Archivi categoria: Senza categoria

Una serata in palestra

Oggi, la mia terza serata consecutiva in palestra per questa settimana (che vita da queste parti…)

La prima parte prevedeva una lezione di stretching, flexability la chiamano. Facile direte voi. E invece per quanto utile, è stato imbarazzante vedere il sottoscritto, un autentico gatto di marmo, tentare fantozzianamente di allungarsi, alzare arti, tirarsi muscoli, con risultati decisamente mediocri, mentre flessibili fanciulle, la maggiorparte della classe, si contorceva senza problemi manco fossimo al circo. Accidenti ai miei quadricipiti.

Poi l’attesa della seconda lezione, ingannata correndo in scioltezza sul tapis roulant per poi buttarmi alla scoperta dello spirit ride. Non so perchè lo chiamano così, ma di fatto è una sorta di spinning, con esercizi anche per la parte superiore con tanto di flessioni e pesi, delle specie di catene in gomma leggermente appesantite.

Era la mia prima volta e combinazione è stata anche la prima lezione dell’insegnante. Non una grande platea per lei a dire il vero. Quattro gatti, nel senso letterale del termine, disposti peraltro a mo di ascensore, i più distanti gli uni con gli altri.

Ciò nonostante, nonostante fosse un po’ goffa all’inizio, non conoscendo bene i meccanismi delle apparecchiature per l’audio e i video, alla fine è partita e per un’ora circa, ha pedalato, urlato, sorriso, recitato, manco fosse un’animatrice da villaggio.

Encomiabile nell’impegno sia chiaro, solo che stonava decisamente con l’aula semivuota.

Comunque alla fine ho fatto la mia pedalata coreografata con l’insegnante fuori di testa. Devo però ancora capire se mi è piaciuta la lezione oppure no. Toccherà rifarla ancora.

k9dy00

Annunci

8 commenti

Archiviato in il gatto syl, palestra, Senza categoria, spinning, Sport

Touchè

Riunione.

Dobbiamo discutere il cambio di formato di una rivista.

Ognuno dice la sua. Chi così, chi cosà…io semplicemente faccio presente che a parità di costi il formato lo farei più grande possibile, almeno un centimetro in più rispetto a quello attuale.

La responsabile della pubblicità, con cui tra l’altro non ho nemmeno grande confidenza, mi fredda:

“Sei un uomo. Fin da piccoli pensate ai centimetri e a chi ce l’ha più lungo”

Touchè.

Immagine correlata

3 commenti

Archiviato in il gatto syl, Lavoro, me myself and I, Senza categoria

4 giorni

In quattro giorni nella splendida città dei Sassi:

Ho dato 1452 baci sulla guancia

Ho chiesto 128 volte “chi è quello li?”

Ho risposto ad almeno 52 “che si dice su a Milano?”

Ho mangiato, mangiato, mangiato, mangiato…

Ho corso solo 4 chilometri

Ho scattato qualche selfie e 40 foto a Sylvestrino

Ho dormito nei sassi

Ho fatto la doccia con la cromoterapia

Sono rimasto incredibilmente affascinato dalla padrona di casa del b/b in cui alloggiavamo

Ho camminato per almeno 40 km.

Ho bevuto una ventina di caffè

Ho iniziato a leggere un libro che mi piace un sacco

Mi sono divertito coi cugini

Mi sono rotto le scatole con gli zii (non per colpa loro, ma oggettivamente facevo fatica a capirli)

Ho fatto trekking e attraversato un ponte tibetano

Ho visto un uomo delle caverne con l’ombrello

Ho passeggiato su e giù per una delle più affascinanti città che esistano

Ho provato finalmente il Moscow mule

uomo delle caverne

13 commenti

Archiviato in il gatto syl, me myself and I, Senza categoria, Viaggi e vacanze

24 anni

Questa è stata l’età media di chi ha frequentato casa mia negli ultimi tre giorni, quella tra la mia età e quella dei 3 quindicenni, uno dei quali mio figlio, che hanno movimentato un po’ casa mia da domenica scorsa.

Devo dire che vivere a stretto contatto con tre adolescenti è stato interessante.

Ho potuto capire i loro gusti musicali dal viaggio juke-box. Due ore di auto a scegliere democraticamente una canzone a testa. Uno con gusti pop, uno inaspettatamente molto cool e a tratti ricercati (addirittura un brano di Bob Marley che non conoscevo neppure io) e l’ultimo, Sylvestrino, che ci ha proposto solo rap quasi sempre italiani, con testi duri come coltelli affilati (e continuo a pensare a quale messaggio stia mandando, se lo sta mandando).

Poi è stato divertente vedere come si prendevano per il culo fra loro, come interagivano, come se la cavavano nelle faccende più pratiche (c’era chi non si sapeva ancora fare il letto).

