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Varie ed eventuali

Ho problemi con il nervo sciatico. Preferisco dire così che “ho la sciatica” perchè fa meno vecchio…però il concetto non cambia. Sembra che il mio corpo mi stia dando dei segnali che mi rifiuto di ascoltare. Ho provato infatti a correrci sopra venerdì scorso e per due giorni non sono stato in grado di muovermi. Ieri ho provato a fare un po’ di nuoto…ma non sono abituato e i crampi dopo un po’ si sono impossessati delle mie gambe (imbarazzante aggrapparsi ai galleggianti che dividono le corsie in piscina facendo smorfie).

Forse dovrei anticipare la mia iscrizione in palestra.

Per il resto un weekend tranquillo se si considera che il massimo dell’adrenalina l’ho provato nel cambio armadio.

Ieri sono andato a mangiare in un agriturismo fuori porta. A parte l’abbuffata, è successa una cosa curiosa. Un amichetto di mio figlio, giocando,  ha perso il cellulare in uno sterminato campo di erba altissima. Ovviamente era in silenzioso e ovviamente il trova cellulare non funzionava. Praticamente era come andare a cercare un ago in un pagliaio (che non ho mai capito perché gli aghi li mettono li).

Però dopo aver finito il dolce, con metodo e culo, mi sono cimentato anche io nella caccia al tesoro dove inutilmente tutti stavano cimentandosi e, dopo pochi minuti, sono riuscito a ritrovarlo tra l’incredulità generale. Sono diventato l’eroe del giorno.

Come cantava Vasco….”Basta poco”.

 

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Non sparate sul pianista

C’è poco da dire. Sembrava impossibile ma alla fine ci avevo davvero creduto.

Vincere 3 a 1 al Bernabeu ed essere delusi.

Sul gruppo di whatsup del fantacalcio sono stato bravo. Non ho reagito. Mi sarebbe spiaciuto perdere amicizie di tanti anni.

Rosico.

Spero che la Roma possa vendicarci. Ieri al terzo gol di Manolas mi sono commosso. Hanno fatto una gara davvero incredibile.

Nel frattempo mi chiedo perchè ho scritto il post. Deve essere una vena masochista che non sapevo di avere.

Non sparate sul pianista.

 

Ps: Continuo a chiedermi perchè Ficarra gioca titolare e Picone no. Comunque quando gioca nel Real mi sta sul cazzo.

ficarra-marcelo

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Piccoli segnali

Ieri sono andato al mio consueto allenamento di beach tennis. Dopo una ventina di minuti ho sentito una fitta all’inguine. Stupidamente ci ho continuato a giocare sopra (tra l’altro con scatti e tuffi nella sabbia che manco i gatt…ah già che sono gatto pure io) anche perchè a caldo il fastidio sembrava sopportabile.

La notte invece un po’ meno. Si insomma, penso sia uno stiramento e col muscolo freddo mi fa un po’ male quando mi muovo. Forza zero e situazioni imbarazzanti come dover prendere la gamba con le mani quando salgo in macchina o cose del genere. Insomma un relitto.

In ogni caso, già durante la lezione pensavo a quanto incominciasse un po’ a stufarmi quel tipo di attività. Forse l’aver pagato una nuova rata della retta, cara arrabbiata, ha contribuito a farmi fare quei pensieri. Però tutto sommato con la stessa cifra potrei permettermi un abbonamento in palestra dove potrei tornare a fare spinning (che un po’ mi manca) magari più volte la settimana e magari trovando nuovi spunti per il blog (vita da palestra è sempre stato un mio vecchio cavallo di battaglia).

Anche con la corsa non è che abbia molti stimoli. Corro piano, il che mi porta a non pianificare nessuna gara, il che conseguentemente mi porta a non aver obiettivi e quindi motivazioni forti per allenarmi…un circolo per nulla virtuoso dal quale faccio parecchia fatica ad uscire.

Insomma, per un tipo tutto sommato sportivo come me, non è un periodo di grandi entusiasmi.

Suggerimenti?

Risultati immagini per stanchezza sport

 

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Delle ripetute, delle scopate e del signor Plank

Sto cercando di ritrovare un minimo di forma. Purtroppo sono ancora ben lontano da quello che riuscivo a fare un po’ di mesi fa. Corro con la sensazione di fatica, poca voglia e col desiderio di poter tornare quanto prima per una doccia ristoratrice.

