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Decluttering (cat mode)

Lo ammetto, tra i vari libri che ho ascoltato in questi mesi (ormai sono un accanito consumatore di audible), c’è stato anche “il magico potere del riordino” di Marie Kondo.

Ora, senza arrviare agli estremi che suggerisce l’autrice (mi rifiuto di ringraziare un paio di scarpe per il lavoro svolto) ci sono alcuni suggerimenti che penso siano utili.

Ecco quindi che in una serata un po’ noiosa di tarda primavera, svuoto completamente i cassetti sul letto e dopo aver fatto un po’ di ripulisti ordino magliette, mutande e calzini con buon ordine.

Leggevo, tra le altre cose, che chi ha troppi pensieri in testa, tende a rimettere in ordine la propria stanza o il proprio ufficio, credendo che quel disordine mentale sia figlio di quello fisico e sperando che mettendo a posto l’uno si sistemi anche l’altro. Chissà, magari è proprio così.

Però il mio cassetto dei calzini è davvero cambiato. Chissà se ora si liberi un po’ di spazio per i sogni? (non incubi please)

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Il gatto sbadatto

Il refuso nel titolo è una licenza per la rima, ma serviva per far capire.

Ieri infatti sono andato a fare la visita medico sportiva.

Chi mi segue ogni tanto infatti sa che da un po’ di tempo mi sono impallinato con la corsa e, siccome il primo obiettivo è una mezza maratona, ho dovuto sostenere una visita per ottenere il certificato da agonista (che coi tempi che faccio fa un po’ ridere, però quello ci vuole).

Arrivo all’indirizzo che mi avevano dato e scopro che è un centro sportivo. Cerco e trovo il locale dove c’è il centro medico, apro la porta e immediatamente avverto una sensazione di inadeguatezza.

Bastano pochi secondi per farmi capire che è dovuta al fatto che TUTTI erano in tuta o comunque in abbigliamento sportivo e io ero l’unico in giacca e cravatta.

Disbrigo le formalità anagrafiche e la signora della reception mi molla in mano il contenitore per le urine.

Cazzarola….e io che l’avevo appena fatta uscito dall’ufficio proprio per essere “leggero”.

Incomincio a bere dal boccione dell’acqua come un assetato nel deserto, tra gli sguardi curiosi degli atleti in sala di aspetto, ma alla fine riesco a fare, sia pur con fatica, la mia personale prova antidoping e mi accomodo sulle poltroncine, peraltro scomode, in attesa del mio turno.

Aspetta aspetta aspetta…..e ovviamente solo quando decido di farmi una partita a ruzzle e ho iniziato il mio turno da pochi secondi che mi chiamano per la visita.

Medico giovane, anche simpatico, mi visita (si lo so che la pressione è alta e che c’è un piccolo soffio al cuore) incomincia ad attacarmi tutti i ciuciotti per l’elettrocardiogramma e fin li tutto bene.

Arriva poi il momento dello stesso esame sotto sforzo. Ecco che quella cyclette piazzata nell’angolo diventa protagonista.

– Ma lei non ha un pantaloncino e delle scarpette ginniche con lei?

-ehm…mi sono dimenticato la borsa a casa – mento spudoratamente

– Vabbè….rimanga in mutande a dorso nudo e con le calze e le scarpe e incominci a pedalare.

E’ solo in quel momento che un’infermiera è entrata per portare delle cartelle al medico e mi ha squadrato. Il look d’altronde era interessante….un uomo quasi nudo che pedala affannosamente con le calze blu e in bel paio di scarpe inglesi fa sempre il suo bel effetto no?

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oggi ho azzardato……

Casa Sylvestro ore 8,05. Apro il mio ordinatissimo cassetto e, complice una gestione della lavatrice un po’ poco rigorosa negli ulti giorni, mi accorgo che sono in rottura di stock con le calze. Il livello basso del cassetto ha fatto riemergere questo paio, abbandonato da secoli……mi guardano come a dirmi (ma questi almeno non parlano come l’armadio) : “non ti ricordi più di noi?”. Mi intenerisco e decido di andare contro le regole. Li indosso e visto che a parte le scarpe era l’ultimo capo d’abbigliamento da indossare (in giacca e cravatta coi piedi nudi sono uno spettacolo verso le 8 di mattina), velocemente mi avvio verso l’uscita per inizare la solita giornata di lavoro. E’ solo un’oretta più tardi, alla macchinetta del caffè quando l’occhio mi cade verso il basso, che mi rendo conto dell’azzardo……cazzo il calzino chiaro non dovevo. Mi sa che durante la pausa pranzo faccio un salto all’esselunga.immagini-iphone.jpg

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