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Tempo di bilanci (e di bilance)

Cosa mi lascia questo 2018?

Strano ma vero un po’ di serenità, che fa rima con felicità ma è ben diversa. Magari ne riparlerò in un post dedicato.

Serenità perchè penso di aver accettato quel che sono e quel che ho, senza rimpianti per quel che non ho e senza troppe ambizioni per quel che non avrò.

Se ci penso è davvero un passo importante.

Ho mollato con la corsa. Non completamente ma quasi. Per la prima volta da quando ho iniziato a correre non ho fatto nemmeno una gara. Un po’ mi manca lo ammetto, ma mi ero stufato. Tutti quei passi, quella fatica, quella dedizione. E ho mollato anche col beach tennis. Anche li ormai mi pesava l’allenamento del martedì, a prendere pallettate a destra e a manca.  Mi sono buttato invece con la palestra. Spinnig il mio primo amore, ma poi anche altre cose, nuoto, corsi…insomma per variare un po’. E finora sono soddisfatto. Tre o 4 sedute la settimana riesco a farle, anzi, ne farei anche di più ad avere il tempo.

Fisicamente comunque quest’anno, più degli altri, ho sentito la pesantezza del tempo che passa. L’agilità in modo particolare più che la resistenza. Continuo a scontrarmi col vorrei ma non posso. Lo sento quando corro o faccio esercizi, ma anche quando mi alzo dal divano, meno agile di prima, o solo quando salgo le scale, con più attenzione ma in maniera meno arrembante. Faccio fatica ad accettare questo punto di non ritorno, anche se sono consapevole della cosa.

Sul lavoro è stato un anno davvero intenso, incasinato, ma fortunatamente senza troppi mal di fegato. Ho trovato la mia dimensione, magari usando meno power point ma sbadilando di più in prima linea. Il telefonino è diventato una protesi aggiunta e il carica batterie un accessorio salvavita. Va bene così tutto sommato. Certo, se avessi un’opportunità per cambiare la coglierei al volo…col nuovo anno devo riprendere a seminare un po’.

Con gli affetti ho raggiunto, anzi confermato, il punto di equilibrio. Sicuramente criticabile da chi crede ancora nella famiglia (li invidio) e nell’amore (non li invidio). Sono ben voluto (cosa non di poca importanza per un egocentrico come me) e riesco a volere bene nel modo in cui penso sia giusto. Non il massimo anche in questo caso, ma un compromesso accettabile.

Ho imparato a dire le cose per quello che sono, a mentire di meno (suvvia un minimo sindacale mi sarà ancora concesso, no?). A volte non è facile, perchè le parole che dico possono anche far male, non essere quelle che si vorrebbe sentire. Però complessivamente penso sia un bene, per me e per chi mi sta intorno.

Mi sono ritrovato in un gruppo di facebook in cui mi pare di essere in famiglia. Confesso che non mi era mai capitato, di divertirmi, confidarmi, aprirmi così tanto con persone sconosciute che alla lunga non sono più state così sconosciute. Forse sono più predisposto io…o forse sono stato fortunato. Non so…però va bene e ringrazio tutti i compagni di avventure del gruppo.

Con gli amici, quelli di vecchia data, mi sono perso un po’ di vista. Non c’è stato un motivo vero e proprio per cui ciò è avvenuto, però è andata così. Questo mi spiace e cercherò di mettere, nei buoni propositi del nuovo anno, quello di riallacciare un po’ i rapporti.

Sylvestrino è diventato un giovane uomo. L’adolescenza è così faticosa ma così incredibile per il cambiamento che porta. Sta crescendo bene, sia pur con qualche scivolone di tanto in tanto che però penso sia normale alla sua età. Spero continui su questa strada e mi auguro per lui in futuro un mondo migliore di quello che intravedo io.

La società nella quale viviamo mi fa paura. Ogni giorno vedo un briciolo di intolleranza in più. Non una svolta decisa, ma piccoli segnali che paradossalmente passano più inosservati o meglio più tollerati. E soprattutto non vedo nessuno che possa avere la forza e il carisma per fare sentire il dissenso. Siamo diventati un popolo che non urla ma scrive, che non si informa ma crede ciecamente, anche a quello che non è vero.  Sembra di essere tornati indetro di decenni e ci vorranno altri decenni per poter tornare al punto in cui eravamo.

Ho letto poco. Ma è sempre così. Vorrei legger di più ma riesco solo in parte. Però 5 o 6 libri dovrei essere riuscito a portarli a termine e questo fa di me, nonostante tutto, un forte lettore per il mercato editoriale italiano.

