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Cambiamenti

Dovrei cambiare vita

Dovrei cambiare paese

Dovrei cambiare lavoro

Dovrei cambiare carattere

Dovrei cambiare stile

Dovrei cambiare modo di amare

Dovrei cambiare banca

Dovrei cambiare la cravatta

Prendo un foglio a quadretti, lo divido in due e in alto scrivo da una parte quello che funziona e dall’altra quello che non funziona.

Mi faccio del male.

Scusatemi ma oggi (oggi??? Minchia è una vita che ci spacchi le palle caro il mio gatto. ndr) va così.

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so che non ve ne frega niente…

…ma ieri ho fatto il mio record personale sulla mezza maratona.

Sentivo di averlo nelle gambe, ma la giornata calda e un paio di ristori senz’acqua, hanno fatto si che quel tempo arrivasse più con la testa che con le gambe.

Come sempre sono partito veloce. Mi sono imposto una tabella di marcia e dopo metà gara mi sono ritrovato in vantaggio di un paio di minuti. Da li, quel vantaggio, ho incominciato inesorabilmente a perderlo. Chilometro dopo chilometro, vedevo quel gruzzoletto di secondi che veniva eroso, come un salvadanaio che lentamente si svuotava.

E’ li che ho usato la testa al posto delle gambe. Mi ripetevo mentalmente “non mollare, aumenta il passo”. Se qualcuno mi superava provavo a stargli dietro. Se la strada saliva leggermente cercavo di non abbassare il ritmo.

Il gruzzoletto però l’ho perso, ma non tanto da impedirmi di fare il mio miglior tempo. Rispetto a Bologna nel settembre scorso ho migliorato di poco più di 60 secondi.

Sono soddisfatto. Meno di 24 mesi fa non avrei mai pensato di ritrovarmi oggi con alle spalle un paio di maratone qualche mezza e quasi 2.000 kilometri percorsi correndo.

Se ripenso a quel post mi sembra incredibile (così come è incredibile che mia mamma stasera mi abbia fatto i pomodori ripieni).

Però in due anni ne sono cambiate di cose…da non crederci.

Altre invece non sono cambiate…ma stasera non voglio pensarci.

Oggi solo pensieri belli 🙂

runner

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La rimpatriata

Era da qualche settimana che me lo dicevano:

“vieni anche tu, forza, non vorrai mica farti pregare”.

E’ che a me l’idea di trovarmi in mezzo al casino di una festa di natale, conoscendo si e no il 10% degli invitati proprio non mi andava.

Non è che volessi fare il prezioso, ma non sono mai stato un animale da pubbliche relazioni. Preferisco incontri più ristretti, dove si riesce a parlare tranquillamente e dove “conosco la situazione”.

L’influenza appena passata era un ottimo motivo per dare forfait.

Ieri sera però, la mia testa ha incominciato a tormentarmi con il fatto che era un’occasione rara per incontrare vecchi amici, gente che non vedevo da 10, addirittura 20 anni.

E così sono andato….e mi sono divertito.

Il primo shock. Ciao Willy!

Willy? !!! Era da quando evevo 20 ani che qualcuno non mi chiamava con il mio soprannome (era il mio nome d’arte di quando facevo il DJ…..Willymix)

Cavoli se siamo cambiati. Chissà se gli altri in questo momento stanno pensando la stessa cosa….ma tutti i capelli che aveva…e poi quella panzetta…

E poi il sottofondo (si fa per dire, visto il volume da concerto) della musica anni 70 e 80, con il gruppo di cui fa parte uno dei “vecchi”.

Fanculo l’influenza gastrointestinale, fanculo il riso in bianco…birra e mojito e tutte le schifezze con cui era possibile abbuffarsi.

...e tu figli? lavoro?aspetta ti faccio vedere la foto sul telefonino…..

L’immancabile foto di gruppo, velocemente finita su FB come da manuale, il mal di testa che ti accompagna a letto e un sorriso ebete sulle labbra.

Si, ho fatto bene ad andare.

Devo imparare a tirarmela un po’ meno.

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