Poi i film. Demenziali e a volte imbarazzanti (sentire battute su pompini e fare mente locale sulla loro età mentre ci ridevamo tutti sopra, si insomma…fa un certo effetto).

Poi anche mio padre ha avuto il suo bel da fare, anche se durante il giorno erano molto autonomi e andavano in giro da soli. La sera poi erano di corvè in cucina, mi sono cimentato anche in uno dei miei celeberrimi risotti e loro sono stati bravi a darmi una mano.

Insomma…un po’ di disordine e caos, sono stati un piacevole pegno da pagare per vivere qualche giornata fuori dalla routine.

E ammetto, già mi mancano.

images

13 commenti

Archiviato in figli, il gatto syl, me myself and I, Senza categoria

Goffo

Ecco come mi sentivo guardandomi nell’enorme specchio a parete della sala corsi.

Stasera ho voluto provare uno di quei corsi, quelli dove gente insospettabile che lavora negli uffici, nelle banche nelle scuole, si mette completini attillati e colorati e salta su e giù dalle pedane, a ritmo di musica con l’aiuto di pesi per farsi ancor più del male.

La descrizione della lezione sul sito diceva “snellisci tonifica e rinforza con più di 60 worqualcosa e molto altro”. Avrei dovuto insospettirmi.

Essendo la prima volta, quando sono entrato nella sala corsi ho copiato cosa facevano tutti gli altri, prendendo il tappetino, i pesi e lo step e cercando un posticino nascosto il più lontano possibile dal centro della sala. Volevo passare inosservato…volevo.

Lei, l’aguzzina, ha cominciato subito la lezione con qualche esercizio di riscaldamento, ovviamente coreografato e ovviamente con il sottoscritto che inseguiva gli altri tentando vanamente di copiare i movimenti.

Poi il ritmo ha cominciato a salire, ma i miei battiti cardiaci e il mio fiatone si erano portati già avanti col lavoro. Il ritardo nella coreografia è diventato sistematico. Inoltre osservandomi distrattamente allo specchio non ho potuto fare a meno di annotarmi mentalmente che la maglietta gialla non sia stata la scelta migliore per passare inosservato. Vedevo la mia figura riflessa che bastardamente mi diceva “Ti piacciono le patatine? Ti piacciono gli aperitivi? Ti piace il gelato? E io ingrasso, ah se ingrasso. Te li metto tutti li sulla panza, tiè”

Da li in poi avrei evitato di guardare quel losco figuro dalla discreta maglietta gialla e mi sarei solo concentrato sull’aguzzina, che nel frattempo non faceva una pausa nemmeno a pregarla urlando in maniera minacciosa.

E’ stato solo verso la fine della lezione, mentre cercavo di fare i miei piegamenti sulle braccia appoggiato allo step, che mi sono chiesto se alcuni di quegli esercizi proposti dall’aguzzina, non rientrassero tra quelli vietati dalla convezione di Ginevra. Ma la maggiorparte dei prigionier…emh, dei partecipanti, mi sembravano invece soddisfatti e partecipativi.

Morale della favola: Le gambe tutto sommato hanno tenuto, le braccia e gli addominali decisamente no. Mi sono accorto solo alla fine che mi duolevano muscoli di cui ingnoravo addirittura l’esistenza.

Le braccia. Le braccia mi facevano così male che ho fatto fatica a farmi lo shampo sotto la doccia. Per non parlare dei lacci delle scarpe che non mi sono mai sembrati così stretti e lontani come stasera.

Pensare che nelle mie prime lezioni di spinning mi sentivo così figo…deve essere il karma della palestra.

Vuoi vedere che alla fine abbia fatto come lei?

 

10 commenti

Archiviato in il gatto syl, me myself and I, palestra, Salute e benessere, Senza categoria, Sport

Diamo a Cesare quel che è di Cesare

Chi mi segue da un po’ conosce la scarsa considerazione che ho del mio capo. Numerosi sono gli episodi che mi hanno fatto capire quanto sia arrogante e, diciamola tutta, stronzo.

Però oggi mi è piaciuto.

Non sto a spiegare bene il contesto perchè sarebbe difficile da fare in tutte le sfumature, ma vi basti pensare che, di fronte ad un cambiamento organizzativo che coinvolge il mio ufficio e un mio collaboratore, che in realtà collabora assai poco, si è schierato molto apertamente.

Io avevo proposto una soluzione e il mio collaboratore, che storicamente gode di autonomia e di appoggi importanti, voleva invece un’altra di suo comodo, giustificandola con argomentazioni personali (non mi è simpatico, non va d’accordo con il marketing, serve più a te….) e non tecniche.

Però non è che il mio capo mi sia piaciuto perchè ha dato ragione a me, ma perchè ha shampato in modo violento l’altro per la poca oggettività delle sue argomentazioni e per la sua insubordinazione.