Purtroppo la mente continua a ricordarsi di quando riuscivo a fare molti più chilometri e molto più velocemente. A volte il corpo cede e comincia a mulinare i passi come allora, salvo schiantarsi dopo poco. Se riesco ad allenarmi con qualcuno resisto un po’ di più, ma a volte, correndo con chi aveva il mio passo o addirittura era più lento,  comprendo invece ancor meglio quanto sia distante dallo stato di forma che mi piacerebbe avere.

Per compensare cerco di integrare gli allenamenti di corsa con degli esercizi per gli addominali, che comunque aiutano nell’azione di corsa (e in generale male non fanno alla pancetta).

In modo particolare, senza inventarmi chissà quali esercizi, mi concentro su un solo tipo. L’eserczio di Plank.

Il “plank” è un esercizio statico nel quale bisogna mantenere il corpo in posizione corretta, anche se non si fa un movimento specifico.

Per iniziare, sdraiatevi per terra, con l’addome rivolto verso il basso. Successivamente, piegate i gomiti di 90º, in modo che risultino allineati con le spalle. Il corpo deve formare una linea retta dalla testa ai talloni; bisogna appoggiarsi solo sugli avambracci e sulla punta dei piedi. Ricordate che i gomiti devono rimanere esattamente sotto le spalle.

Quando adottate questa posizione, i muscoli addominali si tenderanno e non dovrete rilassarli finché non avrete terminato l’esercizio.

Ecco quindi, che mentre “guardo” la tv , ascolto la musica o anche solo leggo da tablet, mi metto li, sul mio bel tappetino di gomma piuma e comincio le mie sedute.

E’ in quei momenti che mia mente parte per le analogie mentre il culo fa una fatica del diavolo a rimanere in posizione corretta.

Vanno fatte delle ripetute…come quelle fatte di corsa, da 400 metri, da un km o da quanto possa servire. Più serie cercando di resistere quanto più possibile. Conta la tenuta muscolare ma anche quella mentale, perchè arriva un certo punto in cui tutto il corpo ti dice, anzi, ti urla di interrompere…e li è solo la testa che ti spinge a resistere quel qualcosa in più. Io di solito mi cronometro con un timer col conto alla rovescia, in modo da avere un obiettivo da raggiungere (sempre per obiettivi io).

E poi, quando arrivo alla fine, quando mi accascio a corpo morto sul tappetino, sento il cuore che va a mille e la sensazione è simile a quella che provo quando si raggiunge un orgasmo dopo aver fatto l’amore. Una sorta di liberazione e soddisfazione per l’attività appena portata a termine.

In ogni caso una benefica liberazione di endorfine.

Perchè scrivo questa cosa?

Boh…probabilmente perchè dovrei scopare di più e lasciar perdere il signor Plank. 😉

active plank

 

 

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Breve storia triste

Questa estate sono andato a San Siro a vedere i Coldplay.

Ieri sono andato a San Siro a vedere l’Italia.

In entrambi i casi i panini con la salamella erano buoni.

Non vado spesso a San Siro, ma questa estate mi sono divertito di più.

Immagine correlata

 

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Del beach tennis, del caffè mancato e dei salami

Ieri io e Silvestrino abbiamo fatto un torneo di beach tennis. Era uno di quelli “gialli” dove le coppie non sono fisse e ad ogni partita si cambia partner. Più gioco che sport…però comunque divertente. La formula poi era particolarmente articolata perchè prevedeva dei gironi maschili e dei gironi femminili e poi, essendo maggiori i partecipanti maschietti, i vincitori di ogni girone si “accoppiavano” con le donne e i migliori piazzati tra gli uomini se la giocavano fra di loro in una sorta di torneo parallelo.

Be’, Silvestrino ha vinto alla grande il suo girone (ed erano tutti adulti) andando poi a giocarsi i quarti, la semifinale e poi una finale a sorpresa dove si è ritrovato con una ragazza (anche se aveva più del doppio dei suoi 14 anni) oggettivamente un po’ scarsina, almeno in confronto ai due che avevano di fronte. Cio nonostante è arrivato ad un passo da una vittoria netta (vinceva 5-2 ) salvo poi farsi rimontare fino al tie-break che li ha visti soccombere per un pelo.

Io invece, tra i migliori dei più scarsi, ho fatto un percorso analogo ma solo tra i maschietti, arrivando a mia volta alla finale dopo una seminfinale al cardiopalma (anche in questo caso vinta di un soffio al tie-break) salvo poi soccombere clamorosamente e con molta meno suspance, con un secco 6-0.

