlare almeno tre volte (ma penso qualcuna di più) e ammetto alla fine avevo anche un groppo alla gola.

Sto peggiorando lo ammetto. Di anno in anno sempre di più. So che è solo una partita con 22 uomini in braghe corte che rincorrono una palla…però io ne soffro sempre di più.

Dovrei cominciare a seguire il curling.

PS: temevo due inculate (chiedo venia per il francesismo) in un giorno e invece solo una.

PPS: però che goduria (che mi rendo conto potrebbe essere male interpretata col PS di cui sopra).

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Goffo

Ecco come mi sentivo guardandomi nell’enorme specchio a parete della sala corsi.

Stasera ho voluto provare uno di quei corsi, quelli dove gente insospettabile che lavora negli uffici, nelle banche nelle scuole, si mette completini attillati e colorati e salta su e giù dalle pedane, a ritmo di musica con l’aiuto di pesi per farsi ancor più del male.

La descrizione della lezione sul sito diceva “snellisci tonifica e rinforza con più di 60 worqualcosa e molto altro”. Avrei dovuto insospettirmi.

Essendo la prima volta, quando sono entrato nella sala corsi ho copiato cosa facevano tutti gli altri, prendendo il tappetino, i pesi e lo step e cercando un posticino nascosto il più lontano possibile dal centro della sala. Volevo passare inosservato…volevo.

Lei, l’aguzzina, ha cominciato subito la lezione con qualche esercizio di riscaldamento, ovviamente coreografato e ovviamente con il sottoscritto che inseguiva gli altri tentando vanamente di copiare i movimenti.

Poi il ritmo ha cominciato a salire, ma i miei battiti cardiaci e il mio fiatone si erano portati già avanti col lavoro. Il ritardo nella coreografia è diventato sistematico. Inoltre osservandomi distrattamente allo specchio non ho potuto fare a meno di annotarmi mentalmente che la maglietta gialla non sia stata la scelta migliore per passare inosservato. Vedevo la mia figura riflessa che bastardamente mi diceva “Ti piacciono le patatine? Ti piacciono gli aperitivi? Ti piace il gelato? E io ingrasso, ah se ingrasso. Te li metto tutti li sulla panza, tiè”

Da li in poi avrei evitato di guardare quel losco figuro dalla discreta maglietta gialla e mi sarei solo concentrato sull’aguzzina, che nel frattempo non faceva una pausa nemmeno a pregarla urlando in maniera minacciosa.

E’ stato solo verso la fine della lezione, mentre cercavo di fare i miei piegamenti sulle braccia appoggiato allo step, che mi sono chiesto se alcuni di quegli esercizi proposti dall’aguzzina, non rientrassero tra quelli vietati dalla convezione di Ginevra. Ma la maggiorparte dei prigionier…emh, dei partecipanti, mi sembravano invece soddisfatti e partecipativi.

Morale della favola: Le gambe tutto sommato hanno tenuto, le braccia e gli addominali decisamente no. Mi sono accorto solo alla fine che mi duolevano muscoli di cui ingnoravo addirittura l’esistenza.

Le braccia. Le braccia mi facevano così male che ho fatto fatica a farmi lo shampo sotto la doccia. Per non parlare dei lacci delle scarpe che non mi sono mai sembrati così stretti e lontani come stasera.

Pensare che nelle mie prime lezioni di spinning mi sentivo così figo…deve essere il karma della palestra.

Vuoi vedere che alla fine abbia fatto come lei?

 

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Alti e bassi

La mia sciatica ho scoperto che non è una sciatica ne tantomeno il piriforme. Il mio amico fisioterapistaosteopata mi ha visitato, tirato, spinto, massaggiato, scrocchiato per bene. Ad un certo punto ho anche urlato forza Napoli perchè si stava facendo minaccioso e volevo tenerlo buono. Mi ha rimesso in sesto. Non ancora completamente ma molto meglio rispetto a prima. Mi ha detto di provare pure a fare una piccola corsetta fra qualche giorno, di vedere come va. Vorrei farlo quanto prima, anche se quel fastidio (perchè non è un dolore vero e proprio) mi spaventa ancora un po’. Però le scarpette nel weekend le porto con me e vediamo. Grazie comunque cumpà. Davvero. (alto)

Stamattina ho litigato (discusso…si dice discutere) con il direttore di una rivista, una collega. Lei aveva le sue ragioni e io le mie. Le mie erano più concrete, ma lei era più brava a litigare di me. O la mandavo a fanculo, con conseguenze però imponderabili, o transavo la discussione con una sorta di concorso di colpa…un po’ per uno. Ho scelto per la seconda, anche perchè non ero così sicuro che il mio collaboratore fosse esente da responsabilità (nonostante spergiurasse di no). Però ho accusato il colpo per tutto il giorno con le palle girate. (basso)