Ammetto io non sarei stato capace di tanto. Nei conflitti cerco sempre la mediazione, sia pur cercando di perseguire le mie ragione. Lui invece l’ha letterelamente sollevato di peso.

Ora la questione non è certo chiusa e probabilmente vivrà un passaggio importante in un incontro che avremo martedì prossimo tra noi tre e il direttore del personale.

Io sono tranquillo (anche se ovviamente amaraggiato) e forte delle mie ragioni. Per ora anche con l’appoggio inusuale del mio capo nonchè del direttore del personale che aveva approvato e avallato la mia proposta.

Si tratta solo di convincere il mio collaboratore che a fare le teste di cazzo in maniera arrogante, a volte, si rischia di prendere qualche sberla.

Nel frattempo so già che mi starà facendo qualche maledizione con qualche bambola vudù. Se mi tornerà a far male la schiena saprò di chi è la colpa.

Intanto vado a pedalare in palestra appena posso. Mi sta esaltando questa cosa oltre a farmi sfogare per bene. Era una vita che non provavo entusiasmo a questo modo per un’attività sportiva.

images

 

10 commenti

Archiviato in il gatto syl, Lavoro, Senza categoria

The cat is back

Domenica mattina.

Avevo preparato meticolosamente la borsa, andando a ritrovare indumenti nell’armadio che non mettevo da anni.

Indossare i pantaloncini col fondello, la maglia tecnica, le scarpe col tacchetto per agganciare i pedali…

Poi con aria un po’ smarrita e col passo di chi cammina con scarpe inadatte a camminare, mi avvio verso la sala. La trovo con 30 bike quasi tutte ancora libere, un po’ diverse da come me le ricordavo, sembrano tutte molto curate.

Ne scelgo una e comincio a regolare il sellino, all’anca, poi il manubrio, sia in altezza che in lunghezza. L’immancabile rituale preparatorio per la seduta di allenamento.

Finalmente ci salgo sopra. Click-clack…i tacchetti in metallo si agganciano magicamente ai pedali e questi sento che rispondono alla leggera pressione dei piedi.

Un piccolo schermo sul manubrio si accende e comincia a mostrarmi dei numeri. Intuisco si riferiscano alla frequenza di pedalata, alla potenza (non si può più barare) e ad altri dati utili per capire come va l’allenamento.

Intanto la sala comincia a riempirsi. Si conoscono quasi tutti. Alcuni mi guardano un po’ strano, sono lo sconosciuto in questa tribù. Una signora un po’ agè mi fa notare che la mia bike “regala” qualcosa. Penso si riferisca alla potenza segnalata dal computerino.

Intuisco di essermi impossessato della “sua”bike e le chiedo se la vuole lei, ma gentilmente mi dice di non preoccuparmi.

Arriva anche l’insegnante. Sembra sicuro di se e mi sembra ben voluto dagli altri bikers. Da una parte vorrei presentarmi, magari chiedere qualche consiglio, ma come al solito vince un po’ di timidezza e taccio ripromettendomi di farlo a fine lezione.

Si spengono le luci. Sul grande schermo sulla parete partono immagini ad effetto. Anche la musica comincia a far sentire la sua ritmica, inizialmente lenta, per preparare il riscaldamento.

Era 5 anni che non pedalavo.

The cat is back.

Dollarphotoclub_56437601

10 commenti

Archiviato in il gatto syl, me myself and I, palestra, Senza categoria, spinning, Sport

Ma che cazzo…

Già mi chiedo che cosa ci sia da festeggiare nel raggiungere le 52 primavere.

Però la mia azienda devo dire che mi ha fatto proprio dei regali di merda.

Un direttore del personale, antipatico e antiempatico (si dirà così?) che mi chiede dei soldi, un presidente che fa il precisino fuori tempo massimo, un collaboratore permaloso (più del suo capo e credetemi non è cosa semplice) che mi piazza una malattia strategica nel giorno sbagliato, un altro che “sbotta” in riunione costringendomi a sudare sette camice per tentare di calmarlo, fortunatamente con buona riuscita.

Aggiungete un po’ di problemi di qualità e di ritardo assortiti…ed ecco il mio venerdì-lunedì.

Mi accontentavo di una cravatta, anche bruttina.