Con questo torneo temo si possa ormai ufficializzare il sorpasso di Silvestrino al sottoscritto…largo ai giovani.

Comunque peccato perchè in entrambi i casi c’era in palio per i vincitori una bella macchina per il caffè…e sono passato dal rischiare di portarne a casa ben due (e qui a casa mi avrebbe fatto comodo) …ad accontentarmi del buono sconto della salumeria vicino a casa.

Va be’, mi rifarò coi salami…

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la mia settimana di ferie a luglio

In realtà il tempismo non è il massimo, visto che sto per tornare nuovamente in ferie…però dopo il concerto mi sono concesso una settimana di ferie in quel di Riccione con Sylvestrino e il nonno.

Adoro stare in romagna…alla faccia del mare che non è bello (ma la mattina, quando è calmo, credetemi è uno spettacolo).

Le attività principali da fare erano in ordine sparso:

correre

mangiare

bere (aperitivi soprattutto)

giocare a beach tennis

leggere sotto l’ombrellone

dormire

 

Permettemi un piccolo approfondimento sulle attività sportive, fatte in compagnia delle persone che amo di più…Sylvestrino e suo nonno.

La corsa: Avveniva la mattina presto, appuntamento sul lungo mare…io mio padre, il mio socio di corsa e un’amica di mio padre (compagna di società sportiva in vacanza da quelle parti).

Non facevamo percorsi lunghi. Mio padre è molto metodico….un percorso da 11km….dalla spiaggia, fino a porto verde e ritorno….

Io e il mio socio ovviamente eravamo le palle al piede…mio padre e la sua amica (62 anni…) ci “aspettavano”, tirandoci il collo…

Però era un bel quartetto da vedere….e correre in riva al mare è impagabile.

Poi a dire il vero, ammetto, mi incuriosiva vedere mio padre avere a che fare con un’altra donna. Per carità non penso ci fosse del tenero (anche se entrambi sono vedovi e non ci sarebbe nulla di male)…però era….”strano” vederlo alle prese con un’altra donna. Forse gli farebbe davvero bene se capitasse e mia mamma, ne sono convinto, ne sarebbe contenta.

Il beach tennis: Ormai Sylvestrino e i suoi amici sono diventati bravi. Se non più di noi (grandi) almeno quanto noi. Quando si gioca in spiaggia le partite sono sempre combattute e devo dire divertenti.

Poi il mercoledì c’era il padre e figlio….che in realtà non è riservato solo ai padri e figli ma ai ragazzi (under 14) accoppiati da un adulto.

Era da due anni che non provavamo a fare questo torneo io e lui. Ora lui gioca davvero bene…ammetto che il pensiero di arrivare in finale l’avevo fatto…e lui ancor di più.

Una volta sul posto però ci siamo accorti che, pur non essendoci molte coppie, quelle che c’erano erano toste, molto.

Alla prima partita infatti perdiamo 6-4. Syl junior comincia già ad incazzarsi, ma la realtà è che loro erano molto forti. Il ragazzo un po’ meno di Sylvestrino ma l’adulto (non era suo padre) molto più di me. Mi faceva correre avanti e indietro come uno scemo tra palle corte e pallonetti.

Le altre due però le vinciamo e passiamo come secondi.

Ai quarti vinciamo facile e scopriamo che in semifinale dobbiamo riaffrontare una coppia con la quale avevamo già vinto 6-1 nel girone.

L’errore è scattato in quel momento, pensando di essere già in finale, dove sapevamo avremmo re-incontrato quelli che ci avevano battuti al primo match.

Deconcentrati ci siamo trovati nel giro di pochi minuti sotto di 3 a zero. Sapevamo di poter rimontare, ma il nervosismo ha cominciato a prenderci…anche la stanchezza a dire il vero.

Lui, che era nella posizione in cui bisognerebbe schiacciare (gli adulti non possono infatti farlo), ha cominciato ad avere il braccino corto…non schiacciava, le appoggiava facili, pallonetti difensivi…e io sbagliavo qualche palla di troppo, anche in battuta.

Sempre più nervosi siamo arrivati al tie-break. Non POTEVAMO perdere contro quelli…eravamo nettamente più forti noi.

Però alla fine, 8 a 6….abbiamo perso.

Sfumata la rivincita con quelli forti, che avrebbero poi vinto il torneo, ci siamo accontentati della finalina per il terzo posto. Vinta anche qua al tie-break con una coppia imbarazzante a dire il vero. Il padre urlava e sbraitava contro il figlio quando sbagliava (nelle altre partite l’ho sentito anche bestemiare….) e il figlio che con due occhi da cocker subiva quei rimproveri. Un comportamento davvero assurdo, visto che in primo luogo è per i ragazzi che dovrebbe essere giocato quel torneo.

