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Delle Nuvole e degli auguri di Natale

Ieri ho rivisto in TV un film con Geroge Clooney: Tra le Nuvole.

Il film mi piace un sacco anche se trasmette un’amarezza incredibile. Un uomo che per lavoro gira gli Stati uniti per licenziare gente e che per sopravvivere a questo peso taglia completamente i rapporti affettivi col resto del mondo, pur riuscendo ad essere brillante e affascinante come solo il protagonista della pellicola sa fare.

Poi incontra lei, che ha una vita molto simile alla sua. Intesa, feeling, sembra essere la donna che gli fa svoltare la vita, però….

Non so, non vorrei andare oltre per non spoilerare chi non ha ancora avuto occasione di vedere questo film. Quello che però posso dire è che mi ci sono ritrovato molto, sia in lui che in lei (no, non intendo dire che con la gonna starei bene…).

E alla fine del film, mentre le nuvole tornano ad essere protagoniste dei titoli di coda, mi ritrovo a pensare allo zainetto di cui il nostro tagliatore di teste parla nelle conferenze a cui partecipa. (…più lenti ci muoviamo, più velocemente muoriamo).

E non so per quale strano automatismo mi viene in mentre mio padre, quello naturale, di cui più volte ho parlato in questo blog.

Dopo il nostro incontro di un anno e mezzo fa non ne ho fatti seguire più altri, nonostante me li avesse chiesti.

Ora immagino proverà a telefonarmi in questi giorni, o a scrivermi. E non so cosa fare.

Educatamente rispondo o faccio quello che ha fatto lui per oltre 30 anni ignorando la chiamata?

Istintivamente sarei propenso per la prima ipotesi, ma poi ho paura che diventi un “dovere” da espletare nelle feste comandate. Ho paura che torni a chiedermi di vederci e che debba dirgli gentilmente che non voglio, che un padre ce l’ho e che non ho spazio per due nella mia vita.

Ecco perchè vorrei risvegliarmi domani al 2 di gennaio…forse troverei uno zainetto più leggero.

 

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delle piste di atterraggio e del concetto di relatività

Che ci azzeccano direte voi? C’entrano c’entrano. E’ uno degli esempi che spiega meglio a mio parere il concetto di relatività.

La pista di atterraggio di un aeroporto infatti è oggettivamente di grandi dimensioni. 

Se si parla di un aeroporto internazionale, le dimensioni possono arrivare a quasi 5 km di lunghezza per 80 metri di larghezza. Tanto per fare qualche esempio è l’equivalente di quasi 100 campi da calcio oppure oltre 4.000 appartamenti di 3 locali.

Ecco ora la stessa pista, vista dall’alto, dal pilota che dovrà farvi atterrare un 777 (non è la pagina del televideo) apparirà invece come una minuscola striscia di asfalto.  E tanto minore sarà l’esperienza del pilota e tanto più piccola apparirà la stessa ai suoi occhi.

Si mi rendo conto che il discorso può apparire degno di messieur Lapalisse, ma è un semplice esempio di come a volte un ostacolo, un imprevisto, un qualsiasi percorso o sfida, può apparire in maniera diversa se osservato da punti di vista alternativi o da occhi diversi.

Perchè scrivo questo strano post? Essenzialmente per due motivi: Il primo è che si tratta di una chiara metafora sul come le difficoltà che la vita a volte ci pone davanti e che appaiono insormontabili, possono invece essere superate se affrontate con animo e spirito diversi. La seconda invece è che dovevo un post sulla pista di decollo a Tantopercantare ma dopo innumerevoli e vani tentativi di farne un racconto, ho optato per un saggio. In fin dei conti rimane sempre un prodotto editoriale no? 😉

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In aereo, per non farsela addosso va nel bagno business: arrestato

  

21 aprile 2009 – Un passeggero della compagnia Delta, in volo dall’Honduras ad Atlanta, è stato arrestato in quanto responsabile di aver volontariamente violato il divieto di utilizzare la toilette impostogli dal personale di bordo. L’uomo, tale Joao Correa, è stato vittima di una improvvisa urgenza corporale che gli è costata 2 giorni di prigione. Il passeggero, che aveva un biglietto per la classe economica, si è alzato per andare al bagno ma un carrello posto in mezzo al corridoio gli a impedito di raggiungere il suo obiettivo. Quando l’intestino chiama è inutile far finta di nulla, è lui a dettar le regole e a decidere i tempi di massima resistenza.Possiamo parlarne dopo con più calma – Correa, evidentemente consapevole di avere una scarsissima autonomia, ha deciso allora di fare dietrofront e, nonostante il divieto del personale, si è recato alla toilette della sezione business ma davanti al bagno ha trovato una hostess che ha voluto prima “intervistarlo”, con tutta calma, per comprendere il perché di quello spostamento di classe. L’uomo ha spiegato, forse troppo frettolosamente, ma la donna gli ha chiesto di andare a sedersi e attendere che l’altra toilette fosse accessibile.E’ stato incarcerato per 2 giorni e ora attende un processo – Certo, come no, deve aver detto Correa in preda ormai al panico più totale. Spintonata la hostess ha guadagnato l’ingresso del bagno e fatto ciò che andava fatto. L’uomo, convinto che la vicenda si fosse conclusa lì è stato arrestato dagli agenti dell’Fbi non appena giunto a terra. L’accusa nei suoi confronti è quella di aver “interferito con le attività del personale di bordo”. E’ stato scarcerato dopo due giorni ma ora dovrà presentarsi davanti ad un giudice che si spera possa comprendere il suo gesto. NON E’ LA PRIMA VOLTA CHE SCRIVO DI CESSI E AEREI, MA QUESTA TENDENZA DELLE COMPAGNIE AEREE DI NON AIUTARE I PROPRI PASSEGGERI “IN CASO DI BISOGNO” INCOMINCIA A PREOCCUPARMI.LA PROSSIMA VOLTA ALLA HOSTESS, INVECE DEL SUCCO D’ARANCIA CHIEDERO’ IL SUCCO DI LIMONE….NON SI SA MAI.  

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