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Strane sensazioni

L’altro giorno mio padre ha fatto un piccolo intervento chirurgico. Nulla di grave, una banalissima ernia inguinale, che però l’ha costretto in ospedale per un giorno e poi a casa.

Ho passato quindi una simpatica giornata in ospedale e poi facendo un po’ da “infermiere” a casa.

La memoria non poteva non andare a due anni fa, quando in ospedale c’era mia mamma e quando fare da infermiere era ben più impegnativo. Anche dormire nuovamente a casa dei miei, che poi era casa mia, mi è sembrato strano. Quel letto, col materasso in memory foam, che di memory mi sembrava mi riportasse solo le dolorose sensazioni di quel periodo.

Fortunatamente in questo caso la cosa era molto più soft. Mio padre sta già meglio, anche se si lamenta perchè può mangiare solo minestrine in brodo. Domani mattina prima di partire per Bologna lo porto a trovare la mamma, visto che per un po’ non potrà andare in giro con la sua bicicletta.

Poi mi aspettano 4 giorni di vacanza…più o meno…

Nel frattempo mi hanno invitato al concerto dei Pearl Jam a giugno…non sono tra i miei preferiti, però i concerti mi piacciono, ci sto pensando.

E poi a maggio c’è la reunion dei Tears for Fears…quelli non me li voglio perdere. Li vidi già nel ’90 (almeno mi pare fosse quello il tour) e mi piacquero tantissimo. Piacquero l’ho scritto solo perchè mi riempie la bocca a rileggerlo. A Sylvestrino non glielo chiedo nemmeno. Manco lo sa chi sono…

Chi vuol venire (moto a luogo) alzi la mano.

 

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deja vu

Stasera sono andato alla presentazione di una scuola. E’ una scuola tecnica che lavora nel campo grafico.

La particolarità è che è la stessa scuola che ho frequentato io nel jurassico.

Certo allora era un prestigioso istituto tecnico, ora è una scuola professionale.

Però mi ha fatto comunque un certo effetto vedere come la formazione, anche in un settore molto particolare come quello in cui lavoro, ha fatto passi da gigante. Io usavo ancora i caratteri in piombo a mano per comporre le pagine (una volta presi un 2+) come nei film di Totò…oggi invece mac di ultima generazione…ai miei tempi c’erano 3 ragazze su 30 nella mia classe, oggi fortunatamente mi sembrano equamente rappresentati i 2 sessi. Ai miei tempi ci si alzava in piedi quando entrava il professore mentre oggi ho visto molta confidenza tra insegnanti e ragazzi. Ai miei tempi facevo 40 ore la settimana e quando andavo a casa dovevo pure studiare e fare i compiti. Oggi l’impegno mi sembra più “umano”. Ai miei tempi c’era la lavagna di ardesia e si giocava a tirarci il cancellino addosso. Oggi hanno pareti scrivibili e lavabili con superfici sterminate per poter liberare la creatività, oltre a videoproiettori in grado di connettersi in internet e col mondo.

Forse in queste mie riflessioni sono stato influenzato dallo slogan della scuola che mi è sembrato molto centrato: Senza passato non c’è futuro.

Ho avuto anche modo di fare 4 chiacchiere con qualcuno di questi ragazzi e fortunatamente ho visto nei loro occhi l’entusiasmo per una professione che, a distanza di tanti anni, continuo ad amare.

E’ il segno dei tempi che cambiano e io mi sono sentito un po’ più vecchietto. Ma ne ho sorriso 🙂

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