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Ogni anno è la stessa storia

Chi mi segue da un po’ di tempo se lo ricorderà (a meno che non sia uno smemorato come me).

Da diversi anni faccio qualche ora di docenza ad un master. Nulla di eclatante, parlo del mio lavoro e cerco di spiegare a giovani neolaureati che vogliono lavorare nel magico mondo dei libri, come questi vengono “fatti”.

L’argomento devo dire che dopo “anni di marciapiede” lo conosco piuttosto bene. Quello che invece rappresenta per me il problema è tenere la lezione.

Parlare in pubblico mi ha sempre intimorito. Per quanto possa sembrare strano, sono timido (che per un egocentrico come me sembra un ossimoro) e parlare a più di tre o quattro persone contemporaneamente, rappresenta già una prova impegnativa per me.

Oggi avevo la prima lezione e posso dire di ritenermi soddisfatto. Nonostante il terrorismo della segretaria del master che mi ha confidato, prima della lezione,  che quest’anno i ragazzi sono molto critici con alcuni docenti, contestando la qualità delle lezioni, mi sono presentato in aula e ho tenuto le mie due ore di lezione frontale abbastanza bene.

I ragazzi mi sembravano attenti (nonostante fossero le ultime due ore della giornata), prendendo appunti e facendo domande pertinenti. Quindi tutto bene.

Eppure, sotto la mia camicia, sentivo la sudorazione più vivace che mai. Deve essere il mio modo per sfogare la tensione, l’ansia da prestazione (nel weekend ho rivisto e studiato la lezione manco dovessi essere interrogato).

Fortunatamente l’esperienza aiuta, così come il fatto di indossare la camicia rigorosamente bianca. La penombra dell’aula (c’era il videoproiettore) ha aiutato a far vedere meno lo spettacolo imbarazzante della camicia stropicciata…almeno mi illudo che sia così.

Questa cosa è sempre stata un handicap per me e per le mie relazioni professionali. Lo stesso problema si ripesenta puntualmente quando ho delle riunioni piuttosto numerose in cui devo tenere banco.

Invidio in queste occasioni le capacità di una mia amica speaker radiofonica, dalla parlantina sempre sciolta e disinvolta

Mi hanno consigliato di tutto un po’. Dai fiori di bach (nonostante il mio scetticismo verso la medicina naturale), alle magliette intime da indossare sotto la camicia (che però mi danno veramente fastidio) al fatto di fare un corso di public speaking (che ovviamente non ho ancora fatto).

Eppure ogni anno è sempre la stessa storia…

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Diario di bordo della settimana prepasquale

Mio padre, quello naturale, dopo mesi di silenzio mi ha girato un video tramite facebook. Una sorta di preghiera da una madre alla figlia. Senza una parola di accompagnamento ovviamente. Penso volesse ripropormela al maschile, un suo modo per spiegarmi i sentimenti dei genitori verso i figli e ovviamente del suo verso di me. Non gli ho risposto. Non sapevo francamente cosa dirgli. Però un po’ mi spiace non aver mai parlato con lui, oltre a quella volta al telefono. Avrei voluto chiedergli di lei, quella bella donna che è fra i suoi pochi contatti e porta il cognome uguale al mio. Vorrei chiedergli se è mia sorella, ok sorellastra, oppure no.Riproduzione in corsoProssimo videoIdee per la vitaLa lettera di una madreVisualizzazioni: 1.732.9342:16

Ieri ho iniziato la mia solita docenza al master. Ero teso e nervoso, come sempre. Parlare in pubblico non è proprio nelle mie corde. Il mio corpo non mi è mai d’aiuto e reagisce sempre con una sudorazione eccessiva. Ma ormai ho imparato la lezione e per minimizzare gli effetti, indosso sempre una camicia bianca con una maglietta sotto per tamponare, anche se non sopporto proprio non avere la stoffa liscia della camicia a contatto con la pelle. Comunque è andata abbastanza bene. I ragazzi mi sembravano incuriositi e a riprova di ciò mi hanno fatto diverse domande. Io poi sono riuscito a dosare perfettamente le mie 40 slides nelle due ore di lezione, nonostante non avessi fatto nessuna prova prima. Forse sto diventando bravino anche in questo. E comunque mi fa sempre un certo effetto stare al di qua della cattedra (in realtà non ci sono mai stato ma continuavo a camminare su e giù) vedendo loro prendere appunti su ciò che dicevo. Mi piace. Se rinascessi forse proverei la carriera dell’insegnamento…per un egocentrico come me sarebbe il massimo. 😉

Oggi avevo un incontro col mio difficile capo (l’aggettivo è nel posto giusto). Un tema organizzativo e come sempre avviene quando si parla di persone, perchè è di questo che si parla, sento molto la cosa. Avevo un obiettivo che ritenevo non facile. Qualche slide (sto tornando a riprenderci la mano) per spiegare l’AS IS e il TO BE. Un paio di pagine di considerazioni, con rischi e opportunità. Ovviamente ho enfatizzato le opportunità che portavano al raggiungimento del mio obiettivo (che è comunque un obiettivo aziendale e non personale). Pensavo di dover negoziare ferocemente, dandomi un 50% di possibilità di successo al massimo, e comunque mi ero preparato un piano di back-up. Ma non ce n’è stato bisogno. Ha guardato le slides, mi ha chiesto un piccolo chiarimento e poi mi ha detto: “Ok. Metti giù un programma con le tempistiche con cui pensi di rendere operativo questo piano e vediamolo col direttore del personale”. Durata dell’incontro 10 minuti. Durata del mio mal di stomaco causato da questo incontro, una settimana.

Ma va bene così.

PS: non sapevo che immagine abbinare ad un post così, per cui ho optato per una canzone che in questo periodo mi garba assai

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Piccole soddisfazioni

In ufficio nessuna news. La considero già questa una buona notizia. Se non altro da qualche tempo non ho più la nausea quando varco i tornelli di ingresso.

Poi mi sono fatto anche 5 giorni a casa…col mio cucciolo, che ormai è sempre meno cucciolo.

Ma ecco che la vera PS giunge inaspettata nel tardo pomeriggio, da un appuntamento di cui mi ero ricordato solo stamane.

La direttrice del master in cui “insegno” qualcosa del mio sapere (per carità…parliamo di qualche ora in tutto), mi chiede di vedermi…“sai stiamo pensando a qualche cambiamento e volevo rendertene partecipe”.

La raggiungo nella nuova sede in pieno centro (cavoli Milano è stupenda in questo periodo), convenvevoli iniziali e poi…

“se tu sei d’accordo, pensavamo di potenziare il tuo modulo e di proporlo a inizio corso…le tue lezioni sono sempre apprezzate e in un epoca ormai molto digitale, un approccio pratico e materiale alla materia come fai tu è fondamentale per i ragazzi e la loro preparazione nel mondo dell’editoria”.

Beh…parliamo sempre di poche ore…ma più che raddoppiarle mi permetterà di approfondire meglio la materia e soprattutto spiegarla con un po’ più di calma, interagendo di più coi ragazzi. Certo, mi toccherà prepararmi le lezioni, dedicarci più tempo….però è il mio mondo, quello dei libri…e si, sono piccole ma significative soddisfazioni.

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