Tra noi invece, per compensare, era mio figlio quello che mi cazziava per gli errori.

Comunque alla fine, un buon terzo posto, guadagnato con una fatica boia (6 partite in meno di tre ore) invece di farci godere dei nostri ingressi gratutiti al cinema avuti in premio (subito sfuttati la sera dopo per vedere il pianeta delle scimmie….’na cagata n.d.r.) ha fatto si che lui non mi rivolgesse quasi la parola per un giorno intero.

Però dalle esperienze si impara….e io ho cercato di far capire a lui che si può anche perdere e bisogna accettarlo….e a mia volta ho imparato che anche lui, quando vuole, sa voler essere “competitivo”. Avevo infatti la sensazione che, in generale, fosse uno che non amasse particolarmente la competizione, che la temesse. Invece in questa occasione ha dimostrato che ci tiene eccome. Come quasi sempre avviene, sarebbe la giusta misura quella alla fine più efficace….nè troppo nè troppo poco…ma da questo torneo io ho portato a casa questo.

E comunque ad agosto si replica…

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Matrix

Si Morpheus…forse abbiamo trovato l’eletto.

 

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Sensazioni del ca…

Sabato il mio lunghissimo…34, molto molto lentamente…troppo direi.

Se non fosse che stiamo parlando di corsa ci sarebbe anche da andarne fieri.

Invece sono proprio crollato, gli ultimi chilometri un vero supplizio, fatti quasi camminando. E l’idea di arrivare a 42 mi angoscia.

Sempre di più sto convincendomi che se finisco la mia quinta maratona, ne avrei comunque già fatte cinque in più di quanto avessi mai immaginato in vita mia e potrei anche finirla li, dedicandomi solo a distanze più brevi.

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PS: vatti a fidare delle sensazioni

 

 

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Evidentemente col freddo è meglio

Parliamo ovviamente di prestazioni sportive.

Si perchè alla fine la mia mezza maratona di ieri l’ho corsa con -5 gradi celsius (ebbene si, ho ripassato scienze con Sylvestrino) ed è andata alla grande.

Ho azzeccato l’abbigliamento, né troppo leggero né troppo pesante (anche se per uscire dal calduccio del palazzetto dove c’erano gli spogliatoi ho dovuto fare un atto di coraggio) per fare quei 21km nella campagna tutti sottozero.

Partenza subito brillante, passo allegro e ristori sistematicamente saltati. Forse in questo caso davvero il freddo mi ha fatto bene in quanto non ho mai avuto la necessità di bere nelle quasi due ore di corsa.

A metà gara mi sono reso conto che ero in giornata si e che quindi potevo e dovevo tenere quel ritmo per altri 10km.

Temevo però il momento in cui sarei potuto crollare. Un crisi di crampi o anche solo di testa. Correre sempre al limite (almeno quello era il mio limite) prevede di essere constantemente fuori dalla tua comfort zone. Una sorta di ripetuta prolungatissima. Solo l’obiettivo finale è in grado di motivarti a fare una cosa del genere…e spesso non basta nemmeno quello.

Ma a motivarmi c’era la questione aperta col il mio collega che ormai in allenamento mi tira sistematicamente il collo e che qualche settimana prima aveva fatto il suo di record (1 ora 51 e rotti) facendomela pesare, sia pur a mo’ di sfottò e questo, ad un un competitivo come me, non andava giù.

Però è anche vero che i miei tempi sotto l’ora e 50 risalivano a due anni fa e quindi la sensazione che non avessi più quel passo nelle gambe si stava ormai consolidando, tanto più che quest’anno meglio di 1 e 56 non ero mai riuscito a fare.

Insomma alla fine posso dire che sia stato l’orgoglio a spingermi a più non posso, e come un soldatino, ho portato a casa il risultato.

Un secondo in meno dell’ora e 49. Seconda mia prestazione in assoluto (per soli 40 secondi) e ovviamente miglior prestazione dell’anno.

Tra l’altro quando sono arrivato mi sono goduto anche l’incitamento di mio padre che aveva già finito i suoi tranquilli 13 km e soprattutto ci siamo goduti una meritata pantagruelica mangiata sui colli bolognesi…

Insomma freddo ma bello come weekend. Posso cliccare sul like.

 

-5

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