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E’ nel mare in tempesta che si vedono i bravi marinai

Sento che questa definizione calza a pennello in questi giorni. Almeno dal punto di vista lavorativo.

Sono giorni di caos assoluto in ufficio. Per cause esterne, un fornitore che è finito in galera con uno squallido giro di sfruttamento in cui le vere parti lese sono poveracci sottopagati, c’è in atto la classica tempesta perfetta. Se non trovate la vostra rivista preferita in edicola sapete qual è la causa.

Questo però sta portando ad uno stravolgimento dei piani di produzioni, consegne che saltano, ristampe urgenti…il caos, come poche volte mi è capitato di vedere.

Ovviamente ad agosto, con il personale a mezzo servizio per le ferie, i fornitori in difficoltà per lo stesso motivo e così via.

C’è di che scomodare santi vari dalla mattina alla sera. A dire il vero qualcuno dei miei collaboratori lo fa in continuazione.

Però è in queste situazioni che in realtà…mi diverto. Si esatto, mi diverto.

E’ in questi frangenti che va trovata la creatività, il problem solving, la soluzione a cui mai avresti pensato, osando, rischiando. E il tutto va fatto mantenendo la lucidità, la razionalità. Prendendo decisioni in fretta, senza avere tutte le informazioni e affidandosi un po’ all’intuito, l’istinto, l’esperienza cercando di tranquillizzare chi ti sta intorno, sopra e sotto, magari sdrammatizzando con qualche battuta.

All’opposto si vede chi si fa prendere dal panico, chi balbetta, chi tentenna, chi è insicuro.

Si insomma, col mare calmo sono tutti bravi a fare i marinai, ma è nel mare in tempesta…

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Comunque mancano solo due giorni all’inizio delle mie ferie…che volete che sia.

 

 

 

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24 anni

Questa è stata l’età media di chi ha frequentato casa mia negli ultimi tre giorni, quella tra la mia età e quella dei 3 quindicenni, uno dei quali mio figlio, che hanno movimentato un po’ casa mia da domenica scorsa.

Devo dire che vivere a stretto contatto con tre adolescenti è stato interessante.

Ho potuto capire i loro gusti musicali dal viaggio juke-box. Due ore di auto a scegliere democraticamente una canzone a testa. Uno con gusti pop, uno inaspettatamente molto cool e a tratti ricercati (addirittura un brano di Bob Marley che non conoscevo neppure io) e l’ultimo, Sylvestrino, che ci ha proposto solo rap quasi sempre italiani, con testi duri come coltelli affilati (e continuo a pensare a quale messaggio stia mandando, se lo sta mandando).

Poi è stato divertente vedere come si prendevano per il culo fra loro, come interagivano, come se la cavavano nelle faccende più pratiche (c’era chi non si sapeva ancora fare il letto).

Poi i film. Demenziali e a volte imbarazzanti (sentire battute su pompini e fare mente locale sulla loro età mentre ci ridevamo tutti sopra, si insomma…fa un certo effetto).

Poi anche mio padre ha avuto il suo bel da fare, anche se durante il giorno erano molto autonomi e andavano in giro da soli. La sera poi erano di corvè in cucina, mi sono cimentato anche in uno dei miei celeberrimi risotti e loro sono stati bravi a darmi una mano.

Insomma…un po’ di disordine e caos, sono stati un piacevole pegno da pagare per vivere qualche giornata fuori dalla routine.

E ammetto, già mi mancano.

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