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di X-factor e dei padri biologici

Che c’entrano direte voi? C’entrano c’entrano.

Ho scoperto qualche mese fa che mio padre, non quello vero, quello biologico che non vedo da quando ero minorenne, ha un profilo su Facebook.

Poche cose, una sua foto, una ventina di contatti. L’unico che conosco è quello di mio zio, solo perché ricordo di quando ci andava mia mamma, visto che era parrucchiere. Gli altri suoi contatti sono assolutamente sconosciuti a me. Molti sono di ragazzi….cugini? Nipoti?

Io non so perché si sia aperto un profilo FB. Non so praticamente nulla di lui, ma non penso sia molto tecnologico. Forse ha qualche nipote che l’aiuta, che gli dice come collegarsi, cosa guardare e dove leggere dei saluti che gli mandano.

Comunque da quando ho fatto questa scoperta, mai un contatto e a dire il vero non so nemmeno se si sia mai accorto che esiste uno che porta il nome di suo figlio.

Settimana scorsa però lo zio mi chiede l’amicizia. Gliela do, ma anche qui, nessun contatto. Non un messaggio, un post, un qualsiasi cenno di riconoscimento. Solo un +1 sulle richieste di amicizia e poi basta.

Archivio mentalmente la cosa, fino a ieri, quando consultando distrattamente FB dal telefonino sotto l’ombrellone, vedo il segnalino rosso delle notifiche. Penso a qualcuno che avrà commentato una delle mie solite foto che posto stupidamente e invece….c’è un nuovo like sul tuo post “pronostici su X-factor 2013” da parte di padregatto Sylvestro.

Ecco…ora ne ho la certezza. Si è accorto di me. Mi avrà riconosciuto? Penso di si. Mettere un like su un mio vecchio post, su X-factor di due anni fa, sarà il suo goffo modo modo di farmi sapere che c’è? O semplicemente avrà cliccato per sbaglio mentre curiosava sul mio profilo?

Comunque da ieri sto pensando….e adesso?

Dovrei contattarlo io? O dovrebbe farlo lui? O è giusto che come abbiamo fatto per oltre 30 anni ci si continui ad ignorarsi allegramente?

Tra l’altro la cosa buffa è che ormai sistematicamente quando entro nel regno di Zuckemberg vedo il suo volto tra le “Persone che potresti conoscere”. Ecco, forse in questo caso dovrebbe esserci scritto “persone che dovresti conoscere”...o meglio ancora “persone che dovrebbero conoscere te”.

Perché io di lui non so praticamente nulla, ma sono sicuro che nemmeno lui conosca alcunché di suo figlio, quello biologico.

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Le domande che non dovresti mai fare

Ieri mattina.

La mia tabella di allenamento prevede 22 km da correre tranquillamente, tanto per fare un po’ di fondo.

Il percorso che avevo scelto prevedeva una lunga strada bianca che costeggia un fiume in zona, con qualche saliscendi.

Dopo qualche kilometro, mi affianco ad un signore di una certa età che evidentemente ha voglia di compagnia.

Tolgo le cuffiette da orso che mi accompagnano nei miei allenamenti solitari ed iniziamo a chiacchierare…praticamente mi racconta la storia della sua vita…dove ha lavorato, dove è stato, dove ha corso…scopro così che ha già corso diverse maratone tra cui un paio di volte quella di New York…e che tutt’ora si sta preparando per altre gare…sai, mi dice, l’anno scorso alla mezza vattelapesca sono arrivato secondo di categoria.

Ecco…a questa affermazione mi si è accesa una lampadina. Chi arriva arriva nei primi posti di categoria, è gente che ha un passo che io me lo sogno, mentre questo signorotto si “accontentava” di stare tranquillamente al mio passo.

E’ li che commetto l’errore di fare la domanda che non dovevo fare.

“ma tu quanti anni hai?” (fra runners ci si da sempre del tu)

Lo sanno tutti che non è buona educazione chiedere l’età ad una donna…ecco dovrebbero insegnare che nemmeno a quelli che corrono.

Settantacinque, mi risponde lui.

Sticazzi…penso io…però mi limito ad esclamare un più moderato “complimenti!”

E pensare che fino a quel momento ero anche soddisfatto del mio allenamento.

https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSmR9u1ZaCmRs_PSl5tFACiEqr7Ee5n4cm45o0dEyHNmGUaBr8c

 

 

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degli ospiti e degli asciugamani

Guardando le vetrine di un negozio di biancheria in un centro commerciale mi sono chiesto:

Perchè l’asciugamano con cui ci puliamo il sedere viene definito OSPITI? Forse per la considerazione che abbiamo dell’ospite?

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Le domande del gatto….

Perchè, concedendomi una meritata sauna dopo una faticosa seduta di spinning, vedo affollarsi quei 20 mq. di panche di legno e luci soffuse con altri 5…6…7…8 saunisti, manco fossimo al derby, mi viene da pensare “minchia stasera fa proprio caldo!” ?

 

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