Nel tardo pomeriggio sempre sul lavoro mi hanno chiesto un miracolo. A dire il vero non me l’hanno chiesto. Però il braccio destro del grande capo mi ha detto “tutti gli altri giornali anticipano l’uscita. Se il presidente mi chiede dovrò dire che voi non siete stati capaci…glielo dico giusto perchè lei lo sappia”. Premesso che se gli altri anticipano l’uscita, non devo essere io a pensare di farlo (per questo esiste un direttore del giornale, un direttore marketing, un direttore di divisione, un direttore di staminchia). Ma che il principe si sposa sabato prossimo lo sanno anche i sassi da mesi e mesi. Ciò nonostante io rimango col cerino in mano e cerco di capire come fare il miracolo. Non so se ci sono riuscito. Ma ho fatto tre o quattro telefonate per vedere se questo miracolo riusciamo a farlo, di cui sono soddisfatto. E’ questo il genere di cose che mi fa capire che a qualcosa servo. (alto)

Ieri sera Varese ha perso la sua terza partita ai playoff. Peccato, credevo veramente che ci potesse riuscire. Perdere un vantaggio di 19 punti nel terzo tempo è da suicidio anche se i bresciani sono stati davvero bravi. Però mi è piaciuto l’approccio del pubblico e della società, dell’allenatore. Alla fine, pur eliminati, parole di elogio per tutti. Nonostante tutto una festa. Lo sport dovrebbe essere così. (alto)

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Sciatalgia

Questa è la diagnosi che mi sono fatto da solo. Si lo so, non sono un medico e non posso fare diagnosi. Infatti la mia era una provocazione bella e buona.

Fatto sta però che è dal 25 aprile che non riesco più a correre. Dopo quei 15 chilometri infatti, sono rimasto piegato in due dal dolore per tutto il giorno. Pensando fosse una cosa più banale (avrò preso un colpo d’aria mentre ero sudato…) ho provato a correrci sopra due giorni dopo. Quando mai…dopo pochissimo ho dovuto arrendermi.

Rimesso in condizioni di camminare almeno senza zoppicare, ho provato a fare un po’ di nuoto. Ovviamente siccome lo trovo un po’ noioso, ho pensato bene di trovarmi qualche tabella da seguire, giusto per movimentare un po’ le sedute in piscina.

Però correre…cacchio che voglia. E non parliamo anche del beach tennis che ovviamente ho dovuto saltare.

Dopo quasi 20 giorni però mi sembrava di aver superato la cosa e ho provato a rimettermi le scarpette per vedere come andavo.

Ecco…non l’avessi mai fatto. L’infiammazione al nervo sciatico si è immediatamente riacutizzata.

Addio mezza di Rimini e soprattutto mi sono messo l’anima in pace sul fatto che stavolta farò passare un po’ più di tempo prima di “riprovare”.

Nel frattempo…mi sono iscritto in palestra. Ne avevo davvero voglia. E’ buffo (folle?) che nelle mie condizioni pensi, nemmeno troppo segretamente, a come potermi allenare per provare a fare la mia prima gara di triathlon entro i prossimi 12 mesi.

Ottimisticamente ho fatto partire l’abbonamento da giugno nella speranza di tornare in sesto per allora. Alla peggio però sfrutterò la piscina compresa nell’abbonamento che tutto sommato comincia anche a piacermi.

Nel frattempo mi sono “curato” con qualche antidolorifico e arnica. Finora senza troppo successo.

Domani provo con un fisioterapista, vecchio amico di blog. Spero non mi faccia vedere troppo le stelle…nonostante lui sia tifoso del napoli e incattivito dallo scudetto della Juve, vero uagliò?  😉

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Piccoli segnali

Ieri sono andato al mio consueto allenamento di beach tennis. Dopo una ventina di minuti ho sentito una fitta all’inguine. Stupidamente ci ho continuato a giocare sopra (tra l’altro con scatti e tuffi nella sabbia che manco i gatt…ah già che sono gatto pure io) anche perchè a caldo il fastidio sembrava sopportabile.

La notte invece un po’ meno. Si insomma, penso sia uno stiramento e col muscolo freddo mi fa un po’ male quando mi muovo. Forza zero e situazioni imbarazzanti come dover prendere la gamba con le mani quando salgo in macchina o cose del genere. Insomma un relitto.

In ogni caso, già durante la lezione pensavo a quanto incominciasse un po’ a stufarmi quel tipo di attività. Forse l’aver pagato una nuova rata della retta, cara arrabbiata, ha contribuito a farmi fare quei pensieri. Però tutto sommato con la stessa cifra potrei permettermi un abbonamento in palestra dove potrei tornare a fare spinning (che un po’ mi manca) magari più volte la settimana e magari trovando nuovi spunti per il blog (vita da palestra è sempre stato un mio vecchio cavallo di battaglia).