Risultati immagini per gatto silvestro compleanno

27 commenti

Archiviato in il gatto syl, me myself and I, Senza categoria

Alti e bassi

La mia sciatica ho scoperto che non è una sciatica ne tantomeno il piriforme. Il mio amico fisioterapistaosteopata mi ha visitato, tirato, spinto, massaggiato, scrocchiato per bene. Ad un certo punto ho anche urlato forza Napoli perchè si stava facendo minaccioso e volevo tenerlo buono. Mi ha rimesso in sesto. Non ancora completamente ma molto meglio rispetto a prima. Mi ha detto di provare pure a fare una piccola corsetta fra qualche giorno, di vedere come va. Vorrei farlo quanto prima, anche se quel fastidio (perchè non è un dolore vero e proprio) mi spaventa ancora un po’. Però le scarpette nel weekend le porto con me e vediamo. Grazie comunque cumpà. Davvero. (alto)

Stamattina ho litigato (discusso…si dice discutere) con il direttore di una rivista, una collega. Lei aveva le sue ragioni e io le mie. Le mie erano più concrete, ma lei era più brava a litigare di me. O la mandavo a fanculo, con conseguenze però imponderabili, o transavo la discussione con una sorta di concorso di colpa…un po’ per uno. Ho scelto per la seconda, anche perchè non ero così sicuro che il mio collaboratore fosse esente da responsabilità (nonostante spergiurasse di no). Però ho accusato il colpo per tutto il giorno con le palle girate. (basso)

Nel tardo pomeriggio sempre sul lavoro mi hanno chiesto un miracolo. A dire il vero non me l’hanno chiesto. Però il braccio destro del grande capo mi ha detto “tutti gli altri giornali anticipano l’uscita. Se il presidente mi chiede dovrò dire che voi non siete stati capaci…glielo dico giusto perchè lei lo sappia”. Premesso che se gli altri anticipano l’uscita, non devo essere io a pensare di farlo (per questo esiste un direttore del giornale, un direttore marketing, un direttore di divisione, un direttore di staminchia). Ma che il principe si sposa sabato prossimo lo sanno anche i sassi da mesi e mesi. Ciò nonostante io rimango col cerino in mano e cerco di capire come fare il miracolo. Non so se ci sono riuscito. Ma ho fatto tre o quattro telefonate per vedere se questo miracolo riusciamo a farlo, di cui sono soddisfatto. E’ questo il genere di cose che mi fa capire che a qualcosa servo. (alto)

Ieri sera Varese ha perso la sua terza partita ai playoff. Peccato, credevo veramente che ci potesse riuscire. Perdere un vantaggio di 19 punti nel terzo tempo è da suicidio anche se i bresciani sono stati davvero bravi. Però mi è piaciuto l’approccio del pubblico e della società, dell’allenatore. Alla fine, pur eliminati, parole di elogio per tutti. Nonostante tutto una festa. Lo sport dovrebbe essere così. (alto)

arrows-up-down

 

23 commenti

Archiviato in il gatto syl, Lavoro, me myself and I, Salute e benessere, Senza categoria

Sciatalgia

Questa è la diagnosi che mi sono fatto da solo. Si lo so, non sono un medico e non posso fare diagnosi. Infatti la mia era una provocazione bella e buona.

Fatto sta però che è dal 25 aprile che non riesco più a correre. Dopo quei 15 chilometri infatti, sono rimasto piegato in due dal dolore per tutto il giorno. Pensando fosse una cosa più banale (avrò preso un colpo d’aria mentre ero sudato…) ho provato a correrci sopra due giorni dopo. Quando mai…dopo pochissimo ho dovuto arrendermi.

Rimesso in condizioni di camminare almeno senza zoppicare, ho provato a fare un po’ di nuoto. Ovviamente siccome lo trovo un po’ noioso, ho pensato bene di trovarmi qualche tabella da seguire, giusto per movimentare un po’ le sedute in piscina.

Però correre…cacchio che voglia. E non parliamo anche del beach tennis che ovviamente ho dovuto saltare.

Dopo quasi 20 giorni però mi sembrava di aver superato la cosa e ho provato a rimettermi le scarpette per vedere come andavo.

Ecco…non l’avessi mai fatto. L’infiammazione al nervo sciatico si è immediatamente riacutizzata.

Addio mezza di Rimini e soprattutto mi sono messo l’anima in pace sul fatto che stavolta farò passare un po’ più di tempo prima di “riprovare”.

Nel frattempo…mi sono iscritto in palestra. Ne avevo davvero voglia. E’ buffo (folle?) che nelle mie condizioni pensi, nemmeno troppo segretamente, a come potermi allenare per provare a fare la mia prima gara di triathlon entro i prossimi 12 mesi.

Ottimisticamente ho fatto partire l’abbonamento da giugno nella speranza di tornare in sesto per allora. Alla peggio però sfrutterò la piscina compresa nell’abbonamento che tutto sommato comincia anche a piacermi.

Nel frattempo mi sono “curato” con qualche antidolorifico e arnica. Finora senza troppo successo.

Domani provo con un fisioterapista, vecchio amico di blog. Spero non mi faccia vedere troppo le stelle…nonostante lui sia tifoso del napoli e incattivito dallo scudetto della Juve, vero uagliò?  😉

large_schiena-sciatalgia

17 commenti

Archiviato in il gatto syl, me myself and I, palestra, running, Salute e benessere, Senza categoria