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Volare….oohhh…oohh….

Ieri sono andato a correre, uno dei miei soliti allenamento di routine.

Ero in compagnia, una mezza dozzina di runner che correva allegramente…e devo dire che io volavo….o meglio…sono proprio volato.

Qui a milano si dice “prendere un tupic”….ecco, quello che ho fatto io.

Che poi sono riuscito anche a viverla quella sensazione quando, dopo il tupic, il tuo corpo è tutto sbilanciato in avanti…le gambe che tentano di riprendere velocemente il terreno perduto per riposizionare il baricentro nella giusta posizione…ma non basta, anzi, il tuo corpo subisce solo una ulteriore accelerazione che rende ancor più brusco l’impatto con l’asfalto del marciapiede.

Va detto che mi sono rialzato come una molla, da gatto appunto…la prima conta dei danni vede il guanto, provvidenziale, tutto lacerato e pronto per andare direttamente nel cestino. Poi continuando a correre sento un po’ di fastidio al ginocchio e al gomito. Maglia e pantaloni però sono intatti…proseguo come se nulla fosse.

E’ solo negli spogliatoi che verifico lo stato delle abrasioni.

Un po’ come da bambini si andava fieri delle proprie sbucciature…

Come mi ha detto Velvet su FB, a volare sono bravo…sull’atterraggio ho ancora margini di miglioramento.

ginocchio

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non dire gatto se non cade sul ghiaccio

Sono riuscito a non cadere durante la settimana bianca

Sono riuscito a non cadere spalando montagne di neve

Stamattina, tutto bello in divisa da ufficio, mentre caricavo l’auto…..swiiiisshhhhhh

 

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Tutto sgarbellato….


Così mi sono ritrovato dopo.

Avevo da poco iniziato la mia sessione di fisioterapia con la musica che discretamente faceva da sottofondo in palestra, una palestra che grande non è. Lo so bene perchè prima di iniziare a premere il tasto + sul tapis roulant e raggiungere la mia velocità di esercizio, non avevo ancora messo le cuffiette del mio i-phone alle orecchie.

Poi, l’andatura si è fatta un po’ più veloce, non tanto da correre ,ma abbastanza per farsi venire il fiatone e sudare.  Fuori pochi decibel, ma nelle orecchie le chitarre a tutto volume degli AC/DC aiutavano sempre più a spingere sulle gambe mentre il tappeto lentamente si inclinava verso una virtuale salita.

Poi un SMS… la curiosità di leggere (è proprio vero, curiosity killed the cat)….con la mano prendo dentro al filo degli auricolari…..e in un attimo l’i-phone vola sul tappeto che nel frattempo velocemente continua a scorrere sotto i miei piedi.

Istintivamente mi fermo mi giro e mi abbasso tentando di raccogliere lo smartphone caduto, ma vedendolo sparato come un proiettile dal tappeto avrei dovuto capire che l’istinto non mi aveva consigliato bene. In una frazione di secondo faccio la stessa fine del telefonino…..sparato con un fracasso assordante nel bel mezzo della palestra, disturbando la dolce musica di sottofondo che continuava ad essere diffusa dagli altoparlanti, dopo essermi brasato (sgarbellato) la mano e soprattutto la gamba sinistra, quella che ironicamente in quel luogo stavo tentando di rimettere a posto dall’incidente muscolare di fine estate.

Fortunatamente uno dei fisioterapisti era nelle vicinanze e prontamente ha premuto lo stop di emergenza, prima che la scritta Tecnogym fosse indelebilmente impressa su tutto il resto della gamba.

Facendo finta di nulla mi rialzo prontamente sperando di essere passato inosservato, ma gli sguardi spaventati  e allo stesso tempo divertiti di tutti gli altri frequentatori della palestra mi fanno capire quanto fosse vana questa speranza.

Il sangue vivido sulla gamba e sulla mano testimonia il goffo volo che mi sono ritrovato a fare e il battito cardiaco,  che grazie  alla fascetta della Polar che indossavo ha registrato un salto da 140 a 170 bpm,  ne da un’ulteriore riprova.

Dopo il doveroso passaggio a disinfettarmi ho ripreso la mia camminata sul tapis roulant, senza cuffie questa volta e scrivendo mentalmente sulla lavagna cento volte “non devo distrarmi mentre faccio gli esercizi, non  devo distrarmi mentre faccio gli esercizi, non…..”

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