Anche con la corsa non è che abbia molti stimoli. Corro piano, il che mi porta a non pianificare nessuna gara, il che conseguentemente mi porta a non aver obiettivi e quindi motivazioni forti per allenarmi…un circolo per nulla virtuoso dal quale faccio parecchia fatica ad uscire.

Insomma, per un tipo tutto sommato sportivo come me, non è un periodo di grandi entusiasmi.

Suggerimenti?

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Delle ripetute, delle scopate e del signor Plank

Sto cercando di ritrovare un minimo di forma. Purtroppo sono ancora ben lontano da quello che riuscivo a fare un po’ di mesi fa. Corro con la sensazione di fatica, poca voglia e col desiderio di poter tornare quanto prima per una doccia ristoratrice.

Purtroppo la mente continua a ricordarsi di quando riuscivo a fare molti più chilometri e molto più velocemente. A volte il corpo cede e comincia a mulinare i passi come allora, salvo schiantarsi dopo poco. Se riesco ad allenarmi con qualcuno resisto un po’ di più, ma a volte, correndo con chi aveva il mio passo o addirittura era più lento,  comprendo invece ancor meglio quanto sia distante dallo stato di forma che mi piacerebbe avere.

Per compensare cerco di integrare gli allenamenti di corsa con degli esercizi per gli addominali, che comunque aiutano nell’azione di corsa (e in generale male non fanno alla pancetta).

In modo particolare, senza inventarmi chissà quali esercizi, mi concentro su un solo tipo. L’eserczio di Plank.

Il “plank” è un esercizio statico nel quale bisogna mantenere il corpo in posizione corretta, anche se non si fa un movimento specifico.

Per iniziare, sdraiatevi per terra, con l’addome rivolto verso il basso. Successivamente, piegate i gomiti di 90º, in modo che risultino allineati con le spalle. Il corpo deve formare una linea retta dalla testa ai talloni; bisogna appoggiarsi solo sugli avambracci e sulla punta dei piedi. Ricordate che i gomiti devono rimanere esattamente sotto le spalle.

Quando adottate questa posizione, i muscoli addominali si tenderanno e non dovrete rilassarli finché non avrete terminato l’esercizio.

Ecco quindi, che mentre “guardo” la tv , ascolto la musica o anche solo leggo da tablet, mi metto li, sul mio bel tappetino di gomma piuma e comincio le mie sedute.

E’ in quei momenti che mia mente parte per le analogie mentre il culo fa una fatica del diavolo a rimanere in posizione corretta.

Vanno fatte delle ripetute…come quelle fatte di corsa, da 400 metri, da un km o da quanto possa servire. Più serie cercando di resistere quanto più possibile. Conta la tenuta muscolare ma anche quella mentale, perchè arriva un certo punto in cui tutto il corpo ti dice, anzi, ti urla di interrompere…e li è solo la testa che ti spinge a resistere quel qualcosa in più. Io di solito mi cronometro con un timer col conto alla rovescia, in modo da avere un obiettivo da raggiungere (sempre per obiettivi io).

E poi, quando arrivo alla fine, quando mi accascio a corpo morto sul tappetino, sento il cuore che va a mille e la sensazione è simile a quella che provo quando si raggiunge un orgasmo dopo aver fatto l’amore. Una sorta di liberazione e soddisfazione per l’attività appena portata a termine.

In ogni caso una benefica liberazione di endorfine.

Perchè scrivo questa cosa?

Boh…probabilmente perchè dovrei scopare di più e lasciar perdere il signor Plank. 😉

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Chi non muore si rivede

Stavolta l’influenza mi ha messo a dura prova.

L’uomo che rimane provato con 37 e 2 di febbre, provate a immaginare come debba sentirsi dopo 4 giorni consecutivi tra i 38 e 39.

Già il fatto che parlo di me in terza persona testimonia che completamente a posto non sono ancora, ma confido di rimettermi in sesto anche grammaticalmente.

Comunque l’ho patita molto. Lo sa anche il mio polso che si è quasi slogato per tutte le volte che ho dovuto misurarmi la febbre, il mio kpi di questi giorni.

Per il resto niente raffreddore ma solo un mal di gola terribile, come se avessi un porcospino nella trachea, e una tosse che ad ogni colpo sembrava una coltellata.

Ora però sto meglio. Stamattina per la prima volta mi sono svegliato senza febbre.

