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Avvicinandosi alla mezza maratona

Le cuffie sono parte integrante del mio allenamento.

Mi sono chiesto se portarmele anche durante la gara oppure no.

Me le porto.

E a questo punto ho fatto anche la mia selezione di canzoni che mi accompagneranno per le circa due ore di corsa.

Ecco la mia playst:

La Valchiria: Act III – la Cavalcata Delle Valchirie (Band Version)     Perchè mi piace l’odore del napalm la mattina 
Let’s Go Crazy  Prince    Perchè forse impazzito lo sono veramente
You Spin Me Round (Like A Record)       Dead Or Alive  
A Question of Time    Depeche Mode    120 minuti….non uno di più
Rio Duran Duran   
Relax    Frankie Goes to Hollywood  Come diceva il buon Frankie….Don’t do it!
Where the Streets Have No Name    U2  Soprattutto se la lucidità incomincia a venire meno
Let’s Go Crazy    Prince   
Fanfare for the common Man   Emerson Lake &Palmer  Come mi carica questa…
Love Like Blood    Killing Joke   
Rivincita     Marracash & Giusy Ferreri E’ divertente ascoltare l’epilogo della canzone  
Dancing With Myself   Billy Idol    O meglio running wit myself
Run Boy Run   Woodkid       Mi piace soprattutto per il “boy”          
Let’s Go Crazy   Prince   
Carmina Burana: O Fortuna     Boston Symphony Orchestra & Seiji Ozawa    A questo punto della gara il tono epico aiuta
Thunderstruck    AC/DC   Con gli austrialiani non si sbaglia mai
Lose Yourself   Eminem   Ecco…spero di non farlo
Vertigo      U2   
The Rockafeller Skank    Fatboy Slim  
Let’s Go Crazy       Prince   
Would I Lie To You?    Eurythmics   
Right Here, Right Now      Fatboy Slim   
Relax (New York Mix)    Frankie Goes to Hollywood     
One Vision    Queen   Si si….l’arrivo incomincio a vederlo!
Money for Nothing   Dire Straits  
Let’s Go Crazy    Prince   
Highway to Hell      AC/DC       Da percorrere a tutta velocità
Bohemian Like You    The Dandy Warhols  
Bitter Sweet Symphony   The Verve   
Born Slippy Nuxx Underworld   

Immagine

Let’s go crazy di Prince l’ho inserita ripetutamente. Ho visto che è perfetta per darmi il ritmo giusto, per rilanciare la corsa.

Questo sarà il mio doping.

 

PS: a fare il figo avrei messo il link ad ogni brano….ma siccome non sono figo, se volete ascoltarli googlateli!

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le avventure del gatto casalinguo…..

Si si, non è un errore di stompa.

Stasera dovevo andare a fare la spesa per evitare di sentire l’eco ogni qualvolta aprivo il frigo.

Qualcuno di voi sa già che di solito compio questa incombenza coaudiuvato dalle cuffiette nelle orecchie e musica a palla.

Nel tempo sono anche riuscito ad evitare di lasciarmi andare nel mimo degli assoli di chitarra o di batteria.

Però poi è partita questa canzone (che tra l’altro è il MIO inno personale) e non ce l’ho fatta a trattenere….la lingua.

Probabilmente muovevo a malapena le labbra (e la lingua) quando è partito il ritornello…..”liiii….li nel mezzo…..fin che ce n’hai stai….” e ho visto il commesso che mentre metteva sullo scaffale gli yogurt (ci vuole la s?) mi guardava dicendo…..

“aspetti che tolgo le cuffiette….cosa ha detto?”

“dicevo che il Liga è il Liga”

“eh già…..perché si sentiva?…..opsssss”

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Far la spesa con gli Ac/Dc

Ammetto ho un vizio…..beh si, non solo uno.

Oggi però volevo parlarvi in modo particolare del vizio della spesa.

No, non parlo della sindrome da carta di credito impazzita, ma più semplicemente della spesa al supermercato col carrello.

Una roba pallosissima direte voi.

Vero.

Ma provate a farla in beata solitudine con le cuffiette e gli AC/DC a manetta ed ecco che anche  scegliere dal bancone del fresco la mozzarella mentre la testa si muove a tempo e le mani mimano l’assolo di chitarra di Angus Young, diventa un momento memorabile…soprattutto per le vecchiette che nel frattempo ti osservano sbigottite scuotendo la testa.

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dei treni e dei portatori sani di simpatia

Per vicende degne di rientrare nella categoria “le disavventure del gattosyl” ma con cui non voglio annoiarvi, mi sono ritrovato questo weekend a fare mi-bo e ritorno in treno.

Chi mi segue da tempo sa già del mio difficile rapporto con le ruote ferrate, ma in questo caso trenitalia ha fatto la sua parte senza troppi problemi.

Volevo invece raccontarvi di come il treno, ancora oggi, possa essere luogo di incontri.

Salgo domenica sera su in InterCity e mi ritrovo in una di quelle carrozze con gli scompartimenti. Mi reco al mio posto e trovo una combricola di ragazzi. Età stimata 25-35 e la senzazione era che fossero un gruppo unico coeso.

Scopro col passare dei minuti invece che erano tutti sconosciuti fra loro a parte una giovane coppia che tornava da una breve vacanza a Roma.

Tento di isolarmi con cuffiette e libro da buon gatto malmostoso, ma il tono di voce e la caciara divertita si prestavano all’ascolto curioso di fattacci non miei.

Appena tolgo le cuffie e alzo gli occhi dal libro è come se si accendesse un semaforo verde. La lei della coppia incomincia subito ad attaccare bottone anche con me e a chiedermi pareri, domande, a raccontare cosa ha visto nella capitale, chi ha conosciuto…addirittura le vicende familiari di chi aveva sempre casualmente conosciuto durante la sua gita.

Insomma, è chiaramente lei che detiene il baricentro conversativo dello scompartimento. A prima vista potrebbe rientrare nella categoria impiccioni, ma confesso che riusciva a porsi in maniera assolutamente piacevole e spassosa.

Certo li dentro passavo un po’ per lo zio, visto l’età, e ho dovuto specificare chiaramente un paio di volte che avrei preferito che evitassero il lei parlando con me, ma alla fine le due ore di viaggio sono veramente volate.

Non so quale fosse il motivo per cui questa ragazza, che continuava a prendere in giro suo marito e a parlare dei suoi gatti, sia riuscita a catturare l’attenzione. Forse per il fatto che come coppia erano divertenti anche da vedersi (lei decisamente sovrappeso e lui mingherlino), o forse perchè più semplicemente le occasioni i cui mi capita di scambaire 4 chiacchiere con perfetti sconosciuti sono così rare che la novità cattura l’interesse.

Fatto sta che mi sono ritrovato a riflettere sul fatto che se ci fossero molte più persone, che come lei si dimostrano portatori sani di simpatia, si riuscirebbe a sorridere un po’ di più e a colorare più facilmente le giornate grigie.

Per la cronaca all’andata invece, ho avuto la dimostrazione opposta con due signore agè petulanti come non mai nello spazio in cui ero seduto….li fortunatamente le cuffiette sono state provvidenziali!

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