Ho viaggiato. Finalmente, dopo tanti anni, sono tornato a volare sopra un oceano e vedere posti, almeno in parte, nuovi. E comunque lo erano di certo per Sylvestrino. So che ha apprezzato quello che abbiamo fatto, ma sono sicuro che apprezzerà ancor di più col tempo.

Coi concerti anche per il 2018 non mi posso lamentare. Depeche Mode per l’ennesima volta, Roger Waters con tutto il repertorio dei mitici Pink floyd, e ancora U2 per finire in bellezza. Certo mi sono saltati i Pearl Jam e i Tears for Fears che sono slittati a quest’anno, ma nel complesso non ho di che lamentarmi.

Il mio genitore biologico non l’ho visto ne sentito. Penso continui a seguirmi discretamente dai miei post su FB. Io non l’ho cercato e lui, dopo qualche tentativo, ci ha rinunciato a sua volta. Anche in questo caso, va bene così. Ho un padre, non biologico, che vale molto di più e questo basta e avanza. Anzi, di mio padre sono proprio contento dell’equilibrio che lui si è trovato. Ha ripreso a vedersi con i suoi vecchi amici, a correre, ad avere mille impegni. La festa per i suoi 70 anni è stato l’incoronamento della sua rinascita da quando la mamma ci ha lasciato.

La memoria sta peggiorando. Ma anche questo fenomeno penso sia ascrivibile al lento declino fisico di cui ho già parlato qualche rigo sopra.

Ho ripreso anche a scrivere qualche racconto sul mio altro blog. Nulla di particolare per carità, però mi sono divertito e credo di continuare a farlo. Come tanti milioni di persone penso sempre che un giorno potrei anche illudermi di scrivere un libro…ma lasciamo che rimanga un pensiero. Non ne avrei ne la capacità ne la pazienza. Se trovo un po’ di spazio nei cassetti infilo questo pensiero li, tra le calze spaiate e le mutande che dimentico di prendere.

Penso di aver detto, pardon, scritto tutto, ma di sicuro mi starò dimenticando qualcosa. Pace.

Intanto auguro anche a voi che avete sempre la pazienza e la voglia di leggermi di iniziare l’anno nuovo con i migliori propositi e tanto sesso droga e rock’n roll.

Ci sentiamo l’anno prossimo.

anno

 

 

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Statistiche e sticazzi…(pensieri alla rinfusa)

Il mio social da corsa, Runkeeper, mi fa notare una ricorrenza in qualche modo significativa per me.

Sono arrivato al mio 500mo allenamento da quando ho iniziato a correre (o almeno da quando ho iniziato a tenerne traccia).

Se vado a vedere il primo percorso segna un 6,5 km ad un passo di 6minuti e 10 secondi al km. Parliamo del 26 luglio del 2012. In realtà era già circa un mese che correvo “ad cazzum” e nelle prime uscite riuscivo a malapena a correre per 30 minuti.

All’epoca non mi sognavo ancora di diventare un runner (se così posso definirmi). Il mio obiettivo era quello di fare un po’ di attività giusto per aspettare settembre ed iscrivermi in una nuova palestra a sfiancarmi con lo spinning.

Così non è stato e ho invece continuato con le mie corsette esordendo l’anno successivo nella mia prima mezza maratona e qualche mese dopo nella mia prima regina da 42km.

Da allora non mi sono quasi mai fermato. Il periodo più lungo di inattività, un paio di mesi, è dipeso dalla parte finale della malattia di mia madre.

Ciò vuol dire che ho corso in 3 anni e 8 mesi per 6.150km,  circa 35 km la settimana.

Mettendoli uno dietro l’altro dovrei aver passato quasi un mese intero (notte e giorno) correndo.

Passo più passo meno parliamo di 6 milioni e mezzo di passi percorsi con una decina di paia di scarpe che mi avrebbero permesso di arrivare fino in Kirghizistan, anche se onestamente non so cosa avrei fatto una volta arrivato li.

Gare invece ne ho fatte relativamente poche, 16 in tutto di cui 4 maratone, però queste me le ricordo bene tutte (strano per me).

Ma 600 ore a correre vuol dire anche far girare i criceti nel cervello per tanto, tantissimo tempo. A volte con le cuffiette e un po’ di musica, altre con pensieri, problemi, sorrisi e preoccupazioni.

La corsa è un po’ un anestetico ma anche un catalizzatore. Delle volte aiuta a sbrogliare matasse intricate e altre ti fa sprofondare nella sensazione di essere proprio nella merda, altre ancora aiuta a capire meglio. Questo sia che corri con 35 gradi che sottozero, con la pioggia, con la neve o col sole cocente.