Dicono che con la febbre si cresce. In altezza ho misurato e non ho notato differenze…chissà dove sarò cresciuto?  😉

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Sensazioni

Sbaglio o è un po’ che non parlo di corsa? Vi manca vero?

Sto preparando la maratona di Milano e ormai manca solo un mese. Le sensazioni, fino a qualche giorno fa non erano particolarmente positive. Ogni allenamento lo trovavo faticoso, poco performante. I lunghi fatti con fatica (comunque fatti) e pochi lavori durante la settimana. Per un motivo o per l’altro non trovavo mai il tempo per dedicare il tempo necessario.

Poi mio padre mi ha consigliato il magnesio. “Provalo, un cucchiaino sciolto nell’acqua ogni giorno aiuta contro l’affaticamento muscolare”.

E in effetti alla fine dei miei allenamenti, ho cominciato a sentire meno la sensazione di fatica.

Certo, l’effetto psicologico so che gioca un ruolo fondamentale…ma chissene, come direbbe mio figlio, magari ho trovato il mio doping ideale.

Infine questa settimana la svolta, o almeno lo spero.

Mercoledì un allenamento che non aveva nulla di particolare, un ritmo allegro ma non tiratissimo, ma che mi ha lasciato sensazioni (si sto abusando di questa parola) assolutamente piacevoli.

Stasera invece una bella seduta di ripetute. Era un bel po’ che non ne facevo e anche se ne ho fatte un po’ meno di quello avrei dovuto (altrimenti facevo cenare troppo tardi mio padre) le ho affrontate al ritmo giusto, anzi un po’ più veloce, e soprattutto con, indovinate un po’, sensazioni positivissime. Sarei potuto andare avanti ancora, anzi, mentre sto scrivendo, avrei ancora voglia di mettermi le scarpette e andare a correre nuovamente.

Nel weekend avrò l’ultimo esame serio. Il lungo più lungo di tutta la preparazione. 35 chilometri, mica bruscolini, che però, non mi fanno particolarmente paura.

Poi magari lunedì sarò qui a scrivere che sono stramazzato, che ho fatto una fatica del diavolo…però la sensazione che ho non è questa.

E da settimana prossima comincerò la fase di scarico in vista del mio appuntamento del 2 aprile.

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dei dazi da pagare e di altre amenità

Ieri ho corso. E’ stato stupendo riprendere dopo un mese. Nelle mie intenzioni, dopo aver puntato la sveglia alle 5,45 ed essermi vestito con pantaloncini e maglietta, c’era di camminare e correre in maniera alternata….qualche minuto in un modo e qualche altro nell’altro.

L’aria era piacevolemnte frizzante, il sole già oltre l’orizzonte, e le cuffiette mi deliziavano con la mia playlist da corsa. Ho fatto partire il mio garmin e ho camminato…per 20 metri, poi ho cominciato a corricchiare…nessun dolore…tutto bene, proseguo così.

Per tutto il tempo sono un po’ sul chi va la per capire se la gamba da qualche segno di cedimento. In realtà dopo quasi mezz’ora qualche fastidio al quadricipite lo avverto, ma non è il nervo sciatico, ma più banalmente il muscolo che non è più abituato.

Torno verso casa e ci arrivo 7 km dopo essere partito. Sono soddisfatto e felice per essere riuscito a correre. Ovviamente camminando ho percorso solo i 20 metri iniziali.

Il giorno dopo però l’ho pagata. Muscolarmente questa volta. Ho le gambe indolenzite, indurite, cammino come uno zombi. Ho esagerato. Se correvo un po’ meno forse oggi sarei già riuscito a correre ancora, invece devo aspettare almeno un paio di giorni per sciogliermi un minimo. Pace.

Nel frattempo ho trascorso una giornata molto intensa. Prima una riunione organizzativa, un cambiamento necessario ma non certo ben voluto dalle persone coinvolte. Mi è venuto il mal di stomaco, devo imparare a somatizzare meno le tensioni lavorative.

Poi la riunione sulla valutazione delle risorse. Una sorta di festival dell’ipocrisia in cui, dopo aver dato le pagelle, bisogna spiegare perchè e percome abbiamo dato quel giudizio. Le budella sempre più attorcigliate.

Poi la lezione al master. Stavolta i ragazzi mi sono sembrati più interessati e io mi sentivo a mio agio nello spiegare loro i segreti della produzione dei libri.

Ho concluso la serata con mio padre. Visto che il frigo ormai è vuoto in vista della sua partenza per la romagna, siamo andati a cena in un posticino che conosceva lui. Spaghetti al cartoccio…a parte il fatto di averli aspettati tre quarti d’ora nonostante ci fossero più tavoli vuoti che pieni, non mi hanno fatto impazzire…anzi. Ma fa niente…dopo una giornata intensa chissene.

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