In questi quasi 4 anni ho perso qualche capello (non che ce ne fossero molti già prima) e qualcuno dei sopravissuti è passato nella squadra dei bianchi.

I miei pensieri erano piuttosto diversi da quelli di oggi anche se la mia vita era gia entrata nella fase 2.0. Pesavo qualche chilo in più e non ero ancora bravo a cucinare il risotto. Mia mamma era già entrata da un annetto nel suo tunnel, la Juve aveva appena vinto il suo primo scudetto dopo la serie B e Londra ospitava le olimpiadi per la terza volta.

Chissà se arriverò a 1.000 allenamenti e chissà se ci arriverò prima prima delle olimpiadi di Tokio del 2020?  E il Kirghizistan me lo sarò lasciato alle spalle? Ai posteri…

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bilancio dei buoni propositi

L’avevo scritto 364 giorni fa in questo post. Ecco cosa ho fatto e cosa non sono riuscito a fare:

  • Fare la mezza maratona in meno di due ore – fatto, 1h 49 e rotti
  • Mettere in ordine la scrivania e magari provare a mantenerla così – non fatto…ma giuro che ci ho provato
  • Riorganizzare l’ufficio – fatto, ma non è stato facile e non so ancora se ho fatto bene
  • Fare qualche torneo di Beach Tennis – …e anche con soddisfazione col passaggio del turno a Riccione !
  • Perdere ancora qualche kilo – hai voglia !
  • La settimana bianca – fatta
  • Provare qualche risotto diverso da quello giallo – fatto ma si può fare di più
  • Fare più sesso – fatto..si si.
  • Vedere i Depeche Mode per l’ennesima volta – fatto, ma sono pronto per una nuova puntata fra un paio di mesi
  • Festeggiare almeno uno scudetto – fatto, anche se con il basket mi ero veramente illuso di fare la doppietta
  • Mettere a posto le foto – fatto, grazie anche al nuovo mac che mi hanno dato che è una figata
  • Far assumere a tempo indeterminato almeno un collaboratore – purtroppo no. E’ il mio cruccio più grande non esserci riuscito.
  • Passare più tempo con chi amo – vorrei farlo ancora di più
  • Leggere di più – macchè…ormai mi sono rassegnato ad essere solo un lettore estivo
  • Passare meno tempo “on line” – mmmhhh…..mica tanto
  • Scattare più foto – diciamo che ne ho fatte meno con la mia fedele reflex ma mi sono divertito a giocare con instagram
  • Mixare almeno un’ora di musica come dio comanda – tanto entusiasmo ma per questo ci vuole anche costanza e voglia di spenderci tanto tempo…che non sempre ho
  • Mantenere la mia cadrega – per ora si
  • Imparare ad usare Photoshop – macchè…dovrei cercare qualche tutorial su you tube
  • Votare Pd – fatto
  • Uscire di più con gli amici – dovrei farlo ancor di più, ma le volte che l’ho fatto è sempre stato un piacere (tranne una ma non dipendeva da loro)
  • Portare a termine quel progetto sul digitale – portare a termine non è corretto. Diciamo che è partito…
  • Provare anche una maratona, magari in autunno – fatto, anche se mi brucia non essere riuscito a correre per tutti i 42 km. Ma se riesco ad allenarmi come si deve, a marzo…
  • Ascoltare di più, anzi, meglio – penso di esserci riuscito…almeno un po’…
  • Vendere qualcosa su Ebay – macchè…
  • Fare almeno un colloquio per un nuovo posto di lavoro – il colloquio l’ho fatto…ho anche rischiato di cambiarlo seriamente…ma sono ancora qui

Per il 2014 non mi sforzo nemmeno di trovarne di nuovi. Quelli che ci sono sono ancora validi e migliorabili e trovarne di altri potrebbe essere troppo impegnativo (ne ho in mente uno…quello).

Mi raccomando…passate anche voi uno splendido 2014…pieno di avventure!

Walter Mitty

PS il signor WordPress mi dice che potrei fare il sold out alla Sidney Opera House almeno 9 volte…ma se non so suonare nemmeno il piffero !

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San Silvestro

Anzi, San Sylvestro……

Teoricamente la fine dell’anno è il momento dei bilanci, ma oggi non ne ho voglia di farne.

Gli anni sono solo convenzioni fatte per scandire il tempo. Se mi guardo alle spalle vedo momenti grigi (nelle varie tonlità del grigio) e momenti belli. Spero che il futuro possa riservarne più dei secondi che dei primi, ma allo stesso tempo spero si possa accettare e gestire nel migliore dei modi anche i primi.

L’augurio è per me ma ovviamente anche per tutti coloro che leggeranno queste mie righe…..e soprattutto per te.

 

il gatto Syl

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